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  1. #226
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da agex
    Scusate quali sono i parametri?… che non ne dobbiamo parlare???? Noi ne parliamo e ci battiamo per allargare l’orizzonte della conoscenza e la stanza dei sogni ne è la prova tangibile…..
    Grazie Rubens abbiamo bisogno anche del tuo contributo….
    Non ho capito se mi prendete in giro o altro. Come sarebbe quali sono i parametri, ma se li ho appena indicati!.

    Efficacia: In quale misura il paziente migliora. L' efficacia si esprime tendenzialmente in percentuale. Vedi l' efficacia di un farmaco, di un effetto placebo o di una terapia.

    Efficenza: il numero di sedute ed il tempo necessario per produrre il cambiamento.

    Studi al follow up. Se applicate un modello da 10 anni, dalla prima applicazioni vi siete persi 9 anni di studi al follow up nei 3,6,12 mesi dopo il trattamento.

    Ancora non capisco. Vi ponete su base riduzionista, sperimentale e scientifica poi per ciò che concerne i risultati mi dite che qualche personaggio dello spettacolo ha trovato giovamento dall' applicazione del codice binario?.

    Ma l' efficacia si deve misurare in base al problema.
    Quale problema avete trattato? ansia, depressione, schizofrenia?. In quante sedute?. il problema è stato risolto? in che percentuale? è migliorato?.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  2. #227
    agex
    Ospite non registrato
    “Scusate quali sono i parametri?… che non ne dobbiamo parlare???? Noi ne parliamo e ci battiamo per allargare l’orizzonte della conoscenza e la stanza dei sogni ne è la prova tangibile…..
    Grazie Rubens abbiamo bisogno anche del tuo contributo…. “Non ho capito se mi prendete in giro o altro. Come sarebbe quali sono i parametri, ma se li ho appena indicati!.
    ”Efficacia: In quale misura il paziente migliora. L' efficacia si esprime tendenzialmente in percentuale. Vedi l' efficacia di un farmaco, di un effetto placebo o di una terapia.”

    Per quanto concerne la psicoterapia (eslcuse le consultazioni) è intorno al 98%.
    In molti casi sono bastati uno-due incontri.

    ”Efficenza: il numero di sedute ed il tempo necessario per produrre il cambiamento.”

    Due, massimo tre sedute.

    ”Studi al follow up. Se applicate un modello da 10 anni, dalla prima applicazioni vi siete persi 9 anni di studi al follow up nei 3,6,12 mesi dopo il trattamento.”

    Il paziente migliora stabilmente nel giro di due, tre mesi.

    ”Ancora non capisco. Vi ponete su base riduzionista, sperimentale e scientifica poi per ciò che concerne i risultati mi dite che qualche personaggio dello spettacolo ha trovato giovamento dall' applicazione del codice binario?.”

    Non per il suo lavoro, non hai capito.

    ”Ma l' efficacia si deve misurare in base al problema.”

    L’effciacia si deve basare sulla versatilità del metodo che si applica in ambiti diversi, per esempio il comico ci consulta sul problema del paradosso (si ride solo per effetto paradossale) il problema ci è chiaro in una due sedute.

    ”Quale problema avete trattato? ansia, depressione, schizofrenia?.

    L’ansia e la depressione non sono problemi per noi ma sintomi. La schizofrenia: cosa intendi per schizofrenia????? Gli schizofrenici che abbiamo trattato sono sempre migliorati, parlare di guarigione ci sembra complicato, in pratica tutti quelli che abbiamo seguito hanno sospeso i trattamenti farmacologici.

    “ In quante sedute?.” Negli schizofrenici in almeno dieci sedute si sospendono i farmaci.


    il problema è stato risolto? in che percentuale? è migliorato?.
    lo abbiamo detto al 98%.!!!!!!. Grazie Rubens…ma il tuo contributo dove è?????

  3. #228
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Allora, usando il vostro linguaggio e parlando di sintomi.

    Avete trattato in 1 0 2 sedute tutti i problemi connessi al sintomo ansia con il 98% dei casi che ha risolto il problema stabilmente.

    (mancano il numero dei casi ed il tempo impiegato in una seduta)

    E ancora..tutti i pazienti migliorano stabilmente dopo massimo 3 sedute....

    Fosse realmente così allora il vostro metodo sarebbe veramente il più potente che esiste.

    Ci saranno sicuramente pubblicazioni scientifiche dove viene illustrato il metodo ed i risultati!. Dove possiamo trovarle?..on line?.

    La cosa potrebbe essere interessante, per il momento siete degli 'sconosciuti' che asserisono risultati impossibili !.


    Il mio contributo? cosa volete?non capisco. Ogni post è un contributo!.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  4. #229
    agex
    Ospite non registrato
    “Allora, usando il vostro linguaggio e parlando di sintomi.”

    Non esattamente: usando il modello e parlando del ruolo del sintomo nei confronti della malattia. Sintomo come segnale e malattia accertata come: paranoia, pippe mentali, fantasie, trucido, paradossale, rabbia, rosico, rimuginare...

    ”Avete trattato in 1 0 2 sedute tutti i problemi connessi al sintomo ansia con il 98% dei casi che ha risolto il problema stabilmente.”

    Sì.

    “(mancano il numero dei casi ed il tempo impiegato in una seduta)”

    è vero non li abbiamo contati in questi dieci anni, tenedo presente che chi applica il modello all’incirca riguarda una quarantina di colleghi, le sedute possono durare da 50 ai 60 minuti…Per quanto riguarda i casi in parte sono citati (come emblematici) nei testi che abbiamo pubblicato...

    ”E ancora..tutti i pazienti migliorano stabilmente dopo massimo 3 sedute....”

    In media è così.

    ”Fosse realmente così allora il vostro metodo sarebbe veramente il più potente che esiste.”

    Noi lo consideriamo attualissimo!!!! E siamo qui a parlarne…ma purtroppo nessuna casa farmaceutica è disposta a sponsorizzare un convegno per divulgarlo…chissà perché…si vede che il loro tornaconto si assottiglia…sapete parlare di sintomo-malattia e sogno non è gradito all’industria….…..

    ”Ci saranno sicuramente pubblicazioni scientifiche dove viene illustrato il metodo ed i risultati!. Dove possiamo trovarle?..on line?.”

    Noooo…… basterebbe chiedere alla Redazione di OPS di rendere pubbliche le nostre inziative scientifiche…

    ”La cosa potrebbe essere interessante, per il momento siete degli 'sconosciuti' che asserisono risultati impossibili !.”

    E che non hanno i soldi per essere sponsorizzati……

    ”Il mio contributo? cosa volete?non capisco. Ogni post è un contributo!.”

    Bene portaci: pensieri, modelli, teorie, contributi clinici, noi li diamo nella stanza dei sogni..basta visitare…e contribuire, sinora non ti abbiamo letto….lì……prego Rubens dacci una mano… Grazie Rubens..dagli Agex

  5. #230
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    i]Originariamente postato da agex [/i]

    Non esattamente: usando il modello e parlando del ruolo del sintomo nei confronti della malattia. Sintomo come segnale e malattia accertata come: paranoia, pippe mentali, fantasie, trucido, paradossale, rabbia, rosico, rimuginare...

    QUINDI LA MALATTIA NON è UN DISTURBO D' ANSIA GENERALIZZATO (AD ESEMPIO) MA SI CHIAMA ROSICO O PIPPE MENTALI?.
    E' NECESSARIO CHE FACCIATE UN Pò DI CHIAREZZA..

    ”Ci saranno sicuramente pubblicazioni scientifiche dove viene illustrato il metodo ed i risultati!. Dove possiamo trovarle?..on line?.”

    Noooo…… basterebbe chiedere alla Redazione di OPS di rendere pubbliche le nostre inziative scientifiche…

    PUBBLICARE ON-LINE QUALCOSA E' MOLTO SEMPLICE. QUINDI VI INVITO A FORNIRE GLI ESTREMI DI QUESTE PUBBLICAZIONI.


    ”Il mio contributo? cosa volete?non capisco. Ogni post è un contributo!.”

    Bene portaci: pensieri, modelli, teorie, contributi clinici, noi li diamo nella stanza dei sogni..basta visitare…e contribuire, sinora non ti abbiamo letto….lì……prego Rubens dacci una mano… Grazie Rubens..dagli Agex

    MODELLI, TEORIE, CONTRIBUTI CLINICI?...NELLA STANZA DI PSICOLOGIA CLINICA AL THREAD CHE HO APERTO, RICONOSCERE LA DIREZIONE, C' E' TUTTO QUESTO. iL DIBATTITTO CON VOI LI' E' GIA' STATO APERTO. INUTILE POSTARE IL MEDESIMO CONTENUTO IN THREAD DIFFERENTI.

    CIAO

    RUBENS
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  6. #231
    agex
    Ospite non registrato
    ”QUINDI LA MALATTIA NON è UN DISTURBO D' ANSIA GENERALIZZATO (AD ESEMPIO) MA SI CHIAMA ROSICO O PIPPE MENTALI?.E' NECESSARIO CHE FACCIATE UN Pò DI CHIAREZZA..”



    Il sintomo “ansia genearlizzata” è un segnale di pericolo, una volta chiarito il contesto clinico (non c’è diabete, non c’è intossicazione ecc.) si valuta se il sintomo è nei confronti di un piacere paradossale che si chiama: rosico, rimuginamento, paranoia, eccitamento maniacale, sadismo, masochismo, la malattia mentale che consiste nelle soglie cerebrali che provocano il paradosso.

    ”Ci saranno sicuramente pubblicazioni scientifiche dove viene illustrato il metodo ed i risultati!. Dove possiamo trovarle?..on line?.”



    “La nuova frontiera della psicoanalisi: l’emozione si fa scienza.” Borla. Il modello del Codice Binario presentato nella sua forma scientifica di base che viene correlato con la teoria del pensiero di Bion.

    “Il pionerismo in agro pontino” Edit. S.E.N.O. Roma. Il modello descritto nella “nuova frontiera delal psicoanalisi” trova la sua applicazione in una scelta di campo che studia i fenomeni di gruppi, viene analizzato un gruppo particolare, “il pionersimo” dimensione sociale tipica e altamente condizionata dalla soglia psicologica.



    Ne segue la sintesi:

    “L’emozione si fa scienza”


    Parole chiave: teoria dualistica, emozione, sentimenti, affetto, istinto, trucido, soglia cerebrale, piacere paradossale, sistemi integrati antagonisti, psicosomatica, cefalea, epilessia.


    Con “La nuova frontiera della psicoanalisi: l’emozione si fa scienza” Edit. Borla 2000.è stato offerto al pubblico un aggiornamento sulla componente biologica relativa alla teoria strutturale del modello psicoanalitico. Si tratta dell’evoluzione del prototipo presentato da Freud nel 1895: oggi abbiamo la conferma che con “Il Progetto di una psicologia” sono stati anticipati i criteri clinici di una teoria strutturale della mente, espressione del cervello e non di strutture ineffabili come l’anima o lo spirito. Infatti la teoria biologica è stata pensata da Freud perchè dualistica in quanto riconoscibile nel processo primario e secondario. Gli sviluppi successivi appartengono alle opere di M. Klein e di W. Bion: l’applicazione clinica ne rappresenta, ancora oggi, il più aggiornato, se non l’unico, approccio terapeutico alle psicosi. Le novità e l’evoluzione strutturale del dualismo sono state, per quanto concerne la Klein la posizione schizo paranoide/depressiva; e per Bion la personalità psicotica/non psicotica. Il contributo che si propone oggi prosegue l’iter freudiano e tenta di colmare una lacuna: permettere di riconoscere la matrice neurobiologica, si tratta di dare significato a un valore che origina dai livelli delle soglie emozionali sino alla formazione dei sentimenti. Dobbiamo riconoscere che sinora le speculazioni teoriche hanno considerato l’emozione come un mosaico policromatico che si perde nelle complesse classificazioni filosofiche e socioculturali. In realtà l’emozione è espressione e di competenza della biologia: si descrive la nuova frontiera. La psicoanalisi nasce come disciplina scientifica perché appartenente in massima parte alla medicina (teoria dualistica), ed integra le conoscenze sul funzionamento cerebrale (di competenza delle neuroscienze) con l’umanesimo (psicologia, etnologia, antropologia, ecc.).
    La novità dunque riguarda il concetto del valore soglia: deriva dall’alta riproducibilità dei risultati sperimentali e clinici. Il valore soglia è riconosciuto come la peculiarità del cervello animale che sinora è stato sempre evocato, ma poi, nei fatti, considerato ineffabile e sfuggente: trova ora un ruolo emblematico nella risposta paradossale dimostratta con gli studi di Mattioli. Si parte dalla constatazione che l’attività cerebrale, e di conseguenza l’attività mentale che ne consegue, è risultante dall’attività di due Sistemi Aspecifici (Diffusi o Intermediari) Antagonisti Integrati: essa rappresenta la base di qualsiasi iniziativa. La comunicazione e il carattere dell’espressione dei sistemi viene riconosciuto nell'interfaccia del linguaggio emotivo o sentimentale, e come accade in biologia attraverso l’applicazione di un codice binario. I sistemi aspecifici antagonisti includono il cervello limbico: area che ora viene ad essere ridefinita rispetto alla versione antica e inadeguata offerta da Mc Lean e successivamente da Gloor. Il cervello limbico è tale perché composto da due strutture che appartengono alle due emozioni antagoniste e integrate. La funzione determinante neurologica dell’integrazione consiste nella possibilità di interfacciare i dati sensoriali delle emozioni con gli altri sistemi cerebrali. Il cervello limbico è composto dalla sostanza grigia periacqueduttale (Central Grey Matter CGM o PAG) per l’emozione innata del dolore e dall’area settale per l’emozione antagonista e acquisita del piacere, le due aree sono interconnesse ( o integrate attraverso l’FBM o fascicolo prosencefalico mediale). L’ emozione innata, è il dolore, ed è la meglio strutturata filogeneticamente , mentre l’altra, acquisita, del piacere, è condizionata dall’ apprendimento e dall’ambiente. Per quanto riguarda l’integrazione operante o interfaccia come esempio può essere utilizzato il rapporto esistente fra il sistema motorio e sistema emotivo: nella postura della flessione è rappresentato o interfacciato il dolore mentre nella postura dell’estensione il piacere. Un soggetto che assume spontaneamente la postura della flessione possiamo affermare che percepisce (spontaneamente) l’emozione del dolore. Seguendo con tale metodologia lo sviluppo della ricerca i risultati hanno portato alla creazione di un modello neurologico che riconosce quattro stadi di funzionamento o livelli di livelli di soglia .

    In sintesi:

    I° livello: o presenza nel mondo, rapporto di relazione con equilibrio ambientale (omeostasi);
    II° livello: crisi della presenza nel mondo, presenza di riflessi limbici o di evitamento; attivazione vegetativa (inizia con l'attivazione del simpatico e successivamente con reclutamento del parasimpatico)
    III° livello: crisi convulsiva o antidepressivo biologico quale evitamento dalla crisi della presenza nel mondo (inizia a livello di eeg con le onde lente e successivamente con le polipunte diffuse);
    IV° livello: coma reversibile, annullamento come estrema difesa dalla crisi della presenza nel mondo (inizia con le onde lente diffuse sino al tracciato piatto).
    E’ un modello neurologico che utilizza il valore delle soglie e viene applicato nello studio delle emozioni e dei sentimenti per poi essere correlato con i contributi derivanti dalle scienze umanistiche (psicologia, antropologia, etnologia, etologia). I quattro livelli dimostrano che la seconda, terza e quarta soglia rappresentano dei riflessi di evitamento del tronco cerebrale: il loro studio sperimentale permette, per esempio, di valutare la potenza di sostanze framacologiche che si ritengono attive sul cervello (analgesici, antiepilettici, ecc.). Si ribadisce, tanto per fare uno dei possibili esempi, che l’applicazione di tale metodologia sperimentale offre la possibilità di valutare sia l’efficacia e sia la potenza di un farmaco analgesico o antiepilettico o di un antidepressivo. Per quanto riguarda invece l’estensione dei risultati sperimentali con i contributi umanistici particolare enfasi è stata data all’opera di Ernesto de Martino. Il contributo che ne rappresenta poi l’aspetto originale dell’intera opera consiste nella possibilità di valutare cosa possa accadere a livello delle soglie dei sistemi aspecifici cerebrali. Infatti è stato osservato che nel momento in cui si raggiunge la saturazione del sistema del dolore (emozione innata) un’ulteriore sollecitazione (dolorosa) è in grado di provocare, automaticamente, una risposta paradossale di piacere. Per darne una espressione estesa e fruibile sul piano della comprensione del piacere paradossale viene proposto il termine di trucido. In sostanza: il sistema emotivo, è espressione del dualismo biologico ed è composto dal dolore e dal piacere. L’emozione del dolore appartiene all’innato o genetico: infatti risulta essere meglio strutturata filogeneticamente ed è riconoscibile nell’attività di soglia delle strutture del tronco cerebrale; mentre l’emozione del piacere, appartenente all’acquisito, risulta condizionato dall’ambiente e dai legami ed è identificabile nell’attività di strutture più evolute del prosencefalo basale (settale). I sistemi dolore/piacere rappresentano l’espressione di nuclei cerebrali noti e strettamente correlati con gli altri sistemi, come per esempio con il sistema motorio della flessione/estensione; rispettano le leggi relative ai valori delle soglie adattative biologiche e rappresentano l’evoluzione del dualismo freudiano del processo primario e secondario.
    Una volta che si raggiunge l'unanime accordo riguardante il dato che tutti i comportamenti adattativi, appartenenti al repertorio del congenito o dell’acquisito (come per esempio i Modelli Operativi Interni di Bolwby), sono finalizzati al raggiungimento del soddisfacimento o al sollievo, il contributo di Mattioli diventa attuale e semplificativo: riconoscere due forme di soddisfacimento possibili per il cervello animale e umano. La matrice neurobiologica attraverso la combinazione dei valori della soglia emotiva, porta alla formazione di due forme di sentimenti piacevoli: il primo legato alla tolleranza della frustrazione e alla formazione del legame o funzione alfa (di W. Bion) o posizione depressiva (di M.Klein), che consente il piacere affettivo e la simbolopoiesi. Il secondo tipo di soddisfacimento avviene solo attraverso la saturazione del sistema della precarietà ed è riconoscibile per la scarsa capacità simbolica e consiste dell’intolleranza della frustrazione descritta anche come funzione beta (Bion) o posizione schizo paranoide (Klein): una condizione automatica che ora viene descritta come piacere istintivo o paradossale. Sul piano clinico il piacere paradossale si riconosce nell’euforia della rabbia, della sfida, della vendetta o della rivalsa e riconoscibile nell'attrazione per il sentimento del trucido. Si tratta di un risultato reso possibile da soglie adattative automatiche prodotte dal tronco cerebrale, facilitate per l’intensa sollecitazione spiacevole che si traduce alla fine in piacere paradossale. L’intimo processo neurobiologico di interfaccia che lo provoca è da considerarsi equivalente alla reazione motoria del riflesso di Moro (Fig.1 A e B) e per molti aspetti ai riflessi condizionati di Pavlov. Segue ora la rappresentazione reale e schematica (in veste grafica) delle due varianti motorie della reazione di Moro.





    Figura. 1 A
    A: Riflesso di Moro variante in estensione nel neonato. Se stimoliamo il neonato libero con un movimento improvviso di elevazione egli allargherà le braccia in estensione. Segue ora la rappresentazione grafica della reazione di Moro.



    Figura. 1 B: rappresentazione grafica delle varianti della reazione di Moro.


    a)il neonato per la sua condizione innata assume la postura della flessione espressione ed equivalente dello stato di precarietà (dolore) rappresentata da un contenitore pieno.
    Il sistema rappresentato nella figura è equiparato a un contenitore o sistema della flessione/dolore è in uno stato di saturazione, completamente pieno, mentre il contenitore del piacere/estensione è vuoto.
    b) la freccia rappresenta una ulteriore sollecitazione che può essere una sensazione di cadere, un rumore improvviso, ecc. La stimolazione appartiene al codice del dolore e pertanto trovando il sistema saturo, perché totalmente operativo, provoca il reclutamento del sistema antagonista. Da qui la risposta in estensione, una risposta allarmante - dolorosa si traduce in una reazione paradossale estensoria.
    c) se il neonato si tiene già a qualcosa, ha in pratica un contatto (con un panno: tipo coperta di Linus) che gli procura il sollievo dallo stato di precarietà, il sistema del dolore si troverà in una posizione insatura.
    d) se ripetiamo quanto avvenuto in b la stimolazione troverà un livello di soglia modificato, il livello di saturazione essendo ridotto non permetterà la reazione paradossale in estensione ma si rinforzerà in flessione.
    La seconda variante della reazione di Moro dimostra che il contatto ha modificato il livello di soglia del sistema della precarietà non permettendo di raggiungere il livello di saturazione indispensabile per realizzare la risposta paradossale in estensione della prima variante della reazione. E’ diventato operativo un modulo comportamentale adattativo risultante dal livello di soglia del tronco cerebrale che alla nascita risulta essere dominante. Anche la presenza dei riflessi oculocefalici, della gabella, dei punti cardinali, del magnete, di fuga, della marcia automatica, come pure la risposta (paradossale) bradicardia appartengono allo strumentario della semiologia clinica utile nella diagnosi dello stato di maturità del neonato. I riflessi sinora menzionati si ottengono sino a quattro - cinque mesi.
    Si insiste nel richiamare l’attenzione sulla reazione di Moro: perchè rappresenta la dimostrazione pratica ed empirica dell’esistenza della matrice neurobiologica necessaria alla risposta paradossale ed è la conferma dell’esistenza dei valori delle soglie dei sistemi antagonisti integrati. Il concetto del valore soglia si riconosce nella matrice biologica riguardante la nozione di Bolwlby sui Modelli Operativi Interni e sulle teorie di Stern di Rappresentazione delle Interazioni successivamente Generalizzate. Se proviamo ad analizzare, attraverso l’uso del codice binario di interfacciamento, anche i riflessi condizionati di Pavlov scopriamo che il riflesso si instaura perché il cane condizionato confonde, paradossalmente, il suono del cicalino (stimolo condizionante) con la scodella piena di cibo. Ne consegue che il riflesso condizionato è da ritenersi equivalente alla risposta paradossale. Sul piano dell’apprendimento, della reiterazione dell’evento, si potrebbe ipotizzare l’esistenza del precursore biologico della rimozione nel riflesso condizionato. Lo scenario neurologico è descritto come formativo della nuova frontiera della psicoanalisi: si rappresenta attraverso l’applicazione di un modello completo sia sul piano metodologico e sia per l’approccio empirico biologico utilizzato. Particolare attenzione viene data al significato del sintomo sine materia o Sintomo Psicosomatico SP (cefalea, depressione, attacchi di panico, sintomatologia depressiva, fobica, compulsiva, alextimia, ecc.) e in maniera singolare al sogno. Il sogno ora viene descritto, nel codice binario o interfaccia dei dati sensoriali/emotivi, come equivalente del sintomo e pertanto non più valutato come valvola di scarico o espressione di forze oscure, irrazionali o malefiche. La proposta scientifica ora si compone su un piano diverso: i risultati della ricerca descrivono il sogno come il segnale di pericolo (SP) nei confronti di un desiderio rimosso. Il sogno come guardiano del sonno diventa un concetto datato e superato. Il sonno, dunque, non più necessario per iposare, ma ora la sua funzione è diversa: consentirebbe invece al cervello di processare o archiviare, attraverso il codice binario, ciò che è stato assorbito, recepito e appreso nel corso della giornata. Il sonno diventa la metafora relativa alla chiusura al pubblico di un’attività commerciale. Il sonno come funzione fisiologica necessaria per effettuare l’inventario: un’operazione che serve per i contenuti dell’archivio necesario alla formazione della memoria autobiografica. In sostanza l’applicazione del modello permette un aggiornamento della teoria relativa alla somatizzazione. Ne consegue che tale sintomatologia, sul piano tecnico terapeutico, è esclusivamente trattabile, e per certi versi risolvibile, solo attraverso un approccio che utilizza il modello psicoanalitico. La psicoterapia delle somatizzazioni non è consigliabile con l'applicazione di criteri cognitivi comportamentali, perchè risulterebbe, nella maggioranza dei casi, deleterio. Inoltre si ribadisce, qualora ve ne fosse bisogno, che il trattamento con sostanze farmacologiche, che alterano la soglia di percezione dei segnali di pericolo prodotti dal tronco cerebrale, è sconsigliabile per lunghi periodi, in quanto essendo sintomatici non sono terapeutici. Anche le strategie comportamentali sono controindicate perché trascurano l’impatto dei processi emotivi nella formazione sia della paranoia e sia sul significato del sintomo. Per raggiungere una conoscenza, anche minima, sul significato del sintomo il terapeuta e il paziente non possono eludere dal prendere in esame la valenza o soglia emozionale. Le sostanze farmacologiche che modificano la soglia di percezione (tranquillanti, antidepressivi) alla fine risultano essere controindicate e favorenti solo la confusione. L’approccio psicoanalitico delle libere associazioni e dell’analisi dei sogni rimane l’unica tecnica suggerita come valida: tecnica che consiste nel riconoscere la funzione del sogno come sintomo o segnale di pericolo, segnale che può rappresentarsi come dolore o piacere paradossale in stretto rapporto con i contenuti della paranoia.

    La sintesi del modello psicoanlitico è riportata graficamente nella FIGURA 2:






    La figura sintetizza il ruolo del dualismo biologico che dalle emozioni si dispiega verso i sentimenti.
    Il precursore biologico empirico della griglia che viene proposta è già stato descritto nel riflesso di Moro ed è confermato dai risultati dei lavori sperimentali.

    Griglia limbica: il ruolo delle emozioni nella formazione dei sentimenti.
    La figura semplifica la descrizione dei mutamenti strutturali necessari nel riconoscimento della formazione dei sentimenti affettivi/istintivi.
    A: condizione alla nascita. Il sistema del dolore, schematizzato come un contenitore, è nella sua massima espressività: è saturo, essendo innato; quello del piacere è vuoto essendo acquisito.
    B: il neonato attraverso il ruolo della réverie (careviger, madre, ambiente ecc.) forma un legame con il mondo e questo consente il parziale svuotamento del sistema del dolore (freccia in giù) e la formazione di un piacere. Si realizza la base biologica per lo sviluppo del sentimento affettivo su cui opera la tecnica del metodo psicoanalitico.
    C: condizione fondamentale per lo sviluppo della soglia del senso del pericolo e necessaria alla formulazione del pensiero. Essendo il sistema del dolore insaturo, il suo livello ne permette il riconoscimento dello stimolo doloroso come tale. Nella figura lo stimolo viene rappresentato dalla freccia a sinistra. Stimolo che può essere endogeno: per es. un delirio o esogeno per es. un evento reale pericoloso, ugualmente il livello permette il riconoscimento di uno stimolo piacevole per una stimolazione compatibile. Si tratta della variante in flessione della reazione di Moro.
    D: nel caso in cui il sistema del dolore si trovi in uno stato di saturazione, (quando per esempio il soggetto avverte un senso di precarietà, di impotenza, ecc.) lo stimolo doloroso (endogeno o esogeno) trovando il sistema del dolore in stato di saturazione attiverà l’antagonista del piacere, producendo un soddisfacimento paradossale che è identificabile nell’istinto (o trucido). La freccia rappresenta schematicamente lo stimolo doloroso che provoca il travaso - ulteriore freccia curva - verso il contenitore del sistema del piacere. Uno stimolo doloroso verrà percepito, paradossalmente, come piacevole. Si tratta dell’equivalente della variante emotiva della risposta in estensione della reazione di Moro.
    E: qualora il soggetto abbia raggiunto un grado di maturazione della personalità attraverso esperienze di apprendimento, il tronco cerebrale è in grado di produrre il sintomo psicosomatico (SP) o riflesso limbico e consiste in: evitamento, paura, attacchi di panico, cefalea, sino alla crisi epilettica della III soglia.
    La funzione del Sintomo Psicosomatico o Segnale di Pericolo consiste nell’interrompere il travaso del dolore nel sistema del piacere.
    Il compito e il ruolo della psicoterapia è nel saper riconoscere, attraverso l’analisi degli eventi, le variegate sfaccettature del soddisfacimento affettivo rispetto all’istintivo. Determinante è il ruolo del sintomo che inizialmente si presenta al soggetto con il sogno (segnale di pericolo nei confronti di un desiderio rimosso) e successivamente con segnali sempre più intensi tipici della sintomatologia psicosomatica che dall’ansia può realizzare quadri clinici complessi come la psoriasi ma anche la morte per arresto cardiaco.
    Nella condizione rappresentata dalla figura D si è nella condizione definibile come parte delle personalità psicotica (euforia, vendetta, trionfo, mancanza del senso del pericolo, serial killer, kamikaze, delirio, nei gruppi con la mentalità di gruppo) mentre nella condizione rappresentata in E si è nelle condizioni riconoscibili nella parte non psicotica della personalità o in senso generico nell’area delle nevrosi, per quanto riguarda il singolo, mentre per quanto riguarda la psicologia dei gruppi inizia la fase dello sviluppo della cultura di gruppo.
    Il dato, la funzione e il ruolo del piacere paradossale è nella presenza o meno del sintomo. La riflessione è particolarmente è importrante e significativa nella valutazione del disagio giovanile. Si è portati a sostenere che sia proprio l'adolescente il soggetto più esposto alla percezione del disagio come segnale o sintomo psicosomatico relativo alla carenza del senso del pericolo. Infatti, cusiosamente, nei casi di devianza criminale ciò che emerge è l’assoluta mancanza della sintomatologia psicosomatica.
    E’ forse il caso di insistere nel riportare quanto i risultati del modello proposto da Mattioli contrasta con quanto descritto da Antonio R. Damasio Professore di Neurologia e Preside del Dipartimento di Neurologia presso il College of Medicine della University of Iowa, nonché professore incaricato presso il Salk Institute for Biological Studies di La Jolla. Infatti il Prof. Damasio è noto in Italia per aver pubblicato due testi : il primo riguardante il dualismo cartesiano e il secondo Emozione e coscienza, Adlelphi 2000 e anche perché, recentemente, è stato insignito del prestigioso premio Nonino 2003. Contrariamente a quanto sinora descritto il Prof. Damasio sostiene che sia il dolore e sia il piacere non siano emozioni. Ecco i tratti salienti della posizione dell’illustre scienziato. Si legge a pag. 99 del testo:

    “Che dire, poi, del piacere? Il piacere è un’emozione? Di nuovo preferirei dire di no, anche se il piacere proprio come il dolore, è intimamente legato all’emozione. Come il dolore, il piacere è una qualità costitutiva di certe emozioni, mentre per altre ne è l’innesco. Il dolore è associato alle emozioni negative, quali l’angoscia, la paura, la tristezza, e il disgusto, il piacere è associato a molte sfumature di gioia, di orgoglio e di emozioni di fondo positive. Il piacere e il dolore fanno entrambi parte del disegno biologico che ha ovviamente scopi adattativi, ma svolgono la loro funzione in circostanze molto diverse. Il dolore è la percezione di una rappresentazione sensoriale di una disfunzione locale in un tessuto vivo. Nella maggior parte delle situazioni il danno effettivo
    o imminente dei tessuti vivi, si producono segnali che vengono trasmessi sia per via chimica sia attraverso le fibre nervose C e A delta e nel sistema nervoso centrale si creano rappresentazioni
    appropriate, a molteplici livelli. In altre parole, l’organismo è stato selezionato per rispondere alla perdita dell’integrità dei tessuti, o alla sua minaccia, con un tipo particolare di segnalazione.
    Il processo di segnalazione recluta una schiera di risposte chimiche e neurali, da reazioni locali dei leucociti a riflessi che coinvolgono un intero arto, a una reazione emotiva concertata.”

    L’argomento non è superficiale ed ha una certa importanza: a differenza di Damasio per Mattioli, invece, non sempre una disfunzione locale di un tessuto vivo produce dolore. Si tratta del nucleo centrale della ricerca relativo al modello psicoanalitico e al piacere paradossale. La conferma, che è poi la smentita di quanto afferma il Prof. Damasio, è rappresentata dai casi, non certo rari, in cui una lesione ischemica cardiaca non produce dolore. In medicina tale condizione ha un nome : infarto silente. Ma gli esempi che smentiscono le affermazioni del Prof. Damasio sono numerosi. Gli studi sperimentali del Mattioli, confermati successivamente nell’uomo, hanno dimostrato che in caso di lesione cardiaca il sintomo dolore è dovuto non al cuore ma dall'elaborazione o interfaccia dei segnali che vengono inviati ad un’area precisa del tronco cerebrale. La struttura è ritenuta strategica nell’attuazione e nella formazione del sintomo dell’angina pectoris (sensazione penosa che avverte il soggetto quando le sue coronarie riducono il loro calibro, provocano una riduzione nell’apporto di ossigeno al cuore), del cosiddetto sintomo psicosomatico e del piacere paradossale identificata da Mattioli nella sostanza grigia periacqueduttale del Mesencefalo (CGM o PAG).
    In sostanza: il contributo scientifico proposto è in linea con la tradizione neurologica italiana e rispetta il metodo scientifico deduttivo. Un singolare contributo viene offerto nella proposta di formazione della memoria autobiografica relativa ai concetti di archiviazione e rimozione. Viene infine proposta per la discussione e la riflessione clinica la metafora emblematica relativa alla funzione sociale dei cimiteri: vedere figura 03.



    Se insieme al paziente ci poniamo la domanda sulla funzione sociale del cimitero possiamo confrontarci su alcune possibili posizioni o spunti di riflessione: si potrebbe argomentare per es. che i soggetti che usufruiscono dei vantaggi dalla presenza del cimitero non sono i morti ma i viventi. Si potrebbe sostenere la metafora relativa alla funzione del cimitero e dei rituali ad esso correlati che svolgerebbero la loro funzione sul piano del metabolismo emotivo: la funzione avrebbe come obiettivo non la plasmazione del dolore, come sinora sostenuto dalla maggior parte della letteratura, ma l'obbiettivo inciste nella plasmazione del sentimento istintivo della rabbia verso una modificazione di un livello di soglia più tollerabile, per il cervello, riguardante il dolore: si descrive dunque come un processo terapeutico il lavoro necessario per il cambiamento del valore soglia che dal piacere paradossale vira al piacere affettivo. In altri termini, forse unpò esasperati, dal piacere dell'odio al piacere del perdono.
    Dunque in conclusione il presente contributo nel suo complesso permette di fornire elementi sulla conosecnza dei meccanismi che partecipano nelle cause delle morti improvvise (tipo le morti in culla, nei casi di epilessia, ecc.) e delle condotte suicidarie e lesionistiche: la sintomatologia psicosomatica viene riconosciuta da un nuovo e rivoluzionario punto di vista. Infine per quanto riguarda l’epilessia il modello offre un’ampia descrizione chiarificatrice sul ruolo antidepressivo e di sintomo psicosomatico della crisi convulsiva cosiddetta idiopatica o primaria e il suo riconoscimento diagnostico e prognostico attraverso l’utilizzazione dell’elettroencefalogramma vettoriale.

    ” IL PIONERISMO IN AGRO PONTINO “
    Edit. S.E.N.O. Roma Dic. 2002; Euro 15,00


    Il contributo della psicoanalisi alla psicologia del pioniere nella formazione di Littoria e Latina .
    Parole chiave: assunti di base, mentalità e cultura di gruppo, gruppo nascente, setta, fascismo, democrazia.

    Si tratta di un contributo innovativo relativo all’applicazione del modello psicoanalitico presentato nel “La nuova frontiera della psicoanalisi: l’emozione si fa scienza” Edit Borla 2000 e vede l’estensione dello studio sulla matrice biologica delle emozioni applicato nella formazione di gruppi nascenti. Come fenomeno di gruppo viene preso in analisi il pionerismo: in sostanza viene proposto il trasferimento del modello psicoanalitico nell’analisi della formazione di una collettività.
    La scelta del pionerismo è strategica: per Mattioli, essendo nato a Latina e vissuto gli anni dell’adolescenza, non è stato faticoso concentrarsi sulla storia e sulla psicologia dei risultati della colonizzazione e trasformazione sia dell’agro romano che dell’agro pontino. Si è trattato di valutare avvenimenti appartenenti ad epoche storiche molto ben studiate da diversi autori, il dibattito sulla materia ha raggiunto una vasta intesa fra gli addetti. La scelta del pionerismo è, anche, dovuta al fatto che viene offerta la possibilità di analizzare il comportamento di soggetti che si aggregano sulla spinta di un riscatto e nella ricerca di modificazione di uno stato di precarietà: se vogliamo è un tema di forte attualità legata ai flussi migratori.
    Il gruppo dei pionieri è dunque un campo di studio che rispetta i criteri di attendibilità scientifica per la presenza di variabili costanti e prevedibili. Per Mattioli l’opera di ruralizzazione con la fondazione di nuove città, realizzate in seguito alla bonifica integrale del 1930, come Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pontinia, rappresentava per il regime fascista il Laboratorio Psicosociologico della nascente società rivoluzionaria. Ed è il motivo principale della scelta per l’applicazione del modello sul fascismo/pionerismo: si è trattato di delimitare un campo d’indagine su un campione omogeneo. Lo studio si è concentrato sulle modalità in cui il regime si è prodigato per la realizzazione dell’uomo nuovo, del terzo millennio.
    In sintesi: è emerso che il progetto fascista faceva leva sul carisma del pionerismo attraverso la strumentalizzazione dei sentimenti quali la sfida, la rivalsa, il riscatto dall’indigenza (contenenti il piacere paradossale). Il pionerismo con i risvolti emotivi e sentimentali è servito in molte occasione nell’aggregazione delle masse: basti pensare all’esperienza della colonizzazione americana. In Europa, dopo Mussolini è stata la volta di Hitler; ma chi ha saputo far tesoro dell’esperienza fascista è stato, senza ombra di dubbio, Stalin. Il regime comunista ne ha ripercorso tutte le tappe: prova ne sono le città della Siberia. Ancora oggi nei paesi comunisti sono chiamati pionieri gli adolescenti che militano nel partito. Nell’avventura coloniale in Albania e in Africa il fascismo trasferì il progetto di ruralizzazione, dell’agro pontino: infatti nell’occasione sono stati realizzati duemila chilometri di strade. Sono i paesi africani che le conservano ancora come impianto viario essenziale. Ma il laboratorio sociologico fascista ha trovato la sua forza sul piacere paradossale della sfida, sull’enfasi della rivalsa. Per il regime le caratteristiche paradossali di piacere in esse contenute, non poteva che portare alla perdita del senso del pericolo e dunque alla disfatta della guerra. La mentalità di gruppo del fascismo (sintetizzato nei concetti del credere, obbedire, combattere) ha condotto la nazione alla formazione della setta. Stile di vita o filosofia che non ha nulla a che fare con la cultura di gruppo tipica delle democrazie. Il modello psicoanalitico entra nei fatti storici e offre così la possibilità di analizzare i retroscena tattici utilizzati da Mussolini nella scelta dei suoi collaboratori per l’opera di ruralizzazione dell’agro pontino. Lo studio si concentra sul ruolo svolto dal condottiero della battaglia: il Conte Valentino Orsolini Cencelli. Personaggio emblematico chiamato e scelto per costruire in sei mesi Littoria: una città nuova che doveva essere anche bella. Dopo due anni venne fondata Sabaudia. Dopo la disfatta della guerra la comunità di Littoria ha cercato di far tesoro dell’esperienza come fondazione del Laboratorio Sociologico Ideologico e si è impegnata nel prenderne le distanze. Il primo atto è stato di cambiare nome: da Littoria in Latina. Ma è anche l’epoca in cui emerge il ruolo carismatico come guida spirituale di Santa Maria Goretti, la Santa bambina del Novecento: emblema della dignità, bene diventato ora irrinunciabile nelle scelte di vita. La figura della Santa diventa il simbolo del riscatto dell’indigente (bonificatore,pioniere, colono) dalla precarietà e dall’indigenza attraverso il valore della dignità. Ma il rischio, attuale, per la città consiste ancora nel fatto che, nonostante gli sforzi, la popolazione possa rimanere impigliata nella mentalità di gruppo del fanatismo delle origini, del piacere paradossale della rivalsa. Da qui, la tensione e la crescita attuale. “Il Pionerismo in Agro Pontino” è un testo nuovo, affronta la problematica esistenziale del singolo e la coniuga con la collettività in maniera nuova, singolare. Il volume nonostante la complessità dell’argomento risulta accessibile e di facile lettura: si presta per un dibattito sul comportamento umano e sulle basi della neurobiologia dei sentimenti del benessere e del disagio ed inoltre affronta un tema sinora trascurato: il piacere paradossale apprezzabile sia nel singolo che nel gruppo.

  7. #232
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    Scusate agex..fare un sunto no?

    Nella pratica cosa fate?

    Quindi io soffro d'ansia da 4 anni, voi sareste in grado di levarmi ogni problema in 2-3 sedute???
    :O
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  8. #233
    agex
    Ospite non registrato
    Scusate agex..fare un sunto no?

    Nella pratica cosa fate?

    Quindi io soffro d'ansia da 4 anni, voi sareste in grado di levarmi ogni problema in 2-3 sedute???
    :O


    Scondo noi (gruppo di lavoro) l'ansia è un sefnale di pericolo verso un piacere paradossale.
    Certo che te la togliamo, in due o tre sedute!...vecchia pazzerellona....

  9. #234
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    Ecco, già che mi dite vecchia pazzarellona...dimostrate poco rispetto x una potenziale cliente.
    E cmq io non ci credo proprio che in 2-3 sedute mi fate passare quello che 4 anni di psicoterapia e 2 di psicofarmaci non hanno guarito.
    Posso sapere in cosa consistono le sedute?
    Chiamate un esorcista?
    Cioè ci vogliono 2 ore solo x spiegare il problema!
    Mah...

    Cmq quasi quasi mi offro come soggetto prova..
    Ovviamente vi pago solo se mi guarite visto che la vostra suona come una promessa!
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  10. #235
    agex
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    Pazzerellona perché non hai capito che noi siamo qui non per cercare clienti…quelli non ci mancano..anzi….siamo qui per fare un altro tipo di lavoro.

    “E cmq io non ci credo proprio che in 2-3 sedute mi fate passare quello che 4 anni di psicoterapia e 2 di psicofarmaci non hanno guarito.”

    Noi non facciamo passare un bel niente: noi offriamo un modello di lavoro e siamo disponibili solo a confrontarci per una crescita.

    “Posso sapere in cosa consistono le sedute?Chiamate un esorcista?”

    Non apparteniamo alla categoria magica risolutiva…ma a un lavoro processuale.


    ”Cioè ci vogliono 2 ore solo x spiegare il problema!Mah...”

    Bene noi siamo pronti ad essere spiegati…..

    ”Cmq quasi quasi mi offro come soggetto prova..Ovviamente vi pago solo se mi guarite visto che la vostra suona come una promessa!”

    Noi siamo qui per lavorare su un modello operativo, non abbiamo bisogno di denaro ma di confrontarci….come vedi siamo rimasti soli…..prego…..siamo in ascolto….

  11. #236
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    Originariamente postato da agex

    “L’emozione si fa scienza”

    Infatti è stato osservato che nel momento in cui si raggiunge la saturazione del sistema del dolore (emozione innata) un’ulteriore sollecitazione (dolorosa) è in grado di provocare, automaticamente, una risposta paradossale di piacere.

    Ho letto una parte del lungo papiro!.

    Alcuni aspetti sono interessanti ed è quindi producente instaurare un confronto.

    Una delle espressioni chiave appare quella indicata.

    Mi chiedo, nella misura in cui vi sia una risposta paradossale di piacere è da considerarsi inequivocabilmente patologica?

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  12. #237
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    Posso solo ribadire che non mi convince affatto l'idea che una cosa che si è radicata in tanto tempo in una persona possa essere risolta in 2-3 sedute...
    E soprattutto..
    Come potete dimostrare la stabilità dei vostri presunti risultati?
    Come fate a restituire dignità, speranza, un Sè ristrutturato, in 2-3 sedute?
    Mi sembra una cosa un po' utopica, anche se molto allettante...
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  13. #238
    agex
    Ospite non registrato
    “L’emozione si fa scienza”:”Infatti è stato osservato che nel momento in cui si raggiunge la saturazione del sistema del dolore (emozione innata) un’ulteriore sollecitazione (dolorosa) è in grado di provocare, automaticamente, una risposta paradossale di piacere.”
    “Ho letto una parte del lungo papiro!.Alcuni aspetti sono interessanti ed è quindi producente instaurare un confronto.”

    Grazie del complimento…sapete sono il frutto di trenta anni di lavoro di ricerca clinica e sperimentale sul cervello!!!

    ”Una delle espressioni chiave appare quella indicata.”

    ”Infatti è stato osservato che nel momento in cui si raggiunge la saturazione del sistema del dolore (emozione innata) un’ulteriore sollecitazione (dolorosa) è in grado di provocare, automaticamente, una risposta paradossale di piacere.”

    ”Mi chiedo, nella misura in cui vi sia una risposta paradossale di piacere è da considerarsi inequivocabilmente patologica? :

    riteniamo, alla stregua anche degli insegnamenti forniteci da S. Freud , da M. Klein e da W. Bion, che il piacere relativo alla mancanza del senso del pericolo sia malattia. Il processo primario come la posizione paranoide e la funzione beta sono espressione di malattia. Sempre e comunque. Il piacere paradossale è l’equivalente biologico perché si realizza con un processo metabolico risultante dai livelli di soglia dai noi studiati. Facciamo un esempio: Il Kamikaze che si fa saltare piacevolmente per noi è un fanatico, invaso dal piacere paradossale…dunque allora perché non parliamo delle radici biologiche del fanatismo??? E di conseguenza anche del sintomo relativo alla malattia???? Grazie Rubens…dagli agex

  14. #239
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    Facciamo un altro esempio.

    Il coraggio viene descritto come una risposta alla paura.
    In particolare, seguendo la vostra ottica, è la risultante di una saturazione del sistema dolore ed una risposta paradossale di piacere.

    Il coraggio è quindi patologico?

    Rubens
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    Rubens

  15. #240
    agex
    Ospite non registrato
    “Facciamo un altro esempio: il coraggio viene descritto come una risposta alla paura.”
    In particolare, seguendo la vostra ottica, è la risultante di una saturazione del sistema dolore ed una risposta paradossale di piacere.Il coraggio è quindi patologico?Rubens”

    Facciamo degli esempi clinici: Tizio (ha una paranoia), vuole volare dalla finestra come Icaro. Gli viene la paura come sintomo o segnale di pericolo che glielo impedisce, va dal medico e si fa dare la pillola per non avere paura e così coraggiosamente vola. Lo leggiamo tutti i giorni: ha ucciso la moglie, soffriva di depressione ed era in cura presso lo psichiatra con antidepressivi. Poi grazie alla cura ha trovato il coraggio di uccidere la moglie che la depressione gli impediva. Oppure si legge supera tutto con coraggio: domandiamo, cos’è il coraggio? Virtù, essenza della vita, sentimento, emozione, coratella, frattaglia? Ma perché molta gente dimentica l’approccio clinico????? Se A è eguale a B non vuol dire che C sia uguale a A. La nostra ottica riguarda il codice binario e le soglie operative del cervello…siamo clinici e dunque studiamo il “dintro a capa”!!!!!

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