ciao wrubens,
stavo riflettendo... come mai l'hai vissuto come un rifiuto? mi incuriosisce... non ti scoraggiare, comunque, se ti può consolare, io sto vivendo la tua stessa esperienza ma... con gli avvocati!![]()
ciao wrubens,
stavo riflettendo... come mai l'hai vissuto come un rifiuto? mi incuriosisce... non ti scoraggiare, comunque, se ti può consolare, io sto vivendo la tua stessa esperienza ma... con gli avvocati!![]()
allora guarda, non so quale sia peggio..anche tu hai i tuoi casini....Originariamente postato da squirrol
ciao wrubens,
stavo riflettendo... come mai l'hai vissuto come un rifiuto? mi incuriosisce... non ti scoraggiare, comunque, se ti può consolare, io sto vivendo la tua stessa esperienza ma... con gli avvocati!![]()
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l' ho vissuto come un rifiuto per un motivo semplice. E' un rifiuto.
Poi possiamo motivarlo come vogliamo ma ciò non cambia la non accettazione avvenuta nei colloqui di accettazione.
La cosa che più mi stipisce è anche questa sensazione di essere un caso difficile...e questa difficoltà mi piace.
Forse il lato masochista che emerge dal non essere considerati banali, scontati, risolvibili. Ma ho anche consapevolezza che questo può essere antiterapeutico!! o no?..
Rubens
"il dubbio è il tarlo del delirio"
Rubens
Originariamente postato da wrubens
allora guarda, non so quale sia peggio..anche tu hai i tuoi casini....![]()
l' ho vissuto come un rifiuto per un motivo semplice. E' un rifiuto.
Poi possiamo motivarlo come vogliamo ma ciò non cambia la non accettazione avvenuta nei colloqui di accettazione.
La cosa che più mi stipisce è anche questa sensazione di essere un caso difficile...e questa difficoltà mi piace.
Forse il lato masochista che emerge dal non essere considerati banali, scontati, risolvibili. Ma ho anche consapevolezza che questo può essere antiterapeutico!! o no?..
Rubens
Non so... potremmo parlare del famoso piacere paradossale???![]()
...mi sembri contentissimo dell'accaduto....
Squirrol pensa che ti sei scoraggiato e ti consola... secondo me è un pochino ingenua...
Tu pensi di aver fregato la terapeuta e ci godi ma invece ti stai fregando da solo... così mi sembra...
ciao
Intuitivamente il termine 'piacere paradossale' sembra calzante. Non so nello specifico che significato possa avere. Che cosa significa e chi l' ha coniato?...Originariamente postato da io mordo
Non so... potremmo parlare del famoso piacere paradossale???![]()
...mi sembri contentissimo dell'accaduto....
Squirrol pensa che ti sei scoraggiato e ti consola... secondo me è un pochino ingenua...
Tu pensi di aver fregato la terapeuta e ci godi ma invece ti stai fregando da solo... così mi sembra...
ciao
per il resto è decisamente esagerato..che io ci goda..proprio per niente...magari c' è l' idea di essere complesso e difficile a farmi piacere...
il resto è solo dispiacere per non aver trovato una direzione con un terapeuta..![]()
ciao
Rubens
"il dubbio è il tarlo del delirio"
Rubens
Squirrol pensa che ti sei scoraggiato e ti consola... secondo me è un pochino ingenua...
Tu pensi di aver fregato la terapeuta e ci godi ma invece ti stai fregando da solo... così mi sembra...
ciao [/B][/QUOTE]
Scoraggiato nella ricerca di uno psicoterapeuta valido... questo intendevo... riguardo al fatto di essere ingenua, si lo sono e sono contenta di esserlo e mi piaccio così! Non ho mai perso la capacità di guardare il mondo con gli occhi stupiti di un bambino e di questo ne vado fiera. Persino mia figlia è più cinica e disincata di me a soli 14 anni ma è veramente un bene?
disincantata, volevo dire...!![]()
Originariamente postato da wrubens
Intuitivamente il termine 'piacere paradossale' sembra calzante. Non so nello specifico che significato possa avere. Che cosa significa e chi l' ha coniato?...
...Gianluca Mattioli?
..nella situazione specifica credo lo si possa ritrovare nel piacere della sfida (con la terapeuta... e quindi con se stessi...)... nell'avere delle aspettative poco ottimistiche sul successo della terapia... o semplicemente nel non cercare di costruire e tutelare attivamente il legame con la terapeuta... nell'attacco alla precarietà insomma... cioè, il legame terapeutico è delicato, precario appunto, soprattutto all'inizio... il piacere di distruggerlo anzichè costruirlo... è più facile... ho reso l'idea?
l'idea di essere complesso e difficile... è più semplice pensare così che darsi da fare per cambiare e stare meglio... no? sbaglio?Originariamente postato da wrubens
per il resto è decisamente esagerato..che io ci goda..proprio per niente...magari c' è l' idea di essere complesso e difficile a farmi piacere...
ovvio...Originariamente postato da wrubens
il resto è solo dispiacere per non aver trovato una direzione con un terapeuta..![]()
...sai Rubens... mi ha parecchio colpito anche il fatto che rifiutandoti si sia guadagnata la tua stima... magari se ci rifletti meglio su sta cosa... fa sapere... io la trovo un po' bizzarra...
ciao![]()
Originariamente postato da squirrol
Scoraggiato nella ricerca di uno psicoterapeuta valido... questo intendevo... riguardo al fatto di essere ingenua, si lo sono e sono contenta di esserlo e mi piaccio così! Non ho mai perso la capacità di guardare il mondo con gli occhi stupiti di un bambino e di questo ne vado fiera. Persino mia figlia è più cinica e disincata di me a soli 14 anni ma è veramente un bene?
Beh... che dirti... io adoro le persone genuine...
...non so se sia un bene o meno essere disincantati... però presumo di si...
ciao![]()
bè... sicuramente si prendono meno f.......e!!!Originariamente postato da io mordo
Beh... che dirti... io adoro le persone genuine...
...non so se sia un bene o meno essere disincantati... però presumo di si...
ciao![]()
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Dal mio punto di vista se un professionista, psicologo e non, rinuncia ad occuparsi di un caso è indice di professionalità....sai Rubens... mi ha parecchio colpito anche il fatto che rifiutandoti si sia guadagnata la tua stima... magari se ci rifletti meglio su sta cosa... fa sapere... io la trovo un po' bizzarra...
Significa che la persona conosce le proprie potenzialità e sceglie di conseguenza.
Indipendentemente dalle potenzialità instrinseche a ciascun professionista non è pensabile che possano esistere figure professionali tanto abili da risolvere tutto di tutti. Ecco perchè non occuparsi di un caso significa fare la differenza tra chi conosce la propria professione e cerca di applicare principi etici e chi invece cerca di sfruttare ogni occasione per fare qualche quattrino.
Sul piacere paradossale.
In questi termini credo sia onnipresente. Se qualcuno riconoce una tua abilità ti fa piacere anche se è proprio questa abulità a sostenere il tuo problema.
Se qualcuno ti dice : 'non riesco a risolvere in tuo caso perchè tu sei troppo intelligente' questo ti crea piacere da un verso e dispiacere dall' altro. E' un discorso troppo generico ma credo renda l' idea. Non so quanto possa essere utile applicare 'etichette patologizzanti' a tale comportamento.
Rubens
"il dubbio è il tarlo del delirio"
Rubens
Ciao Rubens,
quanto tempo....
Io in questa tua soddisfazione ci vedo una gratificazione narcisistica.
Che ne dici?
Micia
There are only two tragedies in life: one is not getting what one wants, the other is getting it.(Oscar Wilde)
Originariamente postato da wrubens
Dal mio punto di vista se un professionista, psicologo e non, rinuncia ad occuparsi di un caso è indice di professionalità.
Significa che la persona conosce le proprie potenzialità e sceglie di conseguenza.
Indipendentemente dalle potenzialità instrinseche a ciascun professionista non è pensabile che possano esistere figure professionali tanto abili da risolvere tutto di tutti. Ecco perchè non occuparsi di un caso significa fare la differenza tra chi conosce la propria professione e cerca di applicare principi etici e chi invece cerca di sfruttare ogni occasione per fare qualche quattrino.
Si, c'ero arrivato pure io a questo ma volevo dire... razionalizzazioni a partemi sembra più che altro che da questa tua reazione (di stima...) si evinca la tua tendenza manipolatoria nei confronti della terapeuta...
non so se mi sono spiegato... tu, invece di fare il paziente con impegno ti metti a fare il supervisore della tua terapeuta...![]()
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mi sembra che questa tua stima passi per una specie di identificazione proiettiva... nel senso che non puoi sapere in realtà perchè lei abbia deciso di non prenderti in carico... può darsi pure che gli stavi antipaticoma tu sembri sicuro che il suo sia un'atteggiamento etico e professionale
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...forse c'è anche un po' di tutto questo, no?
Se un terapeuta mi dice dopo 3 incontri che non riesce a risolvere il mio caso perchè sono troppo intelligente penso che è un po' suonato e gli dico che invece io vorrei utilizzare la mia intelligenza per aiutarlo ad aiutarmiOriginariamente postato da wrubens
Sul piacere paradossale.
In questi termini credo sia onnipresente. Se qualcuno riconoce una tua abilità ti fa piacere anche se è proprio questa abulità a sostenere il tuo problema.
Se qualcuno ti dice : 'non riesco a risolvere in tuo caso perchè tu sei troppo intelligente' questo ti crea piacere da un verso e dispiacere dall' altro.
e non godo del fatto che la mia furbizia sostiene i miei problemi
cercherei di oppormi ragionevolmente al rifiuto del terapeuta... sempre che non sia effettivamente più suonato di me
...insomma, un po' ti giustifico visto il comportamento della tua terapeuta![]()
Originariamente postato da wrubens
E' un discorso troppo generico ma credo renda l' idea. Non so quanto possa essere utile applicare 'etichette patologizzanti' a tale comportamento.
Rubens
ancora non hai capito che il modello di Mattioli serve a tutto meno che ad applicare etichette patologizzanti?????????????
minchia ma allora sei tosto per davvero!!!
spero che tu riesca a trovarne uno giusto!
ciao![]()
quanto tempo.......................................Originariamente postato da micia
Ciao Rubens,
quanto tempo....
Io in questa tua soddisfazione ci vedo una gratificazione narcisistica.
Che ne dici?
....e l' acqua specchiandosi negli occhi di Narciso disse :"non posso continuare ad essere così bugiarda"
Rubens
"il dubbio è il tarlo del delirio"
Rubens
Originariamente postato da io mordo
Si, c'ero arrivato pure io a questo ma volevo dire... razionalizzazioni a partemi sembra più che altro che da questa tua reazione (di stima...) si evinca la tua tendenza manipolatoria nei confronti della terapeuta...
non so se mi sono spiegato... tu, invece di fare il paziente con impegno ti metti a fare il supervisore della tua terapeuta...![]()
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mi sembra che questa tua stima passi per una specie di identificazione proiettiva... nel senso che non puoi sapere in realtà perchè lei abbia deciso di non prenderti in carico... può darsi pure che gli stavi antipaticoma tu sembri sicuro che il suo sia un'atteggiamento etico e professionale
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...forse c'è anche un po' di tutto questo, no?
In realtà mi ha fornito la motivazione per cui non mi prende in carico, l' antipatia non c' entra.
La tendenza manipolatoria ci può essere.
Mi chiedo se tu terapeuta vai da un collega a farti curare non è inevitabile che ti ponga in un' ottica di comprensione tecnica degli interventi?. Se un dentista va da un collega, non è inevitabile un confronto professionale sugli interventi del collega?
Io credo che una buona motivazione possa favorire comunque una reazione positiva. credo che a volte non sia così scontato e che vi siano emozioni che si combinano.Se un terapeuta mi dice dopo 3 incontri che non riesce a risolvere il mio caso perchè sono troppo intelligente penso che è un po' suonato e gli dico che invece io vorrei utilizzare la mia intelligenza per aiutarlo ad aiutarmie non godo del fatto che la mia furbizia sostiene i miei problemi
cercherei di oppormi ragionevolmente al rifiuto del terapeuta... sempre che non sia effettivamente più suonato di me
...insomma, un po' ti giustifico visto il comportamento della tua terapeuta![]()
Così un rifiuto può crearti dispiacere ma se il rifiuto è motivato da una posizione one-up che ti viene riconosciuta ti piace
Non mi riferivo a quel medico pazzo
ancora non hai capito che il modello di Mattioli serve a tutto meno che ad applicare etichette patologizzanti?????????????
minchia ma allora sei tosto per davvero!!!
spero che tu riesca a trovarne uno giusto!
ciao![]()
di Mattioli.
Ma è ok, non discuterei di questo aspetto
Rubens
"il dubbio è il tarlo del delirio"
Rubens
Penso sia normale, si, un confronto, solo che io ci ho visto anche altro... un po' di razionalizzazioni... sottili evasioni...Originariamente postato da wrubens
Mi chiedo se tu terapeuta vai da un collega a farti curare non è inevitabile che ti ponga in un' ottica di comprensione tecnica degli interventi?. Se un dentista va da un collega, non è inevitabile un confronto professionale sugli interventi del collega?
Rubens
ciao![]()