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  1. #226
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Il mercato può anche andare a farsi benedire per quanto mi riguarda. Può darsi infatti che ''il mercato'' delle terapie lunghe sia morto e sepolto ma non lo sono le terapie stesse...e gli eminenti autori che sostengono la loro necessità. E direi meno male. Ma questo discorso di ampia portata conduce là dove possiamo rintracciare quell'ancor più ampio problema che riguarda il destino dell'occidente e il dominio della tecnica: se infatti 'funzionalità' ed 'efficienza' sono diventati criteri indiscussi di giudizio e se tutto ciò che ci fa 'esseri-umani' viene gradualmente messo al bando (biografie,sentimenti,umori, ecc...)come intralcio alla funzionalità degli apparati (tecnologici,scientifici,economici,sanitari) che non hanno scopi se non quello di autopotenziarsi all'infinito...bè,da questo punto di vista l'adeguamento delle psicoterapie a questi parametri era oltremodo prevedibile.E così non c'è più tempo per parlare di sogni, di biografie che pulsano all'infinito,di tempi psichici dilatati,di dialoghi spesso surreali per la loro capacità di eccedere i limiti di ogni impianto razionale...dobbiamo essere BREVI e STRATEGICI perchè il sintomo 'non deve comunicare nulla' oltre a ciò che direttamente esperisce:sofferenza. Possiamo intervenire sulla sofferenza in tanti modi ed ovviamente date le premesse di cui sopra due sono le vie essenziali che recidono totalmente questa 'sofferenza' da quello 'sfondo' ormai inessenziale che è 'biografia','persona','coscienza','unità di senso': farmaci e suggestione. Le due cose sono molto simili in effetti. Qui non voglio portare esempi,dati,evidenze che supportino la terapia analitica (e ce ne sarebbero...ovviamente bisogna leggere i libri e forse non c'è tempo neanche per questo) e non voglio dire che la suggestione non abbia il suo valore (mi interessa molto l'ipnosi per dirla tutta) ma solo evidenziare una tendenza generale a comprimere i tempi che mi sembra il filo rosso della nostra cultura...sui farmaci si commettono i soliti errori logici che una attenta analisi porta alla luce...senza dilungarci, bisogna essere umili e dire la loro funzione: tamponi (per carità necessari in molti casi) ma che non possono di per se stessi 'ri-organizzare' una vita devastata (gli psichiatri che hanno coscienza del limite non hanno problemi ad ammettere questo)...perchè la vita non è neuroni, mediatori chimici, mappe...'vita' implica il concetto di 'mondo' e se non siamo in grado di restituire un mondo al paziente (ed eventualmente ai suoi squilibri serotoninergici...) nel quale possa rimettere radici non possiamo definirci 'psico-terapeuti' giacchè vita e mondo sono due concetti che insieme ne fanno uno: anima,psiche...o quello che si preferisce.
    Bravo Luigi!
    Anzi... Santo subito!!!

  2. #227
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    17-01-2007
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Bravo Luigi, ottimo post!

  3. #228
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    grazie a voi...ovviamente l'argomento è per sua natura di vasta portata e bisognerebbe affrontarne le varie componenti una per una per avere idee relativamente chiare in proposito: ma sembra che la 'cura dell'anima' nell'età della tecnica, da arte complessa, divenga pian piano un insieme di procedure standardizzate la cui regolarità, contesa tra assunzioni spropositate di farmaci e terapie che sembrano più 'interventi bellici' che 'incontri', per la loro natura 'mirata al sintomo', non ammette che si parli di uomini ma di equivalenti generali (cervelli,sintomi da estirpare come ortiche...)che sono sempre frammentarie riduzioni di comodo...

    Saluti,
    Luigi

  4. #229
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    13-06-2007
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Il mercato può anche andare a farsi benedire per quanto mi riguarda. Può darsi infatti che ''il mercato'' delle terapie lunghe sia morto e sepolto ma non lo sono le terapie stesse...e gli eminenti autori che sostengono la loro necessità. E direi meno male. Ma questo discorso di ampia portata conduce là dove possiamo rintracciare quell'ancor più ampio problema che riguarda il destino dell'occidente e il dominio della tecnica: se infatti 'funzionalità' ed 'efficienza' sono diventati criteri indiscussi di giudizio e se tutto ciò che ci fa 'esseri-umani' viene gradualmente messo al bando (biografie,sentimenti,umori, ecc...)come intralcio alla funzionalità degli apparati (tecnologici,scientifici,economici,sanitari) che non hanno scopi se non quello di autopotenziarsi all'infinito...bè,da questo punto di vista l'adeguamento delle psicoterapie a questi parametri era oltremodo prevedibile.E così non c'è più tempo per parlare di sogni, di biografie che pulsano all'infinito,di tempi psichici dilatati,di dialoghi spesso surreali per la loro capacità di eccedere i limiti di ogni impianto razionale...dobbiamo essere BREVI e STRATEGICI perchè il sintomo 'non deve comunicare nulla' oltre a ciò che direttamente esperisce:sofferenza. Possiamo intervenire sulla sofferenza in tanti modi ed ovviamente date le premesse di cui sopra due sono le vie essenziali che recidono totalmente questa 'sofferenza' da quello 'sfondo' ormai inessenziale che è 'biografia','persona','coscienza','unità di senso': farmaci e suggestione. Le due cose sono molto simili in effetti. Qui non voglio portare esempi,dati,evidenze che supportino la terapia analitica (e ce ne sarebbero...ovviamente bisogna leggere i libri e forse non c'è tempo neanche per questo) e non voglio dire che la suggestione non abbia il suo valore (mi interessa molto l'ipnosi per dirla tutta) ma solo evidenziare una tendenza generale a comprimere i tempi che mi sembra il filo rosso della nostra cultura...sui farmaci si commettono i soliti errori logici che una attenta analisi porta alla luce...senza dilungarci, bisogna essere umili e dire la loro funzione: tamponi (per carità necessari in molti casi) ma che non possono di per se stessi 'ri-organizzare' una vita devastata (gli psichiatri che hanno coscienza del limite non hanno problemi ad ammettere questo)...perchè la vita non è neuroni, mediatori chimici, mappe...'vita' implica il concetto di 'mondo' e se non siamo in grado di restituire un mondo al paziente (ed eventualmente ai suoi squilibri serotoninergici...) nel quale possa rimettere radici non possiamo definirci 'psico-terapeuti' giacchè vita e mondo sono due concetti che insieme ne fanno uno: anima,psiche...o quello che si preferisce.

    Saluti,
    Luigi
    Ciao Luigi, quando non intervieni ci manca la tua sensibilità e saggezza.
    Buon Natale.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  5. #230
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Per Luigi 84

    Questo "filosofeggiare" sui messaggi che i segni e sintomi ci manderebbero individualmente, per me è letteralmente stucchevole! Il sintomo è senz'altro utile per la diagnosi e per la cura ma per chi lo vive E' DOLORE, SOFFERENZA, DOLORE ANCORA E SPESSO ANCHE DEPRESSIONE PSICHICA! Questo è il messaggio principale che manda un sintomo ed è talmente così pregnante che rende trascurabili e persino insignificantii tutti gli altri possibili! Non solo procura dolore diretto vissuto sulla pelle di chi lo esperimenta, ma anche indiretto per le ripercussioni negative che il suo stato patologico produce verso parenti, amici e conoscenti. Inoltre il sintomo non è mai commisurato alla gravità che la patologia procura allo stato psico-fisico del paziente. Un "mal di denti" può essere più doloroso di un infarto cardiaco, un attacco ipertensivo (estremamente pericoloso per tutti gli organi ed apparati) spesso non da' sintomi rispetto ad una semplice cistite urinaria o infine chi è psicotico può soffrire meno rispetto a chi è soggetto a ripetuti attacchi di panico (eppure questa forma psichiatrica è molto meno grave rispetto ad una psicosi classica conclamata). Quind,i i pazienti non ci tengono tanto ad affrontare anni ed anni di sofferenza per capire profondamente che cosa quel determinato sintomo volesse loro comunicare! Certo il dolore fortifica dal punto di vista esistenziale, ma nessuno si augurerebbe di volerlo provare soltanto per capire le ragioni più profonde di questo manifestarsi! Non è che il mondo sia più frenetico, oggi nel mondo occidentale c'è maggiore consapevolezza delle menomazioni a cui una persona si deve sottoporre se soffre di qualsivoglia patologia e DESIDERA, BRAMA almeno una pronta riduzione di queste sofferenze. C'è insomma una maggiore richiesta di salute a cui LA PSICOANALISI NON VUOLE E NON E' IN GRADO DI FAR FRONTE per le ragioni che già varie volte ho espresso!

    Per IKARO78:
    l'opinione secondo cui ogni psicoterapia derivi da un meccanismo psicologico di suggestione è si mia ma anche di altri psicologi di un certo nome, ora su due piedi mi viene in mente solo Atkinson ad esempio. Io cerco con le mie argomentazioni di convincere più persone possibili e sembra che qualcuno almeno la pensi come o similmente a me in questo forum.

  6. #231
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Ciao Luigi, quando non intervieni ci manca la tua sensibilità e saggezza.
    Buon Natale.
    Grazie per l'apprezzamento Francè...buon Natale a te!

    Saluti,
    Luigi

  7. #232
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Citazione Originalmente inviato da mazdavdd Visualizza messaggio
    Per Luigi 84

    Questo "filosofeggiare" sui messaggi che i segni e sintomi ci manderebbero individualmente, per me è letteralmente stucchevole! Il sintomo è senz'altro utile per la diagnosi e per la cura ma per chi lo vive E' DOLORE, SOFFERENZA, DOLORE ANCORA E SPESSO ANCHE DEPRESSIONE PSICHICA! Questo è il messaggio principale che manda un sintomo ed è talmente così pregnante che rende trascurabili e persino insignificantii tutti gli altri possibili! Non solo procura dolore diretto vissuto sulla pelle di chi lo esperimenta, ma anche indiretto per le ripercussioni negative che il suo stato patologico produce verso parenti, amici e conoscenti. Inoltre il sintomo non è mai commisurato alla gravità che la patologia procura allo stato psico-fisico del paziente. Un "mal di denti" può essere più doloroso di un infarto cardiaco, un attacco ipertensivo (estremamente pericoloso per tutti gli organi ed apparati) spesso non da' sintomi rispetto ad una semplice cistite urinaria o infine chi è psicotico può soffrire meno rispetto a chi è soggetto a ripetuti attacchi di panico (eppure questa forma psichiatrica è molto meno grave rispetto ad una psicosi classica conclamata). Quind,i i pazienti non ci tengono tanto ad affrontare anni ed anni di sofferenza per capire profondamente che cosa quel determinato sintomo volesse loro comunicare! Certo il dolore fortifica dal punto di vista esistenziale, ma nessuno si augurerebbe di volerlo provare soltanto per capire le ragioni più profonde di questo manifestarsi! Non è che il mondo sia più frenetico, oggi nel mondo occidentale c'è maggiore consapevolezza delle menomazioni a cui una persona si deve sottoporre se soffre di qualsivoglia patologia e DESIDERA, BRAMA almeno una pronta riduzione di queste sofferenze. C'è insomma una maggiore richiesta di salute a cui LA PSICOANALISI NON VUOLE E NON E' IN GRADO DI FAR FRONTE per le ragioni che già varie volte ho espresso!

    Per IKARO78:
    l'opinione secondo cui ogni psicoterapia derivi da un meccanismo psicologico di suggestione è si mia ma anche di altri psicologi di un certo nome, ora su due piedi mi viene in mente solo Atkinson ad esempio. Io cerco con le mie argomentazioni di convincere più persone possibili e sembra che qualcuno almeno la pensi come o similmente a me in questo forum.
    L'occidente sarebbe più consapevole?
    Non c'è frenesia oggi?
    Forse hai ragione...io ho infatti parlato di totale annichilimento dello spazio e del tempo vissuti...un totale oblio nei confronti di quel 'fare anima' di hillmaniana memoria...una situazione 'leggermente' più problematica...
    Lascia decidere ai filosofi e agli psicologi con l'anima se il mio lavoro (cioè il pensare...) sia 'stucchevole'...e lascia a noi allora il compito arduo di cercare i messaggi infiniti nascosti nelle pieghe di questa 'sofferenza' che la medicina ha ridotto a mera 'cartella clinica'...e visto che mi diverto tanto a filosofeggiare ti invito a considerare l'originario concetto di 'clinica': dal greco klivo...'stare con colui che giace'...in questo 'stare-insieme' (nel delirio,nella melanconia,nella merda...) io rintraccio il compito mai concluso del clinico che è quello di 'donarsi-nell'incontro': questo tipo di 'amore' a volte sconvolge,più di ogni altra cosa, la sofferenza che si ritrae e lascia spazio ad uno sguardo che ritrova, talvolta, 'presa' sul mondo...

    Saluti,
    Luigi

  8. #233
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Quoto luigi. Mi pare un punto di vista molto parziale quello di mazda che, in maniera del tutto comprensibile visto la sua formazione, è allineato con una concezione del sintomo di tipo medico. Come dire che sarebbe forse utile cogliere quelli che sono gli spunti di chi si occupa di psiche per professione e che ha una visione più precisa di ciò che è il sintomo e la sofferenza psichica. (esattamente come, al rovescio, uno psicologo non ha mezzi sufficienti per esprimersi in maniera circostanziata su problematiche mediche.)
    Le considerazioni sulla psicoanalisi sopra esposte per l'ennesima volta mi sembrano fortemente dettate da opinioni e pregiudizi alquanto privi di fondamento e di argomentazioni teorico-metodologiche. Nessuno obbliga alcun paziente a fare un lavoro lungo anni. Evidentemente se ciò avviene è perchè l'intervento psicoanalitico apporta cambiamenti per cui vale la pena di investire tempo, denaro, energie (e i pazienti, anche i tanto "distaccati" psicotici sono tutt'altro che insensibili o manipolabili rispetto al percorso che scelgono).

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 23-12-2008 alle ore 19.42.48
    gieko

  9. #234
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Quind,i i pazienti non ci tengono tanto ad affrontare anni ed anni di sofferenza per capire profondamente che cosa quel determinato sintomo volesse loro comunicare! Certo il dolore fortifica dal punto di vista esistenziale, ma nessuno si augurerebbe di volerlo provare soltanto per capire le ragioni più profonde di questo manifestarsi! Non è che il mondo sia più frenetico, oggi nel mondo occidentale c'è maggiore consapevolezza delle menomazioni a cui una persona si deve sottoporre se soffre di qualsivoglia patologia e DESIDERA, BRAMA almeno una pronta riduzione di queste sofferenze. C'è insomma una maggiore richiesta di salute a cui LA PSICOANALISI NON VUOLE E NON E' IN GRADO DI FAR FRONTE per le ragioni che già varie volte ho espresso!
    A parte il fatto che non ci vogliono anni e anni e anni di psicoanalisi per eliminare un sintomo, anzi oserei dire che gli effetti terapeutici in psicoanalisi sono relativamente rapidi o comunque in linea con le altre psicoterapie, il punto è che la psicoanalisi non si esaurisce a questi effetti terapeutici, il lavoro analitico va ben al di là della risoluzione sintomatica!!! Detto questo per me puoi continuare a credere quel che ti pare, continuo a credere che sia un limite tuo, mi preoccupa piuttosto il fatto che tu sia un medico che si esprime su ciò che non sa con tutti i rischi del caso. Comunque secondo me l'apice lo raggiungi con le considerazioni sulla civiltà contemporanea: a tuo dire ci sarebbe maggior consapevolezza e minor frenesia, cioè l'esatto contrario del discorso sociale attuale (non ci vuole un Ph. D in Sociologia per capirlo...), in cui non c'è tempo per pensare, né per stendersi sul divano e parlare di sogni e interrogare il sintomo, bisogna star bene e guai a chi osa fiatare o pensare, non sia mai!! Il problema è che questo "bene" non è singolare, ma universale, e nell'epoca del low cost c'è già chi ha scelto per noi, ma "che te lo dico a fare"...

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 23-12-2008 alle ore 19.56.10

  10. #235
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    A parte il fatto che non ci vogliono anni e anni e anni di psicoanalisi per eliminare un sintomo, anzi oserei dire che gli effetti terapeutici in psicoanalisi sono relativamente rapidi o comunque in linea con le altre psicoterapie, il punto è che la psicoanalisi non si esaurisce a questi effetti terapeutici, il lavoro analitico va ben al di là della risoluzione sintomatica!!! Detto questo per me puoi continuare a credere quel che ti pare, continuo a credere che sia un limite tuo, mi preoccupa piuttosto il fatto che tu sia un medico che si esprime su ciò che non sa con tutti i rischi del caso. Comunque secondo me l'apice lo raggiungi con le considerazioni sulla civiltà contemporanea: a tuo dire ci sarebbe maggior consapevolezza e minor frenesia, cioè l'esatto contrario del discorso sociale attuale (non ci vuole un Ph. D in Sociologia per capirlo...), in cui non c'è tempo per pensare, né per stendersi sul divano e parlare di sogni e interrogare il sintomo, bisogna star bene e guai a chi osa fiatare o pensare, non sia mai!! Il problema è che questo "bene" non è singolare, ma universale, e nell'epoca del low cost c'è già chi ha scelto per noi, ma "che te lo dico a fare"...

    Saluti,
    ikaro
    è questo il punto infatti!In linea con le altre terapie quella analitica non toglie nulla alla iniziale risoluzione del sintomo...tutti i miei conoscenti in analisi hanno visto in poche sedute la proverbiale 'distenzione di nervi'.Io non voglio a tutti i costi sbandierare le virtù di un orientamento, tutto in psicoterapia deve esser fatto con una tale delicatezza (alla stregua degli antichi che dicevano katà metron:'secondo misura') che a volte sembra impossibile raggiungere...ma lo spunto di ikaro è importante perchè a mio avviso descrive una situazione di fatto: il sintomo infatti si 'ri-solve' come un grasso che continuamente fluttua nell'acqua senza sosta...nella fattispecie esso non si 'dis-solve' ma ciclicamente assume forme che la terapia gli fornisce come impalcature alla sua strutturazione tentacolare..fino alla finale 'estinzione' là dove la 'personalità totale' ha raggiunto un grado di libertà non più circoscrivibile alle capricciose esigenze di un Io ipertrofico:relativizzato l'io rimane quella 'umiltà' che è estranea per definizione al carattere nevrotico.
    A questo punto mi chiedo se non bisognerebbe ridisegnare le discussioni alla luce del fatto che il 'sintomo', in un ottica psicodinamica, è 'solo' (si fa per dire) una 'porta d'accesso' che scardinata (in un modo o nell'altro il sintomo si attenua) si sporge verso altezze vertiginose...ad alcune psicoterapie tutto ciò che è 'al di là della porta' non interessa affatto.

    Saluti,
    Luigi

  11. #236
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    è questo il punto infatti!In linea con le altre terapie quella analitica non toglie nulla alla iniziale risoluzione del sintomo...tutti i miei conoscenti in analisi hanno visto in poche sedute la proverbiale 'distenzione di nervi'.Io non voglio a tutti i costi sbandierare le virtù di un orientamento, tutto in psicoterapia deve esser fatto con una tale delicatezza (alla stregua degli antichi che dicevano katà metron:'secondo misura') che a volte sembra impossibile raggiungere...ma lo spunto di ikaro è importante perchè a mio avviso descrive una situazione di fatto: il sintomo infatti si 'ri-solve' come un grasso che continuamente fluttua nell'acqua senza sosta...nella fattispecie esso non si 'dis-solve' ma ciclicamente assume forme che la terapia gli fornisce come impalcature alla sua strutturazione tentacolare..fino alla finale 'estinzione' là dove la 'personalità totale' ha raggiunto un grado di libertà non più circoscrivibile alle capricciose esigenze di un Io ipertrofico:relativizzato l'io rimane quella 'umiltà' che è estranea per definizione al carattere nevrotico.
    A questo punto mi chiedo se non bisognerebbe ridisegnare le discussioni alla luce del fatto che il 'sintomo', in un ottica psicodinamica, è 'solo' (si fa per dire) una 'porta d'accesso' che scardinata (in un modo o nell'altro il sintomo si attenua) si sporge verso altezze vertiginose...ad alcune psicoterapie tutto ciò che è 'al di là della porta' non interessa affatto.
    Sottoscrivo pienamente Luigi e ti ringrazio, i tuoi interventi sono sempre molto preziosi, davvero... Qualcuno ha parlato anche di due porte in analisi, ora non ho tempo ma ci ritorno.

    A presto,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 24-12-2008 alle ore 13.05.46

  12. #237
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sottoscrivo pienamente Luigi e ti ringrazio, i tuoi interventi sono sempre molto preziosi, davvero... Qualcuno ha parlato anche di due porte in analisi, ora non ho tempo ma ci ritorno.

    A presto,
    ikaro
    Ti aspetto allora sull'uscio...delle due porte!
    E grazie a te che dai spunti per riflessioni piene di passione...in fondo disse qualcuno che la follia non è che la sorella sfortunata della poesia...per me la psichiatria è lettura di versi che per la loro originaria ricchezza mi portano a stupirmi in un modo che solo un mare in tempesta può eguagliare...

    Ti saluto,

    Luigi

  13. #238
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    A me sembra che siate voi che fate filosofia, sociologia e vi perdete in un groviglio di elucubrazioni senza venirne a capo. Vi chiamo colleghi perchè anche voi volete alleviare le sofferenze dei pazienti ma siete senz'altro meno colleghi quando seguite le vostre impostazioni terapeutiche che io aborro e non condivido! Quando un paziente soffre vuole solo star meglio, vuole avere una qualità di vita familiare, lavorativa e sociale in senso lato, la migliore possibile, rispetto agli attuali livelli della conoscenza della medicina ufficiale. Non dimenticate che non sono proprio fuori dalla vostra disciplina, io sono medico chirurgo ed anche se posssiedo un'altra specializzazione la legge mi da la possibilità di curare qualsiasi affezione psichiatrica e volendo se interessato potrei seguire anche vari corsi di psicoterapia. Anzi io posso curare proprio tutto ed in teoria se ne fossi capace potrei anche eseguire interventi chirurgici, infatti la mia qualifica è appunto di medico chirurgo. Ora dicevo, che siete voi che fate filosofia sui vostri mezzi terapeutici, in particolar modo la famigerata psicoanalisi classica (per altre psicoterapie non provo tale avversione), perchè il mio discorso è estremamente pratico, empirico e pragmatico: il paziente sta male? Ebbene desidera stare meglio...ed al più presto possibile! Sapere le cause che l'hanno portato a quel punto può avere importanza per il terapeuta, per la scienza ma per il paziente è un dato decisamente secondario. Che valore può avere un'esistenza di sofferenze se poi a 100 si capisce tutto di noi ma il giorno dopo si deve morire per un'altra patologia imprevista o improvvisa? Poco...decisamente e veramente poco! E' come se un paziente chiamasse l'ambulanza o meglio il 118 perchè ha un infarto cardiaco in corso (facilmente diagnosticato con l'ECG anche se non è sempre così) e i sanitari invece di mettere in atto i presidi clinici secondo le più aggiornate linee guida si mettessero ad interrogare il paziente su come abbia potuto contrarre tale patologia, quale stile di vita abbia condotto in modo minuzioso, che cosa abbia mangiato, che vita sessuale abbia avuto etcc (il medico nel frangente fa soltanto poche domande essenziali). Prima si interviene, e solo dopo, risolto il grande problema, si potrà interrogare il soggetto indicandogli magari quali possano essere i cambiamenti che dovrebbe fare al suo stile di vita! Che cosa credete? Anche noi parliamo con i pazienti e talvolta quest'ultimi ne hanno dei benefici dimostrati scientificamente! Avete mai sentito parlare di anamnesi? Soltanto che, si raccolgono le notizie e le informazioni in un tempo limitato, integrato da altre notizie che via via il paziente ci fornisce perchè si era dimenticato qualcosa, oppure se non è chiaro nell'esposizione, interpelliamo anche parenti stretti, amici o qualunque persona che lo conosce bene. Ma per questa azione impiegamo un tempo ragionevole e limitato e non anni o decenni o addirittura l'intera vita e sopratutto non è solo per questo....cioè solo per l'ascolto, che ci facciamo pagare ma per tutte le cure e i consigli che gli forniamo (al paziente). Ora la psicoanalisi fa tutto il contrario, perchè forma di psicoterapia passiva che non adotta la suggestione, non insegna l'autosuggestione e non fornisce alcun ausilio al paziente...anzi per taluni le cose sono persino peggiorate! Non c'è niente di personale si intende, la mia avversione verso di voi è soltanto dialettica e concettuale ...pertanto vi auguro Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

  14. #239
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoanalisi? Bella, ma.........

    Anzi io posso curare proprio tutto
    Che altro aggiungere?

  15. #240
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Citazione Originalmente inviato da mazdavdd Visualizza messaggio
    Non dimenticate che non sono proprio fuori dalla vostra disciplina, io sono medico chirurgo ed anche se posssiedo un'altra specializzazione la legge mi da la possibilità di curare qualsiasi affezione psichiatrica e volendo se interessato potrei seguire anche vari corsi di psicoterapia. Anzi io posso curare proprio tutto

    Micidiale!
    Praticamente un caccia bombardiere contro le malattie mentali!
    Scherzo ovviamente...ma le cose stanno diversamente purtroppo.

    Saluti e buon natale anche a te,
    Luigi

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