Come vorrei vivere in un mondo che si accorgesse dell'importanza di un reale "cultura psicologica"... ma ho paura che questo rimarrà solo un mio sogno...
Come vorrei vivere in un mondo che si accorgesse dell'importanza di un reale "cultura psicologica"... ma ho paura che questo rimarrà solo un mio sogno...
la questione non è "che non ti va di passare per una psicologa abilitata..."!!!!
tu SEI una psicologa abilitata, con competenze diverse da medici e avvocati..
ed è giusto che tu le mostri!!!
non è questione di vantarsi, ma di veder riconosciuta la propria professionalità!
scusa ma un pò mi arrabbio di fronte a questo genere di "sottomissioni"!!!hai le competenze e le conoscenze per intervenire...perchè non lo fai?????
anna =0)
Anna ciò che intendevo non era che non mi andava di passare per una psicologa abilitata, ma che non mi andava di passare per una psicologa abilitata che non conosce le difese, quindi il suggerimento di chiedere spiagazioni a riguardo, anche se finalizzato a smascherare il prof, l'ho escluso proprio perchè non mi va di "sottomettermi" e perchè io le difese le conosco. Però da qui ad alzarsi in piedi e dire ad un professore con 30 anni di esperienza che sta sbagliando ce ne passa, ecco perchè non so come comportarmi. Da una parte vorrei farlo, dall'altra mi sembrerebbe di peccare di presupponenza se pretendessi di insegnare le basi della teoria Freudiana ad un barone della psichiatria......
Detto questo, in parte hai ragione. Se analizzo più a fondo la faccenda mi rendo conto che probabilmente con un qualsiasi altro professore lo farei, ma lui si porta dietro tanto di quel riconoscimento sociale, tanta di quella autorità professionale che mi sentirei come Davide contro Golia. Io neolaureata vs uno che è considerato un "genio" della materia.
stefania, non ti sottovatulare però...
consigliavo di porre la domanda per smascherare il prof in questione, ma tu puoi trovare il modo giusto per farlo, ad es. se ti accorgi che sta dicendo una caxxata e la riconosci, è chiaro che non puoi dirlo apertamente ma in modo indiretto si!
ad es. (è solo un esempio!) "mi scusi prof., forse mi sono persa un passagio, ma adesso è passato dall'identificazione proiettiva a spiegare la proiezione?"
o cose del genere...
Trova tu il modo che senti più adatto a te...
Secondo me dolcevita, ha ragione, non puoi fargliela passare, ma trovando un modo garbato che gli faccia capire che sta dicendo una cosa inesatta, chiedendogli ad es., oltre a quanto sopra, altrimenti, "Prof.., ora che ha spiegato l'ident Proiettiva, sarebbe cosi' gentile da spiegarci la proiezione semplivìce e in cosa consiste la differenza tra qs DUE meccanismi psichici?", per andare gentilmente al "centro" del problema. E, qd, dico gentilmente, intendo davvero, con toni educati ma competenti, che lo spiengano a chiarire e a non vendere baggianate spacciate per cultura psicologica a persone che poi, magari, le utilizzano a modo loro, nel proprio lavoro, in una sorta di perseverazione aberrante dell'errore. Inconsapevolmente e qd, con presunzione. Certi errori a chi insegna o vuole farlo non credo possano essere concessi.
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Ho letto un po' di cose scritte qui sopra. Non so se quel che scriverò è inerente ma così mi sento e così faccio. Personalmente credo che una qualsiasi relazione (costruttiva) debba necessariamente essere fondata su dialoghi (anziché monologhi): questo (messo in pratica) per me significa che in piena libertà ognuno dovrebbe sentirsi tranquillo di esprimere le proprie idee, ovviamente nel rispetto dei contesti, delle persone e delle situazioni. A mio giudizio questa capacità di confronto rientra nel bagaglio formativo e professionale di uno psicologo che in fin dei conti si occupa di relazioni.
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Grazie a tutti per i preziosissimi consigli! Siete meravigliosi!!!!!
E' davvero confortante sapere che c'è un luogo, anche se virtuale, in cui ci si può confrontare e sostenere a vicenda, in ascolto reciproco, qualsiasi sia il campo e qualsiasi sia il problema![]()
Penso che farò così, affronterò questo problema come strumento funzionale ad una crescita personale e professionale. Non sono mai stata persona che avesse remore a confrontarsi con chiunque, a prescindere dal ruolo sociale, soprattutto con i professori ;P con cui ho avuto diverse discussioni, quindi questa mia reticenza al momento mi stupisce e non poco, perchè è la prima volta che mi succede.
Qualcuno ha parlato di spazi di dialogo, credo sia proprio questo il punto, se analizzo le mie sensazioni durante le lezioni del suddetto prof mi accorgo che questo spazio non c'è, è come se il suo spazio personale invadesse tutto, l'altro esiste solo in quanto spettarore, che guarda e tace. E' questo ciò che comunica ecco perchè mi è cosi difficile intervenire, perchè per farlo, in questo caso, mi dovrei imporre, dovrei rompere un muro. Se alzi educatamente la mano per intervenire non ti considera, quindi devi parlargli addosso alzando la voce per farti sentire, interrompendolo e non è una modalità che mi vada granchè a genio . . . . ma se continua così prenderò provvedimenti.
Grazie ancora a tutti![]()
Scusate l'assenza
Cmq spero che possiamo presto incontrarci
Ciao
Ultima modifica di benedett : 24-04-2008 alle ore 08.50.24
Il Nostro Percorso è Ostico Dobbiam,o Crederci E Metterci Tanta Passione .il Rischio è Alto Ma Si Può. Io Lavoro Nell' Ambito Delle Risorse Umane è Quache Spiraglio Si Vecde In Lontanza Non Bisogna Abbattersi
scusate l'assenza, chiederei di nn andare fuori tema! allora pensiamo a come incontrarci e acome fasr sentire la nostra voce! attenzione che il governo è cambiato e nn sò come si evolverà la situazione!
ragazzi perchè avete abbandonato questo forum! tornate a scrivere dobbiamo cercare di fare circolare le idee
Ciao! Io ci sono ancora...................
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ANTO
Ci sono anch' io ragazzi...se si riesce a far qualcosa di pratico e farci sentire per cambiare la situazione....ma nn so come purtroppo!ma l' unione fa la forza!