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  1. #226
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    si più o meno, però il transfert non è cosciente.
    Se vedi un fuoco, ti aspetti che scotti perché hai appreso da esperienze passate che è così, quindi hai delle aspettative.
    Questa volta allora credo di aver afferrato la cosa. Nel transfert io mi comporto e provo sentimenti ed emozioni nei confronti di certi tipi di persone ma non mi sono dato ancora alcuna spiegazione del perché agisco così e del perché provo questi sentimenti, poi in seguito costruisco ipotesi che siano abbastanza plausibili per me, come la storia riguardo al fuoco.
    Insomma immagino che un tempo non avevo ancora appreso quel tipo di reazioni ed adesso mi convinco che devo aver visto qualcosa di simile in passato sotto certi aspetti, che credevo scottasse, ed è rimasta in qualche modo una traccia di tutto questo nel mio modo attuale di agire e comportarmi e provare emozioni.
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-08-2008 alle ore 19.35.46

  2. #227
    Partecipante Affezionato L'avatar di Anymore89
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da peste1987 Visualizza messaggio
    Amo lei perchè mi piace anche soltanto sentire la sua voce per telefono. Non ti dico come mi batte il cuore.
    Amo lei perchè piango PER lei.
    Amo lei perchè l'ho già vissuto l'amore (così forte) e sò com'è.

    DelusA, please! Sono femmina.
    Delusa, e anche molto incazzata.
    Farei di tutto per riprendermela. Tutto tutto.
    Lascerei il lavoro per lei.
    L'unica cosa che fa è che mi ascolta. Ma come lei, anche altre mille persone lo fanno.
    Forse perchè lei mi capisce. Tanto che molto spesso mi stupisce. O forse perchè sono io che mi affeziono subito e di brutto!!
    Eh grazie, io non la conosco per tutti i suoi aspetti!
    Il bello (o il brutto) è che lei sa tutto di me, io non so niente di lei.
    Scusate se mi intrometto in questa vostra conversazione,ma volevo dire a Peste che ti capisco molto profondamente...mi sono molto immedesimata nelle tue parole perchè anchio sto facendo una terapia solo da due mesi ma già mi sono affezzionata alla mia terapeuta e a volte la sua professionalità mi ha fatto soffrire,ho affrontato con lei questo mio stato d'animo e per un istante gli avrei voluto chiedere se anche lei mi voleva anche solo un pizzico di bene..poi ho pensato che l'avrei messa in difficoltà..poi riflettendoci ho capito quanto anche la sua situazione sia difficile...anchio vorrei sapere qualcosa in più di lei ma in realtà questo forse creerebbe solo un invischiamento troppo profondo che farebbe del male ad entrambe,non sdarebbe costruttivo...però condivido i tuoi stessi sentimenti davvero molto spesso...ciao...

  3. #228
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Il paziente nevrotico, ha una visione distorta della realtà che manipola in base alle proprie aspettative; spesso non realizza l'oggettività dei fatti, quindi non troverà mai risposte adeguate ai propri desideri.
    Ma come si risolve il problema? Una volta lo chiesi alla mia psicoterapeuta e questa mi disse che semplicemente il problema non si risolveva. Io allora pensai tra me "ma allora cosa ci faccio qui?". L'inizio della fine della mia analisi.
    Gli psicoanalisti son tutti coraggiosi, ma io non lo sono affatto e non voglio guarire nel senso che intendono loro, io così diventerei ancora più infelice.
    Dopo aver interrotto l'analisi (soprattutto perché la psicoterapeuta per sua stessa ammissione provava irritazione nei miei confronti) ho avvertito che il mio star bene è come se fosse stato legato ad un'equazione che non poteva essere risolta.
    Insomma mentre prima pensavo che qualcosa la potevo ancora fare adesso sono convinto che non esista proprio alcuna soluzione.

    Mi ha fatto più male che bene.
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-08-2008 alle ore 23.25.20

  4. #229
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma come si risolve il problema? Una volta lo chiesi alla mia psicoterapeuta e questa mi disse che semplicemente il problema non si risolveva. Io allora pensai tra me "ma allora cosa ci faccio qui?". L'inizio della fine della mia analisi.
    Gli psicoanalisti son tutti coraggiosi, ma io non lo sono affatto e non voglio guarire nel senso che intendono loro, io così diventerei ancora più infelice.
    Dopo aver interrotto l'analisi (soprattutto perché la psicoterapeuta per sua stessa ammissione provava irritazione nei miei confronti) ho avvertito che il mio star bene è come se fosse stato legato ad un'equazione che non poteva essere risolta.
    Insomma mentre prima pensavo che qualcosa la potevo ancora fare adesso sono convinto che non esista proprio alcuna soluzione.

    Mi ha fatto più male che bene.
    Mi dispiace...e sono le uniche parole che mi riesce di dirti. Forse non c'è nulla altro da dire in fondo tranne una cosa: il male e ancora un altro punto di partenza...''la storia di una vita inizia da un punto qualsiasi''...da qui il coraggio più autentico...libero...

    Saluti,
    Luigi
    Ultima modifica di luigi '84 : 03-08-2008 alle ore 11.25.33

  5. #230
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma come si risolve il problema? Una volta lo chiesi alla mia psicoterapeuta e questa mi disse che semplicemente il problema non si risolveva. Io allora pensai tra me "ma allora cosa ci faccio qui?". L'inizio della fine della mia analisi.
    Gli psicoanalisti son tutti coraggiosi, ma io non lo sono affatto e non voglio guarire nel senso che intendono loro, io così diventerei ancora più infelice.
    Dopo aver interrotto l'analisi (soprattutto perché la psicoterapeuta per sua stessa ammissione provava irritazione nei miei confronti) ho avvertito che il mio star bene è come se fosse stato legato ad un'equazione che non poteva essere risolta.
    Insomma mentre prima pensavo che qualcosa la potevo ancora fare adesso sono convinto che non esista proprio alcuna soluzione.

    Mi ha fatto più male che bene.
    In che senso vorresti guarire? L'analisi è la cura dell'anima e vengono messi in gioco e demoliti tutti i pilastri su cui hai costruito la tua esistenza.
    Come sostiene Luigi, ci vuole molto coraggio a mettere tutto in dicussione ,
    ma se ce la fai la tua vita avrà basi più solide e orizzontii esistenziali più vasti.
    Forse potresti provare ancora con un altro terapeta.
    Non mollare.
    Ciao.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #231
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma come si risolve il problema? Una volta lo chiesi alla mia psicoterapeuta e questa mi disse che semplicemente il problema non si risolveva. Io allora pensai tra me "ma allora cosa ci faccio qui?". L'inizio della fine della mia analisi.
    Gli psicoanalisti son tutti coraggiosi, ma io non lo sono affatto e non voglio guarire nel senso che intendono loro, io così diventerei ancora più infelice.
    Dopo aver interrotto l'analisi (soprattutto perché la psicoterapeuta per sua stessa ammissione provava irritazione nei miei confronti) ho avvertito che il mio star bene è come se fosse stato legato ad un'equazione che non poteva essere risolta.
    Insomma mentre prima pensavo che qualcosa la potevo ancora fare adesso sono convinto che non esista proprio alcuna soluzione.

    Mi ha fatto più male che bene.
    Purtroppo, puo' accadere anche di "non entrare in sintonia" con una particolare persona che dovrebbe aiutarci, per molti motivi e che la stessa cosa, accada anche a lei/lui; sono cose che in effetti, fanno molto male, che si aggiungono al dolore che uno gia' prova in se'. Tuttavia, non dovresti pensare che quello che ti ha detto quella particolare terapeuta o cio' che tu hai provato in quella situazione e dopo, abbia un valore universale, ne' nel tempo, nè come significato; nel senso che se prima pensavi che ora c'era qualcosa da fare, ora non piu'. Probabilmente, qs è un pensiero dettato da delusione, disperazione e altro che non saprei, ma potrebbe piuttosto che rappresentare una convinzione che ti tiene fermo nel tuo star male (la cosidetta profezia che si autodetermina), rappresentare, appena te la senti, un nuovo punto di partenza per fare quel qualcosa che ora non sai bene cos'è, come tentare con un altro analista, se ti piace qs approccio, oppure, se la senti piu' vicina al tuo modo di pensare e vedere le cose, potresti provare anche una psicoterapia cognitiva o cognitiva-comportamentale; tu dici che non hai il coraggio che hanno gli psicoanalisti: ora non so bene a cosa ti riferisci, posso solo fare supposizioni, circa certe tue paure, pero' nel caso la tua urgenza fosse risolvere qualche sintomo che ti fa stare molto male oppure, non te la sentiresti in realta' di provare a guardare nel tuo inconscio e a provare certi tipi di coinvolgimenti emotivi, esistono anche altri tipi di terapia che potrebbero darti sollievo sintomatico o ampliare certe capacita' cognitivo-emotive, seppure in modo diverso. Pero' anch'io ti vorrei dire, come hanno fatto Luigi84 e Francesca63, che non dovresti farti condizionare da quell'esperienza; è andata male, pazienza, puoi tentare di "incontrare" un'altra persona con cui intraprendere un'altro percorso, perchè anche e spesso proprio il "male" come malessere, è un nuovo punto di partenza per migliorarsi ed ampliare i propri orizzonti.
    Quindi, cerca di rompere la tua equazione e, appena puoi, di cambiare rotta.
    Ciao
    Gaia

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  7. #232
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Io prima vorrei capire a cosa la terapia punta, e poi scegliere se seguire la terapia nel caso mi interessi raggiungere questa cosa.
    Ho tra le mani un libro "psicoterapia psicodinamica della depressione" ed ancora non ho capito come si fa a far star meglio qualcuno mettendosi a parlare della sua vita passata. Ne ho parlato anche io e poi? Ci son dei problemi da risolvere adesso.
    Se ho una malattia che non voglio avere l'unica cosa che può farmi stare realmente meglio è una cura effettiva, voglio avere delle soluzioni oggettive, e non adattarmi ai problemi, è proprio questo tipo di "guarigione" che mi farebbe stare ancora peggio.
    Se non si possiedono soluzioni lasciamo perdere, ma non voglio che mi confondano le idee, le mie domande sono semplici, "voglio ottenere questo, cosa devo fare per ottenerlo con buone probabilità?", e se uno psicoterapeuta mi da dei suggerimenti inefficaci deve prendersi la responsabilità di tutto questo: un medico che diffonde delle cure che non funzionano, in cambio di lauti pagamenti, è punibile dal punto di vista legale.
    Poi se mi dite che questo significa essere nevrotici, io lo sono ma non voglio guarire da questa malattia.
    Quando parlavo del coraggio degli psicoanalisti, non era certo un complimento, avevo in mente un passo spassoso e tragico del libro "Viaggio al termine della notte" in cui il protagonista Bardamu finisce in un ospedale militare perché ha paura di andare in guerra e lì si mette a discutere con uno dei medici che avrebbero dovuto "curarlo" assecondando le idee deliranti del luminare della scienza.
    Io non voglio essere "curato" in questo modo, io voglio trovare un sistema per "evitare di andare in guerra" e vivere comunque bene, la mia vigliaccheria me la tengo stretta, e chi vuol fare l'eroe lo faccia pure, io semplicemente non lo voglio fare. Condurre quel tipo di vita non mi renderebbe più felice.
    Ultima modifica di Char_Lie : 03-08-2008 alle ore 15.22.24

  8. #233
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Io prima vorrei capire a cosa la terapia punta, e poi scegliere se seguire la terapia nel caso mi interessi raggiungere questa cosa.
    Ho tra le mani un libro "psicoterapia psicodinamica della depressione" ed ancora non ho capito come si fa a far star meglio qualcuno mettendosi a parlare della sua vita passata. Ne ho parlato anche io e poi? Ci son dei problemi da risolvere adesso.
    Se ho una malattia che non voglio avere l'unica cosa che può farmi stare realmente meglio è una cura effettiva, voglio avere delle soluzioni oggettive, e non adattarmi ai problemi, è proprio questo tipo di "guarigione" che mi farebbe stare ancora peggio.
    Se non si possiedono soluzioni lasciamo perdere, ma non voglio che mi confondano le idee, le mie domande sono semplici, "voglio ottenere questo, cosa devo fare per ottenerlo con buone probabilità?", e se uno psicoterapeuta mi da dei suggerimenti inefficaci deve prendersi la responsabilità di tutto questo: un medico che diffonde delle cure che non funzionano, in cambio di lauti pagamenti, è punibile dal punto di vista legale.
    Poi se mi dite che questo significa essere nevrotici, io lo sono ma non voglio guarire da questa malattia.
    Quando parlavo del coraggio degli psicoanalisti, non era certo un complimento, avevo in mente un passo spassoso e tragico del libro "Viaggio al termine della notte" in cui il protagonista Bardamu finisce in un ospedale militare perché ha paura di andare in guerra e lì si mette a discutere con uno dei medici che avrebbero dovuto "curarlo" assecondando le idee deliranti del luminare della scienza.
    Io non voglio essere "curato" in questo modo, io voglio trovare un sistema per "evitare di andare in guerra" e vivere comunque bene, la mia vigliaccheria me la tengo stretta, e chi vuol fare l'eroe lo faccia pure, io semplicemente non lo voglio fare. Condurre quel tipo di vita non mi renderebbe più felice.
    Interessante il libro dove il paziente che non vuole andare in guerra, finito per questo in un ospedale militare , si mette a parlare con un luminare della scienza che avrebbe dovuto curarlo, assecondando le idee deliranti; ma che tipo di idee aveva il "luminare" della scienza?

    Tu dici che vorresti capire a che cosa la "terapia" punta e poi, scegliere la terapia nel caso ti interessasse raggiungere quella meta; purtroppo, ci sono molti tipi di terapie e per capire a cosa punta ognuna di esse, tra quelle che ti suscitano un eventuale interesse, dovresti informarti leggendo diversi libri; puo' darsi che tu (è solo una ipotesi, nient'altro), abbia una mentalita' del tipo che vuole "tutto e subito", oppure che hai bisogno di risolvere problemi attuali pressanti; forse, se è cosi', invece di cercare cosa non va in una terapia che secondo te, non puo' aiutarti, dovresti cercare una terapia che possa aiutarti nel momento presente, come la terapia breve strategica oppure ricorrere, se pensi di averne bisogno o che potrebbero aiutarti, ad una consulenza psichiatrica in cui ti vengano dati dei farmaci che ti facciano sentire un po' meglio nell'immediato (per quanto, anche qs, so che impiegano un po' di tempo prima di raggiungere l'effetto terapeutico desiderato); se invece preferisci stare male, se cosi' ti senti, dal momento che in un precedente post, hai scritto che vuoi guarire, anche questa è una scelta, forse temporanea, o di vita, cmq, è tua.
    Tieni presente che nessuno mai avra' una bacchetta magica con la quale toccarti una spalla e poterti definire guarito; ogni tipo di percorso, comporta un certo livello di impegno personale, durante il quale non si puo' "controllare tutto", dentro di e intorno a noi, nè "tutti".
    Non è piacevole, ma è cosi'.

    Cmq, qui su ops c'è anche un forum "benessere e psicologia", dove forse, puoi trovare indicazioni e risposte piu' adefuate alle tue richieste, come quelle sulle terapie ed altro.

    Ciao
    Gaia

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  9. #234
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Cmq, qui su ops c'è anche un forum "benessere e psicologia", dove forse, puoi trovare indicazioni e risposte piu' adefuate alle tue richieste, come quelle sulle terapie ed altro.
    Guardo lì non vi disturbo più.
    Grazie
    Ciao

  10. #235
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    Io prima vorrei capire a cosa la terapia punta, e poi scegliere se seguire la terapia nel caso mi interessi raggiungere questa cosa.
    Ho tra le mani un libro "psicoterapia psicodinamica della depressione" ed ancora non ho capito come si fa a far star meglio qualcuno mettendosi a parlare della sua vita passata. Ne ho parlato anche io e poi? Ci son dei problemi da risolvere adesso.
    Se ho una malattia che non voglio avere l'unica cosa che può farmi stare realmente meglio è una cura effettiva, voglio avere delle soluzioni oggettive, e non adattarmi ai problemi, è proprio questo tipo di "guarigione" che mi farebbe stare ancora peggio.
    Se non si possiedono soluzioni lasciamo perdere, ma non voglio che mi confondano le idee, le mie domande sono semplici, "voglio ottenere questo, cosa devo fare per ottenerlo con buone probabilità?", e se uno psicoterapeuta mi da dei suggerimenti inefficaci deve prendersi la responsabilità di tutto questo: un medico che diffonde delle cure che non funzionano, in cambio di lauti pagamenti, è punibile dal punto di vista legale.
    Poi se mi dite che questo significa essere nevrotici, io lo sono ma non voglio guarire da questa malattia.
    Quando parlavo del coraggio degli psicoanalisti, non era certo un complimento, avevo in mente un passo spassoso e tragico del libro "Viaggio al termine della notte" in cui il protagonista Bardamu finisce in un ospedale militare perché ha paura di andare in guerra e lì si mette a discutere con uno dei medici che avrebbero dovuto "curarlo" assecondando le idee deliranti del luminare della scienza.
    Io non voglio essere "curato" in questo modo, io voglio trovare un sistema per "evitare di andare in guerra" e vivere comunque bene, la mia vigliaccheria me la tengo stretta, e chi vuol fare l'eroe lo faccia pure, io semplicemente non lo voglio fare. Condurre quel tipo di vita non mi renderebbe più felice.
    Perdonami se quel che scriverò sarà un poco sconnesso e, purtroppo, non sempre comprensibile. Sono del parere che le domande che poni andrebbero poste ad un terapeuta, e in un setting preciso.
    Dici che vorresti capire a cosa la terapia punta. Io tenderei a ribaltare il discorso, e a chiederti quale sia il tuo desiderio. Perché che senso ha assumere come proprio il desiderio di un altro? Quindi, a cosa punti tu?
    Una volta che decidi di rispondere a questa domanda, potresti vedere una psicoterapia, o una psicoanalisi, come un mezzo, uno strumento che ti consenta di ottenere quel che vuoi. Nello specifico, ottenere di essere chi vuoi essere.
    Se hai una malattia e vuoi guarire, allora hai ragione: l'unica risposta è la cura. Se, invece, non sei malato (non più di me o di chiunque altro qui) ma soffri delle condizioni della tua esistenza, allora non serve cura, né ci potrebbe essere. In fondo, come tutti noi, la tua mi pare essere una domanda di senso. Una di quelle domande a cui ognuno di noi deve trovare in proprio la risposta.
    Può essere che il modo di non andare in guerra e vivere comunque bene ci sia. Secondo me c'è. Però mi sento di dirti che vivere i propri desideri, prendersene cura e assumersene la responsabilità non è sempre piacevole, quasi mai è semplice.
    Però, come sosteneva anche Epitteto, una volta che riusciamo a distinguere tra cosa dipende da noi e cosa non dipende da noi, possiamo incamminarci per questa strada: vivere la nostra vita. Perché l'essere vivi non dipende da noi. Il come viviamo sì.

    Buona vita

    Guglielmo

  11. #236
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Io prima vorrei capire a cosa la terapia punta, e poi scegliere se seguire la terapia nel caso mi interessi raggiungere questa cosa.
    Ho tra le mani un libro "psicoterapia psicodinamica della depressione" ed ancora non ho capito come si fa a far star meglio qualcuno mettendosi a parlare della sua vita passata. Ne ho parlato anche io e poi? Ci son dei problemi da risolvere adesso.
    Se ho una malattia che non voglio avere l'unica cosa che può farmi stare realmente meglio è una cura effettiva, voglio avere delle soluzioni oggettive, e non adattarmi ai problemi, è proprio questo tipo di "guarigione" che mi farebbe stare ancora peggio.
    Se non si possiedono soluzioni lasciamo perdere, ma non voglio che mi confondano le idee, le mie domande sono semplici, "voglio ottenere questo, cosa devo fare per ottenerlo con buone probabilità?", e se uno psicoterapeuta mi da dei suggerimenti inefficaci deve prendersi la responsabilità di tutto questo: un medico che diffonde delle cure che non funzionano, in cambio di lauti pagamenti, è punibile dal punto di vista legale.
    Poi se mi dite che questo significa essere nevrotici, io lo sono ma non voglio guarire da questa malattia.
    Quando parlavo del coraggio degli psicoanalisti, non era certo un complimento, avevo in mente un passo spassoso e tragico del libro "Viaggio al termine della notte" in cui il protagonista Bardamu finisce in un ospedale militare perché ha paura di andare in guerra e lì si mette a discutere con uno dei medici che avrebbero dovuto "curarlo" assecondando le idee deliranti del luminare della scienza.
    Io non voglio essere "curato" in questo modo, io voglio trovare un sistema per "evitare di andare in guerra" e vivere comunque bene, la mia vigliaccheria me la tengo stretta, e chi vuol fare l'eroe lo faccia pure, io semplicemente non lo voglio fare. Condurre quel tipo di vita non mi renderebbe più felice.
    Io il concetto di nevrosi lo trovo molto complicato però mi piace definire essa stessa come un compromesso...il più meschino sulla faccia della terra...perchè fatto con se stessi. La medicina è un'altra storia:la psicoanalisi le ha mostrato chiaramente come il concetto di ''aiuto'' può oscillare nei vari contesti. Generalmente ''andare in guerra'' significa vivere la vita nelle condizioni che ci sono state assegnate e che di volta in volta il caso ci assegna quindi ''andare in guerra'' è ''vivere'' nel senso più pieno:ingaggiare la lotta significa relativizzare le condizioni dell'io e 'oltrepassare' le paure che lo attraversano. Io non potrei mai pensare di guarire immerso nella codardia perchè vivrei questo stato come ''implosione di tutti i sensi'':non posso vivere se non proiettato/gettato in pro-getto che realizzi tutti i sensi possibili a cui la mia esistenza intimamente tende...c'è il bisogno di un ''disancoraggio'': non si può pretendere di capire la tempesta se ci si ferma alla nostalgia della scogliera...

    Saluti,
    Luigi

  12. #237
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    ......Generalmente ''andare in guerra'' significa vivere la vita nelle condizioni che ci sono state assegnate e che di volta in volta il caso ci assegna quindi ''andare in guerra'' è ''vivere'' nel senso più pieno:ingaggiare la lotta significa relativizzare le condizioni dell'io e 'oltrepassare' le paure che lo attraversano. Io non potrei mai pensare di guarire immerso nella codardia perchè vivrei questo stato come ''implosione di tutti i sensi'':non posso vivere se non proiettato/gettato in pro-getto che realizzi tutti i sensi possibili a cui la mia esistenza intimamente tende...c'è il bisogno di un ''disancoraggio'': non si può pretendere di capire la tempesta se ci si ferma alla nostalgia della scogliera...

    Saluti,
    Luigi
    Luigi sei grande! Quello che sai capace di esprimere tu, mi coivolge e mi fa emozionare!
    FRANCESCA

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  13. #238
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Se non si possiedono soluzioni lasciamo perdere, ma non voglio che mi confondano le idee, le mie domande sono semplici, "voglio ottenere questo, cosa devo fare per ottenerlo con buone probabilità?", e se uno psicoterapeuta mi da dei suggerimenti inefficaci deve prendersi la responsabilità di tutto questo: un medico che diffonde delle cure che non funzionano, in cambio di lauti pagamenti, è punibile dal punto di vista legale.

    in generale, bisogna dire che l'essere umano non è una macchina, non funziona secondo le leggi causa-effetto, quindi il rapporto tra "problema" e "soluzione" non è lineare. Non è un'equazione, ma entrano in gioco diversi fattori, diverse variabili, che interagiscono tra di loro in modo reciproco e indiretto, influenzandosi a vicenda, anche a distanza di tempo.
    Insomma....non devi ragionare in termini di "equazioni", ma di "sistema" aperto anche all'esterno
    perciò, data la complessità dei fattori in gioco (idee, affetti, sensazioni, sentimenti, significati, vissuti, ecc...) lo psico-terapeuta (terapeuta della psiche, che quindi si occupa di idee, sentimenti, affetti, ecc...e del modo in cui interagiscono tra loro e come generano/siano generati da certi stati d'animo e certi modi di vedere il mondo) non dà suggerimenti, ma attraverso il dialogo cerca di comprendere il mondo interno del paziente, cerca di cogliere quali sono le condizioni che lo portano a uno stato di disagio, e poi di portare il paziente stesso a capire le proprie potenzialità e a introdurre un punto di vista diverso da cui osservare la propria situazione.

    A volte la "soluzione" consiste proprio in questo: cambiare prospettiva. Il "problema" può nascere da una certa visione del mondo
    Ultima modifica di Johnny : 04-08-2008 alle ore 10.06.46

  14. #239
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Guardo lì non vi disturbo più.
    Grazie
    Ciao
    Ti ho suggerito di guardare li' pensando che forse, potresti trovarci risposte piu' adeguate alle tue domande, in considerazione anche del fatto che in quel forum di ops, ci sono persone autorizzate a darti risposte che spero siano per te piu' soddisfacenti ed eventualmente, rispondere, ad una tua richiesta di consulenza, cosa che qui non si puo' fare, oltre che trovarci degli articoli che potresti leggerti con calma, su disturbi e salute ed eventuali terapie.
    In ogni caso, io ti suggerirei di riflettere sulle risposte che ti hanno dato, intanto, willi61, dove trovi ottimi spunti appunto, di riflessione e ras, che ti spiega che appunto, le persone e le terapie, non funzionano in termini di causa-effetto, ma in modo molto piu' complesso.

    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  15. #240
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    ....non si può pretendere di capire la tempesta se ci si ferma alla nostalgia della scogliera...(Luıgı)
    La storıa dı Char-Lıe- e la frase dı Luıgı, mı hanno portata a fare delle consıderazıonı.
    L'uomo nasce prematuramente e prıma dı essere autosuffıcente deve attendere parecchıo tempo. La crescıta fısıologıca ad un certo punto sı completa, ma quella psıchıca non sı esaurısce maı fıno alla morte e rıchıede uno sforzo contınuo perche' crescere, ma anche solo vıvere, non e' facıle; puo' accadere dı perdersı; pıombare nella depressıone, nella solıtudıne, nell'ıncapacıta' dı gıoıre, amare. La malattıa fısıca sı rıconosce e sı cura, quella psıchıca e' subdola, sılente per lungo tempo, e come un cancro che sı dıagnostıca solo quando le metastası sı sono gıa' propagate e provocano nevrosı e malesserı ınsopportabılı. Cı sembra che ıl nostro percorso dı vıta non cı consenta vıa d'uscıta, scappatoıe, come se ıl malessere e ıl dolore non possano trovare una rısoluzıone e avere fıne. Annı e annı dı dısagıo crescente....
    Il contesto socıale ın cuı sıamo ınserıtı, oltre la nostra personale urgenza cı ınducono, per sollevarcı e guarıre, a soluzıonı velocı e rısolutıve, a rıfıutare la sofferenza, a rıcercare ıl benessere senza fatıca. Ma e' un'utopıa!
    La domanda dı analısı, l'esıgenza dı ıntraprendere un percorso terapeutıco, sıamo coscıentı che non e' ne veloce ne ındolore, ma e' l'unıco effıcace per farcı uscıre da quella dımensıone claustrofobıca e cı proıetta verso prospettıve nuove e orızzontı ınfınıtı.
    Anche se sı e' consapevolı che e' un percorso verso l'ıgnoto, e' ıl solo che cı puo' aıutare a svıluppare la capacıta' dı rıconoscere ıl proprıo mondo ınterno e trasformarlo; e' ıl solo che cı fa sperare ın un fururo possıbıle, aperto a nuove esperıenze e prospettıve dı vıta mıglıorı.
    La presenza dı un altro che tı sa ascoltare e capıre, fa sı che la sofferenza che haı vıssuto a lungo, da solo ın sılenzıo, sı traduca ın ımmagını e parole che una volta che haı trovato ıl coraggıo dı trasferıre, gıa' tı fanno sentıre alleggerıto. Condıvıdere ı proprı problemı ed esplorare un mondo ınterno che avevamo per lungo tempo lascıato sommerso per paura dı portare alla luce verıta' scomode e dolorose, apre spazı dı pensıero ınfınıtı e possıbılıta' che pensavamo dı aver perso defınıtıvamente:le emozıonı, l'amore, la gıoıa, ıl sorrıso, sono un bene , una rıcchezza cosı' prezıose che e' proprıo un peccato perdersele e sı deve fare dı tutto per rıappropıarsene.
    Quando sı ha la foruna dı ıncontrare ıl terapeuta gıusto, ıl contatto emotıvo autentıco che sı ınstaura, consente dı non reagıre maı con rabbıa e ırrıtazıone
    anche se tı sentı dıre verıta' ınquıetantı...lo shock che sı rıceve e' posıtıvo, sano e benefıco e le consapevolezze che acquısıscı tı aıutano a guardare con occhı nuovı problemı antıchı.
    Cıao. Buone vacanze
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

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