Scusami bella primavera, ma qui mi sento necessariamente di dover intervenire: gli [B]Scompensi, non sono solo negli occhi di li vuole osservare, sono patologie vissute dalle persone con grandi, a volte estreme sofferenze, che li provano e che una volta reintregrate in uno stato di Compenso, possono in genere testimoniare con grande chiarezza i loro vissuti e sofferenze di quei periodi, solo che spesso, credimi la stanchezza e la gioia di essere usciti dallo scompenso grazie a qualcuno che li ha accompagnati in qs percorso e lo stato di soggezione che in essi rimane verso chi tale scompenso, vuoi per incapacita', vuoi per non aver compreso o altri talvolta poco edificanti motivi che hanno portato a degli errori gravissimi, (all' nterno di una psicoterapia, che puo' essere una tbs ma puo' essere talvolta anche una pessima analisi) non adeguatamente condotta per i roblemi della persona li porta a tacere e a non denunciare come si divrebbe questi episodi, anche perchè la legge italiana, in fondo, non tutela affatto qs persone che forse, me lo auguro per te, tu non hai mai visto, ( e cio' potrebbe essere paradossalmente all'origine della tua frase di tipo "costruttivista", sullo scompenso che è solo negli occhi di chi li vuole osservare, secondo te) anche se a molti (sto generalizzando...) vedere qs persone, non potrebbe fare che bene per comprendere alcune realta' troppo taciute o fatte passare sotto altri nomi da molti e qd, poter acquisire una maggiore capacita' critica e dialettica, nell'ambito della Psicologia Clinica.B]
A parte che il fatto che tu non abbia avuto nè peggioramenti nè scompensi, è una bella testimonianza di una persona che ha avuto anche esiti positivi da qs tipo di terapia, cosa che che fa sempre piacere ascoltare, credimi, ti chiedo di fare attenzione ad una cosa; stai attento a non generalizzare una tua esperienza personale (ma lo stesso ti direi anche se si trattasse di un'analisi freudiana o junhiana o di terapia gestaltica,per es.)all'intero universo della terapia e qd dei terapeuti che la praticano, altrimenti rischi di cadere, per usare una tua espressione, in una "falsa credenza" o convinzione erronea e da generalizzazione, mentre cio' che è importante in qs caso, è la tua personale esperienza positiva, con la tbs, che a me fa molto piacere e, suppongo ugualmente ad altre persone presenti in qs thread, come ad es. lo stesso Lucio e gianli86, che è un sostenitore di qs approccio.
Riprendendo la tua frase:
gli scompensi esistono solo negli occhi di chi li vuole osservare;
non essendo purroppo cosi', nella realta' clinica quotidiana,tu cosa proporresti, di lasciare a sè stesse delle persone che ad esempio , sono preda di un delirio di pesecuzione, con grande sofferenza e paura, oltre che gravi problemi con il mondo esterno, e che ci chiedono aiuto (ti sembrera' un paradosso, ma molte volte è cosi' dato che nel paranoico o una persona con problemi di crisi paranoide, a parte il delirio circoscritto e di persecuzione che magari si è innestato su una fobia o ossessione preeesistente, è piuttosto usuale che rimanga per il resto una capacita' cognitiva ben funzionante e, qs, a sua volta immeterebbe un altro discorso che ora non mi sembra il caso di affrontare) o di negare che siamo di fronte ad una urgenza clinica?
Ti ho citato il caso del paranoico solo perchè è il piu' semplice e per darti un terreno fertle ad un sereno confronto di idee, partendo dai tuoi presupposti, chiaramente costruttivisti. E poichè so c'è una certa letteratura in proposito che gioca la carta del "divertente", a livello metaforico e di esempio, ma affido a te il compito di scegliere cosa utilizzare, in proposito.
Eppure, voglio farti notare una cosa che forse a te è sfuggita; se è vero che non esiste una realta' unica ma tante realta' diverse a seconda di chi le osserva -
livello costruttivista-è anche vero che non esiste una realta' unica ma tante realta' uniche, qd diverse, a seconda di chi
le vive- livello fenomenologico.
Secondo me, c'è un chiaro punto d'incontro tra qiesti due modi di
vedere e vivere e sentire la realta'; forse, basta vederlo. E, per i clinici riconoscerlo.
Ciao
Ps: lo so che non ce l'avevi con me

