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  1. #226

    Riferimento: Condanna penale counselor



    ...

    Si salvi chi può!!

  2. #227

    Riferimento: Condanna penale counselor

    Generazione alla ricerca di un'immagine...

  3. #228
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Tra le Alpi e gli Appennini
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da fritzzzzz Visualizza messaggio
    counselor o counsellor è una questione di lingua inglese e americana, quindi lascia il tempo che trova ( e via a giocare a thbfdp!)
    anche a me sembra strano che avesse la qualifica di counselor avendo fatto solo due anni di un master (?) in sociopsicoanalisi, ma per gli altri titoli c'è un omissis.
    Mi piacerebbe sapere se era un counselor sico (che richiede titoli ed esami per iscriversi) o che altro.

    Pensi che abbiano utilizzato la "letteratura" della Sico senza neanche verificare se almeno c'era iscritto? Tutto a casaccio insomma, da parte del giudice? A me sembrerebbe che non abbiano verificato un bel niente, neppure se lo psicoterapeuta coinvolto fosse iscritto all'Ordine degli psicologi o dei medici - psichiatri leggittimati all'esercizio della psicoterapia stessa. Anche perché qui l'abuso c'è stato in termini di psicoterapia, secondo la sentenza...
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  4. #229
    Partecipante
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    20-02-2007
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    33

    Riferimento: Condanna penale counselor

    Cari ragazzi,
    ho letto le vostre ultime risposte al problema inerente l'esercizio abusivo della professione di psicologo da parti dei counselor.
    Mi sembra di notare un certo buonismo ed una certa tranquillità da parte di coloro che sminuiscono una condanna penale sia pure ridotta ad alcuni giorni di reclusione.
    Io morirei d'infarto solo se dovessi ricevere una condanna penale sia pure di un giorno di reclusione.
    Noi persone per bene abbiamo per fortuna una percezione delle condanne penali differente dai delinquenti.
    Solitamente coloro che delinquono tendono a sminuire anzi a ridicolizzare l'operato della Legge, dei Tribunali, raccontandosi che tanto dopo alcuni giorni di galera poi usciranno subito e via con la criminalità.
    Personalmente, solo l'idea di essere convocato coercitivamente in un Tribunale ed essere giudicato da dei Magistrati ricevendo poi una condanna penale mi provoca uno svenimento, mi fa impazzire solo l'idea!!!
    Rimarrebbe una traccia per tutta la vita!!!
    Vorrei suggerire ai più giovani, se mi permettete di farlo, di non sminuire il concetto della legalità affermando:"tanto se la cavano con poco!!!".
    Andare in carcere sia pure per due mesi o non andarci proprio ma ricevendo comunque una condanna penale è una delle cose peggiori che possa esistere per una persona per bene, per un professionista onesto e serio!
    Le persone per bene, i galantuomini tremano soltanto all'idea di ricevere una condanna penale sia pure di un solo giorno.
    Lasciamo sminuire l'entità delle condanne penali ai delinquenti.
    Il counselor che ha ricevuto una condanna penale e tutti coloro che con il passare del tempo le riceveranno e tutti i counselor che svolgono ancora oggi questa pseudo attività non regolamentata da nessuno, se fossero persone per bene, se fossero persone oneste, smetterebbero immediatamente la loro pseudo attività perchè tremerebbero alla sola idea di poter ricevere una condanna penale!
    Come mai i counselor non tremano?
    La domanda è retorica!!
    La risposta è ovvia!!
    Non scherziamo con la legge ragazzi!

  5. #230
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    717

    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da psicogattopardo Visualizza messaggio
    Cari ragazzi,
    ho letto le vostre ultime risposte al problema inerente l'esercizio abusivo della professione di psicologo da parti dei counselor.
    Mi sembra di notare un certo buonismo ed una certa tranquillità da parte di coloro che sminuiscono una condanna penale sia pure ridotta ad alcuni giorni di reclusione.
    Io morirei d'infarto solo se dovessi ricevere una condanna penale sia pure di un giorno di reclusione.
    Noi persone per bene abbiamo per fortuna una percezione delle condanne penali differente dai delinquenti.
    Solitamente coloro che delinquono tendono a sminuire anzi a ridicolizzare l'operato della Legge, dei Tribunali, raccontandosi che tanto dopo alcuni giorni di galera poi usciranno subito e via con la criminalità.
    Personalmente, solo l'idea di essere convocato coercitivamente in un Tribunale ed essere giudicato da dei Magistrati ricevendo poi una condanna penale mi provoca uno svenimento, mi fa impazzire solo l'idea!!!
    Rimarrebbe una traccia per tutta la vita!!!
    Vorrei suggerire ai più giovani, se mi permettete di farlo, di non sminuire il concetto della legalità affermando:"tanto se la cavano con poco!!!".
    Andare in carcere sia pure per due mesi o non andarci proprio ma ricevendo comunque una condanna penale è una delle cose peggiori che possa esistere per una persona per bene, per un professionista onesto e serio!
    Le persone per bene, i galantuomini tremano soltanto all'idea di ricevere una condanna penale sia pure di un solo giorno.
    Lasciamo sminuire l'entità delle condanne penali ai delinquenti.
    Il counselor che ha ricevuto una condanna penale e tutti coloro che con il passare del tempo le riceveranno e tutti i counselor che svolgono ancora oggi questa pseudo attività non regolamentata da nessuno, se fossero persone per bene, se fossero persone oneste, smetterebbero immediatamente la loro pseudo attività perchè tremerebbero alla sola idea di poter ricevere una condanna penale!
    Come mai i counselor non tremano?
    La domanda è retorica!!
    La risposta è ovvia!!
    Non scherziamo con la legge ragazzi!
    L'esercizio abusivo della professione è, di fatto, un reato depenalizzato in quanto viene sempre comminata un'ammenda (500 euro circa) tramite procedimento ammenistrativo.

    A parte questo, ti ricordo che in Italia fino al terzo grado di giudizio si è innocenti, per la Legge. E qui siamo appena al primo grado.

    Altra cosa, ti dovresti rivedere un po' meglio la differenza che intercorre tra "professione regolamentata" e "professione riconosciuta", perché mi pare ti sfugga.

    Detto ciò, dal tuo post traspare anche una certa carenza giurisprudenziale in quanto il counselor, in primo grado, non è stato condannato affatto per esercizio abusivo della professione di psicologo in quanto counselor, ma per abuso della psicoterapia in quanto non aveva i titoli. Se non cogli la differenza abissale tra le due motivazioni...

    La Giudice ha sostanzialmente legittimato l'attività di counseling, rilevando semplicemente un abuso rispetto ad un altro tipo di intervento (la psicoterapia) in quanto non vi erano i titoli per esrcitarla.

    Per essere ancora più chiari: la sentenza non dice affatto che chi esercita il counseling è punibile per abuso di professione. Ma ti dirò di più: in Italia non si è MAI avuta una condanna di un counselor per questa motivazione.

    Davvero, non capisco dove volevi andare a parare con questo post...

  6. #231
    Partecipante Esperto
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    19-09-2005
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da psicogattopardo Visualizza messaggio
    Cari ragazzi,
    ho letto le vostre ultime risposte al problema inerente l'esercizio abusivo della professione di psicologo da parti dei counselor.
    Mi sembra di notare un certo buonismo ed una certa tranquillità da parte di coloro che sminuiscono una condanna penale sia pure ridotta ad alcuni giorni di reclusione.
    Io morirei d'infarto solo se dovessi ricevere una condanna penale sia pure di un giorno di reclusione.
    Noi persone per bene abbiamo per fortuna una percezione delle condanne penali differente dai delinquenti.
    Come mai i counselor non tremano?
    La domanda è retorica!!
    La risposta è ovvia!!
    Non scherziamo con la legge ragazzi!
    Mamma mia...con quanta attenzione hai letto i post che Ti hanno preceduto!
    Le cose sono due: o hai letto e poi, hai deciso di "rigirare" ciò che noi (Il sottoscritto, Q/Stracci e altri) avevamo scritto oppure non hai letto e hai deciso di ripetere lo stesso registro del Tuo post con cui Ti rivolgevi a me, sopra.
    Dal punto di vista legale mi pare evidente che la sentenza ha ribadito l'orientamento della giurisprudenza italiana già manifestato in tema di attività di counseling: tale attività non è un'attività riservata per legge agli psicologi. Gli psicologi possono esercitare counseling e sostegno psicologico: nonostante questa possibilità, io vedo sempre più laureati in Psicologia che s'improvvisano counselor, senza sapere che counseling non è, o non è solamente, ascolto attivo e che, sarebbe auspicabile, prima di "recitare a soggetto", magari conoscersi meglio (percorso psicoterapeutico) per approfondire le nostre reazioni tendenziali alle problematiche dell'Altro o, meglio, a ciò che quelle problematiche richiamano in noi.
    Quindi, come ho scritto in un altro 3D: si è creata una pletora di "improvvisatori": counselor-non laureati in Psicologia, a cui durante il Corso triennale (solitamente tenuto da Psicologi e psicoterapeuti) è stato detto di aprirsi una P.Iva ed "esercitare"; laureati in Psicologia che esercitano di fatto un "non so che cosa" - sicuramente non counseling, perchè non sanno neppure cosa sia; psicoterapeuti che insegnano il Counseling, ma non l'hanno mai esercitato in vita loro e, infine, pochi e rari casi di professionisti che esercitano il Counseling con le caratteristiche che avevo scritto sopra (limitato nel tempo, con particolari modalità sue proprie, che lo allontanano dalla psicoterapia, ecc., ecc.).
    Io ritengo dopo anni di Corsi e di esperienza di far parte dell'ultima categoria.
    Se questo, per la facilità delle Tue categorie mentali, "basta" per far parte della generalizzazione di quelli che Tu chiami counselor-"delinquenti", questo mi fa ridere, anzi sorridere. La sentenza che ha condannato un "sedicente counselor" per abuso della professione di psicoterapeuta, è stata provocata dai comportamenti del giornalista-"counselor", comportamenti da pseudo-psicoterapeuta, non certo da counselor, un counselor non avrebbe mai fatto, ciò che ha fatto lui.
    Io non l'avrei mai fatto. Forse per questo non mi preoccupo delle conseguenze della legge e neppure della sentenza (emessa in primo grado, solo in primo grado per ora).
    Come Te sono tanto rispettoso e confidente in una legge rigorosa e avevo anche scritto che le pene dovrebbero essere più severe, indicando dei riferimenti...ma, forse, anche questo mio intervento non l'hai letto.
    Sai, nel magico mondo della furbizia italiano, qualche altro potrebbe non avere i Tuoi timori e i miei scrupoli.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 06-07-2009 alle ore 12.42.22
    psi_net

  7. #232
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Concordo pienamente con il pensiero espresso da Quattrostracci: questa sentenza è assolutamente sfavorevole alla categoria degli psicologi e degli psicoterapeuti. Detto ciò mi domando però se sarebbe potuto essere diversamente. Nel senso che trovo inquietante questa sorta di rivalità (non so se sia tale ma a mio avviso rende l'idea) fra professionisti che almeno in teoria dovrebbero offrire servizi di natura assolutamente diversa, che in teoria dovrebbe riguardare diverse tipologie di richieste. Questa confusione (in certi casi: ignoranza) riflette una confusione (e una certa ignoranza) culturale di fondo sia fra i possibili fruitori di questo o quel servizio e sia (soprattutto) fra coloro i quali dovrebbero essere formati sulla propria specifica professione. Dico soprattutto perchè se è vero che chi domanda non necessariamente deve conoscere il servizio (e difatti può informarsi; ma potrebbe anche non farlo) è altrettanto vero che chi offre questo o quel servizio dovrebbe conoscere ciò che vende e dovrebbe essere in grado di dare adeguate informazioni ai propri (potenziali) clienti in modo che il contratto di lavoro sia trasparente per le parti interessate.
    La questione è decisamente complicata dal fatto che è di difficile regolamentazione ma forse di più ancora da un evidente disinteresse politico che poggia su solidi meccanismi economici.
    Ultima modifica di Saoshyant : 08-07-2009 alle ore 19.01.32
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  8. #233
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da Saoshyant Visualizza messaggio
    Concordo pienamente con il pensiero espresso da Quattrostracci: questa sentenza è assolutamente sfavorevole alla categoria degli psicologi e degli psicoterapeuti. Detto ciò mi domando però se sarebbe potuto essere diversamente. Nel senso che trovo inquietante questa sorta di rivalità (non so se sia tale ma a mio avviso rende l'idea) fra professionisti che almeno in teoria dovrebbero offrire servizi di natura assolutamente diversa, che in teoria dovrebbe riguardare diverse tipologie di richieste. Questa confusione (in certi casi: ignoranza) riflette una confusione (e una certa ignoranza) culturale di fondo sia fra i possibili fruitori di questo o quel servizio e sia (soprattutto) fra coloro i quali dovrebbero essere formati sulla propria specifica professione. Dico soprattutto perchè se è vero che chi domanda non necessariamente deve conoscere il servizio (e difatti può informarsi; ma potrebbe anche non farlo) è altrettanto vero che chi offre questo o quel servizio dovrebbe conoscere ciò che vende e dovrebbe essere in grado di dare adeguate informazioni ai propri (potenziali) clienti in modo che il contratto di lavoro sia trasparente per le parti interessate.
    La questione è decisamente complicata dal fatto che è di difficile regolamentazione ma forse di più ancora da un evidente disinteresse politico che poggia su solidi meccanismi economici.
    Quoto in pieno!

  9. #234
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Ma la cosa veramente sconcertamente (e significativa anche del basso livello di chi ci governa) è che l'Ordine, anziché occuparsi seriamente di counseling, psicologia professionale e rapporti con le professioni limitrofe, delega tutto ai Tribunali e ai Giudici. Ovvero abdica.

  10. #235
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Questa confusione (in certi casi: ignoranza) riflette una confusione (e una certa ignoranza) culturale di fondo sia fra i possibili fruitori di questo o quel servizio e sia (soprattutto) fra coloro i quali dovrebbero essere formati sulla propria specifica professione. Dico soprattutto perchè se è vero che chi domanda non necessariamente deve conoscere il servizio (e difatti può informarsi; ma potrebbe anche non farlo) è altrettanto vero che chi offre questo o quel servizio dovrebbe conoscere ciò che vende e dovrebbe essere in grado di dare adeguate informazioni ai propri (potenziali) clienti in modo che il contratto di lavoro sia trasparente per le parti interessate.
    Penso che questa confusione sia lo specchio della postmodernità, le domande oggi sono sempre più strane ed è il segno evidente di una difficoltà a nominare il malessere che coglie il soggetto, quindi non solo chi chiede aiuto non necessariamente conosce il servizio, ma soprattutto chi chiede aiuto non sa cosa domanda...

    Saluti,
    ikaro

  11. #236
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Ma la cosa veramente sconcertamente (e significativa anche del basso livello di chi ci governa) è che l'Ordine, anziché occuparsi seriamente di counseling, psicologia professionale e rapporti con le professioni limitrofe, delega tutto ai Tribunali e ai Giudici. Ovvero abdica
    Su tale argomento le mie conoscenze sono minime e insufficienti nel senso che la questione politica dell'intera faccenda, per essere commentata adeguatamente, richiederebbe di conoscere bene le forze politiche in gioco in maniera tale da provare a comprenderne la risultante. Solo chi detiene il potere conosce le reali motivazioni sottostanti alle scelte effettuate e perciò io credo che la libertà di scelta di ognuno di noi sia limitata alla decisione di aderire o non aderire al sistema (cioè iscriversi o meno all'Ordine). Almeno questo è il mio modo di vedere le cose.

    Penso che questa confusione sia lo specchio della postmodernità, le domande oggi sono sempre più strane ed è il segno evidente di una difficoltà a nominare il malessere che coglie il soggetto, quindi non solo chi chiede aiuto non necessariamente conosce il servizio, ma soprattutto chi chiede aiuto non sa cosa domanda...
    Sul fatto che il nostro tempo risuoni postmoderno sono in accordo, soprattutto se con tale termine fai riferimento ad autori come Nietzsche, Foucault, Heidegger,... invece dal mio punto di vista la questione della domanda è più complessa soprattutto per chi ha scelto di lavorare utilizzando strumenti psicologici.
    Cercherò di essere breve ma chiaro il più possibile. Se una persona non è libera di porre una domanda questo non significa che non abbia dentro di sè l'urgenza di ottenere delle risposte. Ci sono tanti modi di domandare e spesso la capacità di un professionista sta anche nella possibilità di cercare di interpretare la domanda dei propri clienti o pazienti.
    Se invece la tua affermazione vuole intendere che la gente non va dallo psicologo/simili perchè non sa cosa domandare allora io credo valga ciò che è stato detto precedentemente cioè che manca una cultura psicologica di fondo ed è quindi difficile che una persona vada a domandare qualcosa a figure professionali che non sa minimamente definire.
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  12. #237
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Cercherò di essere breve ma chiaro il più possibile. Se una persona non è libera di porre una domanda questo non significa che non abbia dentro di sè l'urgenza di ottenere delle risposte. Ci sono tanti modi di domandare e spesso la capacità di un professionista sta anche nella possibilità di cercare di interpretare la domanda dei propri clienti o pazienti.
    Certamente e sono d'accordo, anzi rilancio: il lavoro del professionista è innanzitutto un lavoro preliminare sulla domanda che gli viene indirizzata, domanda che arriva come arriva. Il lavoro del professionista, in prima battuta, consiste proprio nel trattare questa domanda, prima ancora di cercare possibili risposte e su questo il counselling, a mio modo di vedere, non può che cadere.

    Se invece la tua affermazione vuole intendere che la gente non va dallo psicologo/simili perchè non sa cosa domandare allora io credo valga ciò che è stato detto precedentemente cioè che manca una cultura psicologica di fondo ed è quindi difficile che una persona vada a domandare qualcosa a figure professionali che non sa minimamente definire.
    Su questo non sono molto d'accordo, la gente chiede aiuto e si rivolge anche allo psicologo, io non credo che manchi una cultura psico (certo, si tratta di una sotto-cultura, ma questo è... nell'era di wikipedia e grandi fratelli non possiamo aspettarci molto di più) credo ci sia proprio una difficoltà nell'articolare soggettivamente un malessere avvertito, per questo la persona va dove lo porta un qualsiasi tipo di transfert: dal medico, dallo psicologo, dall'analista, dal counsellor o dall'osteopata e persino dal mago... In altre parole, il problema non è il definire le figure professionali da parte del paziente-cliente (cara grazia che arriva!), il problema sono i "professionisti" che non sanno quello che dicono e quello che fanno e soprattutto in nome di quale etica.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 09-07-2009 alle ore 13.43.51

  13. #238
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Su questo non sono molto d'accordo, la gente chiede aiuto e si rivolge anche allo psicologo, io non credo che manchi una cultura psico, credo ci sia proprio una difficoltà nell'articolare soggettivamente un malessere avvertito, per questo la persona va dove lo porta un qualsiasi tipo di transfert: dal medico, dallo psicologo, dall'analista, dal counsellor o dall'osteopata e persino dal mago... In altre parole, il problema non è il definire le figure professionali da parte del paziente-cliente (cara grazia che arriva!), il problema sono i "professionisti" che non sanno quello che dicono e quello che fanno.
    Io infatti ho scritto poco più in alto:

    (...) Nel senso che trovo inquietante questa sorta di rivalità (non so se sia tale ma a mio avviso rende l'idea) fra professionisti che almeno in teoria dovrebbero offrire servizi di natura assolutamente diversa, che in teoria dovrebbe riguardare diverse tipologie di richieste. Questa confusione (in certi casi: ignoranza) riflette una confusione (e una certa ignoranza) culturale di fondo sia fra i possibili fruitori di questo o quel servizio e sia (soprattutto) fra coloro i quali dovrebbero essere formati sulla propria specifica professione. Dico soprattutto perchè se è vero che chi domanda non necessariamente deve conoscere il servizio (e difatti può informarsi; ma potrebbe anche non farlo) è altrettanto vero che chi offre questo o quel servizio dovrebbe conoscere ciò che vende e dovrebbe essere in grado di dare adeguate informazioni ai propri (potenziali) clienti in modo che il contratto di lavoro sia trasparente per le parti interessate. (...)
    Io non so dire quali variabili pesino di più sulla questione (bisognerebbe fare una bella analisi del fenomeno: avessi potere decisionale lo farei): la mia sentenza è in realtà una affermazione fondata sulla mia personale percezione del mondo... e dice che è presente un vuoto culturale. Se questo spazio cavo sia originato da una mancanza di formazione... non lo so. Immagino le motivazioni siano molteplici (perchè fa cool dirlo; e pure ha un certo senso). Aggiungo però, e su questo credo possiamo concordare che, essendoci una questione economica dietro (stiamo parlando di lavoro: almeno io certamente), i primi a dover essere interessati ad una diffusione di una certa idea di psicologia dovrebbero proprio essere gli psicologi.
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  14. #239

    Riferimento: Condanna penale counselor

    ciao a tutti, sono nuova del forum, spero che qualcuno possa rispondere alla mia domanda. è possibile organizzare presso un asilo delle giornate alle quali partecipa anche uno psicologo e darne comunicazione ai genitori solo tramite la bacheca? Avendo acchefare con minori secondo il codice deontologico è necessario il consenso scritto dei genitori, quindi se ciò non accade si può essere accusati di qualcosa? se si quale sarebbe il reato?

  15. #240
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da valentinas1980 Visualizza messaggio
    ciao a tutti, sono nuova del forum, spero che qualcuno possa rispondere alla mia domanda. è possibile organizzare presso un asilo delle giornate alle quali partecipa anche uno psicologo e darne comunicazione ai genitori solo tramite la bacheca? Avendo acchefare con minori secondo il codice deontologico è necessario il consenso scritto dei genitori, quindi se ciò non accade si può essere accusati di qualcosa? se si quale sarebbe il reato?
    A parte l'off topic... la risposta è: come ogni qualunque attività extrascolastica (anche se ricompresa nelle ore scolastiche) come, ad esempio: una gita al museo, un incontro di musica, etc. sarebbe bene che i genitori non solo fossero avvisati, ma che ognuno di loro dia il suo assenso.

    bye bye

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