(MAGGIO 2002)
Cielo che ti specchi
nei miei occhi,
l'anima
vorrebbe volare
percorrere infiniti mondi
e infinite vie,
sentire su di sé
la Vita intera
senza l'agonia
della scheggia di tempo
che la trascina
nella terra.
Freccia senz'arco
non sa neanche lei
cosa vuole
nell'ebbra
scintilla della notte,
fuoco di candela
minacciata di spegnersi.
Cos'è che tu annunci,
cielo,
l'emozione
d'un battito d'ali
che attraversa il mare,
il crescere di un corallo,
la lenta pazienza
di un albero secolare?
Il continuo mutare delle dune
di identiche particelle
di sabbia scivolanti
nel mare arido?
Il fragore di una cascata
e il lento canto d'un fiume
che si fonde, tutt'uno
con il mare?
Il cuore entra in ogni essere,
mille specchi evanescenti
si aprono
annullando l'illusione
di essere solo lupi.
Riconosciamo
nella mano contorta
del mendicante
nascosto nell'ombra
assolata
il respiro della sofferenza
e la vergogna della richiesta
solitaria
e nell'uomo morto
senza nome
sulla riva
la ricerca strozzata del senso.
Nell'armonia del danzatore
il mistero che rapisce,
la dama delle stelle
che seduce col violento dolce
valzer.
Gli occhi nuovi del bambino
e il delirio del folle,
le notti di luna dei sospiri
degli innamorati,
il pianto degli assetati
di giustizia,
il fiore caduto della malinconia,
le sterminate distese desertiche
dell'assenza,
l'oasi dell'abbraccio
con l'amato,
le colline le praterie
i terreni sinuosi
l'acqua dell'amata,
la seta del bacio,
le nebulose delle stelle...
per tornare improvvisamente
- brusco colpo -
a ciò che siamo.
Cos'è che tu annunci,
cielo,
il sapore del mondo?
il sussurro della Vita
che entra ed esce arricchita
da ogni cuore umano
e soffia nel vento?








Lucsa