
Originalmente inviato da
Megiston Matema
Cara Benedetta,
pur non essendo un fine conoscitore di Bion e, dunque, passibile di smentite su questo punto, a me risulta che esistono sia trasformazioni in K (O→K), sia trasformazioni in O (K→O); nel primo caso l’inconoscibile diventa conoscibile attraverso echi delle trasformazioni che avvengono a livello della dimensione profonda della personalità, della dimensione non conosciuta (O). Non possiamo conoscere O direttamente, secondo Bion, solo rappresentarcelo attraverso la sua trasformazione in K. Viceversa, esiste la possibilità di cambiamenti inversi, che hanno carattere distruttivo, che Bion chiama anche movimenti catastrofici, sconvolgenti e drammatici, in cui l’individuo attacca non tanto l’oggetto, ma le strutture psichiche che lo legano all’oggetto e le evacua.
Non so se si possa parlare di co-creazione nella clinica bioniana, certo è che l’analista bioniano è attivo nell’analisi, deve coinvolgersi personalmente con tutto se stesso nelle trasformazioni in o (che pure sono necessarie al progredire di un’analisi), certo è anche che si giunge ad un vissuto comune creatosi all’interno della relazione fra analista e analizzando, certo è che è lo stesso Bion a criticare l’uso del controtransfert in auge fra gli autori latino-americani: “Prima o poi un’analisi basata sul controtransfert finisce in un disastro, o comunque fallisce, perché tutte le interpretazioni hanno molto a che vedere con l’analista e poco a che vedere col paziente” (Il cambiamento catastrofico. La griglia. Caesura. Seminari brasiliani, Intervista, Loescher, Torino, 1981, p. 41). Nota come lo scriva in modo insolitamente chiaro per lui. Girava tempo fa una battuta su certi analisti, che possiedono teorie tanto “forti” e sicurezze tanto granitiche, che potrebbero benissimo fare analisi senza i pazienti. Infine, per la felicità di Giulietta, Bion è paragonabile a Jung, anche lui parla di trasformazioni della libido come trasformazioni di materiale protomentale: la libido per Jung è energia vitale, non soltanto sessuale.
Perturbazioni in O? Ma O non si perturba, è imperturbabile, è la “cosa in sé”, è l’invariante che rimane in ogni trasformazione, di per sé inconoscibile, irraggiungibile, neanche se gli facessimo il solletico potremmo perturbarlo ... però potremmo provare a minacciarlo, hai visto mai che alle minacce di una donne cede e si perturba.
L’interpretazione, Bion dice: “Lo psicoanalista può conoscere ciò che il paziente dice, fa e sembra essere, ma non può conoscere l’O, di cui il paziente è uno sviluppo; egli può soltanto essere tale O [...] Le interpretazioni dipendono dal fatto di diventare O. L’interpretazione è un evento effettivo in uno sviluppo di O, che è comune all’analista e all’analizzando” (Attenzione e interpretazione. Una prospettiva scientifica sulla psicoanalisi e sui gruppi, Armando, Roma, 1973).
Ciao