
Originalmente inviato da
lovvina82
vi posto questo caso...
lilliana studentessa di 19 anni viene inviata dal medico di base ad una visita psicologica per disturbi alimentari. al primo colloquio si presenta accompagnata dalla mamma che appare preoccupata per il rapido dimagrimento della figlia: ha perso 8 kg in 2 mesi con conseguente amenorrea.
dall'osservazione la ragazza appare triste,scoraggiata,rallentata nei movimenti.
riferisce di non piacersi fisicamente: di avere naso lungo, capelli troppo ricci e crespi e gambe storte. la ragazza afferma di nn vALalere niente, di essere inferiore alle sue amiche. asserisce continuamente di essere sfortunata e che per lei non esiste soluzione per uscire da questa situazione. lilliana è la seconda di 3 figli ed è l'unica fammina. proviene da una famiglia di professionisti di classe medio-alta. dal suo racconto sembra trasparire la presenza di difficoltà di rapporto tra madre e il padre e tra i genotiri e i figli, tuttavia nessun altro menbro della famiglia ha richeisto una visita psicologica.
la ragazza frequenta il primo anno di univ e ilsuo rednimento è scarso, i rapporti con i colleghi di corso e con le maiche nn vengono ricercati ,anzi sono spesso rifiutati. non esce mai di casa se non per andare a scuola trascorre la maggior parte del tmepo in camera ad ascoltare musica fissando il soffitto.
un anamnesi approfondita rivela che i suoi problemi d'alimentazione sono iniziati nell'adolesc. è quasi un anno che si sente triste e a disagio incapace e insignificante. il peso raggiunto massino è stato di 52kg, all'età di 15 anni; il peso minimo, quello attuale, 44kg.
il soggetto riferisce di nn essersi mai sentita grassa al contrario avrebbe desiderato aumentare di peso senza però riuscirvi.
il candidato illustri:
- ipotesi diagonostica
-quali altri dati ha bisogno per una diagnosi differenziale-
- strumenti
- tipo di intervento
- eventuali risorse di rete psicosociali da attivare
secondo voi???