• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 17 di 26 PrimoPrimo ... 71516171819 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 241 fino 255 di 376
  1. #241
    Originariamente postato da willy61

    Ma, in realtà, quando si parla di scienza, non si parla dei discorsi degli scienziati, o delle loro convinzioni, o delle loro credenze. Si parla di un corpus teorico con un nucleo solido, fatto di equazioni matematiche, scritto in un linguaggio che non è il linguaggio interpretabile e denso di significati proprio degli esseri umani.
    Io penso sia questa la cosa più difficile da afferrare, quando si parla di scienza e di oggettività. Perché, specie da psicologi, siamo abituati a considerare il linguaggio che utilizziamo come un velo o un travestimento, un impedimento. Ma il linguaggio matematico della scienza è altra cosa rispetto a questo. L'oggettività è insita in quel linguaggio. Il problema grosso è che quel linguaggio e quello che usiamo quotidianamente appartengono a grammatiche differenti, non sono traducibili l'uno nell'altro. Occorre fare lo sforzo, tremendo spesso, di impararli entrambi.
    Rispondo a te perchè mi pare la risposta più precisa alla mia domanda sulla relazione fra oggettività e soggettività. C'è una grossa differenza fra il mio modo di vedere ed il vostro. Il vostro pone una barriera di differenziazione ai vissuti personali dalle prove oggettive. Mi rendo conto che ciò è funzionale per una visione sobria e distaccata, necessaria in un contesto scientifico. Tuttavia non riesco a concepire tale divisione, se non in una probabile personalità orientata all'esterno ( estroversa ) che non è la mia. Non riesco a vedere la possibilità di questa divisione fra fatti oggettivi documentati ed esperienza soggettiva di quest'ultimi. Allora la differenza di opinioni si riduce a differenza soggettiva e non ad una difficoltà di comprensione dei fatti reali. Sottolineo che questa è la Mia opinione.

    Forse è solo possibile se consideriamo la scienza come un'opera di conoscenza a sè stante, come prodotto di tanti menti umane che hanno collaborato lungo il tempo a scoprire delle leggi. Tenete sempre presente che quest'opera non esiste mai senza la vostra esperienza e quindi divisa dalla vostra soggettività.

    Tu ti chiedevi cosa c'entrasse il decadimento degli atomi di U238 con la casualità e la causalità. Le equazioni della fisica quantistica ci restituiscono un mondo che, a livello microscopico, è profondamente casuale. La causalità entra in gioco al livello macroscopico, come media di una distribuzione, come picco di probabilità. Se andiamo a livello microscopico, quello che osserviamo è il caos.
    Potresti vedere l'analogia con il comportamento umano. Prvedere il comportamento di un singolo in una qualunque situazione è pressoché impossibile. Ma è facilissimo prevedere il comportamento di un grande gruppo, o di una folla. Pure, quella folla, che si muove e risponde in modo così ordinato e prevedibile, è composta da individui del tutto autonomi ed imprevedibili.
    Adesso mi hai fatto capire molto bene il concetto. Tuttavia mi sembra una via di fuga ad una attuale incomprensione del fenomeno della trasmissione di pensiero.
    Un'ultima nota. Mi pare che alla base di questa conflittualità tra descrizione oggettiva e descrizione soggettiva del mondo, vi sia una convinzione (per me curiosa) secondo la quale la mente sta dentro la scatola cranica. E, quindi, dato che la mente è individuale e riceve segnali attraverso il corpo, allora ogni mente è solitaria e interpretativa e ogni descrizione possibile è meramente soggettiva.
    Ma esistono altre possibilità. La mente di un bambino (qualunque cosa sia la mente) si forma, cresce nell'intrscambio continuo con la madre e le altre persone che lo circondano. Senza la mente degli altri, non esisterebbero né la mia né la tua. Forse potremmo provare a vedere la mente non come qualcosa che si colloca "dentro" le persone, ma "tra" le persone. Il discorso dela soggettività e dell'oggettività, mi pare, assumerebbe un tono del tutto diverso. La domanda non sarebbe più "Cos'è oggettivo", ma piuttosto "Cos'è un soggetto?".
    Questa riflessione è molto bella ed illuminante. Condivido l'idea che la mente non sta dentro le persone ma fra di esse, che sia prodotto di interazione di tutte le menti. Tuttavia dovrai sempre ammettere che anche qui una certa individualità esiste in mezzo all'interscambio, giacchè possiamo riconoscere la differenza fra la nostra mente e quella altrui. Il mio pensiero si incontra, plasma e differenzia una volta che viene in contatto con il tuo, ma una volta che io e te non abbiamo più contatti possiamo dire che le nostre menti viaggiano separatamente dal quel momento in poi, sebbene inevitabilmente diverse. In questo caso un soggetto è l'insieme delle differenze esistenti fra gli oggetti. Se qualcosa è in continuità fisica e psichica ( in senso esperienziale, o è meglio dire fenomenologico? ) con un altra cosa, allora le due sono la stessa cosa. Se prendo due penne perfettamente uguali e le metto una accanto all'altra, vedrò che esse sono diverse perchè facenti parti di 2 entità fisiche e psichiche diverse, tant'è che occupano posizioni diverse nello spazio. Così il mio pensiero "Oggi è una bella giornata" è diverso dal tuo "Oggi è una bella giornata" perchè ne riconosciamo punti di origine fisica e psichica diversi ( la mia e la tua mente ).

    Korianor, mi sai dire cos'è l'equazione personale?
    La mia opinione sul resto che scrivi la sai già. Dovremmo restituire soggettività alle conoscenze scientifiche, forse ne uscirebbero molto più valorizzati i momenti di incontro fra le menti su questo tema, senza cadere nella paura di sbagliare. La divisione che operi te è forse dovuta alla condivisione, accettata da tutti, di certi principi base che regolano quei fatti e li fanno apparire come oggettivi; in questo caso mi posso riferire soltanto all'idea, che ho appena sentito accennare certe volte, che ogni scienza parte da dei presupposti e si sorregga su di essi, e che sia quindi qui la loro debolezza. Non posso seguirti molto oltre, però posso farti questo esempio: se riduci la depressione del soggetto misurandola con un test, ottieni una misurazione condivisibile ma perdi il contenuto emotivo della sua esperienza. Così ottieni qualcosa di diverso da ciò che la realtà propone, che non è rappresentativo di ciò che succede a quella persona che noi chiamiamo Depressione ( lo devi ammettere, è proprio così ). Portami un risultato tratto da un articolo e forse saprò spiegarti meglio.
    In ogni caso il fatto in sè rappresenta sicuramente un insieme di significati e quindi non ne è divisibile. Quando tu parli di differenza fra risultati oggettivi e discussione sui significati operi una divisione razionale, ma non reale, fra le due. Nello stesso momento in cui fai esperienza dei risultati essi hanno un tuo personale significato.

    L'unica via di uscita che io vedo è quella che io dicevo prima, ovvero il considerare la scienza come l'insieme dei saperi scissi dalla propria mente, messi in un luogo estraneo alla nostra soggettività a testimoniare la loro freddezza. È una concezione che però non potrò mai condividere, perchè a mio parere dimostra una razionalizzazione. L'ansia dell'incertezza, la paura dell'ignoto, la chiusura alla vita.

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  2. #242
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
    Data registrazione
    30-06-2005
    Messaggi
    335
    L’equazione personale è un’espressione coniata da Bessel in astronomia per indicare il fattore soggettivo nella misurazione del passaggio degli astri. Nel nostro discorso c’entra fino a un certo punto, se ti interessa nel libro “La psicologia un profilo storico” di Luccio viene spiegata la sua rilevanza per la psicologia.

    Dovremmo restituire soggettività alle conoscenze scientifiche, forse ne uscirebbero molto più valorizzati i momenti di incontro fra le menti su questo tema, senza cadere nella paura di sbagliare.
    Se si attribuisce soggettività ai risultati oggettivi, le conoscenze scientifiche non sono più tali. Come fai a dimostrare agli altri qualcosa che non è oggettivo?

    La divisione che operi te è forse dovuta alla condivisione, accettata da tutti, di certi principi base che regolano quei fatti e li fanno apparire come oggettivi; in questo caso mi posso riferire soltanto all'idea, che ho appena sentito accennare certe volte, che ogni scienza parte da dei presupposti e si sorregga su di essi, e che sia quindi qui la loro debolezza.
    Sicuramente dei presupposti ci sono, ma finché nessuno dimostra che sono scorretti la tua critica è irrilevante. In ogni caso la cosa fondamentale è che questo tipo di conoscenze comporti effetti oggettivi sul mondo, e quindi replicabili da tutti: magari i presupposti alla base della seconda legge della dinamica sono sbagliate, ma se fai cadere un grave voglio vedere se non segue la legge F = m*a!

    Non posso seguirti molto oltre, però posso farti questo esempio: se riduci la depressione del soggetto misurandola con un test, ottieni una misurazione condivisibile ma perdi il contenuto emotivo della sua esperienza. Così ottieni qualcosa di diverso da ciò che la realtà propone, che non è rappresentativo di ciò che succede a quella persona che noi chiamiamo Depressione ( lo devi ammettere, è proprio così ).
    Lo ammetto, ma non ho mai sostenuto il contrario. Comunque bisogna distinguere due piani, le scienze fisiche, chimiche, biologiche, dove il discorso è più semplice e la psicologia. Ciò di cui si occupa la psicologia scientifica spesso è riconducibile alla situazione della fisica, della biologia etc, altre volte è estremamente complesso farlo e si devono affrontare limiti difficilmente valicabili. Se parliamo della depressione, è ovvio che perdo il contenuto emotivo dell’esperienza. Ma allora che facciamo? Rinunciamo ad avere dei criteri oggettivi sulla depressione? Nessuno sostiene che il punteggio ottenuto al test rappresenti in toto la sua depressione (e né tantomeno il suo contenuto soggettivo, che, è ovvio, per te, ma credo per tutti quelli che si occupano di clinica, è l’aspetto fondamentale), ma è un modo (valido e attendibile, come definito nei manuali di teorie e tecniche dei test) per oggettivarlo, in quei contesti dove è necessario farlo. Mi spiego meglio. Se devi attribuire dei maestri di sostegno in una scuola elementare, e i maestri sono pochi, come fai a scegliere i bambini che ne hanno diritto? Devi fare delle graduatorie. A questo punto serve un metodo oggettivo che mi consenta di farlo: se usassi la soggettività, il tuo giudizio sarebbe diverso dal mio, e da quello di mille altri, e chi ha ragione?

    Portami un risultato tratto da un articolo e forse saprò spiegarti meglio.
    Esempio: nella stanza di neuropsicologia stiamo discutendo su un articolo il cui risultato è che durante il sonno NREM la tramissione dei segnali nella corteccia si propaga meno e si estingue in tempi più brevi rispetto alla veglia. Questo è il risultato. Noi si discute sull'interpretazione da dare al fatto in relazione ad altri risultati e alla coscienza. Se vuoi un qualunque articolo mandami un PM che te lo spedisco.

    In ogni caso il fatto in sè rappresenta sicuramente un insieme di significati e quindi non ne è divisibile.
    Questa è una tua assunzione. Come fai a sostenerla?


    Quando tu parli di differenza fra risultati oggettivi e discussione sui significati operi una divisione razionale, ma non reale, fra le due. Nello stesso momento in cui fai esperienza dei risultati essi hanno un tuo personale significato.
    Ovvio che non sono d’accordo : può essere vero che nel momento in cui faccio esperienza essi abbiano un personale significato, ma posso ancora scindere tra fatto in sé e significato. Ma scusami, se vai alla stazione e perdi il treno, ci possono infiniti significati diversi (se perdi un appuntamento importante/ti eri svegliato presto/etc ti arrabbi, se ce ne è un altro fra 5 minuti non è niente di grave; in relazione alle varie credenze potrei dire che è stato il destino, il caso, l’influenza di uno spirito, il traffico che ho trovato per arrivare alla stazione, etc), ma comunque il fatto oggettivo rimane, sia per te che per tutti gli altri: hai perso il treno (il fatto nudo e crudo).
    "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (L. Wittgenstein)

  3. #243
    samy
    Ospite non registrato
    ciao a tutti...non ho letto tutto perchè era tantissimo!!
    che dire,mi sono sconvolta quando ho saputo che la chiesa aveva deciso di fare formazine ai sacerdoti per affrontare l'esorcismno e che tale fenomeno fosse ancora così diffuso...pensavo che ormai non lo si considerasse piuù!!
    ovviamente sono contro questo tipo di spiegazione....ritengo che sia incredibile che ci sia gente che ancora crede a queste cose e che si fa curare in modi traumatici quale è l'esorcismo!!
    siamo nel 2005 e a volte ho l'idea di essere nel medioevo!!ancora si crede a maghi,e demoni!!
    penso che andrebbe divulgata maggiore informazione riguardo alla psicologia forse la gente non si farebbe più esorcizzare ed andrebbe da un buon psicoterapeuta!!
    Samy

  4. #244
    Ciao Samy, forse le tue opinioni si afferrano al tuo senso comune. Adesso che studio Psicologia Dinamica, so bene quanto le due cose siano collegate, ed una rappresenti il riproponimento dell'altra. Si passa dalle pratiche sciamaniche, agli esorcismi, al mesmerismo, ipnotismo, psicoanalisi e psicoterapia. A mio modo di vedere non è scontato che gli esorcismi non funzionino o siano "sbagliati". A quanto pare al suo tempo funzionavano, perchè immessi nel contesto culturale giusto.
    Qualcosa di molto simile agli esorcismi, anzi alle pratiche sciamaniche, è sorto da pochi mesi e rappresenta una nuova impostazione alla psicoterapia. Il suo autore è Jodorowsky: http://www.internetbookshop.it/ser/s...sbn=8807814129
    Ultima modifica di Darkgianlu85 : 28-10-2005 alle ore 17.45.15

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  5. #245
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
    Data registrazione
    10-12-2004
    Residenza
    ROMA
    Messaggi
    3,057
    dato che mi sembra che stiate andando un po' OT (tranne gli ultimi 2 post di samy e darkgianlu), penso che sia arrivato il momento di aprire nella stanza più appropriata un discorso sulla natura della psicologia come scienza e sulla metodologia scientifica in particolare...(ho notato che desta parecchio interesse, non sono mai intervenuta per non andare troppo OT, ma vedo che alla fine la discussione ha toccato svariati ambiti che esulano un po' dal titolo del thread... )

    quindi, intanto proporrei l'apertura nella stanza di neuroscienze, scienze cognitive, psicologia sperimentale, ecc di un thread che tratti proprio di questi argomenti senza il timore di andare OT...

    così non appesantiamo il lavoro a dreamstalker che potrà decidere cosa fare dei 10.000 post OT di questo thread

    allora per chi fosse interessato il discorso continua qui
    Frequentatrice (ormai) molto saltuaria di opsonline!!
    EX-moderatrice della stanza di neuropsicologia e scienze cognitive

    Finalmente ho un sito personale "SERIO"
    + visita il sito scientifico +


    Ho anche un altro sito "demenziale" con gli appunti di psicologia & altre cavolate divertenti...tutto GRATIS!!

    + entra nel sito demenziale +

    My soul is painted like the wings of butterflies, fairy tales of yesterday will grow but never die...I can fly, my friends!

  6. #246
    Se si attribuisce soggettività ai risultati oggettivi, le conoscenze scientifiche non sono più tali. Come fai a dimostrare agli altri qualcosa che non è oggettivo?

    Ci stiamo fraintendendo in alcuni punti, ti spiego meglio.

    Sicuramente dei presupposti ci sono, ma finché nessuno dimostra che sono scorretti la tua critica è irrilevante. In ogni caso la cosa fondamentale è che questo tipo di conoscenze comporti effetti oggettivi sul mondo, e quindi replicabili da tutti: magari i presupposti alla base della seconda legge della dinamica sono sbagliate, ma se fai cadere un grave voglio vedere se non segue la legge F = m*a!


    Allora, il risultato oggettivo esiste come entità a sè, ma non come entità facente parte della nostra mente. Ancora meglio: mentre tu fai esperienza dell'affermazione "il sasso cade a causa della gravità terrestre", che è un'affermazione obiettiva, dimostrata scientificamente, tu hai sicuramente dentro di te, nel tuo inconscio soprattutto, motivazioni, pensieri, simboli, emozioni, significati che tu attribuisci contemporaneamente all'evento. Sicchè quel pensiero non è più qualcosa a sè stante ma qualcosa di più: è entrato a far parte del tuo Mondo Interno. Allo stesso modo quando fai esperienza per la prima volta dei risultati oggettivi di un esperimento di fisica, sicuramente, nello stesso momento in cui leggi le parole, queste assumuno un tuo significato personale, soggettivo, e vanno ad inserirsi nel tuo Mondo Interno. ( Stern - Il momento presente )

    Esempio: nella stanza di neuropsicologia stiamo discutendo su un articolo il cui risultato è che durante il sonno NREM la tramissione dei segnali nella corteccia si propaga meno e si estingue in tempi più brevi rispetto alla veglia. Questo è il risultato.

    È un fatto vero? Se è un fatto vero prova a ricordare esattamente, con tutta la precisione possibile, tutte le cose che hai esperito in quei momenti. Vedrai che c'è molto di più che quello che hai riferito. Non puoi scindere il fatto oggettivo dalla tua soggettività.

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  7. #247
    alberag
    Ospite non registrato
    Ciao Samy: la questione della credenza si avvicina molto alla questione della cura e della care nelle patologie psichiatriche. Fino a che punto possiamo distinguere? Fino a che punto ci sono dei fattori culturali che portano le persone a rivolgersi ad un confessore piuttosto che ad uno psicologo?
    Condivido il tuo disappunto: purtroppo in Italia da questo punto di vista siamo indietro. Molto indietro. Ma sta soprattutto a noi che rappresentiamo il futuro di questa professione fare in modo che le cose prendano una piega diversa nei prossimi anni.

  8. #248
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
    Data registrazione
    10-12-2004
    Residenza
    ROMA
    Messaggi
    3,057
    ecco...leggete qui...come vedete aveva ragione paperinus: l'esorcismo è un fenomeno attuale...e ci hanno fatto persino un corso di laurea
    Frequentatrice (ormai) molto saltuaria di opsonline!!
    EX-moderatrice della stanza di neuropsicologia e scienze cognitive

    Finalmente ho un sito personale "SERIO"
    + visita il sito scientifico +


    Ho anche un altro sito "demenziale" con gli appunti di psicologia & altre cavolate divertenti...tutto GRATIS!!

    + entra nel sito demenziale +

    My soul is painted like the wings of butterflies, fairy tales of yesterday will grow but never die...I can fly, my friends!

  9. #249
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
    Messaggi
    3,501
    Originariamente postato da samy

    penso che andrebbe divulgata maggiore informazione riguardo alla psicologia forse la gente non si farebbe più esorcizzare ed andrebbe da un buon psicoterapeuta!!
    Samy
    Che tu ci creda o no, il rinnovato interesse per l'esorcismo è ben lungi da un ritorno al medioevo. Ti garantisco che contro certe forze lo psicoterapeuta ti fa un baffo, anzi nemmeno un pelo. Ritornare al medioevo sarebbe negare molte acquisizioni scientifiche che ci siamo costruiti fino ad ora, negando tutto in toto e sostenendo che tutti i problemi psichici ed esistenziali sono causati dal demonio. E' molto più oscurantista ed ottuso chi crede che l'esorcismo sia una favoletta da saga medievale: contro certe forze nessuna psicologia può nulla!
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  10. #250
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Credo che rimetterò in auge la mia vecchia firma: "Contro la stupidità, nemmeno gli dei possono nulla".

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  11. #251
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LUTHIEN
    Che tu ci creda o no, il rinnovato interesse per l'esorcismo è ben lungi da un ritorno al medioevo. Ti garantisco che contro certe forze lo psicoterapeuta ti fa un baffo, anzi nemmeno un pelo. Ritornare al medioevo sarebbe negare molte acquisizioni scientifiche che ci siamo costruiti fino ad ora, negando tutto in toto e sostenendo che tutti i problemi psichici ed esistenziali sono causati dal demonio. E' molto più oscurantista ed ottuso chi crede che l'esorcismo sia una favoletta da saga medievale: contro certe forze nessuna psicologia può nulla!
    Luthien, tu parli come se possedessi delle verità e delle certezze assolute, garantisci per cose che - secondo una tua stessa definizione - non vogliono lasciarsi cogliere. Purtroppo il tuo ragionamento non fila: da una parte dici che contro certe forze nessuna psicologia fa nulla (ma ciò mi sembra lapalissiano), che la scienza non è capace di cogliere molte cose e l'atteggiamento scientifico non è corretto perchè non coglie qualcosa che - devi concedere almeno il beneficio del dubbio - potrebbe anche non esistere. Però poi te ne vieni fuori dicendo che accettare l'esorcismo non vuol dire tornare al medioevo perchè non vogliamo rinunciare a tutte le scoperte scientifiche ed infine dici pure che chi crede che l'esorcismo sia una favoletta medievale è ottuso e oscurantista. Passi per ottuso, ma su oscurantista l'hai sparata davvero grossa: cosa vuol dire che contro certe "forze" lo psicologo non può nulla? Esiste forse un'affermazione più oscurantista di questa in tutto questo 3d?
    Quel che voglio dire è che è fin troppo facile accettare le conquiste della scienza moderna, rifiutandone però le premesse culturali. La maggior parte delle malattie neurologiche/psichiatriche (la distinzione fra neurologia e psichiatria è relativamente recente) un secolo fa erano trattate con metodologie abbastanza inadeguate perchè basate su credenze e non su di un metodo sperimentale e scientifico che ne determinasse accuratamente alcuni aspetti. Prendi l'esempio dell'epilessia: si ritiene comunemente che ciascuno di noi abbia, almeno una volta nella sua vita, una crisi epilettica, in una delle sue differenti forme. Quelle più gravi ed eclatanti destano impressione in chi vi assiste e una volta erano ritenute momenti di possessione demoniaca. Ci sono esempi anche molto più banali e recenti: le persone mancine erano considerate demoniache, ed infatti venivano corrette dai genitori prima che "il difetto" venisse scoperto...conosco più di una persona attorno ai 50 che era mancina ed è stata corretta.
    Mi auguro che con il tempo e l'esperienza (in particolare se vorrai fae clinica) tu abbia la capacità ed il coraggio di dire a te stessa che hai creduto in una favola. Ti garantisco che in questo mestiere stupendo e difficile una delle cose più importanti consiste nel tenere i piedi ben saldi a terra ed utilizzare un metodo di lavoro che abbia una qualche scientificità: la psicologia è una scienza, non è una favoletta, non è una credenza e non è un discorso da bar. E soprattutto non credo che l'esorcismo possa essere considerato una terapia non convenzionale, di cui gli ordini stanno cominciando ad interessarsi.

  12. #252
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
    Messaggi
    3,501
    Originariamente postato da alberag

    Mi auguro che con il tempo e l'esperienza (in particolare se vorrai fae clinica) tu abbia la capacità ed il coraggio di dire a te stessa che hai creduto in una favola.
    A dire il vero è proprio in passato che non ci credevo: ho letto e sentito raccontare da persone a me molto vicine, storie inquietanti, riguardanti una mia parente. Ho letto vari libri di Padre Amorth e per quanto mi riguarda essere psicologa non vorrà dire mettere in discussione una possessione. Certo non spuntano come fiori nei prati ed è evidente che prima di accogliere una tale ipotesi è bene escludere prima tutte quelle più plausibili. Non capisco proprio come possano essere viste come inconciliabili certe posizioni! Sarò una psicologa fallita ed allucinata? Non credo proprio...e per quanto riguarda le mie certezze, oramai è risapto che sono una persona che ne ha molte, di cui alcune certe ed indubitabili. Pensi sia rigidità mentale? Per me è solo fermezza di principi.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  13. #253
    Caro Guglielmo, il tuo narcisismo certe volte sfonda troppi limiti. Fra le righe hai affermato di essere sopra gli stupidi e sopra gli Dei... Mettiti anche tu fra gli stupidi e diventa umile, vedrai che i tuoi pensieri assumeranno un aspetto diverso

    Com'è possibile che tutti quei sacerdoti che vogliono diventare esorcisti sono stupidi? No, non è affatto così, semplicemente hanno una cultura diversa. E la loro cultura diversa può essere molto efficente in certi casi. Avete prove scientifiche a sfavore dell'esorcismo, ovvero che neghino la sua efficacia ( e non che approvino l'efficacia di altre cure ) ? Io so che il relativismo culturale rappresenta uno dei grossi scogli della psicoterapia, ed è portato a favore della spiegazione dell'utilità di pratiche sciamaniche, esorcismi, medium, insomma di tutte quelle pratiche che ormai non fanno più parte della parte credibile nella nostra cultura.

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  14. #254
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
    Data registrazione
    30-06-2005
    Messaggi
    335
    Per Darkgianlu
    Su oggettivo/soggettivo ti ho risposto ieri nella stanza di neuropsicologia (se te la senti a giocare fuori casa )

    Sinteticamente sugli esorcismi:

    Avete prove scientifiche a sfavore dell'esorcismo, ovvero che neghino la sua efficacia ( e non che approvino l'efficacia di altre cure)? Come ho scritto in tanti altri post non è così che si ragiona: hai prove a sfavore del fatto che invece del diavolo, nei posseduti entrino gli spiriti dei morti? Hai prove a sfavore che siano le formiche che mentalmente sono responsabili della possessione? La scienza non può dimostrarti che il diavolo non c’entri nulla in modo assoluto, solo che, in tutte le verifiche che ha fatto, il diavolo non c’entrava nulla (evidenziando solo l’improbabilità del fenomeno –principio di induzione-).

    Sono d’accordo sul relativismo culturale: io non ho esperienza clinico/dinamica (e, mi rivolgo a Willy e Alberag, se scrivo cavolate correggetemi che siete più ferrati di me), ma ritengo che sia fondamentale per un terapeuta conoscere a fondo le varie culture, in modo da capire e comprendere al meglio i diversi significati che possono essere attribuiti ai vari accadimenti.

    Comunque qui si stanno confondendo due piani diversi: Willy (ti restituisco il favore dicendoti che ti chiedo scusa “se ho risposto al posto tuo. Se ho raccontato idiozie sei autorizzato a tirarmi le orecchie”) si riferiva alla presunta oggettività delle frasi di Luthien (più volte Luthien ha confermato il valore assoluto di ciò in cui crede), e non al valore culturale dell’esorcismo. Indipendentemente dal dibattito oggettivo/soggettivo, un conto è dire che il diavolo è in grado di possedere un corpo (secondo la Chiesa Cattolica è così, se parli con la tribù x della Nuova Guinea ti diranno che sono gli spiriti degli animali, etc; cultura che vai spiegazione che trovi, e non puoi dimostrare agli uni o agli altri che hanno torto, si tratta di credenze), un altro è dire che se prendo un sasso questo cade per terra (e questo accade ovunque, indipendentemente dalle culture).
    "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (L. Wittgenstein)

  15. #255
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Darkgianlu85

    Com'è possibile che tutti quei sacerdoti che vogliono diventare esorcisti sono stupidi? No, non è affatto così, semplicemente hanno una cultura diversa. [...] Io so che il relativismo culturale rappresenta uno dei grossi scogli della psicoterapia, ed è portato a favore della spiegazione dell'utilità di pratiche sciamaniche, esorcismi, medium, insomma di tutte quelle pratiche che ormai non fanno più parte della parte credibile nella nostra cultura.
    Relativismo culturale e psicologia. Perchè in filosofia non c'è relativismo culturale? In politica, in economia? C'è anche in medicina, per molti aspetti? Per curare un tumore ti faresti fare delle frizioni di grasso di tigre? Immagino di no, allora perchè dovresti andare da uno sciamano per affrontare un problema di depressione? Perchè dovresti andare da un'esorcista per una psicosi?
    Immagino che tu abbia un'ottima risposta per tutte e tre le mie domande.

Pagina 17 di 26 PrimoPrimo ... 71516171819 ... UltimoUltimo

Privacy Policy