Una persona su 300 ha la Sindrome di Asperger.
Molti di loro non lo sanno
Ecco, non bastavano i comportamenti autistici nel pieno della notte quando è troppo tardi, per me, per andare da nessuna parte, pure la frase di fight club,![]()
Cioè, capito che ti piace la boxe, ma parliamo del film sulla schizofrenia per antonomasia…
Vorrei davvero smettere i panni da crocerossina, almeno un giorno, quel tanto che basta per farmi rispettare e rispettare il prossimo per quello che è, non per le crepe nel suo carattere che mi riprometto di mettere a posto, saldare, quando non mi viene chiesto…
Vabbè, ragioniamo su autismo, almeno, questa è l’impressione che mi hai dato. L’ambiente circostante stimola troppo da far male… le risate dei tuoi compagni si trasformano in tagli dolorosi nei timpani, tutti parlano un linguaggio che non capisci, sai solo che è troppo e non vorresti essere lì.
Non muoverti, tutto quello che puoi e sai fare è chiuderti in una rassicurante routine, urlando in maniera più o meno straziante, coprendo con suono certo, sempre uguale, l’imprevisto, quello che non sai gestire.
Perdendo l’umanità del movimento, solo un ciondolare avanti e indietro, gesti sempre uguali, che conosci.
Ed io non so’ come fare. Non so’ come fare a parlarti, calmarti. Anni fa’ dovevo perché, oltre all’ “asparago”, dovevo gestire 18 pesti urlanti, e capivo che stava male, capivo il suo essere alieno, sapevo che c’era un modo, ancorchè sconosciuto(ma solo per ignoranza) per gestire quella che una volta veniva considerata una forma infantile di schizofrenia.
Adori Michelangelo, che si sopspetta essere uno degli illustri Asperger’s della storia.
Adesso vorrei, per questa mia dannata tendenza a ricomporre i puzzle troppo difficili,e ancora non riesco a trovare il modo. So' che un qualsiasi gesto che per altri può essere normale per te può risultare insopportabile, tuttora affascinata da quello che l tua mente può produrre. Tanta intelligenza a quale prezzo.
“Ci vuole pazienza” Mi hai detto. Pazienza come con un gatto, che si stende a pochi metri da te. Capace di dormire tutta la notte ai piedi del letto, appena fuori dalla Tua portata, ma appena allunghi un braccio per accarezzarlo si sposta indispettito. Di pochi centimetri o cambiando stanza. Per quella sorta di istinto naturale alla sopravvivenza. Per quella sorta di altezzosità, che sa’ renderlo più affascinante. Un animale pressoché inutile ai giorni nostri, che potresti schiacciare, annientare con la più lieve pressione, che riesce ad avere il controllo su di te.
O forse sono io, che preferisco, as usual, inventare così astruse congetture…
“All things are difficult, before they are easy” (John Norley)








...mia suocera mi ha regalato un pigiama di quelli tanto caldi 
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Sempre in alto mira e va

