Fate i bravi, su! Quella dell'energia psichica è, tutto sommato, una buona metafora per lo psichismo secondo me...
Fate i bravi, su! Quella dell'energia psichica è, tutto sommato, una buona metafora per lo psichismo secondo me...
Il mercato, tuttavia, offre metafore migliori ai giorni nostri.
Ma poi siamo sicuri che il concetto di energia venga sempre usato come metafora? A volte pare qualcosa di molto concreto, almeno così mi è parso di capire...
gieko
Migliori per chi? Tipo?Il mercato, tuttavia, offre metafore migliori ai giorni nostri.
Io non sono sicuro di nulla! Ad ogni modo, l'energia psichica a volte la sento dentro di me, altre volte non la sento per niente, forse energia psichica è un modo come un altro per definire quella cosa lì, che è indefinibile!Ma poi siamo sicuri che il concetto di energia venga sempre usato come metafora? A volte pare qualcosa di molto concreto, almeno così mi è parso di capire...
Sarebbe interessante capire come ciascuno di noi si rappresenta l'incidenza del "trauma" nella formazione psicopatologica. E' dagli esordi del XIX° secolo, dagli autori inglesi che si occupavano dei raiway-brain o dei railway-spine (gli incidenti industriali) che si invoca il trauma a spiegazione di manifestazioni sintomatiche inspiegabili a livello organico. Freud trova un compromesso insoddisfacente. Ancora oggi ritengo che il concetto di trauma (che fra l'altro significa ferita) necessiti non di metafore, ma di autentiche strutture a funzionamento idraulico-energetico. Quando Freud se ne rese conto scrisse Totem e tabù, che salva l'ipotesi del trauma reale collocandola come se fosse avvenuta una volta per tutte in un momento dell'evoluzione della specie, e che abbia depositato in ciascuno di noi fantasie primarie filogenetiche capaci di attivare il sistema energetico esattamente come un trauma ontogenetico. Non credo si possa coniugare una teoria traumatico con delle metafore o con dei costrutti puramente psichici. Il trauma non solo deve essere accaduto davvero, ma deve essere anche qualcosa che in ciascuno di noi, per la sua intempestività, crei necessariamente (deterministicamente) gli squilibri che osserviamo. E questo spiega la sessualità, che ai tempi di Freud era un argomento davvero "temibile", mentre oggi il più delle volte sarebbe "risibile", tanto è vero che chi oggi parla di trauma cerca eventi aggressivi o destrutturanti.
Un saluto.
Caspita, Ikaro, vai a corrente alternata insomma!Io chiederei all'Enel un contratto di erogazione più continuativo al tuo posto
. Ma magari sono io che sbaglio e a te piacciono le: YouTube - Kate Bush Wuthering Heights.
Un saluto
Grazie per aver partecipato!Caspita, Ikaro, vai a corrente alternata insomma!Io chiederei all'Enel un contratto di erogazione più continuativo al tuo posto
. Ma magari sono io che sbaglio e a te piacciono le: YouTube - Kate Bush Wuthering Heights.
Un saluto![]()
Oggi è "risibile"? Forse ad un certo livello sì, quello del discorso sociale, certamente non al livello del soggetto, lì c'è ben poco da ridere secondo me.E questo spiega la sessualità, che ai tempi di Freud era un argomento davvero "temibile", mentre oggi il più delle volte sarebbe "risibile", tanto è vero che chi oggi parla di trauma cerca eventi aggressivi o destrutturanti.
Forse la concezione di una sessualità devastante, incompatibile con l'organizzazione cosciente, che creerebbe scissioni e rimozioni è più di natura "museale" ormai, che clinica. E il cercare (e trovare) simile materiale potrebbe essere ascritto quasi all'imboccare il paziente piuttosto che ad ascoltarlo. Se rileggi in questo senso il caso di Dora magari potrai capire perché se ne andò. La poveretta lo disse subito a Freud: "Qui si tratta di uno scambio di donne: Mio padre vuole la signora K. e per averla è disposto a cedermi al signor K.". La sessualità c'entra solo incidentalmente, l'essere usata come merce di scambio, l'umiliazione, il dolore per il tradimento ... avrebbero potuto essere più interessanti delle vicende sessuali di una giovane donna.
Ma li eravamo ancora ad una psicoanalisi in itinere, esplorativa, per prove ed errori; è adesso che faccio fatica a pensare ai cercatori di indizi sessuali che trascurano il resto.
Questo è il tuo punto di vista.Forse la concezione di una sessualità devastante, incompatibile con l'organizzazione cosciente, che creerebbe scissioni e rimozioni è più di natura "museale" ormai, che clinica.
Come sopra. Il non cercarlo (e il non trovarlo, se non al museo) potrebbe essere ascritto quasi all'imboccare il paziente su un'altra via, anche perchè -giustamente- se quella via non la si è percorsa personalmente non si può certo pretendere che la imbocchi un altro per noi.E il cercare (e trovare) simile materiale potrebbe essere ascritto quasi all'imboccare il paziente piuttosto che ad ascoltarlo.
Esistono diverse letture di Dora. Penso che, molto più semplicemente, se ne andò perchè non aveva una domanda di cura (fu portata dal padre) e Freud ci mise del suo. Tant'è che il fallimento di quella cura segnò un punto fondamentale nell'invenzione freudiana. Poi sei liberissimo di credere che la sessualità c'entri "solo" incidentalmente... il problema per me sono proprio gli "incidenti".Se rileggi in questo senso il caso di Dora magari potrai capire perché se ne andò. La poveretta lo disse subito a Freud: "Qui si tratta di uno scambio di donne: Mio padre vuole la signora K. e per averla è disposto a cedermi al signor K.". La sessualità c'entra solo incidentalmente, l'essere usata come merce di scambio, l'umiliazione, il dolore per il tradimento ... avrebbero potuto essere più interessanti delle vicende sessuali di una giovane donna.
Ma li eravamo ancora ad una psicoanalisi in itinere, esplorativa, per prove ed errori; è adesso che faccio fatica a pensare ai cercatori di indizi sessuali che trascurano il resto.
Saluti,
ikaro
Migliori dal punto di vista di ciò che possono spiegare, come lo spiegano e quanto sono interfacciabili con altri vertici di osservazione.
Sai bene che per me una metafora del funzionamento psichico sono i sistemi caotici.
Per me "energia psichica" rimanda troppo alla fisica ante Einstein. C'è sempre qualcosa che sfugge, ma forse lo si può approcciare con metafore più adatte.
Saluti
gieko
Sì, forse sì. Diciamo che, per parlare, forse l'idea di 'energia psichica' è più approciabile del 'sistema caotico'. Poi l'uso clinico che se ne fa, piaccia o meno, è relativamente indipendente dall'epistemologia di riferimento. Si può essere clinici semplicistici (o sempliciotti) anche riferendoci ad un'epistemologia della complessità e viceversa.Migliori dal punto di vista di ciò che possono spiegare, come lo spiegano e quanto sono interfacciabili con altri vertici di osservazione. Sai bene che per me una metafora del funzionamento psichico sono i sistemi caotici.
Per me "energia psichica" rimanda troppo alla fisica ante Einstein. C'è sempre qualcosa che sfugge, ma forse lo si può approcciare con metafore più adatte.
Saluti,
ikaro
Ultima modifica di ikaro78 : 01-07-2010 alle ore 17.27.23
Ora che la psicoanalisi è una scienza, per giunta umana, siamo ben al riparo da qualsiasi determinismo. Rimane da spiegare in che cosa sia scienza, in che cosa sia umana e da quali costanti sia guidata, una volta salutato il determinismo. L'energia psichica... diciamo che rappresentazione/affetto è uno dei tanti dualismi esistenti.
Anche se in contrasto con quanto sostenuto da ikaro, quello che hai scritto mi piace (oddio che conflitto c'è in me, sob!)
Però è strano che uno che si "sente un toro nell'arena" scriva così (eddai scherzo, non te la prendere!). Ti faccio un regalo su, per scaricare l'energia psichica (son tutte vestite in rosso).
YouTube - Chris DeBurgh - Lady In Red
Già, è strano.. anche perchè "l'essere usata come merce di scambio, l'umiliazione, il dolore per il tradimento..." sono davvero altre cose rispetto alle "vicende sessuali di una giovane donna"?Anche se in contrasto con quanto sostenuto da ikaro, quello che hai scritto mi piace (oddio che conflitto c'è in me, sob!)
Però è strano che uno che si "sente un toro nell'arena" scriva così (eddai scherzo, non te la prendere!).