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Discussione: lavorare all'estero

  1. #256
    emilianoza
    Ospite non registrato
    ciaoo, a Giugno vorrei partire per l'estero..non so ancora la meta...chi si vuole unire???Siamo già in due...

  2. #257
    27monica
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da cortex78
    Ciao Monica,
    potrei risponderti elencandoti tutto cio' che qui in Inghilterra, A MIO PARERE, non e' compatibile con la MIA idea di vita.
    Ma se rispondessi in questo modo, di fatto, renderei legittimo cio' che hai postato.
    Credo che sia fuori luogo NON perche' esprime una diversa opinione, ma per il giudizio di valore che afferma. Di fatto il tuo disappunto esprime un giudizio di valore, negativo suppongo, sulle opinioni mie e di Shiren che riguardano soprattutto la vita non lavorativa, e ripeto la vita extralavorativa, qui in Inghilterra.
    Inoltre, non abbiamo dimenticato la situazione lavorativa in italia, altrimenti saremmo tornati, non credi?

    Tirando le somme: sui gusti personali si dovrebbe sindacare poco.
    E, per concludere, ti ripeto, non mi piace vivere in Inghilterra.
    Ok, provi disappunto.
    E non mi piacciono neanche i broccoli! E Magari a te si.
    "Disappuntata" anche per questo?

    Un abbraccio,
    Valentino

  3. #258
    27monica
    Ospite non registrato
    Sorry!
    Non voleva essere un attacco o una messa in discussione delle tue opinioni. E' solo che sono talmente delusa dalla situazione lavorativa italiana che.... lasciamo perdere. Vorrei, invece, che mi aiutaste a capire meglio la situazione di vita all'estero per avere maggiori elementi sui quali decidere in merito al trasferimento.

    Grazie e abbracci

  4. #259
    Partecipante Assiduo L'avatar di cinzia
    Data registrazione
    13-01-2003
    Messaggi
    208
    vi posto delle info che ho ricevuto sul social worker magari qlc è interessato..
    Shiren il supporter worker ha anche le mansioni dell'assistente di base>?
    455§ Regno Unito: il settore sociale
    di Gianluigi Rago *

    Negli ultimi anni il governo laburista di Tony Blair ha dedicato grande attenzione al settore sociale che in precedenza era stato a lungo trascurato. Progetti per inserire i disoccupati di lunga durata e i giovani, ristrutturazione di case di riposo e ospedali, integrazione di immigrati: queste sono alcune delle attività avviate.
    Questa politica ha portato ad un notevole aumento dei posti di lavoro nel settore sociale, che sta tuttora proseguendo, ma trova un ostacolo rilevante nel fatto che non è disponibile in numero sufficiente il personale specialistico. Attualmente sono scoperti molti posti nel settore sociale: il 10% a livello nazionale e addirittura il 20% nella sola Londra. Motivo più che valido per dare un'occhiata non distratta a questo ambito, che potrebbe essere un valido approdo per personale qualificato proveniente dall'Italia.

    Nel caso dell'assistente sociale (social worker) il lavoro non si distingue da quello in Italia: aiuta famiglie in stato di bisogno e persone in difficoltà (afflitte da HIV/AIDS, da problemi mentali, ex-detenuti, anziani, giovani in disagio, ecc); collabora con medici, infermieri, psichiatri, scuole, polizia, enti sociali, tribunali, ecc. per trovare soluzioni alle singole situazione problematiche.

    Per svolgere le mansioni l'operatore deve disporre di pazienza e maturità, saper parlare bene e ascoltare, essere disponibile ad aiutare e avere una notevole saldezza psichica per resistere ai problemi cui deve far fronte.
    Deve anche sapersi destreggiare bene tra le scartoffie, dato che nel settore sociale la burocrazia continua a crescere: a fini di trasparenza e di controllo i dirigenti richiedono una documentazione sempre più dettagliata di ogni attività.
    L'orario di lavoro non è sempre regolare, può essere anche notturno e festivo. L'operatore si muove tra uffici, visite domestiche, centri diurni e ospedali.
    Chi è al primo impiego può aspettarsi una retribuzione tra £15,000 e £22,000. (secondo il tipo e il luogo di lavoro: a Londra si prende tra il 20 e il 30% in più - il cosiddetto "London Weighing" - per compensare il più elevato costo della vita). Chi ha esperienza raggiunge uno stipendio tra £22,000 e £28,000.


    Requisiti

    In generale chi accarezza l'idea di trasferirsi oltremanica deve essere in possesso di diploma o laurea in servizi sociali, buone referenze e buon livello d'inglese; sono titoli preferenziali l'esperienza di almeno due anni, la specializzazione e l'iscrizione al General Social Care Council (GSCC).
    Da quando nel 2001 è stato creato il General Social Care Council (GSCC), il settore sociale va verso una sempre maggiore standardizzazione anche in termini di formazione. Se in passato era sufficiente una qualifica professionale (Diploma in Social Work - DipSW), questa gradualmente viene sostituita da un corso di laurea della durata di 3 anni.
    Per essere assunti da un datore di lavoro pubblico o privato, dal 2004 serve anche la registrazione (costo £155 ) come "social worker" presso il GSCC. Con questo atto viene certificata l'equipollenza della qualifica raggiunta all'estero. Come il GSCC (www.gscc.uk.org, per l'Inghilterra) ci sono altri enti di registrazione nel Galles (www.ccwales.org.uk), in Scozia (www.sssc.uk.com) e nell'Irlanda del Nord (www.niscc.info).
    Attualmente oltre 26.000 "social worker" sono impiegati nelle varie situazioni lavorative. Il numero aumenterà sicuramente nei prossimi anni visto che i problemi sociali non tendono a scendere.


    Indirizzi utili

    www.socialworkcareers.co.uk
    Sito governativo sulle possibilità di carriera nel settore sociale.

    www.LGjobs.com
    I posti di lavori nelle amministrazioni locali del Regno Unito.

    www.rec.co.uk
    The Recruitment and Employment Confederation (REC) riunisce le agenzie di reclutamento. Tramite il sito si può fare una ricerca delle agenzie attive nel settore sociale (solo a Londra ce ne sono più di 50).

    www.careandhealth.com
    Informazioni sui posti liberi e su tutte le istituzioni di formazione in Inghilterra.

    www.community-care.co.uk
    La principale rivista del settore con ampia copertura delle questioni professionali e delle opportunità di lavoro.

    http://jobs.guardian.co.uk/
    Le offerte pubblicate sul quotidiano "Guardian"

    www.compassjobsfair.com
    Compass organizza ogni anno nel Regno Unito varie fiere dedicate al settore sociale. Vi si presentano decine di organizzazioni: amministrazioni locali, enti non profit, aziende private. Seminari collaterali danno una visione completa del settore e delle possibilità di carriera. Compass pubblica anche una "careers guide" del settore, corredata da informazioni sulla ricerca del lavoro, sulla formazione e sull'aggiornamento professionale.


    Le prossime fiere

    London Jobs Fair
    4 dicembre 2006
    Novotel Hammersmith

    Northern Jobs Fair
    26 aprile 2007
    The Royal Armouries, Leeds

    www.ucas.co.uk
    Ente responsabile dell'iscrizione all'università.

    www.dfes.gov.uk
    Sito governativo per informazioni sulle qualifiche professionali "National Vocational Qualifications".

    www.basw.co.uk
    L'associazione professionale del settore "British Association of Social Workers (BASW)"

    www.unison.org.uk
    Unison è il sindacato più grande, con forte radicamento nel settore sociale.

    www.careers-partnership-uk.com
    Consulenza sulla carriera professionale per privati, a pagamento.

    www.jobcentreplus.gov.uk
    Sito dell'ufficio di collocamento inglese, permette di cercare posti in tutto il territorio.

    www.worktrain.gov.uk
    Nella sezione 'health and care' si trovano informazioni dettagliate su professioni nel sociale e nella sanità, posti liberi e possibilità di studio.
    -----------------------------------

    * Gianluigi Rago opera da oltre 10 anni nel settore della mobilità internazionale. Scrive su Lavoronotizie, l'unica rivista italiana dedicata a questioni di lavoro, stage, formazione e volontariato all'estero. Per l'abbonamento cliccare qui.
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  5. #260
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
    Data registrazione
    31-03-2005
    Messaggi
    206
    scusate se la faccio fuori dal vaso, ma sono stata alcuni giorni in svizzera e una amica che ho conosciuto lì, che tra l'altro è insegnnte di sostegno, mi diceva che nella svizzera italiana gli psicologi hanno ancora abbastanza spazio; mi diceva, tuttavia, che non capisce il motivo per cui gli psicologi italiani per esempio residenti a milano o giù di lì, non invadano a valanga la zona, vista la vicinanza.Qualcuno sa dirmi qualcosa di più e se la mia amica è ben informata?

  6. #261
    Partecipante L'avatar di alessandra
    Data registrazione
    17-01-2005
    Messaggi
    43
    Ciao cortex76

    Beh che dire e lode... per la magnifica spiegazione!


    Da quello che scrivi mi sembra quindi importante nel momento in cui ti proponi presentare un progetto di ricerca e avere già delle referenze a disposizione.
    Un'altra curiosità che avevo era sapere se è essenziale la conoscenza di programmi statistici al computer, perchè questa proprio mi manca. Inoltre mi sembra di capire che non ci siano indirizzi internet specifici a cui far riferimento, ma piuttosto diverse modalità di ricerca.

    [Originariamente postato da cortex78]
    [Una premessa importante: io ho potuto offrirmi come tirocinante non pagato, senza soffrire eccesivi cali di autostima; tirocinio non pagato in italia o tirocinio non pagato all'estero? Mi sono buttato sulla seconda ipotesi.]

    Lo farei anch'io l'unico problema è che il tirocinio l'ho già fatto e ora come ora dovrei lasciare un lavoro retribuito, anche se da educatrice, per trasferirmi in un altro stato senza uno straccio di stipendio.

    Grazie ancora per i numerosi e dettagliati consigli che mi hai dato.

  7. #262
    Partecipante Assiduo L'avatar di GRONCHIO
    Data registrazione
    18-10-2004
    Residenza
    Roma/Viterbo
    Messaggi
    127
    Che fatica rileggere tutto e prendere una marea di appunti......grazie a mony, a cinzia, a shiren, a tutti gli altri che stanno dando dei concreti contributi alla discussione...

    Ho scaricato da internet l'application form alla BPS ma da quando avete parlato delle altre associazioni ho le idee più confuse. Vi chiedo di nuovo (magari Shiren può darmi una mano?) se secondo voi, avendo praticamente finito la scuola di specializzazione in psicoterapia, potrei avere qualche chance per le altre associazioni...insomma, a quale sarebbe meglio rivolgersi? Oppure do il via alla burocrazia come avete fatto in molti e cerco di arrivare in qualche modo al chartered registration?

    Una ragazza che ho conosciuto tempo fa e che lavora a Birmingham sosteneva che la specializzazione in psicoterapia (si si, proprio i 4 anni dopo laurea, tirocini vari, esame di stato, ecc.) non aveva valore, per questo lei ha iniziato i 3 anni lì (credo il clinical doctorate....come ha fatto ad entrare, non lo so).

    Che confusione.
    Ma soprattutto mi avete messo in crisi con il "syllabus".. Dove vado a chiedere informazioni? Direttamente dal preside? La segreteria studenti a Roma...per quel che mi ricordo ...si metterebbe a ridere.
    Infine, c'è qualcuno di Roma che vuole unire le forze per sostenerci a vicenda?
    Mi sto preparando per dare l'advanced al british council...che dite?

    Grazie mille e...shiren, forse stando lì mi sai dare qualche consiglio in più, non vorrei proprio buttare nel cestino i 4 anni di specializz...
    Baci baci...a prestissimo..scusate la tempesta di domande.
    I miei sogni sono lucciole, perle di un animo ardente. Nelle tenebre calme della notte lampeggiano in frammenti di luce. Rabindranath Tagore.

    La cambio io la vita che
    non ce la fa a cambiare me
    bevi qualcosa, cosa volevi
    vuoi far l'amore con me
    la cambio io la vita che
    che mi ha deluso più di te
    portami al mare, fammi sognare
    e dimmi che non vuoi morire...

  8. #263
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-08-2006
    Residenza
    Vivo e lavoro a Lancaster (U.K.)
    Messaggi
    100
    Originariamente postato da 27monica
    Sorry!
    Non voleva essere un attacco o una messa in discussione delle tue opinioni. E' solo che sono talmente delusa dalla situazione lavorativa italiana che.... lasciamo perdere. Vorrei, invece, che mi aiutaste a capire meglio la situazione di vita all'estero per avere maggiori elementi sui quali decidere in merito al trasferimento.

    Grazie e abbracci
    ASPETTI OGGETTIVI:
    Le opportunità di lavoro sono buone ma bisogna considerare 2 condizioni:

    1) la voglia di fare gavetta iniziando anche da lavori nel campo della salute mentale non propriamente da psicologi
    2)nel campo clinico, occorre una conoscenza della lingua "da nativo". Comprensione e produzione lingustica non solo devono essere corrette e ricche ma devono anche poter funzionare insimultanea. Se uno ci parla non si posono attendere quella manciata di secondi per rispondere!

    Piccolo Stupido Test: se potete, sintonizzatevi su un canale uk e guardatevi un pezzo di un talk show qualsiasi (li c'è l'inglese vero che non è quello della BBC!!). Se non riuscite a capire tutto quello che dicono, allora, significa che c'è un problema e conviene ripensare ai tempi della partenza.

    ASPETTI SOGGETTIVI:
    Lo stile di vita.
    E' sicuramente molto diverso dall'Italia e devo dire che personalmente non lo apprezzo particolarmente. Quando ero qua in erasmus era tutto diverso: tanto tempo libero, tante feste tante gite e quindi il divertimento era assicurato.
    Da alvoratore è un pò diverso: generalmente si finisce di lavorare alle 5 e in contemporanea c'è la chiusura dei negozi. Il centro città inizia a svuotarsi e gli unici posti popolati sono i Pub.
    Difficile che "ci si trovi in centro per un aperitivo"; generalmente ci si trova al pub e li si rimane. L'idea di aperitivo e pizza, o pizza e cinema o vattelapesca, non esiste dato che oltre ad essere culturalmente aliena, è anche resa difficile visti gli orari di apertura e chiusura dei vari locali.
    Wine Bar e ristoranti ci sono ma costano quindi la vita sociale si concentra al pub.
    Attività all'aperto non se ne fanno molte dato che il tempo atmosferico non è dei più clementi.
    I parchi non mancano ma farsi una camminata in 10 Cm. di fango o sotto la classica ma incessante pioggerellina alla lunga diventa un pelo snervante.
    Amici me ne sono fatti parecchi e ci divertiamo, ho una ragazza con cui mi trovo bene, ma anche qui resta il fatto che, al di fuori del pub, le attività sociali sono molto ristrette.

    Ovvio che questa è la mia opinione personale, e quindi altri potrebbero pensarla in maniera diametralmente opposta.
    Ultima modifica di Shiren75 : 08-03-2007 alle ore 19.56.58

  9. #264
    Partecipante Assiduo L'avatar di guanciotta
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    Qualcuno ha maturato esperienze in Francia da condividere con noi???Anche soltanto di stages se non lavorative!!!

  10. #265
    Ciao a tutti!!
    sono una laureata in attesa di dare l'esame di stato (spero di riuscirci a giugno!!)...sto già lavoricchiando come educatrice ma sento che questo non è quello che voglio fare...mi piacerbbe provare un'esperienza di lavoro all'estero con qualche associazione in cui operino anche professionisti nel nostro campo,ma mi sembra tutto così difficile!!parlo lo spagnolo fluidamente ma non posso dire altrettanto dell'inglese,questo è il mio scoglio più grande!!qualcuno conosce associazioni che operino nell'america del sud e che siano alla ricerca di volontari anche se non parlano fluidamente l'inglese??

  11. #266
    non c'è nessuno????

  12. #267
    Partecipante Assiduo L'avatar di guanciotta
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    Forse, trattandosi di America Latina, la lingua inglese non dovrebbe essere un problema. Anzi, ancora meglio se conosci lo Spagnolo, credo. Cmq se vai nelle prime pagine della discussione, qualcuno citava qualche sito internet di tuo interesse. Anche a me non dispiacerebbe fare un'esperienza simile. Anzi, credo sarebbe davvero molto bella e formativa.

  13. #268
    io sono attualmente in Brasile..qui l´iscrizione all´albo é senza esame..si va all´ordine di qui e si paga una quota fissa tutti gli anni. Per esercitare la professione bisogna primna convalidare la laurea di 5 anni in una qualsiasi universitá di qui. ciao

  14. #269
    Partecipante Assiduo L'avatar di guanciotta
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    In Brasile???Ci vuoi far sognare!
    Ma lavori come psicologa là? Ci puoi raccontare come funzionano le cose a livello lavorativo?Grazie

  15. #270
    Partecipante Affezionato L'avatar di audha1981
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    ciao silvia,
    non ti so dare molte info in merito ad un esperienza lavorativa in america latina, ma ti so dire x certo che l'inglese non serve affatto, l'importante è sapere lo spagnolo! Una mia amica ora e in Equador, sa solo lo spagnolo, quindi stai tranquilla! Anche lei è una volontaria, purtroppo però da quando è lì ci sentiamo davvero poco e non so darti informazioni...cmnq. come volontaria credo che puoi trovere qualcosa nelle varie associazioni, diverso e più complicato è se vuoi lavorarci!
    ma non hai mai pensato di cercare lavoro in Spagna?
    ciao paola

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