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Discussione: i rifiuti a Napoli

  1. #256
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da Tania1979 Visualizza messaggio
    comunque la cosa strana di napoli è che finchè la discarica era abusiva e in mano alla mafia andava tutto bene,ora che è in mano allo stato non va + bene.Piuttosto insolita come cosa

    Infatti, Tania. Credo che lo zafferano sia troppo caro al giorno d'oggi. E, comunque, i piccioni al forno non sono male.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  2. #257
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Copio-incollo da "Il Manifesto" di giovedì 5 giugno 2008

    l'intervento
    Rifiuti, un decreto contro la differenziata
    Alberto Lucarelli


    Trovo minaccioso e preoccupante il decreto-legge n. 90 del 23 maggio 2008 sulle misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza smaltimento rifiuti in Campania.
    In via preliminare va detto che l'intero impianto normativo si basa sul presupposto che stati di necessità e situazioni di fatto, quali la gravità del contesto socio-economico-ambientale, i rischi di natura igienico-sanitaria e il mantenimento dell'ordine pubblico, diventino a tutti gli effetti fonte del diritto. Dunque, il ricorso non a eventi imprevedibili ma allo stato di necessità, cioè a una categoria meta-giuridica, mina alla radice la legittimità del decreto-legge e degli atti che sulla base di esso verranno adottati - in violazione del principio di legalità - facendo risorgere, dopo il disarmo delle istituzioni pubbliche, un diritto pubblico autoritario, minaccioso e violento che intende attribuire allo stato, nella sua dimensione politico-amministrativa, solo la funzione di paladino della sicurezza, irresponsabile nei confronti dei conflitti sociali. Ciò azzera i traguardi dello stato democratico, regredendolo a stato di polizia della fine dell'800. Uno stato debole e inefficiente sul versante socio-economico, ma capace di «tirar fuori i muscoli» nel regolare il mitico rapporto autorità-libertà.
    Alcune riflessioni :

    1. Il ricorso agli impianti di temodistruzione, in contrasto con la normativa comunitaria e quella interna, assume valenza prioritaria e escludente nel ciclo integrato dei rifiuti. Le altre fasi, quelle che si incentrano sulla politica delle «r» (recupero, riciclaggio, riuso, riutilizzo, riparazione) sono marginalizzate, tanto da poter compromettere le future strategie gestionali. Infatti, la deriva impiantistica (previsione di 4 inceneritori) può pregiudicare anche nel futuro la raccolta differenziata. Il decreto, dunque, assume una valenza non solo legata al contingente ma in grado di compromettere scelte future.

    2. Il regime delle competenze, in contrasto con quanto affermato dalla Costituzione, continua a essere violato e calpestate in particolare le competenze della regione. Ciò determina una continua «fuga» dal ritorno al regime ordinario.

    3. La militarizzazione di parti del territorio a presidio degli impianti di termodistruzione e dei siti indicati come discariche si pone in evidente contrasto con principi e valori costituzionalmente garantiti quali la libertà di circolazione.

    4. La costituzione di aree di interesse strategico nazionale è in contrasto con il principio della trasparenza e viola il diritto di informazione e il collegato diritto di critica, così come tutelati dall'art. 21 della Costituzione. Diritti che sono il presupposto a una partecipazione dei cittadini, matura e consapevole.

    5. Sono introdotte regole e sanzioni penali molto dure che di fatto negano il diritto di riunione, così come tutelato dall'art. 17 della Costituzione, e in senso più ampio le istanze partecipative.

    6. Le norme sulla competenza dell'autorità giudiziaria nei procedimenti penali relativi alla gestione dei rifiuti nella Campania introducono di fatto nel nostro ordinamento, giudici regionalizzati, con funzioni straordinarie, in contrasto con il principio dell'unità della giurisdizione e del divieto di istituire giudici straordinari o speciali (art. 102 Cost.).

    7. Le norme che consentono al termovalorizzatore di Acerra di «bruciare» qualsiasi tipo di rifiuto sono immotivate e illegittime e in contrasto con quanto più volte affermato dalla magistratura e dalle commissioni bicamerali di inchiesta. Anche tali norme pregiudicano politiche per la raccolta differenziata.

    8. Si autorizza in modo autoritativo e immotivato l'esercizio del termovalorizzatore di Acerra, in deroga al parere della commissione di valutazione di impatto ambientale, come previsto dal decreto legislativo n. 59 del 18 febbraio 2005.

    9. Con la previsione di 4 termovalorizzatori, il ciclo integrato dei rifiuti, in contrasto con la normativa comunitaria e con il diritto interno, si poggerebbe sulla fase dello smaltimento, scoraggiando la raccolta differenziata e vanificando i meccanismi virtuosi, ambientali e economici, a essa riconducibili. La deriva «impiantistica» è perniciosa al punto da pregiudicare il futuro esercizio ordinario di competenze della regione.
    10. Le norme sull'informazione e partecipazione dei cittadini sono illegittime e insoddisfacenti poiché difformi dalla Convenzione di Arhus (http://www.unece.org/env/pp/documents/cep43ital.pdf).

    E' evidente che con l'entrata in vigore del decreto legge il rischio è quello di annullare quel processo di democratizzazione che, attraverso un ruolo attivo del diritto pubblico, aveva contrassegnato il passaggio dallo stato di polizia allo stato democratico-sociale. Il diritto pubblico e quello amministrativo contenuti nel decreto-legge assumono una veste penalistica e sanzionatoria e non di regolazione dei conflitti sociali e di soluzione delle questioni ambientali e sanitarie.
    Il diritto pubblico nel decreto in oggetto abdica al suo ruolo indispensabile: quello di tracciare le piste dei processi economici e regolare i conflitti sociali.
    Il timore è che dopo il disarmo del diritto pubblico e la neo-feudalizzazione degli spazi giuridici, sia cominciato il percorso inverso, un déjà vu autoritario e incostituzionale, una vandalizzazione dei principi costituzionali. Il ritorno dell'uomo forte che recita, anche attraverso i simboli, il ruolo del decisionista è un richiamo infantile e pericoloso. Mi auguro tuttavia, che oggi, seppur tra tante ambiguità e ipocrisie, questo processo di vandalizzazione dello stato democratico, che dimostra tutte le sue debolezze, possa trovare ostacoli da parte del diritto internazionale e dal nascente «diritto pubblico europeo» e che il decreto legge venga ritirato o modificato radicalmente in sede di conversione. Mi auguro che tale atto, per verificarne la sua illegittimità, lo si raffronti alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e alla Carta europea dei diritti fondamentali. Mi auguro che la Campania sia in grado di «far sentire la sua voce» a difesa e in rappresentanza dei cittadini, impugnando dinanzi alla Corte costituzionale il decreto legge per violazione del principio costituzionale del regime delle competenze.

    Alberto Lucarelli
    Ordinario di diritto pubblico
    Università di Napoli Federico II
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  3. #258
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    comunque la cosa strana di napoli è che finchè la discarica era abusiva e in mano alla mafia andava tutto bene,ora che è in mano allo stato non va + bene.Piuttosto insolita come cosa
    il punto è un tantino più complesso (eh parole grosse)
    la questione è
    1) finchè la discarica era abusiva ed in mano alla camorra, il cittadino non aveva a chi rivolgersi.(e non scrivetemi "bastava andare alla polizia") sono state fatte anche delle manifestazioni all'epoca , ma dire che nessuno le ha considerate (nè la tv nè chi di dovere) è riduttivo.

    2) chi assicura le persone che abitano in quel posto che la discarica autorizzata non finirà per diventare nuovamente uno sversatoio della camorra?
    personalmente credo nessuno, anche perchè se prima di scrivere le consuete 3 righe ci si informasse aprendo un giornale, si potrebbe scoprire che , pensa un pò , i vari commissari per i rifiuti hanno avuto (ed hanno tuttora a mio parere) parecchi contatti con la suddetta camorra.

    non lo so, che vogliamo fare? se vogliamo discutere in modo serio allora ci si deve informare, sennò facciamo la gara del luogo comune...
    i siciliani hanno la coppola e la lupara
    venezia è bella ma non ci vivrei...



    che poi in realtà io a venezia ci vivrei questi luoghi comuni non me la contano giusta
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 06-06-2008 alle ore 08.43.44
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  4. #259
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

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  5. #260
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da rigorista

    effetto nimby?
    Ecco un articolo uscito sul MATTINO ovviamente nella parte specifica della città (quindi la parte venduta solo a napoli...a noi napoletani continuano ad informarci su cose che già sappiamo..forse bisognerebbe informare gli altri)
    RIFIUTI A PIANURA ECCO LA LISTA NERA

    LEANDRO DEL GAUDIO L’ultimo blitz è dello scorso 24 aprile e porta la firma dei carabinieri del Noe di Venezia. Poche pagine per ribadire che anche la ditta «Servizi costieri srl» di Porto Marghera ha sversato «rifiuti tossici e nocivi». Non in un centro di bonifica a tenuta stagno del Veneto, ma a Pianura, Napoli, Campania. Poche pagine, l’ultima conferma sul flusso di rifiuti dal nord industrializzato a Napoli, destinazione finale «Contrada pisani», l’ultima discarica pubblica cittadina rimasta attiva fino a metà anni Novanta. Una lunga lista nera che basta da sola a confermare il recente monito del presidente Giorgio Napolitano sulle discariche usate a pieno regime dalle industrie settentrionali. Fascicolo 1499/08, è l’inchiesta nata sull’onda d’urto della mobilitazione popolare che lo scorso gennaio riuscì ad impedire la riapertura della discarica da tempo abbandonata. Indaga il pm Stefania Buda, in un’inchiesta coordinata dall’aggiunto Rosario Cantelmo, che punta decisamente in alto: epidemia colposa (un presunto incremento di tumori e malformazioni negli ultimi vent’anni sul versante occidentale dell’area metropolitana); e disastro colposo, in relazione a un possibile inquinamento di falde acquifere e stato dei luoghi. La lista è lunga e abbraccia un ampio lasso di tempo (dal 1987 al 1992), gli anni in cui il cratere di Napoli inghiottiva a pieno ritmo i rifiuti locali. E non solo, a giudicare, dagli accertamenti condotti finora dalla polizia giudiziaria delegata nell’indagine. Sono infatti decine gli scarichi autorizzati provenienti dalle province più disparate d’Italia. E a colpire di più sono i timbri di entrata e in uscita. Non solo quello delle ditte private, ma spunta sempre in bella vista il bollo delle Province di provenienza e della provincia di Napoli. Palazzo Matteotti, dunque, autorizzava sversamenti abusivi, illegali, di rifiuti tossici e pericolosi nel grande invaso gestito dalla ditta Di.Fra.Bi di Napoli. L’elenco fa rabbrividire: la provincia di Torino ha «vistato» lo scarico di «polveri di amianto bricchettate», quelle prodotte dal Centro di stoccaggio di Robassomero (centro stoccaggio Antonini Ferrara); mentre la Ferolmet di San Giuliano Milanese ha spedito a Napoli «fanghi a base inorganica», «pezzame esausto e terre di fonderia»; la Cimis di Sannazzaro di Pavia ha ottenuto invece il via libera per spedire a Pianura «terre di bonifica inquinate da gasolio». Passano gli anni, ma cambia di poco lo scenario, sempre per rimanere alle spedizioni autorizzate nel periodo finito sotto inchiesta: si va dai fanghi filtropressati di Chivasso, ai residui ospedalieri di Orbassano. Il profondo nord lombardo offre di tutto alla discarica di Pianura: la Jelli Wax di Opera nel 1990 ha scaricato a Napoli 52mila chili di «cosmetici scaduti e/o triturati»; le Fonderie Riva di Parabbiago hanno spedito in una sola gittata un milione e mezzo di chili di «scorie e ceneri di alluminio». C’è tutto il campionario di rifiuti tossici e speciali anche dalla verde e produttiva area padana: la provincia di Pavia, nel corso del 1992, autorizza cinque sversamenti della Set di Parona, dagli «scarti di resina alle morchie e residui di cabina». Quanto basta agli occhi del pm per puntare a precise responsabilità amministrative, prima ancora di stabilire l’incidenza dei rifiuti sulle condizioni di salute della popolazione residente. Un’inchiesta parallela viene invece condotta da tre mesi sulla ex discarica di Villaricca, quella indicata in un’intercettazione telefonica «a rischio Vajont», vista la pericolosa abbondanza di percolato, «una piscina di percolato», che rischiava di tracimare a causa di missioni dal nord più o meno autorizzate.


    e se qualcuno si annoia di leggere ecco qui un bello schema visivo così c'è meno fatica da fare...
    http://www.ilmattino.it/mattino/view...&type=STANDARD
    mi viene da chiedere ai dotti e raffinati teorici del tread se può essere definito "effetto nimby" anche quello di chi scarica rifiuti tossici nelle regioni altrui...
    o forse vogliamo fare i raffinati sociologi solo parlando delle situazioni altrui mentre di tutto quello che riguarda "l'industrioso nord" ne parliamo sempre poco
    ...
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 08-06-2008 alle ore 16.31.21
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  6. #261
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    le industrie del nord hanno puntato la pistola alla tempia dei poveri campani per rifilare i loro rifuiti tossici? Dubito..
    Non è forse vero che al sud si sono fatti in quattro per offrire condizioni economicamente piu' favorevoli e favorire l'arrivo di rifiuti magari inventandosi certificati falsi di idoneità? Chi ha permesso ciò?

  7. #262
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    le industrie del nord hanno puntato la pistola alla tempia dei poveri campani per rifilare i loro rifuiti tossici? Dubito..
    Non è forse vero che al sud si sono fatti in quattro per offrire condizioni economicamente piu' favorevoli e favorire l'arrivo di rifiuti magari inventandosi certificati falsi di idoneità? Chi ha permesso ciò?
    beh che qualcuno ci abbia guadagnato è fuori da ogni dubbio...
    il punto è che con questo sversamento di rifiuti ci hanno guadagnato gli industriali del nord ed una parte di campani disonesta...
    mica dico che i rifiuti ci sono arrivati da soli...guarda che IO ho l'obiettività di ammettere che il marcio è anche "a casa mia" (e per casa mia intendo in campania..non casa mia proprio )
    Tuttavia io personalmente (come tutti i miei concittadini) siamo stati avvelenati per anni, abbiamo visto morire persone che non era statisticamente contemplato che morissero, per far arricchire un 10% di campani disonesti ed una nutrita schiera di industriali del nord....
    ti posso dire che io serena, la mia famiglia ed i cittadini di pianura in generale da tutto questo , al contrario di quanto pensi tu, non ci abbiamo guadagnato proprio niente..anzi...
    io capisco che ormai non si può fare nulla ma , almeno, mi piacerebbe evitare di leggere/sentire stronzate. (e non è riferito alla tua risposta ziogargamella ma è un discorso più generale il mio)
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 08-06-2008 alle ore 17.50.29
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  8. #263
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    le industrie del nord hanno puntato la pistola alla tempia dei poveri campani per rifilare i loro rifuiti tossici? Dubito..
    Non è forse vero che al sud si sono fatti in quattro per offrire condizioni economicamente piu' favorevoli e favorire l'arrivo di rifiuti magari inventandosi certificati falsi di idoneità? Chi ha permesso ciò?

    Concordo. Si fa troppo presto a semplificare il mondo tra povere vittime e malvagi carnefici. Soprattutto qunado ci sono di mezzo interessi economici rilevanti immagino che ognuno (industrie del nord? amministratori locali campani? la criminalità organizzata?) si sia ritagliato il proprio bel guadagno alle spalle, e su questo non ho dubbi, dei cittadini comuni.

  9. #264
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da Shiren75 Visualizza messaggio
    Concordo. Si fa troppo presto a semplificare il mondo tra povere vittime e malvagi carnefici. Soprattutto qunado ci sono di mezzo interessi economici rilevanti immagino che ognuno (industrie del nord? amministratori locali campani? la criminalità organizzata?) si sia ritagliato il proprio bel guadagno alle spalle, e su questo non ho dubbi, dei cittadini comuni.

    si ma il punto è proprio questo...nessuno metterà mai in dubbio che la criminalità organizzata e che gli amministratori locali campani ci abbiano guadagnato...il problema è che il cittadino comune , come lo chiami tu, non ci ha guadagnato, ci ha perso in salute , in soldi e deve anche stare ad ascoltare le interessanti teorie/rimproveri come:

    Citazione Originalmente inviato da ayax
    Nel frattempo i rifiuti dove devono essere raccolti, allora?

    Teneteveli per la strada e non rompete l'anima...
    Citazione Originalmente inviato da ayax
    ...nella monnezza fino al collo ci state voi
    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella
    Quindi che ben venga l'esercito o il regime come qualcuno lo chiama, e chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
    Citazione Originalmente inviato da ayax
    Ringraziate voi stessi per la situazione in cui galleggiate, e la vostra sottocultura del "tirare a campare" e della furberia di corto respiro, che poi si dimostra ritorcersi contro voi stessi.
    Citazione Originalmente inviato da tania1979
    LA polizia non ti picchia se tu manifesti,a meno che vai ad appicciare fuoco nella monnezza allora si che fa bene a picchiarti.E vedrai che la prossima volta prima di bruciare la monnezza ci penserai 2 volte
    quindi forse al "Cittadino comune" che dopo vent'anni di rifiuti tossici è anche diventato anche piuttosto preoccupato, può capitare di rompersi le scatole..per non dire altro...
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 08-06-2008 alle ore 23.41.28
    dove c'è gusto non c'è perdenza

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    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
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  10. #265
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da Lepre*marzolina Visualizza messaggio
    da tutto questo , al contrario di quanto pensi tu, non ci abbiamo guadagnato proprio niente..anzi...
    )
    ne sono convinto anche io. Come al solito a rimetterci è la povera gente che non c'entra nulla. Sul fatto che dividi le colpe non sono d'accordo. Se io sono un industriale e mi propongono una modalità di smaltimento a costo più basso non sono io responsabile della idoneità del luogo deputato alla raccolta. Che poi forse sapessero e facessero buon viso a cattivo gioco è possibile e non mi stupirei, però a priori non lo possiamo sapere (se ci sono dei certificati di idoneità non è compito dell'industriale verificare la loro veridicità o meno). Se pensassi il contrario (che avrebbero dovuto trovare altri siti sapendo della mancata idoneità o della falsa idoneità degli stessi ) sarebbe come dire che tutti i campani avrebbero dovuto denunciare alle amministrazioni locali-provinciali-regionali questa situazione già da anni, se come dici erano cose risapute. Se non è stato fatto, o se è stato fatto e le amministrazioni colluse hanno fatto orecchie da mercante, la responsabilità non è certo degli imprenditori del nord.
    Ultima modifica di ziogargamella : 09-06-2008 alle ore 07.56.38

  11. #266
    Postatore Compulsivo L'avatar di Tania1979
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Che, detta così, fa sembrare ci sia uno Stato buono e dei camorristi cattivi. E una popolazione che sta dalla parte dei cattivi.

    Ma scrivere cose come queste, Tania, vuol dire, semplicemente, avere le fette di salame sugli occhi e un ippocampo che non funziona a dovere.

    Basta, infatti, decidere di usare Google e cercare alcuni avvenimenti del passato (anche per ribadire che la questione dei rifiuti a Napoli è tutt'altro che una "emergenza").

    Riprendo un articolo da "La Nuova Ecologia" del 2004: La Nuova Ecologia - L'agenzia



    Ora, leggetevelo bene. Quando la Procura della Repubblica afferma che "in quell’ufficio non si effettuava altra attività se non quella illecita" non sta facendo altro che confermare che non ci troviamo di fronte ad un conflitto tra Stato da una parte e camorristi dall'altro. Semmai il conflitto è tra cittadini da una parte e Stato-camorra-impresa dall'altro.
    Qui lo Stato non è "parte terza", come tanti vorrebbero. E' parte in causa. E dalla parte sbagliata.

    Buona vita

    Guglielmo
    quando hai finito di insultare me lo fai sapere cio' che pensi non mi interessa io esprimo il mio parere ,tu disperati quanto e come vuoi.
    se tu ti fai condizionare da google peggio per te,
    giustamente l'articolo su NUOVA ECOLOGIA non sai se è di parte o no.
    se vi è il conflitto non pensi che la mafia è quella che fa si che ordini ai cittadini di protestare perchè sono loro che vogliono occuparsi dello smaltimento di rifiuti?
    secondo me è cosi e scusa se te lo dice una che non ha un ippocampo funzionante,ma a sto' punto non sai come va il mondo

  12. #267
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    ne sono convinto anche io. Come al solito a rimetterci è la povera gente che non c'entra nulla. Sul fatto che dividi le colpe non sono d'accordo. Se io sono un industriale e mi propongono una modalità di smaltimento a costo più basso non sono io responsabile della idoneità del luogo deputato alla raccolta. Che poi forse sapessero e facessero buon viso a cattivo gioco è possibile e non mi stupirei, però a priori non lo possiamo sapere (se ci sono dei certificati di idoneità non è compito dell'industriale verificare la loro veridicità o meno). Se pensassi il contrario (che avrebbero dovuto trovare altri siti sapendo della mancata idoneità o della falsa idoneità degli stessi ) sarebbe come dire che tutti i campani avrebbero dovuto denunciare alle amministrazioni locali-provinciali-regionali questa situazione già da anni, se come dici erano cose risapute. Se non è stato fatto, o se è stato fatto e le amministrazioni colluse hanno fatto orecchie da mercante, la responsabilità non è certo degli imprenditori del nord.
    Ciao Zio
    Io non sono così convinto della correttezza del ragionamento di questi imprenditori. Al di là di tutte le questioni etiche, un imprenditore, di solito, è tale perché ha un'ottima conoscenza dell'economia. Se ti vedi offrire un Brunello di Montalcino a 1 euro e 50 la bottiglia, forse, e dico forse, ti passa per la testa che dentro la bottiglia ci possa essere altra cosa, no?
    I costi di smaltimento dei rifiuti sono noti e non ci sono grandi variazioni tra un sito di stoccaggio e l'altro (dati i processi tecnologici a disposizione e i costi fissi da sopportare, il campo dei rifiuti non consente grandi esercizi in fatto di concorrenza).

    Per cui, io personalmente penso proprio il contrario. Cioè che inviassero i rifiuti industriali in discariche che sapevano benissimo non essere adatte a riceverli. E che sapessero piuttosto bene anche chi li prendeva in carico, quei rifiuti. I legami tra Stato, camorra e impresa sono ben documentati, e non da ora. Basta leggersi i risultati delle Commissioni Parlamentari d'inchiesta.

    E sono anche d'accordo con la seconda parte. Cioè che i cittadini campani hanno la loro parte di responsabilità in quel che succede. Per quanto sia difficile, e a volte impossibile, reagire (specie quando ti trovi pistole puntate alla tempia dei tuoi figli), la presenza della camorra non è sempre stata né così feroce, né così pervasiva. Queste cose potevano (e dovevano) venire bloccate 30 anni fa, quando i campani avevano ancora la possibilità di farlo.

    Rimango dell'idea che un modo per risolvere la situazione esiste: restituire potere e diritti a chi abita sul territorio campano. Dire agli amministratori e ai cittadini: la spazzatura che producete voi ve la gestite come volete voi, sono affari vostri. Non veniamo a metterci il naso, ma non vi consentiremo di smaltirla altrove. In cambio, vi garantiamo un controllo capillare che consenta di impedire che qualcun altro butti la sua monnezza da voi. Proviamo?

    Buona vita

    Guglielmo


    P.S.: Tania, è inutile che attacchi. Stai anche tu sulla mia lista "ignorati".
    Ultima modifica di willy61 : 09-06-2008 alle ore 10.16.37
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  13. #268
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Sempre sulle responsabilità. Siccome sono uno che non si accontenta dele opinioni (manco della mia, di opinione), ma cerca dati, mi sono andato a rivedere alcune inchieste del passato riguardanti il traffico di rifiuti tossici tra Nord e Sud dell'Italia.

    Il 20 luglio 2000, presso la Camera dei Deputati, veniva ascoltato il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Giovedì 20 luglio 2000 - Comm. bicam. Ciclo rifiuti). Interrogato circa il traffico dei ridiuti tra Nord e Sud, rispondeva:
    Si è proceduto al sequestro dei locali di una società di Ponticelli, la Bitumitalia, dove sono stati rinvenuti circa 3.500 quintali di rifiuti pericolosi (cadmio, arsenico, alluminio) che venivano utilizzati per la pavimentazione delle strade. L'altro ieri si è proceduto al sequestro di 13 tir a Gioia Tauro e ieri al sequestro di una ex cava abusiva utilizzata come centro di stoccaggio momentaneo per il contenuto di quei 13 tir, che veniva in parte trasportato ad un fornace sita a qualche chilometro dall'ex cava, dove questo materiale veniva utilizzato per la realizzazione di mattoni destinati alla costruzione di immobili. Di concerto con il procuratore della Repubblica di Palmi, dottor Elio Costa, si è proceduto al sequestro dei tir, del materiale, della cava e della fornace.
    Devo dire che sto trovando disponibilità assoluta non solo nel capo dell'ufficio, procuratore Maffei, ma in tutti gli i colleghi che man mano incontro in questo percorso investigativo che i carabinieri del NOE stanno effettuando. Si è avuta così la conferma di alcune circostanze: continua un flusso imponente di rifiuti dal nord verso il sud che vede come regioni di arrivo privilegiate la Campania e la Calabria; il materiale sequestrato presso la ditta Bitumitalia e presso la cava di Gioia Tauro è lo stesso che abbiamo individuato e sequestrato in discariche abusive del casertano. Mi sono permesso di portare dei rilievi fotografici che lascio agli atti della Commissione. Abbiamo fondato motivo di ritenere che una piccola parte di questi venisse riutilizzata per la pavimentazione delle strade o per la realizzazione di questi mattoni, mentre la maggior parte venisse abbandonata illecitamente sul territorio, sicuramente nella provincia di Caserta e probabilmente anche altrove.

    PRESIDENTE. Lei ha parlato di un imponente flusso di rifiuti dal nord a sud.

    DONATO CEGLIE, Sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. La provenienza è il Veneto e la Lombardia, ma successivamente dirò qualcosa di più in proposito.
    L'ultima informativa del NOE di Bari del 19 luglio ha reso noto a me e al collega della procura del tribunale di Napoli il sequestro di un automezzo che conteneva rifiuti costituiti da polveri di abbattimento fumi, nel corso del quale era stato sequestrato anche un formulario falsificato con cui veniva attestato un fantomatico deposito presso un centro autorizzato che invece non era mai accaduto. Si ha così l'ennesima conferma della falsificazione dei formulari e del materiale cartaceo che dovrebbe attestare la regolarità del trasporto di questi rifiuti, che vengono invece smaltiti attraverso l'utilizzo illegale in attività imprenditoriali o attraverso l'abbandono illegale nel territorio di alcune regioni, senz'altro la Campania, la Calabria, la Puglia e l'Umbria.
    Come già precisato nella nota che ho preventivamente fornito alla Commissione, dalle indagini stanno emergendo collegamenti tra i soggetti che gestiscono questi traffici e questo fa pensare ad una organizzazione criminale che è dedita stabilmente al prelievo di questi materiali dal nord ed al loro smaltimento o riciclo illegale nelle regioni che ho appena citato. Su questo mi riservo di fornire ulteriori precisazioni della seconda fase.
    Se poi vado a leggere i resoconti stenografici della Commissione d'Inchiesta Parlamentare sul ciclo dei rifiuti, alla data del 30 luglio 1997, trovo:

    Non vi è dubbio che ci sono riscontri obiettivi al fatto che le organizzazioni criminali si interessano della gestione dei rifiuti e dell'aggressione al territorio.

    GIOVANNI LUBRANO DI RICCO. Perché non risulta all'autorità amministrativa?

    DONATO CEGLIE, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere . Perché evidentemente, quando in sede di comitato provinciale per l'ordine pubblico si fa costantemente il punto della situazione, proprio perché a Caserta si vive in un situazione di emergenza continua, nel senso che si raccolgono i cadaveri con le pale tra Casal di Principe e San Cipriano d'Aversa, la questione rifiuti come business gestita dalla camorra appare secondaria rispetto a fenomeni di maggiore allarme sociale (gli omicidi, il traffico di droga, il traffico di armi).

    Potrei parlarvi, per esempio, del forte interesse che la camorra ha nella gestione dell'usura. Ma anche l'usura non è oggetto di frequente confronto e scambio di notizie tra gli uffici e con la prefettura. Eppure è risaputo che il mercato del credito clandestino e illegale che si traduce nell'usura in Campania è gestito interamente dalla camorra.

    Evidentemente, deve affermarsi la coscienza del fatto che le organizzazioni criminali, in particolare la camorra, non perdono occasione per aprire nuovi fronti di attività imprenditoriali. La loro preoccupazione è soltanto quella di fare soldi: ben venga il traffico illecito di rifiuti, ben venga la gestione dell'usura, ben venga la prostituzione straniera o minorile purché le organizzazioni criminali facciano soldi. Quella del traffico di rifiuti è attività di esclusiva competenza e gestione delle organizzazioni criminali. Non c'è alcun dubbio. Ripeto che vi sono sentenze passate in giudicato. Evidentemente, non c'è un felice raccordo tra le istituzioni in campo e manca un efficace scambio di informazione. Penso che ciò accada per eccesso di lavoro, non ci vedo disattenzione o altre cose.

    I reati riscontrati sono soprattutto quelli previsti in tema di scarico di liquidi e di acque reflue nei fiumi (legge Merli) e quelli previste dall'abrogato DPR n. 915 del 1982. Ho detto abrogato perché con il decreto legislativo n. 22 del 1997, il cosiddetto decreto Ronchi, che ha recepito due direttive comunitarie, ci troviamo in un quadro normativo del tutto nuovo. Lo considero per alcuni versi molto efficace, perché vi sono nuove fattispecie penalmente rilevanti e si è passati dall'idea dello smaltimento dei rifiuti a quella della vera e propria gestione dei rifiuti, con un approccio di natura imprenditoriale nuovo per il patrimonio dei rifiuti. Su questa nuova filosofia siamo in un ritardo clamoroso. Vedo le amministrazioni territoriali assolutamente insensibili al tema riguardante la gestione dei rifiuti. Perciò, si tratta soltanto di prelevare e di andare a smaltire con i costi più bassi possibili e nel posto più lontano possibile, casomai recandosi nel comune limitrofo o nella regione confinante. Se poi la ditta che prende i rifiuti li va a smaltire in un laghetto o al mare al sindaco non interessa: per lui l'importante è che non ci siano barricate o incendi nelle strade della sua amministrazione. Questo lo dico a causa dell'insensibilità e dell'incapacità che regnano sovrane nelle amministrazioni territoriali.

    Mi lamento però del fatto che questo decreto, così nuovo e che per tanti versi rappresenta una speranza per il futuro, non abbia previsto una pena che consentisse l'arresto in flagranza in presenza delle condotte di maggiore pericolosità per l'ambiente. Ritengo che attivare una cava abusiva o scaricare rifiuti tossico-nocivi debba offrire la possibilità alle forze di polizia e al magistrato inquirente di procedere all'arresto in flagrante. La mia esperienza, prima in Calabria e poi in provincia di Caserta, mi dice questo: o si tronca immediatamente quell'attività illecita, oppure i soggetti che di essa vivono, subito dopo essere usciti dalla procura o dalla caserma, vanno a procurarsi un altro mezzo per riprendere l'escavazione.
    Nel resoconto della Missione in Campania del 16 setembre 1997, si legge:

    Voglio citare un ultimo caso, anche se non sono in grado di fare nome e cognomi e di dare riferimenti precisi. Però, da colloqui avuti con agricoltori amici, proprietari di strutture produttive nell'agro di Somma Vesuviana, risulta che spesso personaggi che non si qualificano, e che magari arrivano nottetempo, offrono fino a 100 milioni per l'interramento di un fusto di rifiuti radioattivi. E' facilmente immaginabile che il livello di onestà di una persona media può essere tranquillamente al di sotto di una cifra del genere, senza che ciò possa scandalizzare. Chi fa questo tipo di proposte, probabilmente, sa che se dovesse smaltire correttamente quel fusto spenderebbe molto più di 100 milioni. Allora, se il coacervo normativo e la situazione del mercato italiano fanno sì che il costo di smaltimento dei rifiuti radioattivi sia così alto, finché non lo porteremo ad una misura accettabile, in modo che questo tipo di mercato scenda sotto la soglia di onestà media, probabilmente vi saranno sempre questi personaggi che faranno queste proposte. Per fortuna, la persona con cui ho parlato ha rifiutato l'offerta, poiché gestisce una masseria di antica tradizione ed è riuscito ad avere la forza di dire di no.
    Se poi andiamo a leggere la relazione della Commissione d'Inchiesta sui Rifiuti della XV legislatura, nella Relazione Territoriale sulla Campania del 13 Giugno 2007, leggiamo:

    L’emergenza nell’emergenza – cioe` la vera emergenza, quella determinata
    dall’esaurimento delle discariche a disposizione – ha, sempre con
    maggiore frequenza, imposto soluzioni di brevissimo periodo, ed e` allora
    che, sia pure in taluni casi e senza connotazioni di sistematicita`, la criminalita`
    organizzata si e` presentata come uno dei soggetti in grado di offrire
    risposte immediate.
    La camorra, infatti, si e` da sempre contraddistinta per un controllo di
    alcune aree del territorio, non disgiunto dalla capacita` di influenzare il
    consenso delle realta` locali.
    Sicche´, nel momento in cui e` stato necessario reperire nuovi siti da
    adibire a discarica e, per giunta, si e` scelta la strada di demandare al soggetto
    privato affidatario la scelta di tali siti, nell’impossibilita` di attivare i
    fisiologici meccanismi di coinvolgimento delle comunita`, si e`, in taluni
    frangenti, imboccata la scorciatoia del rapporto con quei soggetti che di
    fatto hanno dato dimostrazione di essere in grado di controllare il consenso.
    Lo scellerato rapporto fra taluni segmenti dell’apparato istituzionale e
    criminalita` organizzata ha assunto, poi, nel caso della Resit (sempre oggetto
    di investigazioni della Direzione Antimafia del capoluogo partenopeo),
    connotazioni da vera e propria joint venture allorche´ a quest’ultima
    e` stata assicurata, con una reiterata attivita` di falsificazione di atti e documenti
    amministrativi, la possibilita` di sfruttare le discariche anche per
    smaltire illecitamente rifiuti speciali.
    In definitiva, un siffatto contesto in cui le scelte sono state di fatto
    condivise con mediatori sociali non istituzionali, e nel quale si e` assistito
    ad una gestione dei fondi per finalita` spesso estranee all’avvio di un ciclo
    integrato dei rifiuti, ha posto le condizioni perche´ quel dissenso, incapace
    di manifestarsi secondo i canali ordinari, sia esploso talora con connotazioni
    eclatanti.
    Ecco, secondo me bisognerebbe leggerli più spesso i documenti "ufficiali". Ci si trovano delle vere e proprie "perle".

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  14. #269
    ketta_it
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Purtroppo, Willy, non tutti sono desiderosi di sapere la verità, di informarsi. A molti basta additare, sparare sentenze, così da tenere fede ai propri pregiudizi e stereotipi.
    Contenti loro..

  15. #270
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: i rifiuti a Napoli

    Curiosa situazione... sui giornali non compaiono più notizie relative ai rifiuti di Napoli. Che succede? È finita "l'emergenza"? (ma, allora, che cacchio di "emergenza era"?), Berlusconi ha fatto "o' miracolo"? Boh.

    Quindi, non vogliatemene, ma - dato che né "Il Giornale" né "La Padania" scrivono più nulla al riguardo, sono costretto a citare altri siti...

    Da: Per chi brucia la Campania?

    Per chi brucia la Campania?
    dopo essere stata per gli ultimi vent'anni almeno la "pattumiera dei rifiuti industriali di Italia" ora, per chi dovrà bruciare la Campania?
    8 giugno 2008 - Antonio Marfella
    Da: La Di Gennaro sapeva che le ecoballe non potevano bruciare

    La Di Gennaro sapeva che le ecoballe non potevano bruciare
    Marta Di Gennaro era consapevole che analisi sui rifiuti effettuate dagli Svizzeri avevano dato esito diverso da quelle fatte eseguire dal Commissariato in Campania e che le prime dichiaravano il rifiuto non idoneo alla termovalorizzazione.
    1 giugno 2008 - Comitato Allarme Rifiuti Tossici
    Da: Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica� diffonde notizie false? | Rifiuti Zero Campania
    Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica” diffonde notizie false?
    Posted on Giugno 10th, 2008
    Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica” diffonde notizie false?“La Repubblica” odierna (9 giugno 2008) in ben due articoli a pagina 16 e nella prima pagina dell’inserto regionale campano, preannunciati in prima pagina nazionale, diffonde notizie palesemente false circa i risultati delle indagini geologiche in corso nella cava del Poligono di Chiaiano inserita tra i siti in cui realizzare una discarica per rifiuti urbani e pericolosi nell’ambito del DL 23 maggio 2008, n. 90.
    Fortuna che c'è Lui (e i Suoi rappresentanti sulla Terra): "Il Cardinal Sepe offre la Cava di Chiaiano a Berlusconi
    Carlo D'Auria Mercoledì, 11 Giugno 2008


    Chiaiano Emergenza Rifiuti Napoli Attualità EventiFonte ANSA

    Il cardinale Sepe ha ribadito - nel corso del colloquio - la preoccupazione per la discarica di Chiaiano, molto contrastata dagli abitanti del quartiere, sia pure senza voler entrare nel merito della decisione. «Se serve la cava di proprietà dell’arciconfraternita dei Pellegrini, comunque - ha detto poi il cardinale ai giornalisti - è a disposizione.
    La cava, è stata espropriata e dovrebbe essere utilizzata se la discarica verrà aperta a Chiaiano."

    Da: Napoli – Il Cardinal Sepe offre la Cava di Chiaiano a Berlusconi

    Buona vita

    Guglielmo
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