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  1. #256
    Partecipante Super Esperto
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    16-03-2007
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    Roma
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    mi associo alla domanda sopra di paoletta81 e colgo l'occasione per fare anchio domandina...allora leggendo e scrivendo progetti misono accorta che quasi sempre alla fien mi butto sulle tecniche di educazione socio affettiva. Quindi pensavo che alla fiensono un bel jolly da usare...le mie domande sono:
    1) l'educazione socio affettiva è una teoria a cui fanno capo varie tecniche giusto?quindi nell'area in cui devo specificare la teoria metto educazione socio affettiva e nello spaizo delel tecniche specifiuco quale tecnica ho usato, tipo circle time brainstorming metodo gordon etc...giusto?
    2) quali autori posso citare come fondatori della educazione socio affettiva, serve citare autori?
    3) il role plaing e la token economy fanno parte di questa teoria o altrimenti a quale teoria fa capo?
    4) quali e quanto sono le tecniche di educazione socio affettiva che conoscete?
    5) quale è il disturbo o problema da affrontare che secondo voi l'educazione socio affettiva non è adatta a risolvere o affrontare...quale alternativa proponete????
    Scusate le molte domande ma credo sia utile a tutti coem ripasso riepilogare un pò ciaooooooooooooooooooo
    Ultima modifica di Arascanfly : 04-09-2009 alle ore 19.39.13
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  2. #257
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da paoletta81 Visualizza messaggio
    Domandina!
    la metodologia del Role Playing a quale modello teorico fà riferimento?
    essendo una tecnica utilizzata nella formazione credo che dipenda dalla metodologia nella quale la inserisci (esempio inserta nel peer educator allora sarà la teoria dell'apprendimento sociale):-)

  3. #258
    Partecipante Affezionato
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    20-09-2007
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da Arascanfly Visualizza messaggio
    mi associo alla domanda sopra di paoletta81 e colgo l'occasione per fare anchio domandina...allora leggendo e scrivendo progetti misono accorta che quasi sempre alla fien mi butto sulle tecniche di educazione socio affettiva. Quindi pensavo che alla fiensono un bel jolly da usare...le mie domande sono:
    1) l'educazione socio affettiva è una teoria a cui fanno capo varie tecniche giusto?quindi nell'area in cui devo specificare la teoria metto educazione socio affettiva e nello spaizo delel tecniche specifiuco quale tecnica ho usato, tipo circle time brainstorming metodo gordon etc...giusto?
    2) quali autori posso citare come fondatori della educazione socio affettiva, serve citare autori?
    3) il role plaing e la token economy fanno parte di questa teoria o altrimenti a quale teoria fa capo?
    4) quali e quanto sono le tecniche di educazione socio affettiva che conoscete?
    5) quale è il disturbo o problema da affrontare che secondo voi l'educazione socio affettiva non è adatta a risolvere o affrontare...quale alternativa proponete????
    Scusate le molte domande ma credo sia utile a tutti coem ripasso riepilogare un pò ciaooooooooooooooooooo
    Allora vediamo
    1) credo che vada bene quello che hai detto
    2) non credo che serva citare autori di riferimento al max lo farei solo quando si parla del modello di riferimento( ps umanistica di MAslow e Rogers)
    3) no il role plaiyng e la token economy non fanno parte di questa teoria (vedi risp a paoletta81)
    4) personalemte conosco il metodo gordon e cicle time
    5)credo che per alcuni disturbi d'apprendimento e cognitivi non vada utilizzata (es dislessia ecc) ma solo quando si concentra il discorso sull'affettività e sulla comunicazione (quindi in quei disturbi che hanno problemi in queste aree)
    :-)

  4. #259
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    mi trovo d'accrodo con ciò che dice Sgur.... unica cosa, secodno me l'educazione socio affettiva può andare SEMPRE bene, perchè anche nei problemi di apporndimento (dove magari si potrebbe attuare la peer education)si hanno ripercussioni sull'affettività e sull apersonalità 8autostima) dei bb, quindi...ci sta pure qui!!!io la metterei sempre, magari, affiancata da qualche latra metodologia!

    Aracanfly:
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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    nuovo regolamento: http://www.opsonline.it/help/
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  5. #260

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Ciao ragazze, volevo farvi 3 domande su cui ho dei dubbi.
    1) la token economy può essere utilizzata nell'ambito dell'educazione socio-affettiva tra le attività proposte accanto a circle time, brainstorming ecc.? sto preparando un progetto sui DSA e volevo inserire anche qualche attività per promuovere la collaborazione tra i bambini nei compiti oltre all'ed. socio-aff. che dite?
    2) se io scelgo di intervenire sulla classe con bambini con DSA per prevenire il disagio psico-sociale attraverso gli insegnanti, loro diventano i destinatari diretti e i bambini, pur essendo la popolazione target, quelli indiretti, giusto? è una cosa che devo chiarire assolutamente! E inoltre, se è giusto così e gli insegnanti sono i destinatari diretti, l'obbiettivo generale può essere comunque rivolto ai bambini, tipo prevenire disagio psico-sociale nei bambini con DSA promuovendo fattori protettivi interni e sociali?
    3) se intervengo attraverso gli insegnanti e li formo all'educazione socio-aff., nella fase dell'intervento (dopo la fase di formazione) uno dei punti può essere "avvio delle attività di ed. soc-aff in classe da parte degli insengnanti, dove saranno proposte tali attività oggetto di formazione...", anche se non sono presenti memrbi dell'equipe del progetto?
    In realtà questo chiarimento mi è fondamentale per la gran parte dei progetti che ho fatto a scuola con l'ed. socio-aff., quindi spero tanto che possiate aiutarmi a chiarirmi!! grazieeeeeeeeeee
    Clarissa.

  6. #261
    Partecipante L'avatar di moleskine
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    se invece uscisse un progetto riguardo all'orientamento o la formazione secondo voi va bene la ricerca azione come modello di riferimento??

  7. #262
    Bambi82
    Ospite non registrato

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    altro progetto...ho trascurato il budget e la logistica e i materiali....me l'inventerò......

    IL BULLISMO
    Il candidato elabori un progetto di intervento volto a prevenire e ad affrontare il fenomeno del bullismo in adolescenti delle scuole medie di una città mediopiccola dell’Italia Centrale.

    1. DEFINIZIONE E ANALISI DEL PROBLEMA
    Dai recenti dati di cronaca emerge come il bullismo sia un fenomeno in espansione e trasversale alle varie realtà sociali e culturali. La letteratura sull’argomento si riferisce al bullismo come ad una particolare espressione del comportamento aggressivo in ambito scolastico e lo definisce come un’azione di prevaricazione o vittimizzazione ripetuta nel tempo massa in atto da uno o più compagni nei confronti di uno studente. In particolare il bullismo sembrerebbe avere una valenza negativa sulle interazioni tra pari, aumentando il rischio di dispersione scolastica e possibili comportamenti devianti in età adulta. Proprio a causa della ridotta capacità di individuare precocemente questo problema e di intervenire su di esso, rende importante l’implementazione di questo progetto.
    La prospettiva terorica di riferimento è quella socio cognitiva di Bandura, secondo cui l’aggressività rappresenta un comportamento acquisito e mantenuto tramite il condizionamento operante. Esercita un ruolo fondamentale in tal senso l’influenza dei modelli sociali negativi.
    Un altro modello teorico di riferimento è quello di Dodge, che focalizza l’attenzione sulle modalità con cui i bambini elaborano l’info sociale, sulla loro capacità di elaborare le emozioni e di risolvere i conflitti.
    Questo progetto non potrà che coinvolgere vari attori nella prospettiva della costruzione di un social network: istituti delle scuole medie inferiori, rappresentanze dei genitori, Comune, Ministero della Pubblica Istruzione, Prefettura, A.S.L..

    2. SCOPO GENERALE
    Il progetto ha la finalità di prevenire ed affrontare il fenomeno del bullismo negli adolescenti delle scuole medie inferiori della città di Viterbo.

    SOTTOBIETTIVI:
    -aumentare la conoscenza degli insegnanti
    -aiutare i ragazzi a riconoscere e prevenire atti di bullismo
    -aiutare i genitori a conoscere la problematica e a capire come educare i propri ragazzi per prevenire atti di bullismo


    3. OBIETTIVI SPECIFICI
    Il progetto si propone di portare a termine i seguenti obiettivi:
    a. Aumentare la capacità degli insegnanti di gestire e fronteggiare situazioni di prevaricazione ed aggressività tra gli studenti;
    b. Aumentare la conoscenza e il livello di informazione sul fenomeno bullismo negli insegnanti, alunni e genitori;
    c. Aumentare la capacità di problem-solving interpersonale tra gli studenti.
    d. Aumentare la capacità critica di autoconoscenza, rispetto ai propri vissuti e alle proprie emozioni, e insegnare ai bambini a gestire la propria aggressività promuovendo il potenziamento dei fattori di protezione relativi allo sviluppo della competenza sociale in tutto il gruppo classe.
    e. Aiutare i bambini aggressivi a recuperare deficit relativo alle abilità socio cognitive, in modo da renderli progressivamente competenti a livello sociale
    f. Aumentare nei genitori la competenza nel gestire o prevenire eventuali problemi di bullismo , fornendo loro il sostegno necessario

    4. TARGET
    Il progetto è rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori della città di Viterbo. Gli alunni verranno contattati durante l’orario curricolare per partecipare al progetto. Destinatari indiretti sono gli insegnanti e i familiari.

    5. METODOLOGIA,
    -formazione in aula per insegnanti
    -focus group per genitori
    -focus group per insegnanti presieduti da psicologo
    -gruppi di amicizia per alumni presieduti dall’insegnante supervisionato dallo psicologo in cui svolgere diverse attività: role playing, peer education, educazione
    -colloqui psicologici con I genitori dei ragazzi


    6. TEMPI E FASI
    Il progetto si articola in due fasi. Una prima fase, in cui non vi è il coinvolgimento della popolazione target, prevede un periodo di formazione specifica sul tema bullismo degli insegnanti condotta da uno psicologo dell’A.S.L. e un esperto di giustizia minorile inviato dalla Prefettura. La formazione degli insegnanti avviene attraverso un incontro a settimana nel mese di ottobre per un totale di 4 ore, presso i locali della scuola in orario extracurricolare, al fine di aumentare la conoscenza e l’informazione e di fornire degli strumenti per gestire il fenomeno bullismo. Al termine del periodo di formazione è previsto un incontro pomeridiano di 3 ore con i genitori, in cui gli insegnanti, lo psicologo e l’esperto do giustizia minorile, presenteranno il progetto rivolto agli studenti, motivando e spiegando l’emergenza del fenomeno. , inizierà Nella seconda fase ha inizio l’intervento sugli studenti e si svolgerà per tutta la durata del secondo quadrimestre. Sono previsti 2 incontri al mese della durata di un’ora che saranno gestiti dagli insegnanti delle classi. Per i primi due mesi gli incontri saranno organizzati tra gli studenti della stessa classe, mentre per il terzo e il quarto mese verranno costituiti dei gruppi interclasse, comprendenti gli studenti della prima, della seconda e della terza media della stessa sezione. Nell’ambito di questi incontri, si creeranno i cosiddetti “gruppi di amicizia” formati da circa 8-10 persone nei quali verranno organizzati i seguenti giochi e attività: peer education, role playing e produzione di materiale grafico e scritto sul bullismo, da organizzare nel prodotto finale di un libretto fatto dagli studenti.
    Le peer education, educazione tra pari, facilita il cambiamento di comportamenti disadattavi presso i componenti dello stesso gruppo e favorisce l’autostima e il protagonismo. Il role taking promuove un decentramento cognitivo per poter assumere la prospettiva cognitiva e percettiva di un’altra persona, in modo da stimolare la consapevolezza della diversità delle esperienze altrui. Il materiale grafico e scritto è utile per favorire nei ragazzi il riconoscimento e l’espressione dell’emozioni, migliorando l’intelligenza emotiva., e per aumentare la capacità di risolvere i conflitti e la comunicazione referenziale.

    Il progetto ha durata annuale: 1°quadrimestre - formazione degli insegnanti e incontri con i genitori, 2°quadrimestre- intervento sugli studenti.
    Inoltre nel corso del progetto si creerà uno spazio di ascolto per i familiari dove i familiari degli studenti che aderiscono al progetto potranno rivolgersi quando ne sentiranno l’esigenza, per essere supportati nel loro ruolo di genitori, sempre nell’ottica di prevenire e di saper gestire situazioni di bullismo.

    LOGISTICA E MATERIALI
    Spese per materiale di cancelleria e visto che il progetto è promosso dalla partnership del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’A.S.L. non sono richiesti finanziamenti extra per il pagamento dei professionisti.

    BUDGET
    ………..


    VALUTAZIONE (riferimento agli obiettivi?)
    E’ prevista la somministrazione di un questionario semi-strutturato nella fase di pre e post-intevento agli studenti da parte dello psicologo, riguardante l’aspetto conoscitivo ed esperienziale del fenomeno. Per quanto concerne la valutazione in itinere, sono previsti incontri di supervisione mensile dello psicologo con gli insegnanti. Alla fine del progetto è prevista una riunione con i genitori nella quale avverrà la restituzione del lavoro fatto da parte degli insegnanti, degli studenti con la presentazione del libretto e la somministrazione ai genitori di un questionario per la rilevazione degli effetti del progetto nell’ambiente familiare.


    allora, sapete darmi qualche consiglio??????

  8. #263
    Partecipante L'avatar di moleskine
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ma secondo voi non si può sempre applicare il modello sociocognitivo di bandura?

  9. #264
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    scusate ragazze ma il parent training a che tipo di modello teorico appartiene?io l'ho trovato nel celi che è di approccio ocmportamentista mi pare, ma su internet ho letto che fa parte della teoria dell'apprnedimento sociale....voi che dite?
    Sorridi se vuoi che ti sorridano

  10. #265
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da moleskine Visualizza messaggio
    ma secondo voi non si può sempre applicare il modello sociocognitivo di bandura?
    A mio parere dipende, in ambito scolastico spesso si...ma se ad esempio l'argomento riguarda altre tematiche ( che non prevedono un apprendimento)potrebbe non andare bene .

  11. #266
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da Bambi82 Visualizza messaggio
    altro progetto...ho trascurato il budget e la logistica e i materiali....me l'inventerò......

    IL BULLISMO
    Il candidato elabori un progetto di intervento volto a prevenire e ad affrontare il fenomeno del bullismo in adolescenti delle scuole medie di una città mediopiccola dell’Italia Centrale.

    1. DEFINIZIONE E ANALISI DEL PROBLEMA
    Dai recenti dati di cronaca emerge come il bullismo sia un fenomeno in espansione e trasversale alle varie realtà sociali e culturali. La letteratura sull’argomento si riferisce al bullismo come ad una particolare espressione del comportamento aggressivo in ambito scolastico e lo definisce come un’azione di prevaricazione o vittimizzazione ripetuta nel tempo massa in atto da uno o più compagni nei confronti di uno studente. In particolare il bullismo sembrerebbe avere una valenza negativa sulle interazioni tra pari, aumentando il rischio di dispersione scolastica e possibili comportamenti devianti in età adulta. Proprio a causa della ridotta capacità di individuare precocemente questo problema e di intervenire su di esso, rende importante l’implementazione di questo progetto.
    La prospettiva terorica di riferimento è quella socio cognitiva di Bandura, secondo cui l’aggressività rappresenta un comportamento acquisito e mantenuto tramite il condizionamento operante. Esercita un ruolo fondamentale in tal senso l’influenza dei modelli sociali negativi.
    Un altro modello teorico di riferimento è quello di Dodge, che focalizza l’attenzione sulle modalità con cui i bambini elaborano l’info sociale, sulla loro capacità di elaborare le emozioni e di risolvere i conflitti.
    Questo progetto non potrà che coinvolgere vari attori nella prospettiva della costruzione di un social network: istituti delle scuole medie inferiori, rappresentanze dei genitori, Comune, Ministero della Pubblica Istruzione, Prefettura, A.S.L..

    2. SCOPO GENERALE
    Il progetto ha la finalità di prevenire ed affrontare il fenomeno del bullismo negli adolescenti delle scuole medie inferiori della città di Viterbo.

    SOTTOBIETTIVI:
    -aumentare la conoscenza degli insegnanti
    -aiutare i ragazzi a riconoscere e prevenire atti di bullismo
    -aiutare i genitori a conoscere la problematica e a capire come educare i propri ragazzi per prevenire atti di bullismo


    3. OBIETTIVI SPECIFICI
    Il progetto si propone di portare a termine i seguenti obiettivi:
    a. Aumentare la capacità degli insegnanti di gestire e fronteggiare situazioni di prevaricazione ed aggressività tra gli studenti;
    b. Aumentare la conoscenza e il livello di informazione sul fenomeno bullismo negli insegnanti, alunni e genitori;
    c. Aumentare la capacità di problem-solving interpersonale tra gli studenti.
    d. Aumentare la capacità critica di autoconoscenza, rispetto ai propri vissuti e alle proprie emozioni, e insegnare ai bambini a gestire la propria aggressività promuovendo il potenziamento dei fattori di protezione relativi allo sviluppo della competenza sociale in tutto il gruppo classe.
    e. Aiutare i bambini aggressivi a recuperare deficit relativo alle abilità socio cognitive, in modo da renderli progressivamente competenti a livello sociale
    f. Aumentare nei genitori la competenza nel gestire o prevenire eventuali problemi di bullismo , fornendo loro il sostegno necessario

    4. TARGET
    Il progetto è rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori della città di Viterbo. Gli alunni verranno contattati durante l’orario curricolare per partecipare al progetto. Destinatari indiretti sono gli insegnanti e i familiari.

    5. METODOLOGIA,
    -formazione in aula per insegnanti
    -focus group per genitori
    -focus group per insegnanti presieduti da psicologo
    -gruppi di amicizia per alumni presieduti dall’insegnante supervisionato dallo psicologo in cui svolgere diverse attività: role playing, peer education, educazione
    -colloqui psicologici con I genitori dei ragazzi


    6. TEMPI E FASI
    Il progetto si articola in due fasi. Una prima fase, in cui non vi è il coinvolgimento della popolazione target, prevede un periodo di formazione specifica sul tema bullismo degli insegnanti condotta da uno psicologo dell’A.S.L. e un esperto di giustizia minorile inviato dalla Prefettura. La formazione degli insegnanti avviene attraverso un incontro a settimana nel mese di ottobre per un totale di 4 ore, presso i locali della scuola in orario extracurricolare, al fine di aumentare la conoscenza e l’informazione e di fornire degli strumenti per gestire il fenomeno bullismo. Al termine del periodo di formazione è previsto un incontro pomeridiano di 3 ore con i genitori, in cui gli insegnanti, lo psicologo e l’esperto do giustizia minorile, presenteranno il progetto rivolto agli studenti, motivando e spiegando l’emergenza del fenomeno. , inizierà Nella seconda fase ha inizio l’intervento sugli studenti e si svolgerà per tutta la durata del secondo quadrimestre. Sono previsti 2 incontri al mese della durata di un’ora che saranno gestiti dagli insegnanti delle classi. Per i primi due mesi gli incontri saranno organizzati tra gli studenti della stessa classe, mentre per il terzo e il quarto mese verranno costituiti dei gruppi interclasse, comprendenti gli studenti della prima, della seconda e della terza media della stessa sezione. Nell’ambito di questi incontri, si creeranno i cosiddetti “gruppi di amicizia” formati da circa 8-10 persone nei quali verranno organizzati i seguenti giochi e attività: peer education, role playing e produzione di materiale grafico e scritto sul bullismo, da organizzare nel prodotto finale di un libretto fatto dagli studenti.
    Le peer education, educazione tra pari, facilita il cambiamento di comportamenti disadattavi presso i componenti dello stesso gruppo e favorisce l’autostima e il protagonismo. Il role taking promuove un decentramento cognitivo per poter assumere la prospettiva cognitiva e percettiva di un’altra persona, in modo da stimolare la consapevolezza della diversità delle esperienze altrui. Il materiale grafico e scritto è utile per favorire nei ragazzi il riconoscimento e l’espressione dell’emozioni, migliorando l’intelligenza emotiva., e per aumentare la capacità di risolvere i conflitti e la comunicazione referenziale.

    Il progetto ha durata annuale: 1°quadrimestre - formazione degli insegnanti e incontri con i genitori, 2°quadrimestre- intervento sugli studenti.
    Inoltre nel corso del progetto si creerà uno spazio di ascolto per i familiari dove i familiari degli studenti che aderiscono al progetto potranno rivolgersi quando ne sentiranno l’esigenza, per essere supportati nel loro ruolo di genitori, sempre nell’ottica di prevenire e di saper gestire situazioni di bullismo.

    LOGISTICA E MATERIALI
    Spese per materiale di cancelleria e visto che il progetto è promosso dalla partnership del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’A.S.L. non sono richiesti finanziamenti extra per il pagamento dei professionisti.

    BUDGET
    ………..


    VALUTAZIONE (riferimento agli obiettivi?)
    E’ prevista la somministrazione di un questionario semi-strutturato nella fase di pre e post-intevento agli studenti da parte dello psicologo, riguardante l’aspetto conoscitivo ed esperienziale del fenomeno. Per quanto concerne la valutazione in itinere, sono previsti incontri di supervisione mensile dello psicologo con gli insegnanti. Alla fine del progetto è prevista una riunione con i genitori nella quale avverrà la restituzione del lavoro fatto da parte degli insegnanti, degli studenti con la presentazione del libretto e la somministrazione ai genitori di un questionario per la rilevazione degli effetti del progetto nell’ambiente familiare.


    allora, sapete darmi qualche consiglio??????
    oksolo che manca il modello di riferimento e quante risorse umane?

  12. #267
    Bambi82
    Ospite non registrato

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    il modello di riferimento c'è nella definizione del problemo...forse dovrei fare punto a parte....
    risorse umane nn ce le ho messe perchè non mi andava :-) ma so che ci vanno...le inserisco in logistica e materiali????

  13. #268
    Partecipante L'avatar di moleskine
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    visto che siamo al capolinea cosa ne pensate di questo?
    MODELLO TEORICO DI RIFERIMENTO
    Psicologia di comunità considera la persona utente ma soprattutto membro di una comunità e le parole chiave sono: empowerment,sostegno sociale, focus group, ascolto attivo,empatia…
    Campi applicativi:
    - ambito riabilitativo / pazienti
    - socio-educativo
    Psicologia umanistica centrata sulla persona ha dato vita e sostenitrice dell’idea che non sono le pulsioni istintuali a motivare il soggetto, ma piuttosto il bisogno di conoscere, di esprimersi, di relazioni gratificanti e di autorealizzazione. L'educazione socio-affettiva, in questo senso, ha l'obiettivo di migliorare nell'individuo la conoscenza di sé e di facilitare nel gruppo classe la comunicazione tra i membri.
    Utile per cambiare comportamenti:esempio bullismo
    A livello individuale, si propone di sviluppare sentimenti di accettazione, di sicurezza e fiducia in sé e negli altri, delle capacità di risolvere problemi interpersonali e di affrontare situazioni di stress emotivo.
    A livello di gruppo mira invece a promuovere comportamenti e atteggiamenti di collaborazione, solidarietà, mutuo rispetto, tolleranza per le diversità, riconoscimento delle differenti modalità d'interazione.
    Strumenti:
    Lo strumento privilegiato è stato chiamato circle time. È un gruppo di discussione centrato sul compito e consente agli alunni di vivere un'esperienza di gruppo che permette loro di conoscersi l'un l'altro ed acquisire la capacità di diventare un buon partecipante a gruppi di lavoro, grazie alla presenza dell'insegnante – facilitatore. Nel circle time possono acquisire la capacità di rispettare il pensiero dell'altro pur esprimendo il proprio, di mediare tra più idee, di riconoscere un argomento, di rispettare il tempo degli altri, di non deridere idee o sentimenti diversi dai propri, di stimolare chi ha difficoltà a parlare davanti a più persone. Il conduttore del gruppo è chi per primo si è formato per esprimere accettazione e sostegno, per sollecitare senza costringere chi non vuole parlare, per sostenere chi desidera esprimere le proprie idee, per vigilare che tutti abbiano l'opportunità di partecipare.
    Role-playing:
    è utilizzato sia per consentire la sperimentazione di contenuti appresi, ma anche per consentire una successiva analisi dei vissuti, delle dinamiche interpersonali ed in generale dei processi di comunicazione agiti nel contesto rappresentato. Ciò consente di effettuare contemporaneamente una centratura sul problema agito, sui ruoli dei diversi attori coinvolti e sul loro mondo interno. Inoltre permetterà di migliorare la comprensione di peculiari situazioni e tematiche relative, di sperimentare modalità di risolvere possibili situazioni problematiche con l’utenza e di sperimentare le modalità di interazione funzionali al ruolo che svolgeranno. Ciò consente anche di esplorare e conoscere alcune delle dinamiche, utili ai fini delle attività che verranno svolte, relative al rapporto tra mondo interno di chi vive e sperimenta un ruolo e il mondo esterno.
    Metodo dei casi: consiste nell’affidare ad un gruppo di persone il racconto di una situazione problematica o di un insieme di avvenimenti e nel promuovere una discussione per analizzare il problema, comprendere le ragioni degli eventi e dei comportamenti agiti dai diversi attori in gioco. Ciò consentirà di raggiungere, in un contesto di confronto tra singoli e sottogruppi, i seguenti obiettivi:
    - a livello dei contenuti specifici: apprendimento di come diagnosticare ed intervenire in situazioni analoghe a quelle presentate nel caso
    - a livello delle modalità di approccio: sviluppo delle capacità di analisi e decisione mediante lo studio di situazioni e problemi complessi, sviluppo della capacità di effettuare scelte adeguate alla soluzione dei problemi
    Metodo degli autocasi: ha una funzione conoscitiva ed esplorativa e si distingue dal metodo precedentemente esposto non per gli obiettivi ma per i contenuti: non si fa riferimento ad un caso didatticamente predisposto ma ad un caso reale, tratto dall’esperienza effettiva dai membri dell’equipe multidisciplinare.
    Al conduttore, che può essere l'insegnante preparato, viene richiesto di apprendere modi efficaci di comunicare con gli studenti allo scopo di produrre un rapporto di mutuo rispetto tra sé e l'allievo.
    La conduzione del circle time:
    - L'efficacia degli insegnanti starebbe nella capacità di mettere in atto un ascolto attivo (partecipe delle emozioni provate dall'interlocutore) ed una comunicazione che si basa su dichiarazioni che inizino con “Io mi sento” (messaggio-Io), per indicare che si sta esprimendo un proprio vissuto suscitato dall'azione dell'altro.
    - Altra importante abilità del conduttore è la risoluzione dei conflitti senza perdenti, per mezzo del problem solving .
    Non è trascurato l'aspetto di relazione con se stessi, per il quale può essere utilizzato il corpo come fonte di arricchimento dell'esperienza personale e mezzo per entrare in contatto con l'ambiente e con gli altri. In questo caso, l'educazione corporea viene posta come importante esperienza a livello dell'emotività.
    Le competenze che si vogliono trasmettere riguardano saper percepire esattamente la realtà e gli individui, senza pregiudizi e stereotipi; saper rispettare le norme sociali e la pluralità dei valori; saper risolvere problemi cogliendo il nesso con problematiche più complesse; saper individuare la propria identità affettiva, sessuale, sociale; saper identificare se stessi con gli altri e saper identificare o costruire una rete di sostegno ed aiuto; saper instaurare rapporti positivi con gli altri. L'educazione socio-affettiva non ha età, può essere utilizzata in ogni ordine e grado di scuola, come strumento per favorire la formazione della coscienza democratica e come mezzo di prevenzione della devianza individuale e collettiva, in progetti di prevenzione (es. legalità, tossicodipendenza, ed.sessuale, bullismo, abuso).
    PSICOLOGIA DELLA SALUTE: modello bio-psico-sociale, considera l’individuo nella totalità dei suoi aspetti ovvero non inserito in un vuoto sociale.

    PSICOLOGIA SOCIAL-COGNITIVA: Autoefficacia percepita, locus of control e stress e Bandura il quale sostiene l’importanza dell’agenticità umana sottolineando il fatto che il comportamento deriva dall’insieme delle caratteristiche sociali cognitive e biologiche dell’individuo le quali sono influenzate dall’ambiente in cui avviene il comportamento e dal contesto di riferimento possiamo applicare metodi quali derivanti dalle teorie dell’apprendimento sociale. Metodo di intervento:
    - peer-education utile nei comportamenti a rischio quali prevenzione hiv, alcool, droga… focus group
    - role-play /modeling ; rinforzo; shaping e generalizzazione
    - formazione: lezione/simulazione/t-group e outdoor…
    - orientamento: colloquio, bilancio competenze comprende motivazioni, competenze, conoscenze, interessi, valori, auto percezione..
    PROMOZIONE SALUTE:
    RICERCA AZIONE, METODO EDUCAZ. SOCIO.AFFETTIVA,SVILUPPO DI COMUNITA E LAVORO DI RETE.
    - favorire una migliore qualità della vita
    - aumentare benessere e salute individuale
    - potenziare fattori protettivi come autostima, autoefficacia…

  14. #269
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    16-03-2007
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    642

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ragazze scusate madomani sapete dove bisogna andare?sapete percaso le aule dove ci manderanno?
    Sorridi se vuoi che ti sorridano

  15. #270

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da moleskine Visualizza messaggio
    visto che siamo al capolinea cosa ne pensate di questo?
    MODELLO TEORICO DI RIFERIMENTO
    Psicologia di comunità considera la persona utente ma soprattutto membro di una comunità e le parole chiave sono: empowerment,sostegno sociale, focus group, ascolto attivo,empatia…
    Campi applicativi:
    - ambito riabilitativo / pazienti
    - socio-educativo
    Psicologia umanistica centrata sulla persona ha dato vita e sostenitrice dell’idea che non sono le pulsioni istintuali a motivare il soggetto, ma piuttosto il bisogno di conoscere, di esprimersi, di relazioni gratificanti e di autorealizzazione. L'educazione socio-affettiva, in questo senso, ha l'obiettivo di migliorare nell'individuo la conoscenza di sé e di facilitare nel gruppo classe la comunicazione tra i membri.
    Utile per cambiare comportamenti:esempio bullismo
    A livello individuale, si propone di sviluppare sentimenti di accettazione, di sicurezza e fiducia in sé e negli altri, delle capacità di risolvere problemi interpersonali e di affrontare situazioni di stress emotivo.
    A livello di gruppo mira invece a promuovere comportamenti e atteggiamenti di collaborazione, solidarietà, mutuo rispetto, tolleranza per le diversità, riconoscimento delle differenti modalità d'interazione.
    Strumenti:
    Lo strumento privilegiato è stato chiamato circle time. È un gruppo di discussione centrato sul compito e consente agli alunni di vivere un'esperienza di gruppo che permette loro di conoscersi l'un l'altro ed acquisire la capacità di diventare un buon partecipante a gruppi di lavoro, grazie alla presenza dell'insegnante – facilitatore. Nel circle time possono acquisire la capacità di rispettare il pensiero dell'altro pur esprimendo il proprio, di mediare tra più idee, di riconoscere un argomento, di rispettare il tempo degli altri, di non deridere idee o sentimenti diversi dai propri, di stimolare chi ha difficoltà a parlare davanti a più persone. Il conduttore del gruppo è chi per primo si è formato per esprimere accettazione e sostegno, per sollecitare senza costringere chi non vuole parlare, per sostenere chi desidera esprimere le proprie idee, per vigilare che tutti abbiano l'opportunità di partecipare.
    Role-playing:
    è utilizzato sia per consentire la sperimentazione di contenuti appresi, ma anche per consentire una successiva analisi dei vissuti, delle dinamiche interpersonali ed in generale dei processi di comunicazione agiti nel contesto rappresentato. Ciò consente di effettuare contemporaneamente una centratura sul problema agito, sui ruoli dei diversi attori coinvolti e sul loro mondo interno. Inoltre permetterà di migliorare la comprensione di peculiari situazioni e tematiche relative, di sperimentare modalità di risolvere possibili situazioni problematiche con l’utenza e di sperimentare le modalità di interazione funzionali al ruolo che svolgeranno. Ciò consente anche di esplorare e conoscere alcune delle dinamiche, utili ai fini delle attività che verranno svolte, relative al rapporto tra mondo interno di chi vive e sperimenta un ruolo e il mondo esterno.
    Metodo dei casi: consiste nell’affidare ad un gruppo di persone il racconto di una situazione problematica o di un insieme di avvenimenti e nel promuovere una discussione per analizzare il problema, comprendere le ragioni degli eventi e dei comportamenti agiti dai diversi attori in gioco. Ciò consentirà di raggiungere, in un contesto di confronto tra singoli e sottogruppi, i seguenti obiettivi:
    - a livello dei contenuti specifici: apprendimento di come diagnosticare ed intervenire in situazioni analoghe a quelle presentate nel caso
    - a livello delle modalità di approccio: sviluppo delle capacità di analisi e decisione mediante lo studio di situazioni e problemi complessi, sviluppo della capacità di effettuare scelte adeguate alla soluzione dei problemi
    Metodo degli autocasi: ha una funzione conoscitiva ed esplorativa e si distingue dal metodo precedentemente esposto non per gli obiettivi ma per i contenuti: non si fa riferimento ad un caso didatticamente predisposto ma ad un caso reale, tratto dall’esperienza effettiva dai membri dell’equipe multidisciplinare.
    Al conduttore, che può essere l'insegnante preparato, viene richiesto di apprendere modi efficaci di comunicare con gli studenti allo scopo di produrre un rapporto di mutuo rispetto tra sé e l'allievo.
    La conduzione del circle time:
    - L'efficacia degli insegnanti starebbe nella capacità di mettere in atto un ascolto attivo (partecipe delle emozioni provate dall'interlocutore) ed una comunicazione che si basa su dichiarazioni che inizino con “Io mi sento” (messaggio-Io), per indicare che si sta esprimendo un proprio vissuto suscitato dall'azione dell'altro.
    - Altra importante abilità del conduttore è la risoluzione dei conflitti senza perdenti, per mezzo del problem solving .
    Non è trascurato l'aspetto di relazione con se stessi, per il quale può essere utilizzato il corpo come fonte di arricchimento dell'esperienza personale e mezzo per entrare in contatto con l'ambiente e con gli altri. In questo caso, l'educazione corporea viene posta come importante esperienza a livello dell'emotività.
    Le competenze che si vogliono trasmettere riguardano saper percepire esattamente la realtà e gli individui, senza pregiudizi e stereotipi; saper rispettare le norme sociali e la pluralità dei valori; saper risolvere problemi cogliendo il nesso con problematiche più complesse; saper individuare la propria identità affettiva, sessuale, sociale; saper identificare se stessi con gli altri e saper identificare o costruire una rete di sostegno ed aiuto; saper instaurare rapporti positivi con gli altri. L'educazione socio-affettiva non ha età, può essere utilizzata in ogni ordine e grado di scuola, come strumento per favorire la formazione della coscienza democratica e come mezzo di prevenzione della devianza individuale e collettiva, in progetti di prevenzione (es. legalità, tossicodipendenza, ed.sessuale, bullismo, abuso).
    PSICOLOGIA DELLA SALUTE: modello bio-psico-sociale, considera l’individuo nella totalità dei suoi aspetti ovvero non inserito in un vuoto sociale.

    PSICOLOGIA SOCIAL-COGNITIVA: Autoefficacia percepita, locus of control e stress e Bandura il quale sostiene l’importanza dell’agenticità umana sottolineando il fatto che il comportamento deriva dall’insieme delle caratteristiche sociali cognitive e biologiche dell’individuo le quali sono influenzate dall’ambiente in cui avviene il comportamento e dal contesto di riferimento possiamo applicare metodi quali derivanti dalle teorie dell’apprendimento sociale. Metodo di intervento:
    - peer-education utile nei comportamenti a rischio quali prevenzione hiv, alcool, droga… focus group
    - role-play /modeling ; rinforzo; shaping e generalizzazione
    - formazione: lezione/simulazione/t-group e outdoor…
    - orientamento: colloquio, bilancio competenze comprende motivazioni, competenze, conoscenze, interessi, valori, auto percezione..
    PROMOZIONE SALUTE:
    RICERCA AZIONE, METODO EDUCAZ. SOCIO.AFFETTIVA,SVILUPPO DI COMUNITA E LAVORO DI RETE.
    - favorire una migliore qualità della vita
    - aumentare benessere e salute individuale
    - potenziare fattori protettivi come autostima, autoefficacia…
    ciao moleskine, innanzittutto grazie per il "ripasso" anche troppo esaustivo! e poi due domande di chiarificazione su quanto hai scritto:
    1) l'educazione socio-affettiva può essere effettuata solo dagli insegnanti o possono condurla anche degli psicologi in classe?
    2) negli incontri di peer educator in classe, lo psicologo è presente? magari come facilitatore?
    grazie! ciaooo

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