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  1. #256
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Quattrostracci potrei anche sbagliarmi ma dai l'impressione di essere un bravo psicologo!
    Vedi Zuccherina, secondo me qui sta il bello del modello accreditatorio. Un professionista non può dire di se stesso "sono bravo", perché non sarebbe bello. Ma qualora il modello accreditatorio prendesse piede, potrebbe godere di certificazioni di società indipendenti esterne che invece potrebbero dire tizio e caio sono bravi psicologi piuttosto che ingegneri, etc.

    Con il modello autorizzatorio, invece, l'Ordine al massimo può dire che hai preso una laurea e hai superato l'esame di Stato.

    PS Cmq grazie

  2. #257
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    06-07-2004
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    Milano
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Vedi Zuccherina, secondo me qui sta il bello del modello accreditatorio. Un professionista non può dire di se stesso "sono bravo", perché non sarebbe bello. Ma qualora il modello accreditatorio prendesse piede, potrebbe godere di certificazioni di società indipendenti esterne che invece potrebbero dire tizio e caio sono bravi psicologi piuttosto che ingegneri, etc.
    Il che pone non pochi problemi, mi piacerebbe capire, nel caso degli psicologi, come potrebbero avvenire queste certificazioni di società indipendenti, ammesso che esistano 'società indipendenti', cioè non mosse da chissà o chissà cosa...

  3. #258
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    20-10-2007
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Come già in precedenza quoto pienamente il pensiero di Quattrostracci e aggiungo che nel mio pensiero sono i grandi eroi che segnano i grandi cambiamenti storici. Credo che l'auspicio debba essere quello di pensare a se stessi come dei grandi eroi e attendere che qualcosa succeda; aggiungo anche che le più grandi rivoluzioni a mio parere sono invisibili e quando divengono visibili allora significa che si è già vinto.
    La metafora della battaglia rimane una metafora ovviamente era utile solamente a esplicare meglio il concetto (che altrimenti sarebbe lungo).
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  4. #259
    Partecipante Figo
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    30-11-2008
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    I cambiamenti fanno sempre paura......tra 100 anni forse tutti capiranno l'utilità del counselling....e a quel punto ci sarà un altro "rivoluzionario" che cambierà di nuovo le cose e alcuni reagiranno male....e così fino all'infinito.....questa è storia.....!!!!!!

  5. #260
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Tra le Alpi e gli Appennini
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    For Quattrostracci (risposta al "vorrei") - e gli interessati a conoscere iniziali differenze e non differenze, vantaggi, svantaggi del modello accreditatorio, ambiti etc.

    Cose'è un percorso di accreditamento

    Per certificazione o accreditamento si intende il procedimento con cui un organismo riconosciuto attesta formalmente la competenza di un organismo o una persona a svolgere funzioni specifiche. L'accreditamento o certificazione è una scelta volontaria fatta da chi intende impegnarsi nel dare evidenza di una caratteristica in più per quanto riguarda la correttezza, la trasparenza e la professionalità della propria attività.

    Attualmente il counseling in Italia non è una professione regolamentata: è cioè priva di un ordine professionale e lo Stato non ne detta i requisiti minimi per il suo esercizio, differentemente da quanto avviene per le così dette professioni regolamentate (architetto, medico, ingegnere, etc.).

    I sistemi di organizzazione delle professioni sono suddivisi in due categorie: sistema autorizzatorio e sistema accreditatorio.

    Il primo (sistema autorizzatorio) è tipico delle professionioni ordinistiche regolamentate: l'ordine professionale verifica che il professionista possegga i requisiti minimi previsti dallo Stato (titolo di studio specifico, superamento dell'esame di Stato, etc.) e ne formalizza l'iscrizione. E' un sistema che poggia, prevalentemente, sull'idea che la qualità di una prestazione professionale sia strettamente collegata con l'iter accademico del suo eogatore (il professionista). Il controllo avviene a monte.

    Il secondo (sistema accreditatorio) è tipico delle professioni non regolamentate: è un processo di valutazione sistematico e periodico svolto da un'agenzia esterna o da un altro organismo, il cui obiettivo è quello di verificare il possesso da parte delle strutture o dei professionisti di requisiti predeterminati che si ritiene influiscano sulla qualità della prestazione professionale.

    AssoCounseling è un'associazione professionale di categoria il cui scopo è proprio quello di fungere da organismo di verifica delle competenze possedute dal singolo professionista e di certificarle attraverso il rilascio del Certificato di Competenza Professionale in Counseling.

    Per la natura stessa del modello accreditatorio, le norme relative all'accreditamento (requisiti minimi, validità temporale del certificato, etc.) non possono che essere in progress. Infatti il sistema accreditatorio deve essere sufficientemente elastico per rispondere tempestivamente sia alla nascita di nuove professioni sia al mutamento di quelle già esistenti.

    AssoCounseling ha definito i livelli di accreditamento e gli ambiti di intervento relativi al counseling.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  6. #261
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Finalmente quacosa di nuovo sotto il sole...: anche a me, nelle mie quotidiane ricerche, era caduto l'occhio su questa nuova associazione di categoria di counseling che, a differenza delle altre, sembra spiegare il tutto con chiarezza ed equilibrio non dando adito a fraintendimenti.

    AssoCounseling --> www.assocounseling.it

    Per il resto, mi sono fatto delle ricerche su internet e la situazione è desolante. Gli psicologi non sono gli unici masochisti, anche i counselor si danno da fare...

  7. #262
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    20-10-2007
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Metto a disposizione una riflessione per provare a vedere la questione da una prospettiva diversa.

    La professione dello psicologo è regolamentata dalla legge secondo un sistema chiamato 'autorizzatorio': questo significa che tale professione è definita nel senso che esistono appunto definizioni che tracciano una linea di ciò che il professionista stesso può fare e/o non fare. Suddette sono res publica: Legge 56/89, Codice Deontologico, etc.
    Il counseling non ha una regolamentazione così rigida essendo un sistema 'accreditatorio' che perciò segue altre logiche.
    Con una immagine: se la definizione è un confine delle cose possibili, il territorio psicologico ha un orizzonte più vicino ed è un luogo conosciuto mentre il counseling è un territorio sconfinato e sconosciuto nella sua interezza.

    La mia riflessione è: una disciplina come la psicologia che è composita per natura, che ha preso con sè e in sè spunti pratici, teorici, metodologici, etc. da ogni campo del sapere umano, che contiene una così vasta presenza di prospettive diverse, etc. è compatibile con un sistema di formazione e lavoro come quello presente?
    Quel che voglio dire è che in realtà le definizioni proposte sono in un certo senso vaghe (cosa si intende per 'supporto psicologico'? non è scritto in nessun luogo riconosciuto dalla Legge cosa sia, Legge che per stabilire di volta in volta la faccenda si rivolge a un esperto della materia; e non potrebbe esser altrimenti): questo significa che la psicologia si può evolvere tranquillamente senza sprofondare (senza eccedere) nella (rispetto alla) propria definizione ma pure che i non-psicologi possono facilmente fare cose psicologiche negandone la natura (con intenzione/consapevolezza o meno).

    Come in tutte le cose ci sono aspetti positivi e negativi: nella misura in cui un laureato/specializzato dimostra non solo di aver fatto un certo percorso (lo può fare anche un counselor che ha seguito semplicemente un altro percorso) ma un percorso certificato e riconosciuto dallo Stato.
    Ma i titoli non riguardano la questione pratica e nella pratica il sapere psicologico è di difficile inquadramento tecnico: se io opero a cuore aperto è un chiaro abuso della professione medica ma se un medico discute con i propri pazienti che sono tristi (non depressi) di argomenti psicologici chi può dire se sta svolgendo una attività psicologica?

    Concludo la faccenda affermando la tragicità della questione che è fondamentalmente pratica (e pure economica) e come tutte le cose pratiche sono cosa diversa dalla teoria sebbene non ci sia pratica migliore dello studio della teoria.
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  8. #263
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da Saoshyant Visualizza messaggio
    se io opero a cuore aperto è un chiaro abuso della professione medica ma se un medico discute con i propri pazienti che sono tristi (non depressi) di argomenti psicologici chi può dire se sta svolgendo una attività psicologica?

    .
    secondo me dipende da cosa intendi per "argomenti psicologici" e dal fatto che la "discussione" resti una discussione e niente di più
    Ultima modifica di Johnny : 22-07-2009 alle ore 10.25.26

  9. #264
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    secondo me dipende da cosa intendi per "argomenti psicologici" e dal fatto che la "discussione" resti una discussione e niente di più
    Io intendo dire che una Legge definisce e quindi regolamenta la res publica.
    Se io sono in automobile e passo con il rosso ho compiuto una infrazione e ciò allora è un fatto evidente.
    Se io non sono medico e prescrivo un farmaco oppure svolgo una operazione chirurgica allora ho compiuto un illecito.
    Se io non sono psicologo/psicoterapeuta e mi propongo come consulente di benessere mentale (nel definirmi altro da psicologo consiste il gioco) e parlo con le persone tristi per aiutarli ad essere meno tristi ma per farlo affermo di non utilizzare alcuno strumento psicologico allora... chi lo sa? Se io non faccio diagnosi psicologica e non utlizzo alcun termine tecnico, non mi pongo e propongo come psicologo che anzi vedo come professionista altro (io non curo e non mi prendo cura di nessuno: aiuto la gente a esser meno triste in un modo equivalente ad andare in pizzeria o al cinema). Magari uso un termine con più mordente e dico di svolgere formazione personale, o counseling filosofico,... chi decide dove sia il confine? La mia opinione è: certamente solo nella proposta nel senso che la proposta è l'unica cosa certamente diversa. Gli strumenti sono di difficile valutazione.

    Detto questo io credo pure che ogni paziente/cliente vada da questo o da quello perchè ha una diversa esigenza. Se mi sento triste vado dal consulente (o in pizzeria) e se mi sento depresso vado dallo psicologo/psicoterapeuta/psichiatra... ma la faccenda ha dei confini che dal mio punto di vista sono opachi.
    Ultima modifica di Saoshyant : 22-07-2009 alle ore 10.42.41
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  10. #265
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da Saoshyant Visualizza messaggio
    Se io non sono psicologo/psicoterapeuta e mi propongo come consulente di benessere mentale (nel definirmi altro da psicologo consiste il gioco) e parlo con le persone tristi per aiutarli ad essere meno tristi ma per farlo affermo di non utilizzare alcuno strumento psicologico allora... chi lo sa? Se io non faccio diagnosi psicologica e non utlizzo alcun termine tecnico, non mi pongo e propongo come psicologo che anzi vedo come professionista altro (io non curo e non mi prendo cura di nessuno: aiuto la gente a esser meno triste in un modo equivalente ad andare in pizzeria o al cinema).
    in linea di massima sono d'accordo con te, però il modello che sottende questa visione dell'attività dello psicologo è il modello medico . L'attività dello psicologo non dovrebbe consistere nel "curare", perché avere una psicopatologia è diverso dall'avere una malattia, in quanto non è una deviazione da curare con interventi ortopedici, come si fa, ad esempio, per un'ernia al disco, ma una sofferenza da cui bisogna comprendere e capire cosa esprime, per poi agire in modo personalizzato.
    Lo scopo della psicoterapia non è la "cura", ma il "cambiamento"


    Detto questo io credo pure che ogni paziente/cliente vada da questo o da quello perchè ha una diversa esigenza. Se mi sento triste vado dal consulente (o in pizzeria) e se mi sento depresso vado dallo psicologo/psicoterapeuta/psichiatra... ma la faccenda ha dei confini che dal mio punto di vista sono opachi.
    e chi può stabilire se il mio stato d'animo è "depressione" piuttosto che una "tristezza molto intensa"?
    Quel che voglio dire è che i temini tecnici (derpressione, mania, ipomania, borderline, ecc....) sono soltanto delle etichette inventate dagli specialisti, e non devono essere reificate (fra l'altro, questo è specificato anche nel DSM).
    Un paziente non si sente "bipolare di tipo II", oppure "ciclotimico"....si sente triste. Compito del professionista è di inquadrare questo stato d'animo e trattarlo con i metodi più efficaci. Questo, secondo me, lo può dare soltanto un professionista perché richiede conoscenze teoriche e pratiche specifiche

  11. #266
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    L'attività dello psicologo non dovrebbe consistere nel "curare", perché avere una psicopatologia è diverso dall'avere una malattia, in quanto non è una deviazione da curare con interventi ortopedici, come si fa, ad esempio, per un'ernia al disco, ma una sofferenza da cui bisogna comprendere e capire cosa esprime, per poi agire in modo personalizzato.
    Lo scopo della psicoterapia non è la "cura", ma il "cambiamento"
    Non capisco bene...: psicopatologia diverso da malattia? Direi proprio di no: psicopatologia = malattia della psiche, al pari di cardiopatologia = malattia del cuore.

    Anche sulla psicoterapia sono perplesso... in fondo questo termine (terapia) ce lo siamo scelto noi, non è che ce l'ha affibbiato nessuno. Non è facile svincolarsene solo a parole. Io in linea di massima sono pure daccordo, ma non credo che lo sia la maggioranza degli psicoterapeuti.

  12. #267
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da Saoshyant Visualizza messaggio
    La professione dello psicologo è regolamentata dalla legge secondo un sistema chiamato 'autorizzatorio': questo significa che tale professione è definita nel senso che esistono appunto definizioni che tracciano una linea di ciò che il professionista stesso può fare e/o non fare. Suddette sono res publica: Legge 56/89, Codice Deontologico, etc.
    Il counseling non ha una regolamentazione così rigida essendo un sistema 'accreditatorio' che perciò segue altre logiche.
    Con una immagine: se la definizione è un confine delle cose possibili, il territorio psicologico ha un orizzonte più vicino ed è un luogo conosciuto mentre il counseling è un territorio sconfinato e sconosciuto nella sua interezza.
    Premettendo che sono daccordo con i tuoi precedenti post, ti segnalo questo articolo trovato in rete: Ennesimo attacco dell'Ordine della Toscana - AssoCounseling - Associazione Professionale di Categoria Secondo me è illuminante nello spiegare la differenza tra i due modelli (autorizzatorio e accreditatorio) e nello spiegare i limiti del primo (anche se l'articolo si riferisce solo alla questione deontologica).

  13. #268
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    in linea di massima sono d'accordo con te, però il modello che sottende questa visione dell'attività dello psicologo è il modello medico . L'attività dello psicologo non dovrebbe consistere nel "curare", perché avere una psicopatologia è diverso dall'avere una malattia, in quanto non è una deviazione da curare con interventi ortopedici, come si fa, ad esempio, per un'ernia al disco, ma una sofferenza da cui bisogna comprendere e capire cosa esprime, per poi agire in modo personalizzato.
    Lo scopo della psicoterapia non è la "cura", ma il "cambiamento"
    A livello della prassi il tuo discorso lo condivido nel senso che il paziente non è tenuto ad usare un linguaggio tecnico e lo psicologo deve utilizzare un linguaggio comprensibile. A livello teorico e scientifico non è così perchè trattasi di psico-terapia che essendo derivata da un modello medico prevede una diagnosi (che c'è), un trattamento (che c'è) e una prognosi (che c'è; a tal proposito esiste l'obbligo di stilare appunto un contratto terapeutico dove per esempio devi indicare il numero di sedute che prevedi in base alla diagnosi/prognosi che stabilisci). La psico-patologia è una patologia e su questo sono in accordo con Quattrostracci. La terapia è cura. La cura è cambiamento.

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    e chi può stabilire se il mio stato d'animo è "depressione" piuttosto che una "tristezza molto intensa"?
    Quel che voglio dire è che i temini tecnici (derpressione, mania, ipomania, borderline, ecc....) sono soltanto delle etichette inventate dagli specialisti, e non devono essere reificate (fra l'altro, questo è specificato anche nel DSM).
    Un paziente non si sente "bipolare di tipo II", oppure "ciclotimico"....si sente triste. Compito del professionista è di inquadrare questo stato d'animo e trattarlo con i metodi più efficaci. Questo, secondo me, lo può dare soltanto un professionista perché richiede conoscenze teoriche e pratiche specifiche
    Quel che dici tocca il cuore dei discorsi intorno alla psicologia. Ma almeno da un punto di vista formale e legale queste etichette hanno un valore oggettivo nella misura in cui una perizia psicologica/psichiatrica può fare la differenza per esempio in un tribunale perchè di fronte alla Legge tu sei una persona abilitata a fare una tale affermazione.
    Infatti la mia riflessione è proprio qui: c'è coerenza fra livello scientifico e definitorio della professione? Il confine è opaco e necessita una seria riflessione.

    PS. Quattrostracci, andrò a leggermi l'articolo che segnali
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  14. #269
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Condanna penale counselor

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Non capisco bene...: psicopatologia diverso da malattia? Direi proprio di no: psicopatologia = malattia della psiche, al pari di cardiopatologia = malattia del cuore.
    ok, ma la "psiche" non è una realtà empirica come il cuore. Altrimenti cadremmo nel riduzionismo

  15. #270
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Premettendo che sono daccordo con i tuoi precedenti post, ti segnalo questo articolo trovato in rete: Ennesimo attacco dell'Ordine della Toscana - AssoCounseling - Associazione Professionale di Categoria Secondo me è illuminante nello spiegare la differenza tra i due modelli (autorizzatorio e accreditatorio) e nello spiegare i limiti del primo (anche se l'articolo si riferisce solo alla questione deontologica).
    Il contenuto dell'articolo non mi stupisce troppo: più che di una mossa politica trattasi a mio parere di un buon esempio di ciò che Foucault definiva biopolitica. Nella mia opinione però più il potere-sapere cerca di restringere e irrigidire le proprie definizioni e maggiore sarà ciò che rimarrà fuori da esse.
    E' questione di scelte, di libertà e responsabilità: il futuro è mistero. E dirò di più: in questo momento personalmente non so ancora bene cosa pensare di tutto ciò perchè c'è sempre una logica che in linea di massima ha un proprio senso. Credo che alla fine di tutto sia veramente una faccenda che richiede uno schieramento sul campo, forse-magari non definitivo ma in un certo senso netto.
    Tu cosa pensi di tutto ciò?
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