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Discussione: lavorare all'estero

  1. #2806
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da jjj-bbbb-kkk Visualizza messaggio
    Io non ho mai trovato una offerta di lavoro per assistant psy che chiedesse l'iscrizione a HPC...
    Chi e' psicologo iscritto a HPC ha diritto a un lavoro da banda 7 in su (in NHS).
    I lavori da assistant psy sono banda 5.

    I requisiti per lavori da assistant psy sono di solito: laurea in psy (anche triennale), GBC rilasciata da BPS (almeno in NHS) ma quello che piu' conta e' avere gia' delle esperienze cliniche (Italiane va bene ma possibilmente in UK).

    Quindi, da quel che so io, gli psicologi italiani possono lavorare da assistant psy anche senza essere riconosciuti da HPC
    confermo anch'io. da me hanno appena assunto 1 assistant psych. ma non si richiedeva l'hpc

  2. #2807

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da Axamer Ibk Visualizza messaggio
    le midwifes seguono il pre-parto (antenatal) mentre le Health Visitors seguono la parte post (post natal). Nella zona dove lavoro io collaboriamo parecchio con loro: io e una collega insieme ad alcune HVs stiamo preparando un 'gruppo per madri con post-natal depression.
    Visto che sono in pieno antenatal classes posso dirvi ke l obstetrician e l ostetrica Le midwifes sono infermiere Che asdistono prima durante e fino a dieci gg dopo parto mi sembra me lo hanno detto oggi e me lo sono gia scordata! Quando le midwives non ci sono piu intervengono l health visitors x quando riguarda il lavoro come psico anche con adulti venite a contatto con ste figure in caso di domestic violrnce and children protection in tal caso intervengono anche i social services
    alcune mie colleghe psico lavorano nei children centre con mamme con post partum dep oppure mamme stressate che fanno fatica con i bimbi

  3. #2808
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da antonellalondra Visualizza messaggio
    Ricordatevi che se volete farvi riconoscere come psico climico l esperienza di ass psico non serve dovete lavorare come trainee clinical psychologist ed essere supervisionati da qualified clinical psychologist la ns laurea di 5 anni la riconoscono xke altrimenti io non sarei riuscita ad iscrivermi all hpc Ma ovviamente vi serve un top up xke il sistema e diverso ma non e comparabile alla loro bachelor xke e di sei anni tirocinio incluso miglior cosa e fare domanda all hpc nonostante il costo e vedere cosa chiedono se davvero volete farvi riconoscere la laurea oppure tentare la fortuna x i tre anni di doctorate x quello xo dovete avere climical and research experience che in italy mi sa scarseggia qui l esperienza ve la fate con lavori come research assistant molti amici che sono entrati al corso so che hanno fatto un master in research methods
    Chi decide di completare il propio percorso secondo le modalita' stabilite da HPC spesso si ritrova a dover fare dei placement non retribuiti.
    Per questo consiglio lavori dove c'e' accesso a psicologo supervisore ma che prevedono anche la retribuzione!!!
    Non deve essere per forza un lavoro da assistant psy, come dicevamo ci sono altri lavori (support worker, health care assistant, group worker, mental health worker....) dove si e' supervisionati da psicologi e retribuiti...
    Io consiglio assistant psy perche' si ha un ruolo ben definito, ma ognuno poi fa come crede meglio....

    Per chi invece non si vuole stressare con il percorso supervisionato c'e' il ClinPsyD. Che io consiglio perche' e' tutto gia' organizzato, si fa in 3 anni ed e' retribuito (NHS banda 6).
    Non esiste una ricetta per entrare! Non e' obbligatorio un master in research methods o l'esperienza da assistant psy. (nel mio anno siamo 28 trainees clinical psy con i piu' vari backgrounds....)
    Poiche' la competizione per entrare e' forte certo chi ha piu' titoli (master o dottorati di ricerca) e piu' anni di esperienza clinica alle spalle e' piu' avantaggiato.
    Ultima modifica di jjj-bbbb-kkk : 31-03-2012 alle ore 19.50.56

  4. #2809
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Grazie mille per l'informazione. Si, so che l'Inghilterra è meritocratica e, data la situazione degli psicologi italiani e la mia personale, spero di essere presa.
    Volevo un'altra info se possibile: se il dottorato è full time con borsa c'è la possibilità anche di lavorare un po' fuori dall'università? L'idea di tornare studentessa full time non mi entusiasma.
    Inoltre, io non ho mai vissuto in UK ma...un fatto culturale essere così sintetici nelle comunicazioni scritte??? Ho notato che sono ipersintetici!
    Saluti, Mari
    Ultima modifica di perejil** : 31-03-2012 alle ore 21.09.32

  5. #2810
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da jjj-bbbb-kkk Visualizza messaggio
    non mi stanchero' mai di ripetere che in UK esiste la meritocraiza quindi le selezioni sono trasparenti e giuste. Il candidato con le esperienze migliori/attinenti ottiene il posto per il dottorato. E lo stesso vale per il proseguimento della carriera. Posti entry level all'uny sono: lecturer, tutor, research fellow... Quante siano le possibilita' non so ma sono aperte a tutti.....
    Si' e' vero che la borsa di studio per i dottorati di ricerca e scarsina ma di solito ti sistemi con altri studenti in condivisione e quindi le spese si possono contenere....
    Grazie mille per l'informazione. Si, so che l'Inghilterra è meritocratica e, data la situazione degli psicologi italiani e la mia personale, spero di essere presa.
    Volevo un'altra info se possibile: se il dottorato è full time con borsa c'è la possibilità anche di lavorare un po' fuori dall'università? L'idea di tornare studentessa full time non mi entusiasma.
    Inoltre, io non ho mai vissuto in UK ma...un fatto culturale essere così sintetici nelle comunicazioni scritte??? Ho notato che sono ipersintetici!
    Saluti

  6. #2811
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da jjj-bbbb-kkk Visualizza messaggio
    Per chi invece non si vuole stressare con il percorso supervisionato c'e' il ClinPsyD. Che io consiglio perche' e' tutto gia' organizzato, si fa in 3 anni ed e' retribuito (NHS banda 6).
    Scusami, jbk, mi puoi dare un link per cercare ClinPsyDs retribuiti? Grazie!

  7. #2812
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da perejil** Visualizza messaggio
    Grazie mille per l'informazione. Si, so che l'Inghilterra è meritocratica e, data la situazione degli psicologi italiani e la mia personale, spero di essere presa.
    Volevo un'altra info se possibile: se il dottorato è full time con borsa c'è la possibilità anche di lavorare un po' fuori dall'università? L'idea di tornare studentessa full time non mi entusiasma.
    Inoltre, io non ho mai vissuto in UK ma...un fatto culturale essere così sintetici nelle comunicazioni scritte??? Ho notato che sono ipersintetici!
    Saluti
    La possibilita', a livello legale c'e' sempre ...basta che paghi le tasse Poi dipende quante energie ti restano.

    In quanto alle comunicazioni scritte di pure addio alle frasi lunghe e piene di virgole: in genere sono molto piu' sintetici e non apprezzano particolarmente gli arzigogoli retorici di noi latini

  8. #2813
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Ah bene, nel caso mi dovrò abituare.
    Grazie per l'informazione. Axamer Ibk fai un PhD lì per caso?

  9. #2814
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Citazione Originalmente inviato da perejil** Visualizza messaggio
    Ah bene, nel caso mi dovrò abituare.
    Grazie per l'informazione. Axamer Ibk fai un PhD lì per caso?
    no, niente PHD, lavoro come CBT therapist e ho iniziato 6 mesi fa con psicoter. psicodinamica (EDT).

    Della meritocrazia te ne accorgi da subito: in quasi 6 anni che sono qui solo una volta ho sentito un po' di puzza per l'assunzione (un po' troppo scontata....secondo me...) di un candidato. In Italia era la norma.

    Per il fatto di essere concisi potrei quotarti mia moglie (inglese ed insegnante di inglese) che per ogni essay che ho dovuto scrivere mi ripeteva di "tagliare" e di "sostituire le virgole con i punti"..... due palle....
    Ultima modifica di Axamer Ibk : 01-04-2012 alle ore 15.59.18

  10. #2815

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    Chi decide di completare il propio percorso secondo le modalita' stabilite da HPC spesso si ritrova a dover fare dei placement non retribuiti.
    Per questo consiglio lavori dove c'e' accesso a psicologo supervisore ma che prevedono anche la retribuzione!!!
    Non deve essere per forza un lavoro da assistant psy, come dicevamo ci sono altri lavori (support worker, health care assistant, group worker, mental health worker....) dove si e' supervisionati da psicologi e retribuiti...
    Io consiglio assistant psy perche' si ha un ruolo ben definito, ma ognuno poi fa come crede meglio....

    Per chi invece non si vuole stressare con il percorso supervisionato c'e' il ClinPsyD. Che io consiglio perche' e' tutto gia' organizzato, si fa in 3 anni ed e' retribuito (NHS banda 6).
    Non esiste una ricetta per entrare! Non e' obbligatorio un master in research methods o l'esperienza da assistant psy. (nel mio anno siamo 28 trainees clinical psy con i piu' vari backgrounds....)
    Poiche' la competizione per entrare e' forte certo chi ha piu' titoli (master o dottorati di ricerca) e piu' anni di esperienza clinica alle spalle e' piu' avantaggiato.


    Rosita credimi che fare l ass psy anche pagato e supervisionato da clin psy non conta x l hpc tutti i placements che ho fatto e che sono stati accettati dall hpc x l iscrizione erano non retribuiti ma io lavoravo come trainee clin psy e supervisionata da qualified band 8a clin psy poi part time o anche full time lavoravo come primary care mental health worker o senior pwp ma questi lavori nonostante fossero supervisipnati da clin psy non hanno servito un cavolo ai fini dell hpc

  11. #2816
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da PoPpY1974 Visualizza messaggio
    Scusami, jbk, mi puoi dare un link per cercare ClinPsyDs retribuiti? Grazie!
    Il clinical psychology doctorate (ClinPsyD) e' il training in clin psy, finanziato da NHS (national health service). Chi entra e' assunto full time come trainee clinical psy (NHS band 6).
    In pratica e' un concorso bandito annualmente, il termine e' ogni anno ai primi di dicembre.
    Le info le trovate qui: http://www.leeds.ac.uk/chpccp/

  12. #2817

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da antonellalondra Visualizza messaggio
    Rosita credimi che fare l ass psy anche pagato e supervisionato da clin psy non conta x l hpc tutti i placements che ho fatto e che sono stati accettati dall hpc x l iscrizione erano non retribuiti ma io lavoravo come trainee clin psy e supervisionata da qualified band 8a clin psy poi part time o anche full time lavoravo come primary care mental health worker o senior pwp ma questi lavori nonostante fossero supervisipnati da clin psy non hanno servito un cavolo ai fini dell hpc
    Volevo aggiungere che l esperienza italiana conta purche siate supervisionati da psicologi e copriate le aree che vi ri chiedono x l iscrizione bambini adulti ld e anziani e x ogni area dovete avere esperienza in assessments with psychometric test e varie forme di intervento psicologico dovete dimostrare che sapete usare almeno tre approcci sistico cbt e psicodinamica il prob dell italia e cheal tirocinio ti fanno fare fotocopie io sono stata fortunata o meglio mi sonp fatta un ora di strada avanti e indietro x lavorare in un ospedale dove mi hanno insegnato qualcosa

  13. #2818
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da jjj-bbbb-kkk Visualizza messaggio
    Il clinical psychology doctorate (ClinPsyD) e' il training in clin psy, finanziato da NHS (national health service). Chi entra e' assunto full time come trainee clinical psy (NHS band 6).
    In pratica e' un concorso bandito annualmente, il termine e' ogni anno ai primi di dicembre.
    Le info le trovate qui: http://www.leeds.ac.uk/chpccp/
    Grazie tantissimo!
    Ho visto che le person specification sono abbastanza toste e che richiedono esperienza in uk come requisito essenziale.
    Magari ci provo l'anno prossimo, dopo che avrò fatto un po'di training.

  14. #2819

    Riferimento: lavorare all'estero

    Ciao mi chiamo Roberto, tempo fa ho vissuto e lavorato all’estero per un po’ (UK per la precisione) e desidero condividere con voi la mia esperienza. Mi piacerebbe che chi decida di partire per questa destinazione possa trovare questa lettura di qualche utilità, per cui allegherò parecchie informazioni pratiche che all’epoca mi avrebbe fatto comodo sapere. Io sono laureato in psicologia e devo dire che fino al sopraggiungere della crisi ho sempre bene o male lavorato. Dopo la crisi gli enti presso i quali lavoravo hanno iniziato a non rinnovarmi più i contratti e i clienti privati a sparire. Visto la difficoltà nel vincere un concorso pubblico cominciai a lavorare come educatore professionale con assistenze domiciliari e sostegno scolastico per ragazzi affetti da handicap e adolescenti difficili. Chi fa parte di questo settore sa che i contratti sono da terzo mondo e le paghe da minatori cileni (con tutto il rispetto). Così un giorno passeggiando per le vie del mio paese rimuginavo su tutte queste cose quando mi imbattei in una mia collega che non vedevo da tempo. “Ciao, dov’eri finita” e lei dice “Ero in UK a lavorare” “Cosa?”, dico io, e via discorrendo. Scoprii che la mia amica guadagnava abbastanza bene e non aveva avuto problemi nel trovare un lavoro all’estero. Decisi così, spinto un po’ dall’entusiasmo un po’ dall’incoscienza che alla mia età non mi ha ancora abbandonato, di mollare il lavoro da educatore per andare in UK. Perché il regno Unito e non gli Stati Uniti, vi chiederete. Per un sacco di ragioni: il prezzo del biglietto aereo, la distanza, il fatto di essere in Europa con tutti i vantaggi che ne derivano, non necessitare alcun visto che avrei impiegato mesi ad ottenere ecc. Comunque, la prima cosa che feci fu di trovare una buona scuola di inglese (non solo per migliorare la lingua ma soprattutto per avere un posto dove dormire). Stare in ostello alla lunga diventa scomodo e costoso (a meno che non abbiate qualcuno che vi ospiti). Considerate inoltre che possedere un inglese fluente è fondamentale, non solo per il lavoro (a meno che non aspiriate ad un incarico da lavapiatti) ma anche per la vita quotidiana. Le persone vi parlano alla velocità della luce (lo facciamo anche noi ma non ce ne accorgiamo) tagliando pure le parole e dando per scontato che capite tutto. Non appena si accorgono che perdete qualche pezzo della conversazione se ne vanno via con qualche scusa (non è bello parlare per mezz’ora e accorgersi che il vostro interlocutore non ha capito un accidente). Io ho utilizzato questo primo periodo per girare in lungo e in largo la città, chiedere informazioni, crearmi dei contatti e capire un po’ com’era il giro. Vi dico questo perché in U.K. danno molta importanza alle referenze quindi avere una base di partenza per crearsi dei contatti è fondamentale. Vi occorreranno generalmente due referenze per trovare lavoro e due per l’abitazione altrimenti le vostre possibilità di scelta si restringeranno (non vi servono ovviamente se avete preso casa con la scuola). Una giusta obiezione è questa: se sono appena sbarcato come cavolo faccio ad avere le referenze? Intanto portatevene due da casa rivolgendovi ai vecchi datori di lavoro. Dategliele voi già tradotte in inglese (ne trovate di pre-compilate su internet). Stessa cosa per il cv ovvero traducetelo in inglese. Sia per il lavoro che per la casa in linea di massima cercate nei quotidiani locali, sui siti internet, nelle biblioteche ecc. Per quanto riguarda le abitazioni negli annunci troverete sempre la dicitura student o professional, a seconda che cerchiate un alloggio come studente o lavoratore. Vi consiglio comunque di spendere magari qualcosina in più ma non andare troppo lontano dal centro vitale della città perché ciò che risparmiate sull’affitto lo spenderete poi per i mezzi di trasporto (e fidatevi in Inghilterra sono carissimi). Per quanto riguarda il lavoro andate al Job Centre dove hanno dei monitor che potete gratuitamente usare, con quelli selezionate il tipo di lavoro che vi interessa e la zona, compariranno degli annunci sullo schermo che potrete stampare e portare via (in alcune cittadine si trovano addirittura in strada). La cosa più importante è sempre girare per la città perché all’estero se un negozio, un pub o qualsiasi altro ente commerciale cerca personale è solito affiggere un avviso fuori dalla porta. Non siate timidi e parlate con la gente, entrate nei locali e fate domande su chi cerca personale in zona, fatevi conoscere e meglio ancora lasciate voi il vostro cv in giro. Per lavorare avrete bisogno del National Insurance Number, un po’ il nostro codice fiscale, altrimenti è come se lavoraste in nero (andate sempre al job centre lì vi diranno come ottenerlo). Sappiate che in Inghilterra il sud è ricco mentre il nord è povero e c’è meno lavoro anche se la vita è meno cara. Io i primi tempi mi adattai a tutto pur di avere la possibilità di migliorare l’inglese e crearmi nuovi contatti, difatti le persone vi portano ad altre persone ed ognuna di loro può darvi informazioni utili (e referenze). Questo non vuol dire che dovete accontentarvi anzi puntate sempre in alto mal che vada non ci perderete niente. Ricordo che feci tantissimi colloqui prima di trovare un impiego come support worker. Ciò che però all’inizio mi mancava era sia l’esperienza che l’idea di cos’è un support worker e di come lavora. In realtà, ciò che conta è l’esperienza che potete dimostrare di avere sul territorio inglese. Ai potenziali datori di lavoro coi quali farete il colloquio interessa che sappiate come funziona il loro modo di lavorare. Detto in parole povere, in Italia potete anche essere il numero uno di un’importante azienda ma se non conoscete il sistema britannico per loro siete come principianti. Capite quindi che inizialmente bisogna adattarsi alla classica gavetta ma le opportunità sono sicuramente maggiori che da noi. Il lavoro in UK è molto più mobile che in Italia, per loro è normale ambire a posizioni sempre più elevate e muoversi verso migliori prospettive di carriera. In conseguenza di ciò, le aziende tendono a favorire gli impiegati interni pagando loro la formazione e quanto occorre per progredire professionalmente. Inoltre, si ha la possibilità in certe condizioni di usufruire di notevoli benefit da parte dello stato (dovete comunque lavorare lì già da un po’ per farne richiesta).
    Per quanto riguarda la professione di psicologo in UK ci sono varie classificazioni ovviamente molto diverse dalle nostre. L’ordine degli psicologi inglesi si chiama British Psychological Society e potete entrarci tramite la registrazione di base (graduate basis registration) oppure ad un livello più alto detto chartered membership che si ottiene frequentando dei corsi post laurea accreditati da loro ed ottenendo quello che chiamano un master degree. A me personalmente pur essendo vecchio ordinamento + 1 anno di tirocinio mi offersero solo la registrazione di base. Vi consiglio di visitare il loro sito in quanto vi spiegano tutte queste cose molto meglio di quanto possa fare io www.bps.org.uk. In caso voleste procedere con questo passo dovete fare due cose: 1- trovare un traduttore perito del tribunale che vi traduca il diploma di laurea, gli esami dati con relativa votazione e il certificato di tirocinio post lauream (non potete tradurveli voi) 2- inviare tutto al NARIC che è l’ente inglese che si occupa di parificare i titoli di stato estero (ovviamente a pagamento, sito internet www.naric.org.uk). La domanda a questo punto è: serve questa benedetta iscrizione? Dipende dal lavoro che volete cercare, alcuni ve la richiedono altri no. In UK potete fare domanda per: Assistant Psychologist (AO), Graduate Mental Health Worker (GMHW), Support Worker (SW), Health care Assistant (HCA) e se avete anche un diploma da assistente sociale aggiungete il social worker. Il lavoro lo cercate sia come già detto tramite job centre sia tramite il sito del sistema sanitario inglese o National Health Service (www.jobs.nhs.uk, comunque esistono molti altri siti specializzati nelle professioni sanitarie come ad esempio totaljobs.com oppure jobstoday.co.uk). Per quanto riguarda le prime due professioni in elenco sono ruoli vicini ai nostri psicologi ma la competizione è piuttosto accanita e la selezione abbastanza dura: considerate che non potendo vantare esperienza in quei ruoli negli UK ed avendo studiato in un paese per loro estero oltre al fatto che non siete inglese madrelingua vi farà partire svantaggiati. Tuttavia, vi suggerisco di provare comunque in quanto ad ogni colloquio potete apprendere ottime informazioni semplicemente domandando all’esaminatore dove eravate carente, dove potete migliorare ed in che modo farlo. Ho conosciuto alcuni italiani che già da qualche anno facevano l’assistant psychologist: una volta preso quel pezzo di carta chiamato laurea erano partiti destinazione UK per fare tirocinio e scuola di specializzazione all’estero. Io inizialmente ebbi qualche difficoltà a trovare lavoro nel sociale perché come già detto mi mancava l’esperienza inglese e non mi era ben chiaro i loro metodi di lavoro. Così cominciai a frequentare una biblioteca per studiare dei libri specializzati e feci del volontariato sociale utile per ottenere un attestato che dimostrava infine la mia esperienza. Nel frattempo avevo già cambiato tre case e parecchi lavori: barista, lavapiatti, cameriere, operaio ecc. Questo finché trovai impiego come support worker che insieme all’Health Care assistant costituiscono un po’ le professioni educative. Ora sarebbe troppo lungo andare nei dettagli ma su internet o tramite libri specializzati potrete sapere esattamente cosa sono queste due professioni. Se riuscite ad ottenere questo tipo di lavoro vi consiglio di accettare, sia per il discorso esperienziale e formativo di cui vi accennavo prima sia per il fatto che oltre le ore lavorative richiestevi potrete decidere a vostra discrezione gli straordinari. Tuttavia non accontentatevi perché potrete sempre continuare coi colloqui per trovare lavori più soddisfacenti e meglio pagati. Quando risponderete ad un annuncio vi invieranno un’application form, un plico composto da innumerevoli pagine da compilare dove vi chiederanno vita, morte e miracoli, tuttavia sono utili perché vi descrivono esattamente i requisiti che dovete possedere per il lavoro per cui avete fatto domanda. Il primo colloquio è quasi sempre telefonico, cui seguirà, in caso di esito positivo, il colloquio vero e proprio. Tornando alla figura di psicologo c’è anche la possibilità di fare un anno di conversione dove lavorate e studiate allo stesso tempo, ho conosciuto una ragazza che lo ha fatto per ottenere la qualifica di clinical psychologist tuttavia per ottenere una borsa di studio la competizione è davvero alta. Tutte le iscrizioni vanno fatte tramite la clearing house (www.leeds.ac.uk/chpccp). Per fare quello che ho fatto io non ho avuto bisogno della registrazione all’ordine ed il diploma di laurea era pure troppo. Quando vi presenterete ai colloqui vi chiederanno tremila documenti per cui vi può essere utile questo piccolo elenco:
    1. National Insurance Number
    2. Carta d’identità
    3. Diploma di laurea
    4. Referenze professionali
    5. Due bollette o altro che certifichi la vostra residenza negli UK
    6. CV
    7. Patente
    8. Assicurazione dell’auto (se volete fare le assistenze domiciliari)
    9. Casellario giudiziario italiano (tradotto in inglese, per verificare che non siete un criminale ma la maggior parte degli intervistatori se il colloquio va bene vi faranno l’omologo britannico detto CRB)
    10. Numero di conto corrente bancario
    11. Vaccinazioni effettuate (di norma, solo se lavori in ospedale)
    Per quanto riguarda il conto in banca aprite un conto base a zero spese e non lasciatevi convincere a sottoscrivere assicurazioni del tutto inutili dove tutti i mesi siete costretti a pagare. Il conto base non comporta alcuna spesa per aprirlo né per mantenerlo o chiuderlo definitivamente (vi consiglio comunque di farvi fare l’ennesima lettera di referenza dalla vostra banca italiana perché alcune banche inglesi la richiedono). Un’altra cosa importante è che tutti vorranno verificare se abitate stabilmente negli UK o se siete dei poveri profughi, in tal caso vi chiederanno di portare delle bollette di luce, acqua, gas e simili. Non è facile averli, primo perché le bollette saranno sempre intestate al vostro padrone di casa e secondo perché vi capiterà di cambiare più di una casa. Nell’evenienza esistono dei semplici stratagemmi, come appunto farsi spedire dalla vostra banca italiana un estratto conto con stampato il vostro nome e indirizzo inglese oppure convertire la patente italiana in britannica sopra la quale comparirà il nuovo indirizzo (se non ricordo male però costa 50 sterline).
    Per tirare le somme, sono convinto che trasferirsi anche per un breve periodo all’estero possa essere un’esperienza di vita importante: trovarsi lontano dalla propria cultura e dai propri affetti, non potere contare su nessuno se non su se stessi, dovere iniziare tutto da capo (casa, lavoro, vita privata) è un’esperienza profonda. Per me è stato un percorso significativo che mi ha permesso di capire molto su me stesso e su ciò che ero in grado di fare con la giusta motivazione. La soddisfazione di ottenere, seppure con grande fatica, i primi risultati e riuscire a sistemarsi con le proprie forze è stata un’esperienza gratificante. Mi ha permesso di capire che non siamo noi a sbagliare ma la mancanza di opportunità e di crescita che purtroppo sono una costante in Italia. Mi ha permesso di capire che da qualche parte nel mondo il lavoro duro paga.

  15. #2820

    Riferimento: lavorare all'estero

    Scusate se sono stato prolisso e se ho ripetuto cose già dette ma volevo condividere la mia esperienza con voi. Artem1sia, non trovo da nessuna parte il riassunto su Londra che hai postato, mi sarebbe piaciuto leggerlo, proprio non ricordi dov'era? Per la cronaca: tornai a casa per dare l'esame di specializzazione e i miei parenti mi convinsero (con grande fatica) a cercare nuove opportunità in Italia. Devo dire che fino ad oggi ho lavorato abbastanza, tuttavia la settimana scorsa mi è scaduto l'ultimo contratto (ho fatto formazione aziendale) e stamattina mi sono svegliato senza sapere cosa fare (una sensazione orribile). Sono andato in comune per lasciare la fattura di un corso appena concluso che ho svolto per loro e mi hanno chiesto "Che ci fai qui lunedì mattina? Non lavori oggi?". Potete immaginare come mi sono sentito (tra l'altro il tempo fa schifo). Vabbè, la buona notizia è che se tutto va bene questa estate farò l'accompagnatore in soggiorni vacanze per ragazzi disabili. Ora sono ad un bivio: tornare in UK e riprendere (se riesco) la carriera di support worker (lasciando il mio bel appartamentino a prendere polvere per l'eternità) oppure iscrivermi al corso di infermieristica che dura tre anni e dopo pare che il lavoro non manchi anche in Italia. Quest'anno faccio 36 anni, se esco che ne ho 39 la laurea da infermiere dovrebbe aiutarmi anche nel caso decidessi di tornare in UK.

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