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Discussione: Dentro i libri

  1. #271
    Postatore Epico L'avatar di Ele*
    Data registrazione
    13-12-2002
    Residenza
    *Campi Bisenzio*[FI]
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    10,523
    ".......quando capisci che quella che racconti è solo una storia.Che non sta piu'succedendo.Quando realizzi cha la storia che stai raccontando sono solo parole,quando puoi sbriciolarla e gettare il tuo passato nel secchio dell'immondizia,allora riusciremo a capire chi sarai."
    Chuck Palahniuk,Invisible Monsters

  2. #272
    evaluna^
    Ospite non registrato
    "Io sono convinta che in quel momento lì in cui le persone che poi diventano nostre ci rubano il primo pezzo di tempo, di sguardo, di respiro, di voce, ecco, un nervetto in noi lo sente che sta per accadere qualcosa di importante. Non è detto che quel nervetto bussi alla nostra testa e ce lo spieghi, certo, ma si muove, quel qualcosa si muove e ci dà uno spintone, da quel momento per un bel pò comanda lui."

    "...l'emozione (...) di un qualcosa di grande gigante che rimane sempre da un lato a spiarci e ogni tanto, semplicemente, succede."

  3. #273
    Knight
    Ospite non registrato
    Proverbio Ikebana

    "Un fiore ben educato non regalerebbe mai un uomo alla sua fidanzata..."


    -Stefano Benni- Terra !

  4. #274
    Postatore Compulsivo L'avatar di Mallory
    Data registrazione
    29-09-2002
    Residenza
    Prigioniera del paese dei balocchi...con un chiodo fisso nella testa!!
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    3,203
    Originariamente postato da Knight

    -Stefano Benni- Terra !

  5. #275
    Knight
    Ospite non registrato
    ... Dunque Lupetto, mettiti sotto quel nocciolo carico di brina, e fai in modo di ascoltare il rumore delle stille che cadono.Fatto?
    Ora ti spiegherò una cosa fondamentale. Questo-dice- è un orlogio x il mondo di fuori.
    E tira fuori una cipolla meravigliosa, di acciao brunito con un disegno di stelle e pesci. Lo apre e dentro c'è un carillon, dodici ballerine che girano e quando ti passano davanti si inchinano e in mezzo uno gnomo che batte i secondi su un incudine.
    -E' meraviglioso!-dico io.
    -Il Diavolo ne ha di + belli, con le lancette incandescenti ed il cucù che ti becca gli occhi.Ma anche questo non è male.
    Questo è l'orologio che segna il tuo giorno cosidetto normale:
    quello del far tardi a scuola, dell' alzarsi presto, delle ore che non passano mai, dei calendari, dei "lei guarirà in 10 giorni", dei "lei morirà tra 6 mesi", dei moti stellari, delle maree e delle partite di calcio. Ma attenzione!
    Il Signor Dio ingoia l'orologio in un boccone.
    -Niente paura- dice- L'ho ingoiato, è sparito, ma il tempo non si è fermato. Vedi, la gazza non è ferma in volo, le gocce cadono e tu invecchi. Ora ascolta.
    E io ascoltai il ticchettio delle gocce che cadevano dal nocciolo.
    -Ecco, questo è il rumore dell' orologio dentro. Questo misura un tempo che non va dritto, ma va avanti e dietro, fa curve e tornanti, si arrotola, inventa e rimette in scena. E' un tempo che non puoi misurare nè coi cronometri nè col più sofisticato astromacchinario. E' il tempo tuo, misura la tua vita che è unica, e quindi è diverso dal mio e da quello di Gabriele, il mio emerito cane.
    Il cane si inchinò e vidi che aveva un orologio alla zampa.
    -Non ti spaventare, ma tu vivrai sempre con 2 orologi, uno fuori e uno dentro. Quello fuori ti sarà utile per non fare tardi a scuola, quando aspetti la corriera e il giorno che muori, per calcolare quanto hai vissuto.
    L'altro che comprende centosettantasei tempi protologici, novanta escatologici, e trentasei tempi romanzati caotici, l'hai ingoiato da piccolo anche se non te lo ricordi.
    Chiamalo pure secondo orologio, anzi orobilogio.
    Ogni volta che sentirai il suo ticchettio, il gocciolare dell' acqua, le crome di un grillo, qualsiasi ritmo e balbettio del mondo, potrà succedere che l'orobilogio parta, non potrai fermarlo, e tu correrai avanti o scapperai indietro e vedrai cose e altre ne rivedrai.
    - E come è fatto un orobilogio?-
    -Non si può vedere, è fatto di tante parti insieme che mescolandosi diventano invisibili.
    Vuoi un esempio? La tua casa la guardi dal di fuori e dici:questa è la mia casa. Ma la casa ha sotto la cantina, la tinaia buia con le botti, la muffa sulle pareti e quell' odore di anni e secoli ma in quel passato oscuro fermenta il vino e i formaggi maturano.
    Sopra c'è il granaio, con la farina, le mele, le noci e i pomodori secchi, e ci frullano i topi rosicchioni e i ghiri ladruncoli, lì ci sono le provviste per il tuo futuro.
    Poi c'è la casa dove abiti, col camino caldo, la cucina che fuma e il cesso che scroscia, e il letto che ti accoglie e prepara i sogni, ma anche gli incubi, e le lenzuola gelate d'inverno e la febbre e le ore che non dormi la notte. E a volte tutto cambia: dal camino entra la notte, le faville dei fantasmi del passato, o la paura di ciò che stà dietro la porta, nella cantina il vino e il buio ti fanno immaginare viaggi e abbordaggi, nel granaio sbattono la testa gli uccelli imprigionati, come brutti pensieri. Ecco, questa è la tua casa, non quella che vedi dal di fuori, con le finestre , il portone e l'edera sul muro.
    - E' complicato - dico io.
    -Niente è complicato, se ci cammini dentro. Il bosco visto dall' alto è una macchia impenetrabile, ma tu puoi conoscerlo albero per albero. La testa di un uomo è incomprensibile, finchè non ti fermi ad ascoltarlo. La storia, bè, la storia , lasciamo perdere. Tutta questa solfa per dirti che da oggi ti chiamerai Saltatempo. Adesso vai xchè sento la campanella della scuola, Selene è preoccupata, e le schiene dei pesci brillano.
    - Amen _ dice il cane.
    E il Dio si allontana e sparisce tra i meli cotogni e i cipressi, e io ho le lacrime agli occhi perchè ho visto una divinità, non so e pagana o chierica o boschiva, ma non succede a tutti , qualche volta a quelli buoni, figurarsi a un malfattore cialrone ritardatario come me.



    Stefano Benni
    -Saltatempo-

  6. #276
    Bloody
    Ospite non registrato
    Questo è un estratto di "Il sapore del sangue" un giallo-thiller di Deon Meyer ambientato in Sudafrica, romanzo abbastanza recente

    - L'umanità è vecchia, Zet. Milioni di anni. Siamo stati formati, modellati e colati negli stampi quand'eravamo selvaggi e a piccoli branchi ci aggiravamo per le savane dell'Africa e dell'Europa in cerca di cibo, usavamo coltelli di pietra e indossavamo pelli d'animali. Bisognava sopravvivere e, per riuscirci, ognuno doveva fare la propria parte. Uomini e donne. Gli uomini cacciavano, combattevano, proteggevano, e mettevano incinte quante più donne possibile, in modo che il gruppo genetico non ristagnasse, e anche perché sapevano che l'ndomani avrebbero potuto diventare cibo per i leoni. E le donne dovevano tenere insieme il gruppo e sedurre gli uomini più forti, per sopravvivere. Noi sentiamo ancora gli stessi impulsi, Zet. Sono dentro di noi, ma non ne siamo consci perché non ci conosciamo davvero, e non è colpa di nessuno, perché il fatto è che non ne abbiamo più bisogno. Noi abbiamo vinto. Siamo al vertice della catena alimentare e siamo in troppi, e anche se la metà di noi non procreasse, la sopravvivenza della specie non sarebbe in discussione.
    Il problema è che anni di evoluzione e progresso non sono riusciti a cambiare la nostra natura. Qualcuno si è dimenticato di informare i nostri istinti che l'umanità ha vinto. Tu ti porti dentro due, tre, dieci milioni di anni di istinto di sopravvivenza e quest'istinto viene a bussare alla tua porta.

    a me è piaciuta molto me la sono anche messa nel blog

  7. #277
    Partecipante Affezionato L'avatar di angel dust
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    28-06-2004
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    firenze...più o meno...
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    Si tratta di una verità spaventosa: il dolore può renderci più profondi, può conferire un maggiore splendore ai nostri colori e una risonanza più ricca alle nostre parole. Questo avviene se non ci distrugge, se non annienta l'ottimismo e lo spirito, la capacità di avere visioni e il rispetto per le cose semplici e indispensabili.

    -la regina dei dannati- Anne Rice
    E' meglio vivere nell' oscurità e conoscerla che vivere nella luce e temere le tenebre ignote.


    L'anima umana ha un lato oscuro, pieno di conflitto e di tormento.
    E' un lato dell'anima umana che pochi hanno il coraggio di esplorare.



    Possiamo chiudere con il passato ma il passato non chiude con noi.

  8. #278
    Postatore Epico L'avatar di Ele*
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    13-12-2002
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    *Campi Bisenzio*[FI]
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    "Mi chiamo Eva che vuol dire vita,secondo un libro che mia madre consulto'per sciegliermi il nome.Sono nata nell'ultima stanza di una casa buia e sono cresciuta tra mobili antichi,libri in latino e mummie,ma questo non mi ha reso malinconia,perche'sono venuta al mondo con un soffio di foresta nella memoria.."

    "si chiamera'Eva,le dara'voglia di vivere,suo padre apparteneva all tribu'dei figli della luna,che sia Eva Luna,allora."

    ...e sono solo a pg 30!!"evaluna"Isabel Allende

  9. #279
    Esattezza vuol dire per me soprattutto tre cose:
    1) Un disegno dell'opera ben definito e ben calcolato;
    2) L'evocazione d'immagini visuali nitide, incisive, memorabili; in italiano abbiamo un aggettivo che non esiste in inglese, "icastico";
    3) Un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell'immaginazione.
    [...]
    La letteratura (e forse solo la letteratura) può creare degli anticorpi che contrastino l'espandersi della peste del linguaggio.

    (Italo Calvino, Lezioni Americane - Sei proposte per il prossimo millennio )
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  10. #280
    Hailie
    Ospite non registrato
    "I Doors presero il nome dal poeta William Blake The Doors of perception, le porte della percezione. Eravamo colti, allora. Non per questo meglio rincoglioniti. Credevamo che per aprire le porte della percezione fosse necessario il piede di porco della droga. Ma il tempo e' stato più ladro. La droga te le sbatte in faccia le porte. Dopo. Bel casino hanno combinato i Doors, i Grateful Dead, gli Iron Butterfly, i Jefferson Airplane, e tutti i figli dei fiori promotori dell'espansione della conoscenza. Quale differenza tra la mia generazione e la tua? A parte il comune denominatore della droga, questa: noi credevamo, Francesco. Credevamo nella vita come arte. I nostri riferimenti erano Rimbaud e Baudelaire, erano Kerouac e Hermann Hesse, che voi non sapete più chi sono. Bene? Male?

    Non so, difficile dirlo. Una cosa e' certa, senza maestri avete lasciato il campo libero alla sola cultura del narcotraffico. Sei bravo se balli tre giorni di seguito, fatto come una scimmia, nel più schifosamente tedesco dei rave-party. Prego ammirare la "love-parade" di Berlino: un milione di anime ballanti al ritmo impartito da tecno-stronzi. Domandati, Francesco, a chi serve questo "pollaio-dance"? Chi ci guadagna se i soldatini del ballo-sballo vanno a morire il sabato sera, magari con la macchina del papà?

    Noi siamo morti per molti libri e molti rock. Voi per niente. Per arricchire gli spacciatori.

    Se fossi in te, Francesco, sarei incazzato come una iena. Non uscire sabato prossimo, resta a casa e leggi un libro. Ricomincia da dove noi abbiamo finito. E' facile.

    C'e' una siringa come segnalibro."


    Alcatraz - Diego Cugia

  11. #281
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di tracy
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    Originariamente postato da Hailie
    "I Doors presero il nome dal poeta William Blake The Doors of perception, le porte della percezione. Eravamo colti, allora. Non per questo meglio rincoglioniti. Credevamo che per aprire le porte della percezione fosse necessario il piede di porco della droga. Ma il tempo e' stato più ladro. La droga te le sbatte in faccia le porte. Dopo. Bel casino hanno combinato i Doors, i Grateful Dead, gli Iron Butterfly, i Jefferson Airplane, e tutti i figli dei fiori promotori dell'espansione della conoscenza. Quale differenza tra la mia generazione e la tua? A parte il comune denominatore della droga, questa: noi credevamo, Francesco. Credevamo nella vita come arte. I nostri riferimenti erano Rimbaud e Baudelaire, erano Kerouac e Hermann Hesse, che voi non sapete più chi sono. Bene? Male?

    Non so, difficile dirlo. Una cosa e' certa, senza maestri avete lasciato il campo libero alla sola cultura del narcotraffico. Sei bravo se balli tre giorni di seguito, fatto come una scimmia, nel più schifosamente tedesco dei rave-party. Prego ammirare la "love-parade" di Berlino: un milione di anime ballanti al ritmo impartito da tecno-stronzi. Domandati, Francesco, a chi serve questo "pollaio-dance"? Chi ci guadagna se i soldatini del ballo-sballo vanno a morire il sabato sera, magari con la macchina del papà?

    Noi siamo morti per molti libri e molti rock. Voi per niente. Per arricchire gli spacciatori.

    Se fossi in te, Francesco, sarei incazzato come una iena. Non uscire sabato prossimo, resta a casa e leggi un libro. Ricomincia da dove noi abbiamo finito. E' facile.

    C'e' una siringa come segnalibro."


    Alcatraz - Diego Cugia
    ...e ho guardato dentro un'emozione e c'ho visto dentro tanto amore..e ho capito perchè non si comanda al cuore...

    ..domani sarà tardi x rimpiangere la realtà, è meglio viverla, è meglio viverlaaaaa....

    ..e l'odore che hai, mi ricorda qualcosa, va beh..non sono fedele mai forse lo so...


    Ora sai che vivere
    non è vero che c'è sempre da scoprire
    e che l'infinito
    è strano ma per noi, sai
    tutto l'infinito
    finisce qui!




    VASCO ROSSI

    Nessun episodio è condannato a priori a restare per sempre un episodio, poichè ogni avvenimento, anche il più irrilevante, nasconde in sé la possibilità di diventare prima o poi la causa di altri avvenimenti e trasformarsi così in una storia o in un'avventura...

  12. #282
    evaluna^
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Ele*
    "Mi chiamo Eva che vuol dire vita,secondo un libro che mia madre consulto'per sciegliermi il nome.Sono nata nell'ultima stanza di una casa buia e sono cresciuta tra mobili antichi,libri in latino e mummie,ma questo non mi ha reso malinconia,perche'sono venuta al mondo con un soffio di foresta nella memoria.."

    "si chiamera'Eva,le dara'voglia di vivere,suo padre apparteneva all tribu'dei figli della luna,che sia Eva Luna,allora."

    ...e sono solo a pg 30!!"evaluna"Isabel Allende

  13. #283
    Hailie
    Ospite non registrato
    *Quella che mi fa veramente paura, è la gente che beve come oro colato le parole dei tipi come Aoki, che ci crede incondizionatamente. Le persone che si lasciano incantare, che seguono in massa qualcuno che non produce niente, che non capisce niente, ma parla bene, in maniera persuasiva. A queste persone non passa neanche per l'anticamera del cervello che potrebbero sbagliarsi. Non riescono neanche ad immaginare che possono ferire qualcuno irreparabilmente, senza motivo. Non si assumono la minima responsabilità degli effetti della loro condotta. Sono loro, quelli di cui ho paura.
    (da Silenzio)

    *Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle.
    (Da Tokyo Blues, Norwegian Wood)

    Haruki Murakami

  14. #284
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di LaRoby
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    vagabondando alla ricerca di me stessa...
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    Originariamente postato da evaluna^
    "Io sono convinta che in quel momento lì in cui le persone che poi diventano nostre ci rubano il primo pezzo di tempo, di sguardo, di respiro, di voce, ecco, un nervetto in noi lo sente che sta per accadere qualcosa di importante. Non è detto che quel nervetto bussi alla nostra testa e ce lo spieghi, certo, ma si muove, quel qualcosa si muove e ci dà uno spintone, da quel momento per un bel pò comanda lui."

    "...l'emozione (...) di un qualcosa di grande gigante che rimane sempre da un lato a spiarci e ogni tanto, semplicemente, succede."

    E il libro da cui hai tratto queste frasi?
    "Anche a me piacerebbe condividere il resto della vita con una persona, ma non riesco a farlo con uno che non amo, solo perchè non c'è di meglio. La medaglia d'argento. Conosco un sacco di persone che stanno con la medaglia d'argento, la seconda classificata, piuttosto che star sole." (Il giorno in più - F. Volo)

  15. #285
    Neofita L'avatar di giancri
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    . Il destino brucia con la legna che c'è .
    - Castelli di rabbia -
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