Mi sono riallacciato al tuo discorso relativo alle differenze socioculturali....
L'epidemiologia è una scienza relativamente semplice: dici ad un'epidemiologo cosa deve contare e lui lo conta. Il "problema" se vuoi sta a monte: nella nosografia. In nosografia si sceglie cosa è malattia e cosa no: prima del DSM III (se non vado errato) l'omosessualità era considerata una malattia, ora non più. La possessione demoniaca, evidentemente, non fa parte delle malattie psichiatriche per almeno due diversi motivi:
1) non è una malattia, in quanto non determinalbile da cause biologiche o ambientali;
2) la sua determinazione culturale è troppo ristretta.
Il secondo punto è quello più interessante: nel mandato OMS di produrre classificazioni internazionali delle malattie (ICD-International Classification of Diseases) c'è il requisito dell'universalità dell'applicazione. Già ora è complesso parlare di universalità (o multiculturalità, se preferite) di applicazione per via di differenze culturali in senso stretto. Se mettiamo dentro anche la questione della possessione demoniaca, di quanto si restringe questo principio? Quanti sono i cattolici nel mondo? E di questi quanti credono alla possessioen demoniaca?
Per quanto concerne il discorso sulle psicoterapie, non c'è bisogno di andare a prendere un pigmeo: quante sono le persone, in Italia, che non si affiderebbero alla psicoterapia per una depressione ma preferiscono prendere un triciclico?






