Posso fare di meglio: vi posto in allegato un suo articolo
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ciao ragazzi, sto cercando lavoro nella zona di Roma, con bambini affetti da autismo. qualcuno sa darmi qualche dritta? grazie
Polda82
Originariamente postato da Fudomiyoo
A proposito della sindrome di Rett... scusate l'ignoranza, ma è vero che colpisce solo il genere femminile? In comunità da me c'è un maschio con quella diagnosi... bé però è una diagnosi probabilmente vecchia.
in realtà la sindrome di rett si manifesta soprattutto nelle donne e solo sporadicamente negli uomini, inoltre si suppone che i bambini siano affetti da una forma più grave e letale.
Comunque verrà tolta da DSM perché riconosciuta come sindrome genetica: nella prossima versione non la troveremo più tra i DGS!!Originariamente postato da Brisa
in realtà la sindrome di rett si manifesta soprattutto nelle donne e solo sporadicamente negli uomini, inoltre si suppone che i bambini siano affetti da una forma più grave e letale.
Scusate, qualcuno di voi ha esperiena diretta di lavoro a contatto con bimbi autistici?
Mi interessa sapere se in questi bambini ci può essere una forma di teoria della mente esprimibile attraverso il capriccio. Ovvero se il fatto di fare intenzionamente qualcosa che dia fastidio all'adulto (e quindi in qualche modo cogliere le idee dell'altro) sia cmq incompatibile con la diagnosi di autismo.
Non ho molta esperienza diretta nel campo.
Grazie
io non ne sono certa anche se ci lavoro da anni....comunque a volte sembra proprio di si...la bimba che seguo spesso fa delle piccole cose che sa che non deve fare (tipo tirare gli elastici e i fili..) e se la guardo....lei li nasconde....
beh questa mi sembra una attività che cmq interessi la teoria della mente..sia pure accennataa ma credo proprio di si....tocca però vedere a che livelli può venir sviluppata..e soprattutto se puo' venir sviluppata!!!![]()
." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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Certo che si! Non so però se si tratta proprio di teoria della mente. Cerco di spiegarmi meglio: se il bambino (qualsiasi bambino) ha avuto esperienza che con il capriccio ottiene quello che vuole (ad esempio qualcosa da mangiare, sfuggire ad una situazione non piacevole ecc. ecc.), poi ripropone il capriccio per ottenere quella cosa! Tra l'altro se non si sta attenti, con l'autismo se si instaura questo meccanismo si rischiano comportamenti aggressivi verso se stessi e/o verso gli altri al fine di "essere lasciati in pace" o di ottenere quello che si vuole.Originariamente postato da Milena2005
Scusate, qualcuno di voi ha esperiena diretta di lavoro a contatto con bimbi autistici?
Mi interessa sapere se in questi bambini ci può essere una forma di teoria della mente esprimibile attraverso il capriccio. Ovvero se il fatto di fare intenzionamente qualcosa che dia fastidio all'adulto (e quindi in qualche modo cogliere le idee dell'altro) sia cmq incompatibile con la diagnosi di autismo.
Non ho molta esperienza diretta nel campo.
Grazie
Più che che un legame con la teoria della mente io trovo questo comportamento molto semplicemente giustificabile col rinforzo. Capriccio --> ottengo quello che voglio. Appena voglio qualcosa --> capriccio..
Tantè che se si smette di rinforzare questo comportamento non si manifesta più![]()
Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
M. Kundera
"Non siamo uomini di buona volontà se ci limitiamo a piangere ciò che si è perso, se ricordiamo solo ciò che non può più tornare. Lo saremo solo se diventiamo consapevoli di ciò che di meglio c'è in noi, di più vitale, e se seguiamo la voce di questa Coscienza" H.Hesse![]()
"Non sono cattiva.. è che mi disegnano così"
Per gentile concessione del Lupo Solitario![]()
fondatrice con Ele* del f.c.f.c.[fancazziste fan club]con sede in una bella spiaggetta della Croazia...e con una nuova adepta!!Benarrivata Claudina!!
...La farfalla , si dice, non sa cos'è il dolore..vive un giorno felice..e poi per sempre muore....
La bambina che ho iniziato a seguire io sembra utilizzare certe modalità in maniera apparentemente intenzionale. Ad es. mangia il pongo ma se io mi allontano o mi giro noto che lei smette per ricominciare non appena io torno a darle attenzione.
Non saprei dire se si è istaurata una forma di condizionamento o meno sicuramente c'è una qualche forma rudimentale di regolazione sull'altro.
Chiedevo perchè al momento questa bimba ha una diagnosi non di autismo ma di disturbo del linguaggio ma siccome io non noto intenzionalità (uso gesti in funzione comunicativa, ecc.) ho un po' di dubbi.
Ha i capricci che descrivevo e mi chiedevo se potessero essere un segno tale da escludere l'autismo.
Grazie
Quanti anni ha la bambina? Se è piccolina (meno di tre anni) è possibile che sia un disturbo del linguaggio oppure un Disturbo Multisistemico dello Sviluppo (quindi in evoluzione spesso positiva). Nel mio lavoro ho incontrato diversi bambini che avevano la diagnosi di autismo e poi si sono rivelati dei bambini con disturbi del linguaggio o multisistemici, è difficile a quell'età fare una diagnosi precisa (anche dopo con l'avanzare dell'età è difficile fare una diagnosi precisa, ma questa è un'altra storia....).Originariamente postato da Milena2005
La bambina che ho iniziato a seguire io sembra utilizzare certe modalità in maniera apparentemente intenzionale. Ad es. mangia il pongo ma se io mi allontano o mi giro noto che lei smette per ricominciare non appena io torno a darle attenzione.
Non saprei dire se si è istaurata una forma di condizionamento o meno sicuramente c'è una qualche forma rudimentale di regolazione sull'altro.
Chiedevo perchè al momento questa bimba ha una diagnosi non di autismo ma di disturbo del linguaggio ma siccome io non noto intenzionalità (uso gesti in funzione comunicativa, ecc.) ho un po' di dubbi.
Ha i capricci che descrivevo e mi chiedevo se potessero essere un segno tale da escludere l'autismo.
Grazie
Ciao a tutte! Il bimbo che seguo io, che ha 9 anni ha nel corso dell' anno rinforzato sempre più un comportamento atto a ricevere ciò che voleva. Infatti ha cominciato con l' assistente comunale a piagnucolare e a scendere a forza nell' ora di inglese, che lui fa con tutta la classe. Poi ha cominciato a piangere sempre più disperatamente e l' assistente non l' ha più fatto partecipare... Lui alla sola domanda se voleva fare inglese cominciava ad urlare e piangere e con lei non c'è stato più verso di farlo partecipare a quell' ora di lezione... invece con me l' ora del venerdì la fa tranquillamente e sempre di inglese si tratta... secondo me ha ragione rae quando dice che c'è un condizionamento e che quindi può venire rinforzato come nel caso dell' assistente che ha assecondato il suo capriccio... Il bambino che seguo io ha molti comportamenti intenzionali di questo tipo infatti a volte ho molti sospetti sulla sua diagnosi di autismo...Voi che ne dite?
Sono d'accordo anche io (è quello che dicevo in un intervento senza specificare i termini tecnici - brava raeOriginariamente postato da mammina77
Ciao a tutte! Il bimbo che seguo io, che ha 9 anni ha nel corso dell' anno rinforzato sempre più un comportamento atto a ricevere ciò che voleva. Infatti ha cominciato con l' assistente comunale a piagnucolare e a scendere a forza nell' ora di inglese, che lui fa con tutta la classe. Poi ha cominciato a piangere sempre più disperatamente e l' assistente non l' ha più fatto partecipare... Lui alla sola domanda se voleva fare inglese cominciava ad urlare e piangere e con lei non c'è stato più verso di farlo partecipare a quell' ora di lezione... invece con me l' ora del venerdì la fa tranquillamente e sempre di inglese si tratta... secondo me ha ragione rae quando dice che c'è un condizionamento e che quindi può venire rinforzato come nel caso dell' assistente che ha assecondato il suo capriccio... Il bambino che seguo io ha molti comportamenti intenzionali di questo tipo infatti a volte ho molti sospetti sulla sua diagnosi di autismo...Voi che ne dite?), sono quindi del parere che il condizionamento, che poi è un tipo di tecnica educativa, è il motivo per cui i bambini imparano a "comportarsi", ma sono anche del parere che non bisogna lasciare da parte la relazione.
Si rischia altrimenti, di trattare questi bambini solo da un punto di vista piuttosto "meccanico" (passatemi il termine vi prego!).
Se non prendiamo in considerazione la relazione, ad esempio, non siamo in grado di spiegare perché il bambino di mammina77 si comporta diversamente con lei o con l'altro operatore.
La relaizone è fondamentale.
Lavoro da parecchi anni con l'autismo e ho applicato tecniche comportamentali (quelle che chiamano ABA i genitori, anche se non è completamente corretto) e ... ho visto bambini che progredivano e "masterizzavano", cioè acquisivano, nuove abilità solo con i terapisti con cui avevano un certo tipo di relaizone...e tra l'altro, contro tutto ciò che dicono i nostri colleghi (e che ho detto anche io per un periodo) tali bambini imparavano molto di più quando a lavorare con lui era la mamma.
Proprio queste esperienze mi hanno fatto "cambiare rotta", il comportamentale non basta, secondo me, la relazione è alla base di tutto!
Ciao a tutti/e!
Concordo decisamente con Paroletta per quanto riguarda l'importanza della relazione.
Anche se non lavoro con bambini ma con adulti (diagnosticati) o adolescenti, continuo ad essere sempre più convinto che la base su cui impostare un progetto o un intervento (seppur di portata realistica considerata l'età) sia sempre la relazione.
Anzi continuo a vedere che gli utenti con cui ho a che fare forse sono dei fini conoscitori della relazione e delle modalità relazionali.
Conoscono perlomeno le reazioni individuali risultanti dal loro comportamento, sanno valutare fino a che punto possono spingersi con ciascun operatore e studiano i limiti di ciascuno (operatori e utenti)...Tutte capacità relazionali che non credevo possibili ma che continuo a vedere in atto!
Infatti, molto spesso ho notato che anche le più piccole variazioni comportamentali o "spostamenti" si sono verificati in concomitanza alla variazione dello stile relazionale più che in conseguenza di una modifica nella modalità o tecnica di rinforzo!
D'altronde, considerata la loro età, hanno imparato molto bene a "manipolare" le dinamiche familiari attraverso il comportamento per ottenere quanto volevano...E spesso continuano a riuscirci!