liIa , chi si appella alla libertà di coscienza o alla laicità in questo caso , dimostrerà di non essere per niente
Laico. Un sentimento che comunque è abbastanza diffuso non può essere considerato meno importante solo
perché la scienza a proposito non abbia acclarato nulla , e dico nulla né in un senso né nell’altro.
Io forse sarò un’anima romantica , ma è questa presunzione ‘illuministica’ che appartiene a tutta una cultura che
io cerco culturalmente di combattere , questa idea che la scienza debba essere normativa per qualunque cosa.
Personalmente considererò il mio sentimento ‘normativo’ anche se la scienza mi dirà che l’embrione è un pezzo
di materia e basta. La mia impressione in questo caso , è che sia Laico chi se la sente di negoziare , cercando
di trovare una legge , che come tutte le leggi , in un sistema liberare , dovrebbe essere il giusto equilibrio tra quelle
che sono le diverse istanze che vengono dai cittadini.
Dunque una legge che se ne frega di un certo sentimento , rischierà di essere sentita oppressiva nell'altro senso e la tua
Proposta non risolve il problema .
Tu infatti dici ‘. Queste fantasie e questi sentimenti Esistono, nel senso che hanno un grande valore, che non intendo affatto sminuire. “ ma non sminuirle significa che debbano trovare una loro rappresentanza nella legge stessa.
La legge non proibisce .. pone dei limiti ed è in questo porre i limiti che cerca di trovare un equilibrio tra le due istanze Possiamo discutere ancora sui limiti , ma i limiti ci devono stare , altrimenti questo sentimento non viene assolutamente considerato .A me sembra che la tua proposta di fondo sia : rendiamo tutto possibile , cercando un progetto che renda il percorso responsabile ,e consapevole . Mi viene in mente una vecchia vignetta di Giuliano L’apostata , che prendeva in giro l’ipocrisia dei cattolici che usavano i contraccettivi , in quel caso il preservativo , i cui l sentimento di colpa a causa della dispersione del seme veniva attenuato attraverso la celebrazione di un funerale simbolico che vedeva come oggetto lo stesso seme.E dunque facciamo tutto ciò che si può fare , ma facciamolo con ‘fede’ in questo caso , e con ‘rispetto’ nel tuo caso.
Il fatto stesso che il limite venga sentito come proibizione è indice secondo me di una cultura in cui la mobilitazione dell’impegno ( cosa che faccio fatica a capire in questo caso non solo a ‘vedere’) e cosa che viene dopo rispetto all’uso della possibilità , qualunque essa sia. Insomma il dibattito dovrebbe essere secondo me quali sono i limiti ,e il tuo punto di vista non sembra tenerne conto sebbene poi dica di rispettare i sentimenti di chi chiede un limite.
“ Trovi che sia più “etico” considerare una fecondazione “naturale”, magari irresponsabile più legittima di una fecondazione assistita consapevole?”
Credo che il diritto a nascere , non sia la stessa cosa del diritto di provare a far nascere.
Il diritto a nascere , sebbene reso meno ‘diritto’ dalla legge dell’aborto , non possiamo metterlo in discussione e su questo è impossibile che tu sia in disaccordo.
Ciò che discutiamo come etico , non è la scelta o meno dei genitori … è quali limiti dare a quella possibilità di scelta e dunque che limite dare al diritto di provare a fare nascere.
Quando io parlo di irresponsabilità e di egoismo , non mi riferisco , a quella singola coppia , ma ad uno sfondo culturale
dove poi questa coppia opera quasi in ‘automatico’ , perchè la sua scelta è gia stata avallata dalla fattibilità in se stessa. L’imperativo della tecnica secondo cui ‘ tutto ciò che si può fare si deve fare’ ha la caratteristica di essere neutrale rispetto a qualsiasi principio etico … e crea dunque un ambiente in cui quella criticità sulla opportunità etica o meno , dentro le singole coscienze . verrà sempre meno a meno che non si crea una contro-cultura che imponga un Dibattito. Io capisco dunque la corsa a qualsiasi possibilità in una coppia che ha il dolore di non avere figli , ma capisco anche che questa corsa è già avallata da lo sfondo in cui questa coppia agisce.
Dunque io devo agire culturalmente su quello sfondo … e non colpevolizzare in nessun modo quella coppia.
E allora dunque , quale è il limite che rende equilibrata questa legge?
Anche la legge sull’aborto pone dei limiti …ossia la possibilità di poter abortire solo in un certo arco di tempo , e in questo e non solo trova rappresentanzione l’istanza non-abortista.
Bisogna dunque fare una cosa simile ... forse la legge sulla fecondzione assistita è ancora 'squilibrata' , su questo potresti avere ragione , ma è necessario per non essere 'autoritari' in senso contrario che tu ceda sulla 'possibilità' di un limite.
Insomma nemmeno tu puoi imporre per legge , una pratica che
sembra indignare o dare sgomento a molti.
cari saluti








