Non sono d'accordo ( purtroppo... ) o, almeno, non del tutto...
Dovrebbe essere così, ognuno dovrebbe fare il lavoro che gli è più congegnale e quello che lo soddisfa di più, ma, purtroppo, oggi come oggi trovarsi in queste condizioni è una grossa fortuna, un vero e proprio privilegio e, in quanto tale, evento piuttosto raro..
Io, personalmente, faccio un lavoro che non mi piace, lontano, lontanissimo da quello che avrei voluto fare... Ma, almeno, il mio lavoro mi permette di mettere insieme il pranzo con la cena, se avessi insistito per inseguire i miei sogni probabilmente non sarei in grado di fare la stessa cosa....
Purtroppo, prima di chiedersi "cosa vorrei fare" bisogna chiedersi "cosa ho bisogno di ottenere dal lavoro"... Perchè se l'esigenza primaria è potersi permettere una vita dignitosa, poter essere autosufficiente, allora ci si deve anzitutto chiedere qual è la strada migliore ( o, meglio, la più realistica... ) per raggiungere questo obiettivo....
Discorso diverso se, invece, non si ha questa necessità, se c'è qualcuno che ci può mantenere a vita e/o se non abbiamo poi tutta questa esigenza di essere autonomi ed autosufficienti... Allora senz'altro si può anteporre a tutto il desiderio di realizzarsi sul lavoro e cercare di fare, quindi, ciò che massimamente ci piace, anche a costo di aspettare anni ( o decenni... ) per raggiungere quell'obiettivo ( mettendo anche in conto l'eventualità di non riuscirci mai ).







