ciao!
sono capitata per caso in questa discussione e sono rimasta molto colpita per la generalizzazione e dalla superficialità di certe dichiarazioni.
capita anche a me di lamentarmi qualche volta, è capitato che lo facessi anche in questo forum, ma le lamentele (soprattutto quelle fatte tra "colleghi) sono una valvola di sfogo che a volte può servire.
quando mi sono iscritta a psicologia ero ben consapevole del fatto che non si trova lavoro, ma credo che sia una questione di priorità: io nella mia vita volevo studiare qualcosa che mi desse soddisfazione, qualcosa che fosse "mio", non per i soldi o per la comodità, altrimenti avrei scelto un altro percorso. invece sono qui al 5° anno di università perfettamente in pari e con buoni voti, e con fatica e impegno mi sono creata il mio lavoro. ora, pur non essendo ancora laureata, lavoro tutti i giorni in un progetto che mi interessa e mi rispecchia e sto sviluppano altri progetti con l'equipe nella quale mi sono inserita.
non dico questo per sembrare quella "brava" alla faccia di chi non riesce.. anzi! dico questo per sottolineare che con l'impegno e la forza di volontà si possono ottenere grandi risultati! ovviamente non avrò la macchina aziendale e il lavoro sotto casa.. per riuscire a inserirmi in questa èquipe ho fatto 1 anno di volontariato 2 volte a settimana a più di 1 ora da casa, continuando l'università, gli esami e i lavoretti vari. ed ora sto ottenendo i miei risultati!
questo per dire che se uno vuole veramente impegnarsi e crede davvero in quello che studia riesce a lavorare, a inventarsi il proprio lavoro e a crearesi una vita e una professione. però IMPEGNANDOSI!! e non necessariamente andando all'estero o rinunciando alla propria vita privata..
detto questo.. tra lavoro, università, tesi, esami, progetti ecc.. ho il diritto di lamentarmi qualche volta, se qualcosa va storto o se sono stanca/nervosa??![]()








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meglio scoprire che si è in molti), ma la prospettiva da cui lo si fa
e se provi a spiegare che non è il posto fisso o il lavoro "sicuro" quello che si trova con la laurea in psicologia (almeno all'inizio) e cerchi di dare qualche consiglio ci si sente dire che "tutti quelli che lavorano come psicologo sono figli di papà"
della serie "ho mal di testa, per curarlo prendo lo sciroppo della tosse e mi inca**o pure se qualcuno mi fa notare che non è quello il rimedio adatto"..
e capire che forse eri tu che pensavi qualcosa di diverso (anche giustamente, visto che a 20 anni non tutti conoscono gli sbocchi professionali ecc) e di conseguenza reagire in un modo o nell'altro. Io ho scelto di fare la segretaria da una psicologa, da cui ho imparato tanto, e dopo di intraprendere la stessa strada e aprire la partita iva; ho amici che hanno lasciato il lavoro da educatore presentando progetti a destra e a manca; alcuni miei ex compagni di università sono ora all'estero, molti lavorano anche come psicologi, a volte facendo terapia ad altri italiani laureati in altre cose che, a loro volta sono scappati (per chi non lo sapesse, le ambasciate hanno liste di professionisti a cui ci si può iscrivere)...
) e l'educatrice.
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