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Discussione: Domanda provocatoria

  1. #16

    MOD OPS
    L'avatar di bubs.bubs
    Data registrazione
    15-01-2008
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    tra cremona e milano
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    Riferimento: Domanda provocatoria

    ciao!
    sono capitata per caso in questa discussione e sono rimasta molto colpita per la generalizzazione e dalla superficialità di certe dichiarazioni.
    capita anche a me di lamentarmi qualche volta, è capitato che lo facessi anche in questo forum, ma le lamentele (soprattutto quelle fatte tra "colleghi) sono una valvola di sfogo che a volte può servire.
    quando mi sono iscritta a psicologia ero ben consapevole del fatto che non si trova lavoro, ma credo che sia una questione di priorità: io nella mia vita volevo studiare qualcosa che mi desse soddisfazione, qualcosa che fosse "mio", non per i soldi o per la comodità, altrimenti avrei scelto un altro percorso. invece sono qui al 5° anno di università perfettamente in pari e con buoni voti, e con fatica e impegno mi sono creata il mio lavoro. ora, pur non essendo ancora laureata, lavoro tutti i giorni in un progetto che mi interessa e mi rispecchia e sto sviluppano altri progetti con l'equipe nella quale mi sono inserita.
    non dico questo per sembrare quella "brava" alla faccia di chi non riesce.. anzi! dico questo per sottolineare che con l'impegno e la forza di volontà si possono ottenere grandi risultati! ovviamente non avrò la macchina aziendale e il lavoro sotto casa.. per riuscire a inserirmi in questa èquipe ho fatto 1 anno di volontariato 2 volte a settimana a più di 1 ora da casa, continuando l'università, gli esami e i lavoretti vari. ed ora sto ottenendo i miei risultati!
    questo per dire che se uno vuole veramente impegnarsi e crede davvero in quello che studia riesce a lavorare, a inventarsi il proprio lavoro e a crearesi una vita e una professione. però IMPEGNANDOSI!! e non necessariamente andando all'estero o rinunciando alla propria vita privata..
    detto questo.. tra lavoro, università, tesi, esami, progetti ecc.. ho il diritto di lamentarmi qualche volta, se qualcosa va storto o se sono stanca/nervosa??

  2. #17
    Neofita
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    11

    Riferimento: Domanda provocatoria

    Verissimo. Non si trova lavoro nel campo della psicologia in Italia. manca la cultura dello psicologo.

    Ci sono diversi tipo di approcci al problema.
    Puoi scegliere di essere parte del problema, lasciando ad esempio che l'italia se ne vada a rotoli con un disgustoso puah!, o puoi essere parte della soluzione, cercando di sfruttare il tuo lavoro per provare a cambiare le cose.

    Tutto qui...
    Per fare in modo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi. Il gattopardo

  3. #18
    Neofita
    Data registrazione
    06-02-2008
    Residenza
    Marche
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    11

    Riferimento: Domanda provocatoria

    Verissimo. Non si trova lavoro nel campo della psicologia in Italia. manca la cultura dello psicologo.

    Ci sono diversi tipo di approcci al problema.
    Puoi scegliere di essere parte del problema, lasciando ad esempio che l'italia se ne vada a rotoli con un disgustoso puah!, o puoi essere parte della soluzione, cercando di sfruttare il tuo lavoro per provare a cambiare le cose.

    Tutto qui...
    Per fare in modo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi. Il gattopardo

  4. #19

    Re: Domanda provocatoria

    Solo una domandina, @ Lateral Talking: chi ti ha dato i soldini per la tua permanenza a Londra? forse Mamma? Usando le tue parole...O mi vuoi dire che hai fatto il lavapiatti? Insomma, concordo con chi considera questo forum un contenitore dove ci si possa confrontare e dove, quindi, più che "lamentarsi" si condivide uno stato emotivo a volte molto pesante: questo fa si che non ci si senta soli ad affrontare una situazione che, si sapevo o meno all'inizio, è molto molto pesante a volte. Le provocazioni lasciano il tempo che trovano, a me sembra che tu voglia fare il "primo della classe", e magari hai avuto qualcuno alle spalle che te lo ha consentito...(ancora provocatorio). Oppure sei della "vecchia scuola", quella che pensa di spronare mortificando, come forse ti hanno insegnato-fatto subire, chiamando "lamentele" dei vissuti che sono assai complessi e richiedono, come qualcuno ha detto, un minimo di empatia. Si, come diceva un'altra collega: non cogli la complessità che vivono molti e pensi che basti dire "zitto a datti da fare", inaccettabile...Immagino accetterai la mia, di provocazione, al pari della tua, no?

  5. #20

    Re: Domanda provocatoria

    ...concordo anche sul fatto che non basta "imparare" la lingua in un paio d'anni, poichè ci si troverebbe solo all'aspetto formale della comunicazione quando, dal punto di vista psicologico-relazionale, contano molto gli aspetti della pragmatica della comunicazione, legati ad elementi della cultura di appartenenza, della storia individuale e, anche, a strumenti di tipo simbolico (poichè tale è il linguaggio, un simbolo)e che richiedono grande intuito e conoscenza dei contesti di vita, di provenienza: insomma, bisogna assorbire una cultura, non fare un corso o improvvisarsi anglofoni...ecc., ecc...E questa non è una "lamentela", è un ragionamento, poi, non escludo che si possa partire o anche rimanere nella propria città, in generale...Sicuramente bisogna impegnarsi e non scoraggiarsi, sicuramente, anche, bisognerebbe evitare eccessive semplificazioni e banalizzazioni, così come di alimentare il mito che all'estero trovi lavoro così facilmente...Psicologo o no, acculturato o meno, resti un immigrato in paese straniero, con tutto ciò che comporta...Sicuramente per la ricerca sarebbe il caso di partire, comunque, su questo non c'è dubbio...Vabbè, a presto colleghi...

  6. #21
    Neofita L'avatar di emmamaria
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    Brescia
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    8

    Riferimento: Re: Domanda provocatoria

    Mi confronto volentieri con una sfida riflessiva, anche se non viene giustificata, attenuata, dall'attributo "provocatoria". Gli ideali non finiscono mai, ed è giusto che così sia, incluso il relativo sbilanciamento in positivo dell'età giovanile. Così si parte, nella nostra professione e non solo, sapendo che ci si immentte nella strozzatura dello sbocco di carriera ma credendoci ben poco. Ci si laurea e questi sono gli inizi, bene così. Da li, a conti quasi fatti, mi pare di poter individuare alcuni obiettivi irrinunciabili per avanzare:
    conquistare una minima autonomia economica al più presto, va bene anche la sotto sottoccupazione; conoscere ed applicare la psicologia scientifica (unico strumento per differenziarci dal dire comune, perchè la nosta disciplina è scambiata per "la scienza di tutti"); cavalcare la tigre del cambiamento professionale e sociale; aggiungere una importante idea personale su quanto stiamo facendo (la coscienza).

  7. #22
    Partecipante Affezionato
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    72

    Re: Domanda provocatoria

    Citazione Originalmente inviato da alessio-d Visualizza messaggio
    Solo una domandina, @ Lateral Talking: chi ti ha dato i soldini per la tua permanenza a Londra? forse Mamma? Usando le tue parole...O mi vuoi dire che hai fatto il lavapiatti? Insomma, concordo con chi considera questo forum un contenitore dove ci si possa confrontare e dove, quindi, più che "lamentarsi" si condivide uno stato emotivo a volte molto pesante: questo fa si che non ci si senta soli ad affrontare una situazione che, si sapevo o meno all'inizio, è molto molto pesante a volte. Le provocazioni lasciano il tempo che trovano, a me sembra che tu voglia fare il "primo della classe", e magari hai avuto qualcuno alle spalle che te lo ha consentito...(ancora provocatorio). Oppure sei della "vecchia scuola", quella che pensa di spronare mortificando, come forse ti hanno insegnato-fatto subire, chiamando "lamentele" dei vissuti che sono assai complessi e richiedono, come qualcuno ha detto, un minimo di empatia. Si, come diceva un'altra collega: non cogli la complessità che vivono molti e pensi che basti dire "zitto a datti da fare", inaccettabile...Immagino accetterai la mia, di provocazione, al pari della tua, no?
    Ciao alessio, io per ora a londra sono stato per poco tempo, facendo couchsurfing (dormendo sui divani della gente). Posso assicurarti che , fuori dalla realtà provinciale in cui viviamo, è normalissimo non avere una casetta, la macchina , la mamma che prepara la pasta... e si vive bene comunque.
    Ho mangiato merda in scatola (pizza miami a 1 pound era la mia preferita) , dormito sui divani, ho lavato i piatti per chi mi ospitava (ma per gentilezza, diciamo, non era previsto dai patti...) e mi sono divertito un mondo; soprattutto ho conosciuto persone fantastiche che accettano di arrangiarsi pur di realizzare qualche progetto. Persone che a trent'anni non hanno una famiglia di 23 membri con la cognata che porta le melanzane alla parmigiana in spiaggia, eppure stanno bene comunque. A volte il confronto con altre culture può essere molto proficuo


    Secondariamente, io penso di desiderare più insegnare chitarra ai bambini, che è il mio lavoro attuale, di ogni altra occupazione, e quindi probabilmente farò altro tipo di sacrifici ma (paradossale ma vero) sarò quasi meno in difficoltà di chi vuole fare lo psicologo clinico.

    Quello che cercavo di dire, e forse con un fondo di verita, è che chi parte lancia in resta per fare il terapeuta non si rende conto di quale motivazione fuori dal comune serva per arrivare , tutto lì.
    E si lamenta perchè ha capito a 25 o 30 anni che
    non era tanto convinto e che le sue priorità nella vita tutto sommato erano un posto fisso e la casa del mulino bianco.
    C'è sempre tempo per iscriversi a economia ragazzi, meglio tardi che mai. Un posto "blindato" da contabile non si nega a nessuno. ognuno deve accettarsi per quello che è, in fondo, non c'è un meglio o un peggio: il difficile sta nella consapevolezza dei propri valori.

  8. #23
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Re: Domanda provocatoria

    Citazione Originalmente inviato da LateralTalking Visualizza messaggio
    Quello che cercavo di dire, e forse con un fondo di verita, è che chi parte lancia in resta per fare il terapeuta non si rende conto di quale motivazione fuori dal comune serva per arrivare , tutto lì.
    E si lamenta perchè ha capito a 25 o 30 anni che
    non era tanto convinto e che le sue priorità nella vita tutto sommato erano un posto fisso e la casa del mulino bianco.
    C'è sempre tempo per iscriversi a economia ragazzi, meglio tardi che mai. Un posto "blindato" da contabile non si nega a nessuno. ognuno deve accettarsi per quello che è, in fondo, non c'è un meglio o un peggio: il difficile sta nella consapevolezza dei propri valori.
    Premetto che ho letto solo velocemente tutta la discussione, pertanto potrei essermi persa qualche "sfumatura" del discorso... comunque, a costo di essere rincorsa da gente con i bastoni pronta a randellarmi, io penso che se questo è quello che volevi dire alla fine del discorso, io ti do ragione
    Il problema a parer mio non è lamentarsi: è ovvio che un forum serve anche a questo (anche perchè, se c'è crisi, pensare di essere l'unico pirla a non lavorare come psicologo non è salutare meglio scoprire che si è in molti), ma la prospettiva da cui lo si fa

    Come già ho detto una volta, io ho notato che chi si lamenta perchè è difficile lavorare come psicologo si lamenta senza mettere in atto i giusti comportamenti per ritagliarsi il proprio posto e se provi a spiegare che non è il posto fisso o il lavoro "sicuro" quello che si trova con la laurea in psicologia (almeno all'inizio) e cerchi di dare qualche consiglio ci si sente dire che "tutti quelli che lavorano come psicologo sono figli di papà" della serie "ho mal di testa, per curarlo prendo lo sciroppo della tosse e mi inca**o pure se qualcuno mi fa notare che non è quello il rimedio adatto"..
    come ho già detto in altri post, troppo spesso ci si crogiola in una modalità oserei dire paranoica (e comunque molto infantile) nel dire "il mondo è brutto e cattivo e non mi da spazio, anche se io sono tanto bravo perchè ho studiato tanto" e capire che forse eri tu che pensavi qualcosa di diverso (anche giustamente, visto che a 20 anni non tutti conoscono gli sbocchi professionali ecc) e di conseguenza reagire in un modo o nell'altro. Io ho scelto di fare la segretaria da una psicologa, da cui ho imparato tanto, e dopo di intraprendere la stessa strada e aprire la partita iva; ho amici che hanno lasciato il lavoro da educatore presentando progetti a destra e a manca; alcuni miei ex compagni di università sono ora all'estero, molti lavorano anche come psicologi, a volte facendo terapia ad altri italiani laureati in altre cose che, a loro volta sono scappati (per chi non lo sapesse, le ambasciate hanno liste di professionisti a cui ci si può iscrivere)...

    Ok, ora chi vuole può pure rincorrermi con i randelli

    PS: colgo l'occasione per smentire il luogo comune, chi lavora come psico (tra cui io) non è figlio di papà. Io sono figlia di una famiglia normale, non certamente ricca, ho fatto ripetizioni, la baby sitter (ho smesso quando mi sono presa i pidocchi dai bambini che curavo ) e l'educatrice.
    ... ma poi scopri anche (come è accaduto a me) che chi dice "gli psico sono tutti figli di papà" sta pure meglio di te e sono queste le lamentele che fanno arrabbiare
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  9. #24

    Riferimento: Domanda provocatoria

    secondo i vostri ragionamenti esisterebbero 4 categorie di laureati in psicologia.
    Secondo quelli che si danno da fare esisterebbero quelli che si lamentano vs quelli che si danno da fare
    Secondo i critici del sistema ci sarebbero i figli di papá vs quelli che criticano il sistema.
    Ora a me sembra che ognuno stia cercando di avvalorare la propria prospettiva, quelli che si danno da fare devono pensare che quelli che critcano il sistema sono dei lagnoni per conservare la spearanza che i loro sforzi non saranno vani o (se lavorano gia' come psicologi) che non sono dei privilegiati e che si sono meritati quello che fanno.
    Quelli che criticano il sistema (che non lavorano come psicologi) hanno bisogno di credere che tutti quelli che lavorano siano dei raccomandeati figli di papa' culosi perche' se ammettessero che c'e' chi ce la fa si sentirebbero dei falliti.

  10. #25
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: Domanda provocatoria

    ..Io condivido in parte chi dice di non lamentarsi.....
    IO MI LAMENTO...mi sono lamentata...Non sono assolutamente figlia di papà....Fatico per arrivare alla fine del mese, ho svolto mille lavori (baby sitter, educatrice, lavapiatti, cameriera e....barista!)....ORa mi sto dando da fare, faccio corsi, tirocini, lavoretti nell'ambito psicologico.....
    é faticoso...è faticoso per chi come me DEVE scegliere se fare scuola di spec (pagandola con i soldi dei mille lavori) o magari sposarsi, o acqyuistare una macchina..o qualsiasi altra cosa...MA CI CREDO...MI STO DANDO DA FARE E CELA FARO'....E SE MI LAMENTO OGNI TANTO...è PERCHè MAGARI IN QUL MOMENTO SONO GIU'.. e spero che leggendo le "lamentele" di ognuno di noi....ritrovo un po' di forxza per continuare ad anadre avanti!

    ps. e non penso sia colpa del sistema, dell'uni e di nessun'altro!...solo ed esclusivamnete nostra...e permettetetemelo (sono un po' giù ORAS): dei maledetti soldi!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  11. #26
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    Riferimento: Domanda provocatoria

    ti straquoto memole...grazie a qto forum, alle lamentele, alle critiche, alle esperienze qui raccontate sono diventata un pò più consapevole di cosa significa voler essere una psicologa oggi...sapere che tanti hanno vissuto e vivono le mie difficoltà e le mie paure rispetto al futuro e alla professione nn è un modo per commiserarsi, ma può essere un punto di partenza per guardare la realtà in modo più "realistico"...certo, se ci fermiamo alla lamentela nn si va da nessuna parte....ma qui c'è tanta gente che come me vuole realizzarsi, malgrado le difficoltà...

  12. #27
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    Riferimento: Domanda provocatoria

    Ciao ragazzi, tifo per voi! Leggendo le vostre narrazioni mi sono immedesimato moltissimo! Anche io ora sono in periodo di formazione e faccio vari lavori (ripetizioni, consulenze per la tesi, quando serve vado a lavorare la terra) per pagarmi la formazione che assieme allo studio mi impegnano a tempo pieno, dalla mattino fino a mezzanotte...e dall'anno prossimo voglio cominciare a lavorare!
    Riguardo a quello che ho letto in questo thread, forse facendone una mia interpretazione sono d'accordo con tutti.
    La domanda provocatoria posta all'inizio non l'ho colta come un "basta lamentarsi, impegnatevi e vedete cosa succede", a me è sembrato non si riferisse al fatto che qualcuno qui condivide difficoltà (che come fanno notare molti può essere una risorsa), ma che si riferisse ad alcune persone che magari stanno qui e oltre a dire "quanto sto male" non prendono iniziativa e si crogiolano sul fatto che non c'è lavoro... Cosa legittima da dire, ma inutile quando diventa l'unica attività nel forum. (non mi riferisco a nessuno in particolare ...perché non ho idea se c'è qualcuno che fa effettivamente così)... Personalmente girando nel forum delle università ho trovato diverse persone che oltre che cercare appunti, schemi, facilitazioni e trucchetti per l'esame...non fa altro! Certamente una lamentela poi da queste persone non la trovo correttissima... Ci sono anche persone qui, che sperano che alcuni professori vengano licenziati perché sono severi all'esame e non vogliono perdere quel 0.2 di media... Ecco in questi casi estremi considero poi la lamentazione come inutile e a questo punto scorretta, ma penso si tratti solo di alcune persone e che ovviamente non si possa generalizzare minimamente.
    Non trovo corretto che alcuni si augurino che un professore perda lavoro... Anche perché conosco questi professori e so che sono persone correttissime.
    Poi c'è gente che si impegna, si fa in quattro per fare psicologia e non ci riesce, la provocazione dice di uscire dall'Italia, ma trovo anche molto corretto quello che dice Blooby gosh, è difficile fare psicologia in un'altra lingua. Quello che riesco a fare in italiano non riesco a farlo in inglese.
    Secondo me l'invito in questa situazione, nonostante io abbia veramente poca esperienza (ho 22 anni e sono iscritto al primo anno di magistrale), dunque so veramente poco, non è scappiamo dall'Italia.
    Secondo me l'invito deve essere questo: reinventiamoci! La psicologia è ovunque! Il mercato stenta a capirlo? Reinventiamoci e dimostriamo che la psicologia serve! Lo psicologo non è solo un terapeuta. Le alternative sono molte
    Si pensi alle mediazioni a livello giuridico, si pensi al marketing, alla formazione, risorse umane, valutazione dei rischi psicosociali (obbligatoria per tutte le aziende), si pensi alle applicazioni dell'ergonomia (mercato in crescendo).
    Ragazzi in azienda oggi a fare formazione ci sono anche gli sciamani, gente che crede che bisogna mangiare carne bianca perché l'animale mentre muore scarica l'energie negative, a fare valutazione dei rischi c'è gente che si è fatto il corso settimanale... che metodi potrà seguire?
    Io ho sentito molti discorsi infruttuosi (non voglio generalizzare), da studenti del mio stesso corso alla triennale del tipo: "eh, ma in risorse umane poi vengono le persone da lettere e filosofia e ci prendono il lavoro"
    Rendiamoci conto di quanto sia dannoso pensare una cosa simile, è come pensare per un ingegnere che il farmacista gli prende il lavoro.
    Allora io credo che se il lamento deve diventare un modo per trovare scuse o sviluppare paranoie è inutile, se deve essere una cosa per fare gruppo e ripartire allora si

  13. #28
    Partecipante Affezionato L'avatar di marisetta
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    Riferimento: Domanda provocatoria

    Mah riassumo la mia personalissima prospettiva in punti:
    - come dico sempre gli psicologi non lo fanno solo chi è figlio di papà ma avere una figlia benestante alle spalle è cmq una salvezza per chi vuole intraprendere questo mestiere perchè di fatto le scuole di spec. piuttosto che i master o i corsi vari costano e chi vuole farsi un nome si deve formare. Ora altro è farsi un mazzo così per arrivare a pagarsi le cose (cosa tra l'altro che io considero meritevolissima) altro è essere più facilitati in questo e non vuol dire farlo meno bene ma farlo sicuramente con più tranquillità, dedicarsi agli studi o alla propria professione meno "assicutati" con il fiato sul collo.
    - secondo me lamentarsi e basta non porta a nulla (vero è mal comune mezzo gaudio..) ma poi prendere spunto da qualche altro collega e trovare delle soluzioni
    - secondo me se si vuole lavorare come psicologo bisogna trovarsi un proprio spazio e sopratutto investire tanto sulla pubblicità (siti internet-passa parola- creazione di corsi e seminari etc..) quanto meno per lavorare come libero professionista perchè finchè non escono st benedetti concorsi alle asp e anche qui non è che si possono infliare tutti!!
    - è cmq concludo dicendo che non è vero che sono solo gli psicologi a trovarsi in questa situazione ormai anche medici e ingegneri (in specifiche specializzazioni) hanno problemi
    Marisetta

  14. #29
    Partecipante Affezionato L'avatar di marisetta
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    Riferimento: Domanda provocatoria

    volevo dire famiglia non figlia!!
    Marisetta

  15. #30
    Partecipante Affezionato L'avatar di Jorja
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    Riferimento: Domanda provocatoria

    A parte le consuete definizioni accademiche, c'è qualcuno che sa che cosa fa uno psicologo?
    Mi sono laureata ormai 6 anni fa a pieni voti, ho fatto tirocinio, esame di stato e volontariato... Fortunatamente ho un lavoro part-time che per adesso mi permette di "mantenermi" in casa dei miei... sembra un controsenso ma poter dire di riuscire a mantenersi in casa dei propri genitori senza dover chiedere i soldi della benzina, i soldi per uscire la sera, i soldi per potersi pagare una macchina e i "vizi", non è così male con i tempi che corrono. Dimenticavo, il lavoro che ho non è da psicologa... ovviamente.
    Non mi reputo una persona che ha rinunciato, ma una a cui non piacciono proprio le dinamiche che si sono instaurate nel mondo della psicologia. Purtroppo la psicologia non va avanti, è stagnante, la formazione è vecchia... nessuna innovazione... nessuna scoperta... nessun passo avanti... eppure ci propongono corsi su corsi... Nascono figure professionali mai sentite che portano solo qualche mese di gloria a chi le ha inventate e poi cadono nel dimenticatoio. E noi poveri studenti squattrinati ci aggrappiamo a questi fuochi fatui e paghiamo migliaia di euro per corsi obsoleti che ti rilasciano un attestato valevole in un contesto molto limitato nella speranza di arrivare per primi almeno quella volta...
    Le pubblicità dei corsi che ci arrivano a casa insieme ai volantini della Coop, l'Ordine che ci spedisce la posta e accanto al nome non scrivono nemmeno "Dott.", sintomo di un menefreghismo totale, il lavoro gratuito che dispensiamo a favore dei colleghi più "anziani" con la speranza di avere una qualche forma di riconoscimento prima o poi.
    Se non ve ne siete ancora accorti, l'unico modo per lavorare è nel campo della formazione di altri psicologi... Per questo ci spremono come agrumi, per questo hanno allungato le scuole di specializzazione da 4 a 5 anni... sono soldi in più che entrano nelle tasche dei "pochi". Poi ci sono le persone più ambiziose che nonostante tutto pensano di poter arrivare da qualche parte e piegano la testa per anni, lucidando la strada al prof di turno... scendendo a compromessi assurdi in alcuni casi. E se non basta la scuola di specializzazione per trovare qualcuno a cui fare da servetto, si fanno anche i master dopo... e poi ti accorgi che trovarsi un numero tale di pazienti da consentirti 1000 euro al mese è una sfida... e poi non tutti i mesi sarà così. Poi dei 60 euro che prendi, un tot se ne vanno in tasse un tot lo devi dare allo studio presso il quale lavori e magari 35 euro ti rimangono in tasca.
    Sento parlare di master in criminologia, ma qualcuno lo sa che la figura professionale del criminologo in Italia non esiste (o forse è cambiato qualcosa?)? E c'è ancora gente che spende 3500 euro per fare questi master? E poi ci chiediamo perchè lo psicologo è una figura poco accreditata...
    Che poi per fare lo psicologo vero ci vogliono gli attributi quadrati, ce li voglio vedere a portare avanti una denuncia nei confronti di potenziali abusi... ce li voglio proprio vedere...
    Psicologo come missione? Ma per favore... Dovremmo dare fiducia al paziente, ma invece siamo senza casa, senza macchina, senza famiglia... però che bei maestri di vita che siamo...

    Poi a volte incontri psicologi meritevoli, che sanno quello che fanno e che ci credono, ma sono talmente rari che purtroppo si perdono nella nebbia.
    Ultima modifica di Jorja : 09-03-2011 alle ore 01.42.08

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