Poteva essere un giorno in cui ricordare un campione, ma si è trasformato in un ricordo amaro non tanto per il poco felice avvenimento in sé, ma per tutto ciò che il personaggio del "Pirata" si è trascinato dietro negli ultimi anni. Francamente a me ora è difficile giudicare la sua carriera, perché non ho - come nessun altro, del resto - la possibilità di riconoscere le vittorie di un atleta da quelle della chimica.
E' morto un uomo, è morto un personaggio. Posso celebrare, piangere la morte di tutto fuorché un grande del ciclismo, perché, sebbene siano innegabili i suoi successi, non ha avuto la malizia di raggiungerli tutti con le proprie forze. E' diventato forse un facile e "rumoroso" capro espiatorio, ma è e rimarrà - purtroppo per sempre - un uomo che ha vinto tanto, ma è morto da perdente. Credo che l'avvenimento mi dispiaccia più per quest'ultimo aspetto.
Ho espresso un parere è vero, ma ciò che ho scritto è una verità che tacitamente rimane implicita parlando di Marco Pantani, che per un attimo di debolezza, ha preferito spegnersi da debole.
Peccato.







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sarò stanca ma non ho capito niente!!
e tu mi spiegi la tua opinione fondata su motivi oggettivi? Quale sarebbe?
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