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  1. #16
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione

    Citazione Originalmente inviato da antoniozuf Visualizza messaggio
    Caro Megiston, per me i termini mercato, quantità di pazienti, costi e ricavi non sono fuorvianti, né tantomeno da mercato delle vacche. So bene che sono associati concettualmente ed emotivamente al campo dell'economia (spesso vista come puro calcolo razionale al servizio del "vile" denaro), ma sono anche i termini (che vuoi farci, siamo in una società capitalistica) che consentono la sopravvivenza.
    Pienamente d'accordo sul discorso che non bisogna solo sopravvivere ma anche vivere.
    E pienamente d'accordo sul fatto che il nostro atteggiamento si riverberi sugli altri.
    Ma non vedo come parlare dei costi delle scuole, della loro qualità, e del poco mercato in psicologia e in psicoterapia possa sminuire la nostra serietà o addiritttura la nostra passione.


    Credo sia normale che uno psicologo voglia guadagnare dal suo lavoro e avere degli incassi. Magari degli alti incassi. Non lo vedo limitante. Anzi.
    Se ho molte persone che vengono da me (non mi è mai piacuto più di tanto il termine paziente), forse vuol dire che sono un po' bravo e faccio qualcosa di utile. Mi sembra il minimo voler avere un buon introito da quest'attività.
    Nessuno credo che nei post precedenti abbia voluto sminuire il valore della relazione terapeutica o altro.

    E, se nel fare un ragionamento dei miei futuri guadagni, ci devo anche mettere il computo delle spese di una scuola di specializzazione, ecco che allora ha senso il post di Dadedidò.

    Io personalmente sono convinto che quello delle scuole sia un mercato perverso che è popolato da psicologi\psicoterapeuti che vogliono guadagnare su altri psicologi\futuri psicoterapeuti.
    Non c'è niente di illegale in questo.
    Solo che 5 anni passati a pagare (profumatamente) questi signori mi sembrano molti.
    E non credo che sia sempre un buon investimento (economico e di formazione personale).
    Ecco tutto.

    Se a questo poi associ la qualità della formazione impartita (non sempre soddisfacente) i dubbi su quanto convenga intraprendere la strada della psicoterapia, almeno in Italia, mi vengono.

    Io attualmente mi trovo per studio all'estero, e non ho ancora conosciuto nessuno, dico nessuno, che sia intenzionato a venire in italia a formarsi in psicologia o in psicoterapia.

    E questo mi fa molto riflettere.
    Caro Antoniozuf,
    la psicologia (clinica, per gli altri indirizzi non saprei come vanno le cose) e la psicoterapia non sono mai state in Italia valorizzate, non hanno mai conosciuto un momento d'oro; da sempre, quando ti iscrivevi in una facoltà come quella di psicologia (io mi sono iscritto che era ancora un corso di laurea di magistero, è passata in corso di studi ad essere facoltà autonoma) non sapevi come ti sarebbe andata a finire. In molti fra i colleghi che frequentavano nel mio stesso periodo sono affluiti nell'insegnamento, altri fanno un lavoro che niente ha a che fare con ciò che hanno studiato, solo una piccola minoranza è giunta a fare lo psicologo clinico e/o lo psicoterapeuta.
    In Italia non c'è una mentalità diffusa e favorevole riguardo alla psicoterapia e non c'è alcuna sensibilità al problema da parte dello Stato (si stipulano convenzioni con cliniche che erogano terapie mediche, che fanno esami diagnostici come una TAC, una Risonanza Magnetica, un elettroencefalogramma, ma non esiste nessuna convenzione con chi pratica la psicoterapia) e da parte delle assicurazioni, che non riconoscono un trauma psicologico come un danno da risarcire magari pagando alcune sedute psicoterapiche.
    Il problema, come vedi, c'è sempre stato, adesso è acuito dalla crisi economica in atto e molti miei colleghi integrano l'attività privata con qualcos'altro, visto che gli studi tendono a svuotarsi e se non hai una buona rete di conoscenze sul territorio non è facile reggere la botta. Questo potrebbe spiegare almeno in parte il motivo per cui molti giovani colleghi non sono propensi a venire a formarsi qui in Italia, ma la questione non è così semplice, non si tratta semplicemente del fatto che qui non esistano scuole eccellenti, esistono eccome, così come esistono scuole serie e docenti di tutto rispetto, con esperienza, passione, curiosità, idee da trasmettere.
    Oggi però accade che anche nella clinica, anche in psicoanalisi ... e da tempo, non puoi più sostenere le tue idee soltanto sulla tua esperienza clinica e sul tuo personale prestigio, fascino, carisma o quant'altro; è necessario appoggiarti su dati scientifici, sulla ricerca e molta parte della ricerca clinica, evolutiva, ecc. viene fatta nei paesi anglosassoni ... non credo troverai molti colleghi che vogliano andarsi a formare in Spagna, in Grecia, in Portogallo, in Francia ... per lo stesso motivo, oltre che in Italia, chi può va negli Stati Uniti, o in Inghilterra, o in Svizzera, o in Australia, o in Scandinavia (Svezia, Danimarca ...).
    Non conosco la situazione delle scuole di psicoterapia, molti indirizzi psicoterapici non prevedono l'analisi didattica come obbligatoria, ciò accade solo nelle scuole psicoanalitiche di ogni genere e indirizzo esse siano, o nelle scuole psicodinamiche in genere, e anche fra queste bisogna fare delle distinzioni, c'è chi ti obbliga a fare un'analisi con un analista con una certa esperienza, ma non ti obbliga a scegliere fra i didatti del centro, o fra gli associati, ti lascia libero di scegliere (è ciò che è successo a me), così come c'è chi di mattina ti fa lezione e di pomeriggio ti ascolta sul lettino (commistione che io eviterei, perché le due figure devono rimanere distinte, chi ti istruisce e ti valuta non può essere la stessa persona che ti analizza, come sostiene anche Otto Kernberg in quest'articolo: http://www.psychomedia.it/pm/modther...kernberg-1.htm).
    In conclusione, ciò che volevo dire non è che non sia importante vivere (e non soltanto sopravvivere), non che non sia importante guadagnare quanto basta al tuo benessere, alla tua formazione (che io intendo come permanente, un analista non può fare una formazione episodica, deve perseguire una formazione permanente), ma che deve scegliere di essere (o non essere) analista non in base a questo tipo di considerazioni (nessuno avrebbe scelto la psicoterapia in base a considerazioni puramente razionali, al calcolo dei costi-benefici, o al puro buonsenso). Scegli di fare lo psicoterapeuta solo ed esclusivamente per passione, questo è ciò che dovrebbe guidare nella scelta, perché qualsiasi altro professionista nel campo della salute guadagnerà sempre e comunque più di noi e avrà necessità di formazione molto minori della nostra; quando lavoravo in un poliambulatorio ero sbalordito dal numero di pazienti in un'ora che riuscivano a visitare gli specialisti in medicina e gli onorari che ne ricavavano: in un paio d'ore tiravano su somme che io mettevo insieme nell'arco di tutta la giornata, anche perché le loro visite sono una tantum o si tratta comunque di cicli brevi, mentre le nostre terapie durano per anni e non puoi chiedere cifre molto elevate.
    In ultimo, è vero che c'è poco mercato per molte ragioni, ma questo non perché non ci sia necessità, ma perché in Italia (eccetto che nelle grandi città dove la mentalità è più aperta) la gente che ha problemi preferisce non chiedere alcun tipo di aiuto (riversando pari pari il proprio disagio sulla famiglia, sui servizi sanitari, o sui servizi sociali o interessando la legge e le forze dell'ordine), oppure si rivolge alle religioni, ai maghi, agli stregoni, ai ciarlatani, alle terapie esotiche ed orientali, a soluzioni magiche e miracolistiche. Il mercato in gran parte dovremo crearcelo, questa è la sfida, avvincente per molti versi a cui siamo chiamati; e questo non avviene soltanto con le persone poco acculturate, molto spesso sono ignoranti in materia o molto scettiche anche persone di una certa cultura e fa specie non trovare molte sponde persino nei medici di base (che tendono a gestire loro molti pazienti con tranquillanti vari o inviando ai neurologi), fra gli insegnanti e fra i preti.
    Un esempio ad alti livelli, tempo fa si è vista passare in tv una pubblicità progresso che riguardava i problemi di impotenza maschile che diceva di rivolgersi senza vergogna alcuna alla medicina, quando gran parte dei problemi di impotenza ha spiegazione psicologica e uno psicoterapeuta o un sessuologo possono inquadrare meglio di qualsiasi medico di base o di qualsiasi urologo il problema ... ignoranza di Stato?
    Un saluto

    P.S. Volevo anche aggiungere che non è accettabile prendere a pretesto (magari esagerandolo) lo stato delle cose per la psicoterapia, dire che tutto è uno schifo, che c'è chi se ne approfitta, che vivono solo di studenti e sugli studenti, per non fare una scuola di psicoterapia e poi di fatto improvvisarsi psicoterapeuti (giocando sul fatto che è ambigua la distinzione fra terapia di sostegno e psicoterapia e sul fatto che nessuno verrà ad indagare ciò che fai davvero nel tuo studio). Questo accade con psicologi che non sentono l'esigenza di specializzarsi, ma accade anche con sedicenti counselor che di fatto fanno psicoterapia e si fanno pagare come psicoterepeuti.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 18-10-2011 alle ore 19.37.10

  2. #17
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione

    Se gli psicologi continuano a svalutare la specializzazione in psicoterapia in questo modo, solo perchè spesso inaccessibile dal punto di vista economico (problema che non si risolve parlandone male come la volpe e l'uva), non vedo perchè gente profana della materia dovrebbe valorizzarla.

  3. #18
    Partecipante Affezionato L'avatar di antoniozuf
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    Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Caro Megiston

    Interessante discutere con te.
    Condivido veramente quello che hai scritto. Soprattutto per quanto riguarda la formazione all'estero (paesi anglosassoni, ma la francia non la sottovaluterei...).
    Non credo (e spero di non esser stato frainteso nei miei post precedenti) che la psicoterapia sia uno schifo.
    Anzi. Secondo me uno psicoterapeuta, molto probabilmente, saprà fare meglio il lavoro di "aiuto" di uno psicologo.
    Ciò che, ripeto, non mi scende giù (ma è la mia opinione) sono tutti quei soldi che gli specializzandi devono versare per specializzarsi. Mentre questo non avviene per altre discipline come la medicina (e ripeto: non ho niente contro i medici, anzi ho visto molti lati positivi nell'accorpamento con la facoltà di Medicina a Roma, perché così si potrà valorizzare ancora di più l'enorme contributo che la psicologia dà nella ricerca).

    Solo questo: pagare una barca di soldi (almeno per me), per una fomazione che in italia, spesso, non è qualificante (soprattutto se paragonata con quella che si fa all'estero).
    La cosa che mi "spaventa" è l'impressionate numero di scuole private che c'è in italia...mi dà proprio l'idea del business! Business che forse non si accompagna sempre alla qualità (molti miei colleghi si lamentano delle loro scuole, e sono dei più svariati indirizzi).

    Per inciso, quando mi sono iscritto a psicologia volevo fare lo psicoanalista. Poi con il tempo ho cambiato un po' la mia visione del mio percorso professionale.
    Ma per il futuro chissà... Ora sicuramene questa idea è abbastanza lontana da me.

  4. #19
    Partecipante Affezionato L'avatar di antoniozuf
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazi

    Citazione Originalmente inviato da ninfaverde Visualizza messaggio
    Se gli psicologi continuano a svalutare la specializzazione in psicoterapia in questo modo, solo perchè spesso inaccessibile dal punto di vista economico (problema che non si risolve parlandone male come la volpe e l'uva), non vedo perchè gente profana della materia dovrebbe valorizzarla.
    Cara NInfaverde
    almeno per quello che mi riguarda, non è il caso della volpe e l'uva.
    Ho scelto di investire i miei soldi e il mio tempo in un altro tipo di percorso professionale (dottorato).
    Che sicuramente, te lo assicuro, è molto meno remunerativo rispetto all'essere psicoterapeuti un domani...
    Ma credo mi possa formare meglio per quello che voglio fare.
    Sul fatto di svalutare le scuole di psicoterapie?
    Ho espresso la mia opinione (magari anche simile a quella di altri colleghi), spero argomentandola abbastanza chiaramente.
    Non credo che tacendo si faccia il bene di una disciplina.
    Certo, io non ho esperienza diretta in una scuola, ma già il business che le circonda (da opsonline risulta che solo nel lazio ce ne sono 66!!) mi spinge a stare (almeno per ora) lontano da loro.
    Magari sarò prevenuto senza motivo.
    Magari no.

  5. #20
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    sono d'accordo con Magiston, che le scelte vanno fatte per passione e non solamente guardando l'aspetto econo èmico, però pur vero che anche il confronto entrate/uscite, in un momento di crisi come il nostro, non può essere non considerato.
    Quindi sì alla scuola specialistica, ma occhio alla spesa..

  6. #21
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    Riferimento: Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno se

    Citazione Originalmente inviato da antoniozuf Visualizza messaggio
    Caro Megiston

    Interessante discutere con te.
    Condivido veramente quello che hai scritto. Soprattutto per quanto riguarda la formazione all'estero (paesi anglosassoni, ma la francia non la sottovaluterei...).
    Non credo (e spero di non esser stato frainteso nei miei post precedenti) che la psicoterapia sia uno schifo.
    Anzi. Secondo me uno psicoterapeuta, molto probabilmente, saprà fare meglio il lavoro di "aiuto" di uno psicologo.
    Ciò che, ripeto, non mi scende giù (ma è la mia opinione) sono tutti quei soldi che gli specializzandi devono versare per specializzarsi. Mentre questo non avviene per altre discipline come la medicina (e ripeto: non ho niente contro i medici, anzi ho visto molti lati positivi nell'accorpamento con la facoltà di Medicina a Roma, perché così si potrà valorizzare ancora di più l'enorme contributo che la psicologia dà nella ricerca).

    Solo questo: pagare una barca di soldi (almeno per me), per una fomazione che in italia, spesso, non è qualificante (soprattutto se paragonata con quella che si fa all'estero).
    La cosa che mi "spaventa" è l'impressionate numero di scuole private che c'è in italia...mi dà proprio l'idea del business! Business che forse non si accompagna sempre alla qualità (molti miei colleghi si lamentano delle loro scuole, e sono dei più svariati indirizzi).

    Per inciso, quando mi sono iscritto a psicologia volevo fare lo psicoanalista. Poi con il tempo ho cambiato un po' la mia visione del mio percorso professionale.
    Ma per il futuro chissà... Ora sicuramene questa idea è abbastanza lontana da me.
    e come mai in Italia non è qualificante per voi terapeuti?

    E' vero o è il solito vizio di dire che all'estero è tutto meglio, quando invece per esempio lo studioso che a Ginevra ha fatto quella scoperta sui neutrini viene da un "povero" liceo vicino a casa mia.

  7. #22
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    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    volevo chiedere come si conciliano le critiche alla propria formazione, col "rispetto" che, diciamo, tutti i terapeuti portano al proprio maestro, o formatore, o come lo volete chiamare, tenuto conto che a noi pazienti spesso ci chiamano discepoli o giù di lì, presi mano nella mano.

    e molti terapeuti serbano una forma di affetto/gratitudine per il proprio analista, ho sentito qualche testimonianza in proposito, che poi trasmettono a loro volta.

    che rapporto avete con i vostri "insegnanti"?

  8. #23
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    volevo chiedere come si conciliano le critiche alla propria formazione, col "rispetto" che, diciamo, tutti i terapeuti portano al proprio maestro, o formatore, o come lo volete chiamare, tenuto conto che a noi pazienti spesso ci chiamano discepoli o giù di lì, presi mano nella mano.

    e molti terapeuti serbano una forma di affetto/gratitudine per il proprio analista, ho sentito qualche testimonianza in proposito, che poi trasmettono a loro volta.

    che rapporto avete con i vostri "insegnanti"?
    Ma che gente hai frequentato?

  9. #24
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    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Un sacco di gente psi col nome che scrive sui forum, e lascia via via le sue testimonianze, perchè?

    e' gentaccia?

  10. #25
    Partecipante Affezionato L'avatar di antoniozuf
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    Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    e come mai in Italia non è qualificante per voi terapeuti?

    E' vero o è il solito vizio di dire che all'estero è tutto meglio, quando invece per esempio lo studioso che a Ginevra ha fatto quella scoperta sui neutrini viene da un "povero" liceo vicino a casa mia.
    Cara complicata
    Non sono uno psicoterapeuta, quindi credo che il "voi" non fosse riferito a me.
    Provo comunque a darti una risposta sulla questione "qualità-estero".
    Solitamente leggo vari articoli scientifici che si occupano di psicolgia e/o di psicoterapia.
    E non è così comune trovare autori italiani (purtroppo conta sicuramente molto il fattore lingua, ovvero scrivere in lingua inglese, ma un sacco di giapponesi, tedeschi, olandesi, etc. pubblicano importanti ricerche).
    Solitamente i "grossi" nomi, purtroppo, non lavorano in italia.
    Un esempio è proprio quello che hai citato tu.
    Il Prof. Antonio Ereditato, che è a capo del gruppo che ha scoperto che i neutrini viaggiano più veloci della luce, è italiano, ma insegna all'università di Bern (Svizzera).

    Nessuno sta dicendo che gli italiani non siano bravi (anzi, all'estero sono molto apprezzati per la ricerca).
    E' la ricerca (e di conseguenza la formazione che da essa discende) che si fa in italia che, per me, non sempre è all'altezza di quella all'estero.
    Questo non vuol dire che non ci siano in Italia centri di eccellenza.
    Ci sono.
    Eccome!
    Pubblici e Privati.
    Ma se vedo che ci sono 66 scuole private di psicoterapia solo nel lazio... ho un po' di dubbi sul fatto che si punti sull'eccellenza...ma di più (secondo me) sul business.
    Ma ripeto.
    Questo è il mio punto di vista sulle scuole di psicoterapia in Italia.
    E questo, unitamente ai loro esosi costi, mi lascia a volte il dubbio sulla bontà di intrapendere questo percorso formativo.

    So che ci sono alcune buone scuole private (non faccio i nomi per non fare pubblicità) e i loro prezzi sono sui 25.000 per cinque anni.

    A questo punto si possono aprire alcuni scenari:

    1- Se uno vuole fare lo psicoterapeuta, e ha i soldi, secondo me, fa bene ad iscriversi ad una di queste scuole in Italia. Ma può anche andarsene all'estero.

    2- Se uno non sa se vuole fare lo psicoterapeuta, ma ha i soldi, secondo me, dovrebbe pensarci molto ma molto bene sulla bontà di tale investimento.

    3- Se uno vuole fare lo psicoterapeuta, ma non ha i soldi, secondo me, dovrebbe pensarci bene sulla bontà di tale investimento. Soprattutto in Italia. Forse, ancora di più in quest'ultimo caso, mi farei un paio di conti se non vale la pena investire i miei soldi (quei pochi..) all'estero (es. Inghilterra, Olanda) dove le probabilità di lavoro future sono sicuramente maggiori.

    Ovvio non sto considerando relazioni sentimentali che possono incidere sulla scelta di non partire. Ma se uno non ha forti legami, allora nello scenario 3, il discorso di formarsi all'estero prenderebbe sempre più valore (almeno per me).
    Devo fare una spesa? Tanto vale farla bene e provare ad andarmene in un centro di reale eccellenza.

    Ciao

  11. #26
    Partecipante L'avatar di Dadedidò
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    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Rileggendo tutti gli interventi, mi viene spontaneo aggiungere qualcosa e specificare (spero tra l'altro che il richiamo a "certa gente" non fosse riferito a me ma non credo, perché non vedo motivi : ) ). La mia idea che ho espresso come inizio di questa discussione non ha a che fare con TUTTE le scuole di psicoterapia. E' ovvio che ce ne sono molte di buon livello, almeno credo. Ma sfido chiunque a non riconoscere il fatto che la formazione in psicoterapia in questo paese sia diventata solo e soltanto un problema di SOLDI.La verità purtroppo è che il 99% di noi (percentuale "metaforica") vive facendosi sfruttare da qualche cooperativa sociale oppure sopravvivendo in un'onlus oppure cercando di fare l'educatore magari privatamente. Se poi è più sfortunato (e non è ricco di famiglia) vende panini al Mc Donald's o lavora 8 ore al giorno in un call center. Secondo voi è giusto che, dopo aver sborsato milioni e milioni per gli anni universitari, gli si chieda pure di spendere 25-30 mila per "completare" la sua formazione che gli viene costantemente inquadrata come "incompleta"? Non è un discorso da volpi e da uve. E' la constatazione che a fronte di un mercato saturo e sostanzialmente immobile (perché nel momento in cui ci accingiamo a campare della nostra libera professione nel 2011 non possiamo ignorare che un mercato ESISTE e che bisogna "farci i conti"..) la psicoterapia al momento NON HA ABBASTANZA MERCATO. Questo significa che raramente troverete uno psicoterapeuta che campa esclusivamente dei proventi del suo lavoro. Ma troppo spesso ci dimentichiamo (e io ancora non capisco perché ancora oggi ci facciamo convincere che non sia così..!) che LO PSICOLOGO NON FA SOLAMENTE PSICOTERAPIA. La verità è che lo psicologo dovrebbe saper fare anche altro, e cioè consulenza, counseling psicologico (non sono la stessa cosa, meglio ricordarlo sempre), testing, diagnosi, supporto, riabilitazione. Tutte prestazioni che SE FATTE CON ONESTA' E COMPETENZA non sono servizi "venduti al posto della psicoterapia", sono ALTRO. Tutto sta ovviamente in COME SI LAVORA, con quali presupposti teorici e con quale impostazione tecnica. Ma tutti noi giovani psicologi penso dovremmo iniziare a renderci conto che il "mercatino" della formazione ha raggiunto in Italia dei livelli incredibili, dei costi senza controllo. Dovremmo inizare NOI a rivalutarci IN QUANTO PSICOLOGI (vi ricordo che in questo paese esiste l'ablo degli psicologi, non quello degli psicoterapeuti; il fatto di esercitare o meno la psicoterapia è solamente una specifica che ha a che fare con il fatto se si utilizza o meno un certo strumento), formandoci anche scegliendo da sé il proprio percorso di corsi, conferenze, seminari, letture, autori, supervisioni mirando a costruirci una personale identità professionale che ci possa anche aiutare a differenziarci gli uni dagli altri, a differenziare i servizi che offriamo (chi ha detto che servano solo psicoterapeuti?) e ad essere il più possibile consapevoli dei nostri punti di forza e dei nostri limiti. ciao ciao

  12. #27
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Un sacco di gente psi col nome che scrive sui forum, e lascia via via le sue testimonianze, perchè?

    e' gentaccia?
    Purtroppo lo puoi dire forte...

  13. #28
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Dadedidò, il tuo discorso sostanzialmente è condivisibile, ma ricordiamo che non è lo psicologo a poter fare anche psicoterapia (per legge non è possibile), bensì è lo psicoterapeuta a poter fare anche lo psicologo (o medico a seconda dell'albo di appartenenza e della propria formazione). E' giusto ricordare l'importanza del proprio percorso di studi e valorizzare al massimo i titoli, ma la scuola di specializzazione in psicoterapia per chi voglia lavorare con patologie pervasive o percorsi di cambiamento la ritengo molto importante, oltre a ritenere di cruciale importanza la terapia fatta in prima persona (visto che a psicologia ce sono a bizzeffe di pazzoidi ). Poi se si vogliono offrire altri servizi, che nulla hanno a che vedere con la psicoterapia, la scuola è uno spreco di soldi.

  14. #29
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Citazione Originalmente inviato da Dadedidò Visualizza messaggio
    Ma sfido chiunque a non riconoscere il fatto che la formazione in psicoterapia in questo paese sia diventata solo e soltanto un problema di SOLDI.
    Non funziona così in genere, se uno fa un’affermazione del tipo: “la formazione in psicoterapia in questo paese è diventata soltanto un problema di SOLDI” è lui a dover dimostrare la sua tesi con degli argomenti, si spera solidi, non è che se ne può uscire con uno “sfido chiunque a dire che sia falso”.
    Comunque, se vogliamo fare un discorso serio sul problema io sono favorevole e inizierei col porre la questione: “Perché le specializzazioni in medicina sono corroborate di borsa di studio (esigua certo, ma esiste), mentre quelle di psicologia non lo sono ... anzi bisogna pagare pure per accedervi?”, e poi: “Perché non è riconosciuto un danno psicologico per cui lo Stato e le assicurazioni retribuiscano prestazioni psicoterapeutiche anche facendo affidamento agli studi privati, visto che di fatto la legge 180, che prevedeva la diagnosi e la cura (prestazioni prettamente psicologiche), non è applicata visto che mancano proprio gli psicologi assunti nei centri di salute mentale e nei CPS, tanto da essere nella maggior parte dei casi soltanto dei distributori di psicofarmaci (come già i SerT sono diventati distributori di metadone), con psichiatri che ti dedicano (quando possono) 15 minuti ogni tre mesi, non guardandoti in faccia, rigirando la penna fra le mani, facendoti domande di routine per monitorare il farmaco, visto che sono nell’impossibilità di erogare terapia psicologica?
    Le scuole di psicoterapia colmano il vuoto, è ovvio che c’è chi istituisce una scuola per sbarcare il lunario, è possibile che cerchino di guadagnarci anche qualcosa (ma la mia esperienza è che in altri casi lo si fa per pura passione, e il gettone di presenza per le lezioni spesso copre appena le spese di trasferta, a meno che non sei una star internazionale della psicoanalisi ... Lacan, ad esempio, quando veniva in Italia esigeva soltanto hotel e ristoranti di lusso).
    Sulla consuetudine inveterata di mischiare l’attività didattica con quella terapeutica, ho già detto sul commento precedente, non trovo corretto che il docente sia anche analista di alcuni dei suoi discenti.
    Ribadisco che di scuole serie, guardando nel mucchio, chiedendo in giro a chi le frequenta o a chi le ha frequentate, e soprattutto fidandosi del proprio naso, ce ne sono; ribadisco che se vuoi fare clinica davvero non puoi fare a meno di fare una scuola di psicoterapia (in Italia o altrove); dico che questa svalutazione estrema delle scuole, o la questione dei prezzi elevati di formazione potrebbe essere in alcuni casi, non in tutti, un comodo alibi per fare psicoterapia senza fare una specifica formazione.
    In molti aprono bottega senza arte né parte, o con brevi formazioni pseudo-psicoterapiche in cui si parla di sostegno, di valorizzazione delle risorse ... in cui in sostanza si semplificano pericolosamente problemi seri e serissimi ... salvo poi scaricarli alla prima avvisaglia di tempesta.
    Abbiamo a che fare con persone che soffrono, con persone con cui dobbiamo essere disposti a esplorare mondi psichici inesplorati, con persone che ci affidano le loro angosce, le loro tristezze, la fatica estrema di vivere e anche la loro stessa vita.
    Non avere una preparazione adeguata può essere catastrofico, per noi e per lui, e nel migliore dei casi può inficiare quella fiducia che sarà estesa all’intera categoria e che può mettere a serio rischio la possibilità di un nuovo intervento psicoterapeutico serio.
    Spesso vedo gente che si improvvisa psicoterapeuta non essendolo o che apre il suo setting a situazioni nuove (la coppia, la famiglia, il gruppo, l’adolescente, il bambino) senza avere una preparazione seria alle spalle, sulla base della lettura di libri, sul sentito dire, sul: “ti do io qualche dritta” del collega che almeno lui un master l’ha frequentato, o spinto dalla necessità di avere pazienti!

    Citazione Originalmente inviato da Dadedidò Visualizza messaggio
    (vi ricordo che in questo paese esiste l'ablo degli psicologi, non quello degli psicoterapeuti; il fatto di esercitare o meno la psicoterapia è solamente una specifica che ha a che fare con il fatto se si utilizza o meno un certo strumento)
    Esiste un albo degli psicoterapeuti, esercitare una psicoterapia senza aver frequentato e essersi diplomati in una qualsiasi scuola di psicoterapia è un reato e si rischia inoltre la radiazione dall’albo degli psicologi. Molti aprono bottega e queste botteghe sono, purtroppo, parte in causa nella svalutazione che si fa oggi della terapia psicologica ... un paziente puoi anche mistificarlo per un certo periodo di tempo, presentargli come mirabolanti rimedi che al massimo sono equiparabili ai pannicelli caldi in caso di febbre tifoide ... però prima o poi capisce l’inganno e quando lo capisce s’incavola di brutto .. ho sentito di studi psicologici completamente sfasciati ... persino le pietre laviche usate calde da apporre sulla schiena nei punti del chackra del paziente sono finiti in mezzo alla strada e lo stereo con la musica rilassante è finito in mille pezzi contro la parete.
    Au revoir mes amis

    P.S. Io "campo" esclusivamente con i proventi della mia attività professionale ... non campo "solo" di psicoterapia ... mi piacciono molte altre cose.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 20-10-2011 alle ore 21.55.40

  15. #30
    Partecipante L'avatar di Dadedidò
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    Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?

    Gentile "Megiston Matema" (...che nomignolo inquietante..!) mi vedo costretto a ribattere a tante imprecisioni ed esagerazioni. Dunque, prima di tutto credo che il primo e più pertinente "argomento solido" sia la quantità di denaro che viene richiesta in media agli iscritti alle suddette scuole, in un momento di crisi economica come questo durante il quale la stragrande maggioranza di noi "campa" facendo l'educatore (se è fortunato) altro di non attinente alla psicologia se è più sfortunato (e non proviene da una famiglia ricca!). Per il tuo "campare" di libera professione, bene: complimenti. Purtroppo non è così per molti. E molti, te lo assicuro, di quelli che non riescono a vivere esclusivamente dei proventi della propria libera professione sono pure bravi. Ribadisco: non esiste un albo degli psicoterapeuti. Informati meglio; l'unico albo riconosciuto dallo stato italiano è quello degli psicologi. Quello degli psicoterapeuti è un elenco tenuto da ogni ordine regionale per quanto riguarda i propri iscritti. Per quanto riguarda"panicelli caldi" o "pietre calde" o impianti stereo fracassati contro i muri....bah! A parte la mia valutazione personale di un'ironia sciocca, insulsa e pure fuori luogo (nessuno qua "difendeva" sedicenti "terapie alternative" o pratiche new age) vorrei sottolineare per l'ennesima volta che, a fronte della folla di sedicenti counselors diplomati in scuole e scuolette private, ci sono anche tanti PSI-CO-LO-GI che praticano il COUNSELING PSICOLOGICO, la consulenza, la diagnosi e il supporto con serietà e competenza (dunque, senza "venderli" come fossero psicoterapia e non al posto di essa cioè rifiutando di prendere in carico casi con una psicopatologia diagnosticata).
    A bientot

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