Citazione Originalmente inviato da cap Visualizza messaggio
@edobianchi: per occupazione di edificio pubblico è ovvio che intendevo un lungo percorso di contrattazione con il comune e di regolarizzazione dell'edificio. Ma al di là dell'occupazione, volevo porre l'accento sulla necessità di creare un movimento che trovi delle soluzioni nuove perchè la professione dello psicologo e dello psicoterapeuta diventa ogni giorno più difficile da attuare.

non so negli altri posti, ma qui in Emilia Romagna, esiste una sorta di meccanismo (criminale, visto che toglie la possibilità di lavorare a chiunque non sia dentro a tale meccanismo) per cui TUTTO è in mano alle cooperative sociali, in particolare ad una cooperativa che, guarda caso, vince TUTTI gli appalti. Io ho finito la tavistock a Luglio e chissà come mai qui a Bologna è impossibile aprire un centro clinico perchè è tutto bloccato.
Insomma, al di là dell'occupazione ( che è l'aspetto se vuoi più provocatorio) mi chiedevo come reagire ai continui attacchi alla nostra professione: dalla finanziaria tremonti che pone delle questioni deliranti e preoccupanti, alla difficoltà di lavorare perchè in Italia la figura dello psicologo non è riconosciuta (psicologo scolastico, psicologo di base...)l
Purtoppo non ho link sulla situazione spagnola, hanno tenuto una conferenza a Bologna due medici e due psicologi spagnoli che raccontavano la loro storia all'interno del movimento degli indignati. Ascoltandoli mi sono chiesta come mai a Roma ci fossero tutti, ma non gli psicologi o se c'erano non erano aggregati, non c'è un movimento degli psicologi all'interno del movimento degli indignati. Io credo che oggi siamo di fronte ad un cambiamento storico e che solo stando dentro al movimento si possa avere la speranza di poter costruire qualcosa di positivo per la nostra professione, non rimanendo ognuno chiuso nel proprio studio alla ricerca di un paziente in più. Ma lottando per permettere alla cittadinanza di accedere ai servizi psicologici come è nel loro diritto, visibilità e informazione.
In provincia di Treviso è lo stesso. Aggiungo che in Veneto il titolo di educatore (nelle case famiglia, nelle comunità per tossicodipendenti ecc... insomma in tutte le strutture dove fino a 5-10 anni fa era possibile "farsi le ossa") viene di gran lunga preferito a quello di psicologo (c'è un problema di legge regionale, che ha tagliato fuori chiunque non abbia il diploma triennale di Educatore, che tra l'altro è diventata una figura sanitaria....).... da questo punto di vista quindi c'è un ulteriore problema di debolezza della nostra laurea. Quanto alle cooperative, nella mia zona operano come delle agenzie di lavoro interinale perché la manodopera è moltissima e a bassissimo costo...... la formazione, a chi gestisce queste strutture (cioè le cooperative), non interessa.... inoltre i criteri di selezione del personale sono del tutto criptici.... nel mio Comune il servizio doposcuola è DETENUTO con appalto "regolare" da una cooperativa il cui boss (nel senso di "capo", eheh, cosa avete capito? ) è un ragioniere che ha le mani in pasta ovunque (= te lo ritrovi alla CISL, te lo ritrovi che è il responsabile di un'altra cooperativa, te lo ritrovi che è a capo di una palestra dove lavorano fisioterapisti sottopagati, etc..) e sostanzialmente è sicuro di ottenere sempre l'appalto dal Comune (evidentemente è molto simpatico a qualcuno...). Personalmente, da un diverbio avuto con lui (che si sarebbe potuto tranquillamente risolvere a parole se solo lui avesse voluto...) non ho più potuto lavorare praticamente.
Inoltre faccio presente che il problema delle cooperative è che tra loro cercano di non pestarsi i piedi (i famosi "cartelli", mai sentiti?) per cui si spartiscono le zone dove andare a "pescare" gli aappalti..... alla faccia della concorrenza e libero mercato. Inutile dire che è questo meccanismo di collusione tra amministratori e imprenditori (di cooperative) che lasci in piedi il sistema, quello per cui non si sa mai perché qualcuno lavora e qualcuno no, nè con quale criterio di professionalità lavorino i "prescelti". Altra cosa che aggiungo sulle coop, è che da noi sono le stesse che gestiscono i corsi OSS (o OTA o OSA ecc...). Potete anche vedere qui che c'è qualcun altro che ha lamentele su di loro: in questo caso operano come dei diplomifici per cui a loro interessa solo sfornare molti diplomati e prendersi i soldi dei contributi regionali (più quelli degli iscritti), allo stesso modo delle peggiori scuole private (mi riferisco a quelle che effettivamente lavorano in questo modo, non a TUTTE le scuole private, non mi si accusi di generalizzare eheh.... )
http://www.operatoresociosanitario.n...ocio-sanitario se non credete a me, almeno leggete queste quattro righe sugli OSS. Saluti