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Discussione: diagnosi....

  1. #16
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    Riferimento: diagnosi....

    se può essere interessante la mia esperienza, io agli inizi gliel'ho chiesta insistentemente una diagnosi al mio terapeuta, cercavo certezze, chi sono, che tipo di disturbi ho.
    cercavo su internet le corrispondenze, sul dsm, dappertutto, come fanno in tantissimi, ho visto.

    poi anche i personaggi vari della cronaca, sono la Tizia, sono come Sempronio, oppure no, sono sanissima, mica sono nevrotica, l'eccesso opposto.

    Il terapeuta non si è mai prestato a questo gioco, ha sempre detto che siamo tutti unici e speciali, anche perchè l'etichetta tentavo di darla a nche a lui, psicologo freudiano, junghiamo, lacaniano, relazionale, le ho tentate tutte.

    certo sono convinta che lui in mente una diagnosi ce l'avesse, cavolo, è stato docente al Cisspat di padova, li avrà fatti gli studi sulla psicodiagnostica

    però se ce l'ha, la tien per sè.

  2. #17
    Partecipante Esperto L'avatar di adelitas
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    Riferimento: diagnosi....

    Non riesco a pensarla come te axamer.
    Dopo due. tre colloqui io procederò sempre con la testistica. Ia persona che soffre VUOLE, PRETENDE, delle risposte concrete e non l'aria fritta e le parole buttate al vento.
    La psicoterapia non cura?allora a cosa serve? (non è una domanda sarcastica, te lo chiedo davvero, io non sono iscritta a nessuna scuola di psicoterapia e se un giorno mi ci iscriverò sarà cmq cognitiva oppure indirizzo neurospicologico).

  3. #18
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    Riferimento: diagnosi....

    beh, se ti adatti a ciò che vuole, pretende il paziente, sei a rischio collusione.

    ecco, una malattia da curare è quella di chi vuole e pretende, è il bambino che abbiamo dentro di noi, che chiede questo.

    Ti rispondo io, prima della competente risposta di axhamer, la psicoterapia serve a far crescere e diventare adulta una persona, e la strada non passa per l'assecondamento dei suoi e dei tuoi desideri inconsci, ma per la presa di coscienza di tali desideri, per la comprensione di noi stessi e di ciò che pensiamo, che accade dentro la nostra psiche.

    La strada maestra per non essere burattini in mano al burattinaio, e affrontare la giostra della vita con occhi nuovi, e fortificati.

    come ho letto e condivido, siamo tanti piccoli, insignificanti "Gesù bambino", e da qui tutto il male possibile, se ognuno sapesse coltivare bene il proprio giardino, come dice il mio grandissimo terapeuta, il mondo andrebbe meglio.
    Ultima modifica di complicata : 20-03-2012 alle ore 13.14.25

  4. #19
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: diagnosi....

    quoto e straquoto complicata!


    Da paziente spesso ci si appresta dal etraputa per ottenere una diagnosi(come ha scritto anche complicata)...ma il teraputa non deve (a mio avviso) cedere a questo gioco!


    Anche io farei diagnosi (e anche io la terrei per me) indagando magari sia ciò che il paziente stesso SENTE dia vere (magari rimandando a lui la domanda di diagnosi) e sulle motivazioni che lo spingono a conoscere a tutti i costiciò che ha....(etichetta!)


    Secondo me la diagnosi è utile al terapista per orientarsi nella etrapia...ed è un arma a doppio taglio per il pz ...da una parte infatti potrebbe spingerlo a non guarire(non sappiamo le dinamiche che spingono un pz a terapia......e se fosse sfidante, se volesesolo riconfermare il suo copione?????va beh..scusate forse vado un po' OT).....

    Comunque è vero anche che molto dipende da chi ho davanti.....forse mi occuperei(e comunicherei il problema del momento: panico, ansia, depressione....momentanea...) piuttostoc he la diagnosi totale...anche perchè....la diagnosi è flessibile...Non vorrei che il pz sentisse poi il peso di una patologia fissa..

    e poi...anche io credo che siamo tutti unici e speciali...e che tutti abbiamo aspetti positivi, qualità e aspetti in via di sviluppo..che vanno migliorati (e che per alcuni rientrano nella ptologia)....
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  5. #20
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: diagnosi....

    Dare una definizione di psicoterapia va oltre le mie capacità. Personalmente vedo la psicoterapia come un processo di cambiamento. Ogni scuola ha poi le sue defuinizioni. La cura e' più legata alla totale remissione di un sintomo e quindi molto legata al modello medico.

    In terapia molto spesso è importante che il paziente si renda conto che non è li per essere passivamente curato ma è invece parte stessa del processo di cambiamento.

    Sul fatto che il paziente VUOLE una cosa concreta e non aria fritta.....fattibilissimo ma qui quoto anch'io Complicata: il rischio di collusione è altissimo. Ed a volte è persino piacevole (ci siamo passati tutti penso) la collusione dove ci viene offerta l'opportunita' di essere 'burattinai': quelli che hanno le risposte, che guidano, quelli che non offrono frustranti domande/riflessioni quando invece il paziente ci chiede risposte. Il rischio e' che cosi' facendo si uccide ogni possibilità di crescita interiore e cambiamento.
    Ultima modifica di Axamer Ibk : 20-03-2012 alle ore 19.54.58

  6. #21
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    Riferimento: diagnosi....

    La cosa importante è aver chiarito che lo psicologo fa diagnosi. Non riesco ad essere d'accordo con voi sul resto. Scusate, dopo aver fatto delle valutazioni con vari test, i pazienti non vi chiedono cosa ne è venuto fuori?

  7. #22
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    Riferimento: diagnosi....

    e se ne è venuto fuori che siamo alla frutta? ahaha

    " Mi spiace, lei secondo i nostri test è un borderline, oscilla sul confine tra fantasia e realtà, dobbiamo assolutamente riportarla al legame con la realtà, sennò rischia di diventare pazzo"

    " le consiglio di intraprendere subito una psicoterapia, va bene qualunque, vista la gravità del caso, unitamente a una cura farmacologica, che le potrebbe alleviare i sintomi"

    "stia tranquillo, eh, è in una botte di ferro, si rimediano queste cose, ne soffre il novanta per cento dell'umanità, è in compagnia di politici, manager, e dittatori equatoriali"



    "grazie, dottore, mi sento decisamente sollevato"

  8. #23
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    Riferimento: diagnosi....

    Mi dispiace ma non riesco ad essere d'accordo. Secondo me è importante spiegare cosa è venuto fuori, magari comunicando almeno l'area di interesse psicopatologico. é chiaro che tutto dipende dalla persona, se è già provata e sofferente si pesano bene le parole è ovvio. Cmq sia gli incoraggiamenti del caso sono normali.

  9. #24
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    Riferimento: diagnosi....

    Ci puoi fare un esempio di come tu comunicheresti ad un paziente una sua presunta psicopatologia, ad esempio un disturbo paranoide?

  10. #25
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    Riferimento: diagnosi....

    Come fare (e soprattutto PERCHE' ) dire ad un paziente: " lei ha un disturbo che rientra nella classe dei disturbi....ossessivi? di personalità?????"

    secondo me sparirebbe dalla circolazione..Intanto perchè spesso vengono pensando di NOn essere malati ma solo spinti da altri.....e comunque secondo me molto dipende dal tipo di "problema"..Non avrei nessun tipo di remora nel comunicare ad una persona che è affetta da stati d'ansia...attacchi di panico 8anche perchè magari lo sa! )...ma come si fa a dire (e sperare che rimanga in cura) uno che ha un disturbo ossessivo compulsivo o schizofrenico o altro????...fermo restando che lo psicologo(NON psicoteraputa) si ferma alla diagnosi e consulenza per cui questo ingfrato compito spetterebbe, in tal caso ad uno picoterapeuta!

    Comunque adelitas..Non vogliamo convincerti..ci mancherebbe....è stimolante però consforntarci emagari riflettere sui vari aspetti della situazione!
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  11. #26

    Re: Riferimento: diagnosi....

    Secondo me, mettendomi nei panni di un ipotetico psicologo che si trova a dover comunicare una diagnosi, c'è il forte rischio che, qualsiasi scelta faccia, potrebbe rivelarsi sbagliata.
    Se appioppa un disturbo senza troppo tatto il paziente potrebbe giustamente spaventarsi, o nel migliore dei casi sentirsi in un certo senso "giudicato", e quindi potrebbe decidere di recarsi altrove.

    Però trovo che anche il rimanere troppo "vaghi" potrebbe essere controproducente. Si crea un'atmosfera di "non detto" che potrebbe spaventare in egual modo, perché uno poi comincia a farsi mille dubbi, "perché lo psicologo non vuole dirmi cosa ho?", pensando magari di avere anche qualcosa di grave, e quindi stressandosi ugualmente.



    Infine, un'altra cosa che mi chiedevo riguardo al discorso "diagnosi": lo psicologo può fare diagnosi, ma allora come mai, spesso, al paziente viene consigliato di recarsi prima di tutto da un medico psichiatra, che gli prescriverà eventualmente dei farmaci, dopo avergli fatto una diagnosi?
    La diagnosi dello psichiatra vale più di quella dello psicologo? Penso che entrambe le figure dovrebbero avere la stessa autorevolezza, l'unico discrimine dovrebbe essere appunto quello di poter prescrivere anche una cura farmacologica.
    Ultima modifica di Erin Green : 04-04-2012 alle ore 17.57.34

  12. #27
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    Riferimento: diagnosi....

    Ritorni al discorso che quello psichiatrico è solo uno dei tanti approcci al disagio.

    In particolar modo, un approccio biologico, nel quale si ritiene che ci sia un cattivo funzionamento di sostanze chimiche e che il compenso tramite psicofarmaci possa aiutare.

    Se la vedi così, io la vedo da paziente, così, anche alla luce di quello che ho letto in tre anni di sto forum, non torna che lo psicologo consulente invii allo psichiatra.

    invierà indistintamente alla figura che nel suo immaginario, è la più indicata, perchè non è detto che il paziente abbia una malattia mentale, è vecchia sta concezione, ed è vecchio anche il discorso psichiatra/malattie mentali, Terapeuta/ solo nevrosi.

    fareste bene, per paradosso, a spingere affinchè la psichiatria diventi una branca della psicologia.

    Forse si salva il neurologo,guarda, che si occupa del Parkinson, dell'alzheimer, che non sono disturbi emotivi.

    Lo psicologo non dovrebbe fare diagnosi, ma rimandare la diagnosi al tipo di approccio che sceglie il paziente stesso.,

    Io scelgo di essere curato da uno psichiatra, e accetto la sua diagnosi, in base al suo approccio. Punto.

    Scelgo anche di non essere inquadrato in diagnosi, integrato nella società, e resto matto, se non mi sta bene, questo sarebbe corretto.
    Ultima modifica di complicata : 21-03-2012 alle ore 18.18.53

  13. #28

    Re: Riferimento: diagnosi....

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ritorni al discorso che quello psichiatrico è solo uno dei tanti approcci al disagio.

    In particolar modo, un approccio biologico, nel quale si ritiene che ci sia un cattivo funzionamento di sostanze chimiche e che il compenso tramite psicofarmaci possa aiutare.

    Se la vedi così, io la vedo da paziente, così, anche alla luce di quello che ho letto in tre anni di sto forum, non torna che lo psicologo consulente invii allo psichiatra.

    invierà indistintamente alla figura che nel suo immaginario, è la più indicata, perchè non è detto che il paziente abbia una malattia mentale, è vecchia sta concezione, ed è vecchio anche il discorso psichiatra/malattie mentali, Terapeuta/ solo nevrosi.

    Ciao, mi ponevo quel dubbio in base a varie cose che ho letto in un sito in cui è possibile chiedere consulti online, non so se si può nominare ma comunque è molto famoso. Quando sono gli psichiatri a rispondere viene sempre consigliato di effettuare prima di tutto una visita da uno del settore. Certo potrebbe essere semplicemente un "tirare l'acqua al proprio mulino", ma mi chiedevo, oltre alla possibilità di poter dare dei farmaci, non so quante altre differenze potrebbero esserci, in fondo il dsm lo consulteranno sia gli psichiatri che gli psicologi, per dire (certo si spera non soltanto quello).

    Per quanto riguarda il dicorso del tipo di approccio, non sono del tutto d'accordo, secondo me l'approccio di tipo biologico non dovrebbe essere "uno dei tanti" separato dal resto, anche il corpo è importante, non siamo fatti di solo spirito, quindi è importante tenere conto anche di altri fattori. A parte gli psicofarmaci di cui onestamente ho pure un certo timore, magari una persona potrebbe avere dei "semplici" problemi ormonali, alla tiroide, oppure una forte anemia, sentendosi quindi sempre spossata mimando a volte uno stato depressivo.
    Forse è qui che sta il problema della distinzione delle figure di psicologo e psichiatra, il primo sarà più difficile che tenga conto di questi aspetti (nel mio caso almeno così è successo) più "organici", il secondo si spera di sì!

  14. #29
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    Riferimento: diagnosi....

    Ti rispondo dopo con calma, perchè il colloquio con lo psichiatra l'ho sperimentato, e mi fa sorridere la differenza dal colloquio con lo psicologo.

    Due mondi diversi.

    Da nessuno dei due ho ottenuto test e diagnosi, moh?

  15. #30
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    Riferimento: Re: Riferimento: diagnosi....

    Lo psichiatra in teoria dovrebbe avere la formazione per valutare se sia il caso di prescrivere dei farmaci, consigliare un percorso terapeutico o entrambi. Sono d'accordo sull'importanza di non separare mente e corpo e credo che questo approccio purtroppo sia un po' sottovalutato dagli psicologi, che come tendenza possono sottovalutare l'importanza di un trattamento farmacologico e tirare a loro volta l'acqua al mulino, così come gli psichiatri a volte sbagliano nel prescrivere con troppa scioltezza i farmaci.

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