Certo che se riesce ad uscirsene così lo psicoterapeuta, e l'altro tranquillamente acconsente, il lavoro risulta facile

. Se davanti alla porta però c'è un paziente stile
venditore ambulante, fa prima ad ascoltare che c'ha da dire 'sto paziente (se lo psicoterapeuta davvero non vuol perdere troppo tempo

) se no quello si piazza là avanti e mo lo schioda più.
Magari funzionasse qualche parola e la freddezza, ho visto certe sceneggiate per strada! Con certe persone devi cercare di evitare proprio di arrivare ad un certo punto perché sono capaci di seguirti dappertutto, gli puoi dire pure qualcosa, però poi se non sono d'accordo con te non è che ubbidiscono subito, "ci vediamo domani" e vai via... E questo ti continua a seguire

... Bisogna arrivare alle minacce "guardi che non la ricevo più" oppure ancora più drastico "guardi che chiamo la polizia!"
E certe volte pure le minacce non sortiscono effetti...
Pure qua io ho visto degenerare certe discussioni in violenza fisica, perché ogni persona in fin dei conti vuole che l'altro faccia ciò che vuole, si comunica l'esigenza che l'altro si comporti come si desidera (lo psicoterapeuta vuol togliersi dai piedi un paziente fastidioso perché magari ha altri appuntamenti, il paziente essere ascoltato e accontentato dallo psicoterapeuta anche se non sono in seduta) e quando non si è d'accordo rispetto al da farsi ognuno cerca di usare i mezzi di coercizione di cui dispone per piegare la volontà altrui a proprio vantaggio (la legge, le minacce, i sensi di colpa rispetto ad una presunta morale che dovrebbe essere riconosciuta per non essere considerate bestie e così via, la seduzione), come si dice tecnicamente in questi ambiti ognuno cerca di "Vincere le resistenze inconsce dell'altro", ma alla fine quel che si fa è manipolarlo, farlo cedere perché in fin dei conti il problema viene identificato nel fatto che non cede, è questo a dar fastidio, non si cerca di curare la sua insoddisfazione, se lo si accontentasse perché dovrebbe cedere? Cosa dovrebbe cedere?
Questa è la realtà delle relazioni umane ed anche con gli psicoterapeuti e gli psicoanalisti le cose non cambiano di certo, riproducono le stesse ed identiche dinamiche violente e persuasive inter-individuali.
Quando le persone vanno una contro l'altra perché fortemente insoddisfatte dal comportamento altrui, per me in generale c'è poco da curare, con la neutralità o la non neutralità, con questa o quella tecnica e diavolerie varie non si cura più nulla.
E' il comportamento e le emozioni che l'altro prova nei nostri confronti la malattia da cui si desidera guarire, l'altro che ci ami davvero e che ci piaccia spesso manca, e star bene per molti significa poter avere delle relazioni in cui lo psicoterapeuta sulla porta non ti sviaggia perché deve badare ai suoi interessi (in cosa è diverso lo psicoterapeuta dalle altre persone che abbiamo intorno?), se questo non capiterà né ora né mai, il malcontento esistenziale per me non lo si cura più.
Spesso per curare ci vorrebbero persone che si sacrificano, ma non ce ne sono davvero da nessuna parte (io stesso non sarei disposto a far certe cose là dove potrei).
Si constata solo questo: i tuoi interessi non sono i miei, ed i miei non sono i tuoi... Chi dovrebbe cedere parte del proprio piacere (di comportarsi come gli aggrada) al piacere dell'altro che preferisce che tu ti comporti in un certo modo?
Per me 'ste situazioni sono simmetriche, qualcuno può aver ragione secondo un qualche codice di comportamento scritto da qualche parte (il contratto, questo e quell'altro), ma alla fine chi decide quale sia il codice giusto e corretto?
Stringi e stringi, quelle che decidono tutto sono sempre la forza persuasiva e la violenza coercitive, queste decidono tutto, anche se è ben mascherato tutto questo meccanismo dietro un codice o un contratto (caro agli psicoanalisti non a caso).
Dire ed affermare a gran voce d'essere neutrali rispetto ai valori quando già si usa un formalismo legale che è intriso di valori è solo una macchietta, insistere su questi temi rende solo ancora più ridicola tutta la faccenda.
Saluti