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  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    03-02-2009
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    318

    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da delfino11 Visualizza messaggio
    Crepiiii!!! Non so se hai notato, ma ho pure crisi d'identità sessuale: ho scritto "arrabbiato" (maschile) e "indignata" (femminile).......sono fusissima!
    Ok, chiudo...sono
    Buon proseguimento, ragazzi, e speriamo in bene per lo psicologo di base! E non solo!
    Si ho notato ma é comprensibile sei sotto pressione.....anche se Freud avrebbe da ridire a proposito dei Lapsus heheh.
    Buon studio

  2. #17
    Partecipante Super Esperto L'avatar di delfino11
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    27-06-2012
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    520

    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da r.chavo74 Visualizza messaggio
    Si ho notato ma é comprensibile sei sotto pressione.....anche se Freud avrebbe da ridire a proposito dei Lapsus heheh.
    Buon studio
    Ti mando un PM se non andiamo avanti all'infinito e ci tirano le orecchie perchè siamo OT!

  3. #18
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da r.chavo74 Visualizza messaggio
    Comprendo la tua rabbia. Senza polemica alcuna, i medici hanno una forte lobi (ad esempio in parlamento) e cosi il medico può prescrivere TUTTI i farmaci che ritiene opportuno (quindi anche i psicofarmaci), può permettersi di “tentare” di curare delle psicopatologie (ad esempio la depressione) ecc… senza nessuna specializzazione o formazione supplementare. In generale (parlo per l’esperienza) considerano i psicologi (ma anche gli infermieri, fisioterapisti, ass. sociali ecc..) come a loro sottoposti e si comportano di conseguenza. Per avere questi privilegi hanno lottato per secoli e adesso “non mollano” l’osso in quanto per loro significherebbe una perdita di potere.
    E' vero che in generale il medico è avvantaggiato rispetto allo psicologo, se non altro perché la professione del medico è un po' più antica (qualche migliaio di anno?) e quindi ha avuto molto più tempo per affermarsi

    io vorrei essere ottimista ed evitare di generalizzare dicendo che "i medici sono contro gli psicologi", perché a volte capita che venga stabilita una collaborazione tra un medico (magari un medico di base) e uno psicologo/psicoterapeuta, e in questi casi i pazienti sono molto contenti e la collaborazione è buona.
    Il medico in questo caso si dimostra serio e coscienzioso, e lo psicotarapeuta deve essere bravo, altrimenti la collaborazione dura poco.

    Vorrei fare però una riflessione:
    -Gli psicologi sono troppi. Finché non mettono il numero programmato nelle facoltà di psicologia (programmato, cioè entrano tanti studenti quanti il mercato ne chiede, tenendo conto delle statistiche di abbandoni che non giungono alla laurea) come avviene per ogni altra professione sanitaria, l'offerta sarà in modo abnorme superiore alla domanda, con conseguenti difficoltà lavorative. Da qualche anno lo Psicologo è diventata una professione sanitaria quindi spero che vengano presi provvedimenti in tal senso. So che l'Ordine Nazionale propone da diverso tempo una riforma del genere.

    -Gli psicologi non sono rappresentati in politica. Noi, non so perché, non abbiamo politici che ci rappresentano, non ci sono parlamentari/senatori psicologi: sono tutti medici, avvocati, laureati in pedagogia...ed ecco perché queste categorie, guarda caso ( ), sono avvantaggiate e vengono fatte leggi a loro favore, spesso a discapito proprio di noi psicologi! Come l'attuale proposta dello psicologo di base che vorrebbero fosse estesa anche a madici e dentisti (davvero )

    -Terzo, c'è da dire che l'Ordine degli psicologi in tutti questi anni non ha fatto granché per promuovere socialmente la figura dello psicologo, il fatto che la gente abbia molti pregiudizi sullo psicologo e non sappia di preciso cosa fa lo psicologo è anche colpa dell'Ordine psicologi che non si impegna molto nel fare cultura a riguardo
    Ultima modifica di Johnny : 10-09-2012 alle ore 16.36.40

  4. #19
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    03-02-2009
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    318

    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    E' vero che in generale il medico è avvantaggiato rispetto allo psicologo, se non altro perché la professione del medico è un po' più antica (qualche migliaio di anno?) e quindi ha avuto molto più tempo per affermarsi

    io vorrei essere ottimista ed evitare di generalizzare dicendo che "i medici sono contro gli psicologi", perché a volte capita che venga stabilita una collaborazione tra un medico (magari un medico di base) e uno psicologo/psicoterapeuta, e in questi casi i pazienti sono molto contenti e la collaborazione è buona.
    Il medico in questo caso si dimostra serio e coscienzioso, e lo psicotarapeuta deve essere bravo, altrimenti la collaborazione dura poco.

    Vorrei fare però una riflessione:
    -Gli psicologi sono troppi. Finché non mettono il numero programmato nelle facoltà di psicologia (programmato, cioè entrano tanti studenti quanti il mercato ne chiede, tenendo conto delle statistiche di abbandoni che non giungono alla laurea) come avviene per ogni altra professione sanitaria, l'offerta sarà in modo abnorme superiore alla domanda, con conseguenti difficoltà lavorative. Da qualche anno lo Psicologo è diventata una professione sanitaria quindi spero che vengano presi provvedimenti in tal senso. So che l'Ordine Nazionale propone da diverso tempo una riforma del genere.

    -Gli psicologi non sono rappresentati in politica. Noi, non so perché, non abbiamo politici che ci rappresentano, non ci sono parlamentari/senatori psicologi: sono tutti medici, avvocati, laureati in pedagogia...ed ecco perché queste categorie, guarda caso ( ), sono avvantaggiate e vengono fatte leggi a loro favore, spesso a discapito proprio di noi psicologi! Come l'attuale proposta dello psicologo di base che vorrebbero fosse estesa anche a madici e dentisti (davvero )

    -Terzo, c'è da dire che l'Ordine degli psicologi in tutti questi anni non ha fatto granché per promuovere socialmente la figura dello psicologo, il fatto che la gente abbia molti pregiudizi sullo psicologo e non sappia di preciso cosa fa lo psicologo è anche colpa dell'Ordine psicologi che non si impegna molto nel fare cultura a riguardo
    Johnny,
    io non ho MAI scritto che i “medici sono contro i psicologi” ho solo affermato la pura e cruda verità sulla CONSIDERAZIONE che loro hanno dei psicologi. Questa chiaramente secondo la mia pluriennale esperienza di stretto lavoro sia con gli uni che con gli altri. Durante un convegno dove ho avuto parte attiva ho parlato con un medico e consigliere nazionale (in Italia sarebbe un deputato in parlamento) che ha ammesso in modo mooooolto chiaro dicendo che loro i privilegi se li sono guadagnati quindi NON VEDE una ragione per concederli ad “altri” (riferendosi anche ai psicologi) e non hanno nessuna intenzione a farlo.
    Io non generalizzo e nemmeno voglio polemizzare (credo che qualche anno fa io e te abbiamo già parlato di questo in un altro 3d), credo nella collaborazione tra i medici e i psicologi anzi credo che i medici di base o altri specialisti al di fuori dello psichiatra non debbano giocare allo psicologo/psicoterapeuta e inviino i pazienti subito dallo psicologo…ma questo é ciò che credo IO. Loro la vedono diversamente.
    Poi sulla responsabilità di questo statuto e immagine dello psicologo posso essere d’accordo con te.
    Ma si come il tema non è questo non vorrei abusare della pazienza dei moderatori.
    Cari saluti

  5. #20
    DIZIONARIO
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    E' vero che in generale il medico è avvantaggiato rispetto allo psicologo, se non altro perché la professione del medico è un po' più antica (qualche migliaio di anno?) e quindi ha avuto molto più tempo per affermarsi

    io vorrei essere ottimista ed evitare di generalizzare dicendo che "i medici sono contro gli psicologi", perché a volte capita che venga stabilita una collaborazione tra un medico (magari un medico di base) e uno psicologo/psicoterapeuta, e in questi casi i pazienti sono molto contenti e la collaborazione è buona.
    Il medico in questo caso si dimostra serio e coscienzioso, e lo psicotarapeuta deve essere bravo, altrimenti la collaborazione dura poco.

    Vorrei fare però una riflessione:
    -Gli psicologi sono troppi. Finché non mettono il numero programmato nelle facoltà di psicologia (programmato, cioè entrano tanti studenti quanti il mercato ne chiede, tenendo conto delle statistiche di abbandoni che non giungono alla laurea) come avviene per ogni altra professione sanitaria, l'offerta sarà in modo abnorme superiore alla domanda, con conseguenti difficoltà lavorative. Da qualche anno lo Psicologo è diventata una professione sanitaria quindi spero che vengano presi provvedimenti in tal senso. So che l'Ordine Nazionale propone da diverso tempo una riforma del genere.

    -Gli psicologi non sono rappresentati in politica. Noi, non so perché, non abbiamo politici che ci rappresentano, non ci sono parlamentari/senatori psicologi: sono tutti medici, avvocati, laureati in pedagogia...ed ecco perché queste categorie, guarda caso ( ), sono avvantaggiate e vengono fatte leggi a loro favore, spesso a discapito proprio di noi psicologi! Come l'attuale proposta dello psicologo di base che vorrebbero fosse estesa anche a madici e dentisti (davvero )

    -Terzo, c'è da dire che l'Ordine degli psicologi in tutti questi anni non ha fatto granché per promuovere socialmente la figura dello psicologo, il fatto che la gente abbia molti pregiudizi sullo psicologo e non sappia di preciso cosa fa lo psicologo è anche colpa dell'Ordine psicologi che non si impegna molto nel fare cultura a riguardo
    Ciao,sono d'accordo con te nell'affermare che non deve esistere una "rivalità"tra medico e psicologo, ma credo sia doveroso che esistano dei compiti da svolgere per ciascun ruolo: ben venga la collabrazione, il rispetto reciproco e la condivisione di un progetto terapeutico sempre tenendo presente però la linea teorica che un professionista ha acquisito durante la sua formazione: lo psicologo svolgerà attività di sostegno e cura psicologica perché questo e il suo compito. Riguardo al numero programmato dei corsi di laurea, non sono sicuro che sia una soluzione idonea. Se non sbaglio, ormai, in quasi tutte le Facoltà di Psicologia esistono i numeri chiusi e i famosi test d'ingresso, però io non amo molto l'idea di valutare l'idoneità di un candidato sulla base di un test dove spesso si palesa un errore umano dovuto anche ad eventuali "distrattori"(aule stracolme, confusione, ecc)oppure anche solo fare l' errore di inserire una crocetta sul quadratino della riga sbagliata.. ma anche la fortuna di mettere una ics sulla risposta tentata Io sarei più rigido durante il percorso universitario. Pochi giorni fa ho letto di un ateneo che, anni fa, attuava una regola a mio avviso corretta(ma oramai dimenicata)ossia quella di espellere dal corso di laurea lo studente che veniva bocciato per due volte ad uno stesso esame, sicuramente garantirebbe un modo di valutare l'idoneità e la motivazione dello studente nonché futuro professionista, perché credo che il mercato chieda sì un numero "limitato" di psicologi, ma li richiede competenti per cui a mio avviso, a prescindere dal mercato del lavoro, è più importante che uno psicologo (così come il medico, l'ingegnere, ecc.)sia in grado di destreggiarsi tra le poche richieste di tale mercato sulla base di una formazione faticosamente, ma meritatamente ottenuta.
    Ultima modifica di DIZIONARIO : 11-09-2012 alle ore 05.17.51

  6. #21
    Partecipante Super Esperto L'avatar di delfino11
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da DIZIONARIO Visualizza messaggio
    Ciao,sono d'accordo con te nell'affermare che non deve esistere una "rivalità"tra medico e psicologo, ma credo sia doveroso che esistano dei compiti da svolgere per ciascun ruolo: ben venga la collabrazione, il rispetto reciproco e la condivisione di un progetto terapeutico sempre tenendo presente però la linea teorica che un professionista ha acquisito durante la sua formazione: lo psicologo svolgerà attività di sostegno e cura psicologica perché questo e il suo compito.
    Pochi giorni fa ho letto di un ateneo che, anni fa, attuava una regola a mio avviso corretta(ma oramai dimenicata)ossia quella di espellere dal corso di laurea lo studente che veniva bocciato per due volte ad uno stesso esame, sicuramente garantirebbe un modo di valutare l'idoneità e la motivazione dello studente nonché futuro professionista, perché credo che il mercato chieda sì un numero "limitato" di psicologi, ma li richiede competenti per cui a mio avviso, a prescindere dal mercato del lavoro, è più importante che uno psicologo (così come il medico, l'ingegnere, ecc.)sia in grado di destreggiarsi tra le poche richieste di tale mercato sulla base di una formazione faticosamente, ma meritatamente ottenuta.
    Ciao Dizionario!
    Sono d'accordissimo sulla prima parte del tuo intervento riferita alle professionalità e competenze di medico e psicologo!
    Devo però dissentire in merito all'espulsione dal corso di laurea per la doppia bocciatura ad un esame.
    Ti porto il mio caso:
    ho sempre studiato tantissimo e seriamente sia al liceo che all'università e ho sempre avuto ottimi voti (al liceo la media del 9 e all'università del 28), però sono stata bocciata due volte all'esame di statistica.
    Non penso che mi sarei meritata l'espulsione dal corso di laurea, anche perchè in una bocciatura possono esserci tante variabili: nel mio caso io non amo la statistica ed essendo un po' di coccio su quegli argomenti, facevo fatica a capire i concetti; inoltre ritengo che il docente stesso non fosse abbastanza in gamba da trasmettermi il suo sapere in modo da favorirmi nello studio. In poche parole, come mai sia io che altre colleghe che, studiando, abbiamo sempre passato tutti gli esami con ottimi voti, siamo state tutte bocciate due volte in quello specifico esame e quando abbiamo cambiato docente lo abbiamo passato subito??!!
    Infine non sono per niente convinta che la competenza di uno psicologo stia nel passare al primo colpo tutti gli esami: ad esempio io posso lavorare da psicologa ed essere molto competente senza l'ausilio della statistica!
    E, modestamente, non penso proprio di essermela faticosamente e meritatamente ottenuta la mia laurea. NE SONO PROPRIO CONVINTA! Nonostante la doppia bocciatura in statistica!
    Però sono anche d'accordo con te sul fatto che il numero di psicologi dovrebbe essere proporzionato alla richiesta di mercato, come d'altra parte il ministero dell'istruzione sta cercando di fare nell'ambito dell'insegnamento. Il modo in cui viene fatto è sempre quello: vengono fatte delle prove d'ingresso, su cui chiaramente possiamo dirne di tutti i colori!

  7. #22
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da delfino11 Visualizza messaggio
    Ciao Dizionario!
    Sono d'accordissimo sulla prima parte del tuo intervento riferita alle professionalità e competenze di medico e psicologo!
    Devo però dissentire in merito all'espulsione dal corso di laurea per la doppia bocciatura ad un esame.
    Ti porto il mio caso:
    ho sempre studiato tantissimo e seriamente sia al liceo che all'università e ho sempre avuto ottimi voti (al liceo la media del 9 e all'università del 28), però sono stata bocciata due volte all'esame di statistica.
    Non penso che mi sarei meritata l'espulsione dal corso di laurea, anche perchè in una bocciatura possono esserci tante variabili: nel mio caso io non amo la statistica ed essendo un po' di coccio su quegli argomenti, facevo fatica a capire i concetti; inoltre ritengo che il docente stesso non fosse abbastanza in gamba da trasmettermi il suo sapere in modo da favorirmi nello studio. In poche parole, come mai sia io che altre colleghe che, studiando, abbiamo sempre passato tutti gli esami con ottimi voti, siamo state tutte bocciate due volte in quello specifico esame e quando abbiamo cambiato docente lo abbiamo passato subito??!!
    Infine non sono per niente convinta che la competenza di uno psicologo stia nel passare al primo colpo tutti gli esami: ad esempio io posso lavorare da psicologa ed essere molto competente senza l'ausilio della statistica!
    E, modestamente, non penso proprio di essermela faticosamente e meritatamente ottenuta la mia laurea. NE SONO PROPRIO CONVINTA! Nonostante la doppia bocciatura in statistica!
    Però sono anche d'accordo con te sul fatto che il numero di psicologi dovrebbe essere proporzionato alla richiesta di mercato, come d'altra parte il ministero dell'istruzione sta cercando di fare nell'ambito dell'insegnamento. Il modo in cui viene fatto è sempre quello: vengono fatte delle prove d'ingresso, su cui chiaramente possiamo dirne di tutti i colori!
    Sono d'accordo con te sulla bocciatura. (In Svizzera se non superi un esame alla terza volta sei automaticamente espulso dll'università (o corso di laurea) e poi riprovare soltanto dopo un certo numero di anni. E' una discriminazione verso quelli studenti brillanti (come Te ad esempio) che hanno un grandissimo potenziale di diventare grandissimi psicologi competenti ma ahime scarsi in statistica e matematica.
    poi sulla richiesta di mercato, io credo fermamente che i psicologi possono inserirsi meglio e in modo più efficace in molti ambienti che attualmente sono "usurpati" dai medici. Si come la malattia o la patologia in generale riguarda l'intera persona non capisco perché ad ogni studio medico non si possa affiancare pure uno psicologo (non neccessariamente psicoterapeuta), non capisco perché il medico deve curare tutto e tutti incluso le psicopatologie anche se non possiede un'adeguata preparazione a farlo. Numerosi studi dimostrano ad esempio che i pazienti "guariscono prima e meglio" se supportati adeguatamente a livello psicologico durante la degenza in ospedale o anche semplicemente nel processo terapeutico globale, ma nessuno (l'ordine in primis non lo ha mai fatto) chiede anche il supporto psicologico. Si lascia tutto al "parere" del medico
    Nessuna rivalità con i medici (sono loro i figli del ESCULAPIO, affetti da sindrome di ognipotenza, tral'altro il paternalismo medico fattica a scomparire pure oggi), chiaramente senza generalizzare anche perché ultimamente (almeno in Svizzera) qualche cambiamento stà avvenendo e speriamo in meglio..

  8. #23
    DIZIONARIO
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da delfino11 Visualizza messaggio
    Ciao Dizionario!
    Sono d'accordissimo sulla prima parte del tuo intervento riferita alle professionalità e competenze di medico e psicologo!
    Devo però dissentire in merito all'espulsione dal corso di laurea per la doppia bocciatura ad un esame.
    Ti porto il mio caso:
    ho sempre studiato tantissimo e seriamente sia al liceo che all'università e ho sempre avuto ottimi voti (al liceo la media del 9 e all'università del 28), però sono stata bocciata due volte all'esame di statistica.
    Non penso che mi sarei meritata l'espulsione dal corso di laurea, anche perchè in una bocciatura possono esserci tante variabili: nel mio caso io non amo la statistica ed essendo un po' di coccio su quegli argomenti, facevo fatica a capire i concetti; inoltre ritengo che il docente stesso non fosse abbastanza in gamba da trasmettermi il suo sapere in modo da favorirmi nello studio. In poche parole, come mai sia io che altre colleghe che, studiando, abbiamo sempre passato tutti gli esami con ottimi voti, siamo state tutte bocciate due volte in quello specifico esame e quando abbiamo cambiato docente lo abbiamo passato subito??!!
    Infine non sono per niente convinta che la competenza di uno psicologo stia nel passare al primo colpo tutti gli esami: ad esempio io posso lavorare da psicologa ed essere molto competente senza l'ausilio della statistica!
    E, modestamente, non penso proprio di essermela faticosamente e meritatamente ottenuta la mia laurea. NE SONO PROPRIO CONVINTA! Nonostante la doppia bocciatura in statistica!
    Però sono anche d'accordo con te sul fatto che il numero di psicologi dovrebbe essere proporzionato alla richiesta di mercato, come d'altra parte il ministero dell'istruzione sta cercando di fare nell'ambito dell'insegnamento. Il modo in cui viene fatto è sempre quello: vengono fatte delle prove d'ingresso, su cui chiaramente possiamo dirne di tutti i colori!
    Buongiorno Delfino,non vorrei che tu avessi frainteso le mie parole, non intendevo dire che lo studente che passa al primo colpo un esame abbia più possibilità di un altro di diventare un bravo psicologo...anzi, spesso molti passano per fortuna (magari viene chiesto loro l'unico capitolo ch e avevano letto frettolosamente in treno, mentre si recavano all'università...).Intendevo dire, in relazione alla corretta riflessione fatta da Johnny sul numero chiuso, che, se proprio occorre fare una selezione sarebbe meglio optare per quella dell'espulsione alla seconda bocciatura invece che su un test d'ingresso. Premetto che esistono sempre le eccezioni , poiché siamo persone e non robot, però il fatto di dimostrare che se ci si presenta più volte ad uno stesso esame e non si passa poi....un pò è colpa anche di chi si presenta..Prima di tutto ti faccio i miei complimenti per le tue ottime medie (sia quella liceale che quella universitaria)e so cosa vuol dire poiché anch'io ho sudato per avere le tue stesse medie...mai affermerei che ti saresti meritata l'espulsione, anzi! però tu stessa dici che la "colpa"non era certo tua, perché al di là della statistica ti sei preparata sulla materia e poi scontrata con un docente che magari era particolarmente esigente (capita a volte di non capire cosa voglia il docente). Io sono stato bocciato solo due volte (una volta nella triennale ed una nella magistrale, in entrambi i casi ho ridato l'esame a distanza di un mese ed ho preso 30 e lode al secondo colpo)Sicuramente non ero felice, forse nemmeno meritavo le bocciature, però li ho ridati ancora più convinto, perché a quello serve, a mio avviso, il rischio espulsione a motivare lo studente a dare il meglio di sé, solo così capisci se vale la pena continuare o cambiare..

  9. #24
    Partecipante Affezionato L'avatar di dreamoon
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Non credo che la bravura e la preparazione dipendano dai voti presi a scuola o all'università, o meglio, conosco persone che imparano tutto a memoria senza capire il senso della materia, senza approfondire, senza una visione critica, studiano per 2 mesi e prendono ottimi voti, e poi col tempo non sono in grado di confrontare teorie, medoti, strumenti, perchè dell'essenza della materia non è rimasto nulla, solo un ottimo voto.
    Nella mia facoltà, per esempio, un prof. voleva solo le definizioni a memoria, pena la bocciatura. Per fortuna era uno dei pochi, ma c'era, e di quella materia, mi è rimasto solo in mente il nome!
    Personalmente, non credo nemmeno alla pre-selezione. La selezione deve avvenire nel tempo, TUTTI devono avere la possibilità di studiare, e non solo pochi privilegiati, specialmente se si tratta di università pubblica.
    Per tutto il resto sono d'accordo con voi, ma credo che in Italia la collaborazione tra medici e psicologi sia difficile, purtroppo non siamo una categoria apprezzata e stimata, è ancora tutto da conquistare.

  10. #25
    Partecipante Super Esperto L'avatar di delfino11
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da DIZIONARIO Visualizza messaggio
    Buongiorno Delfino,non vorrei che tu avessi frainteso le mie parole, non intendevo dire che lo studente che passa al primo colpo un esame abbia più possibilità di un altro di diventare un bravo psicologo...anzi, spesso molti passano per fortuna (magari viene chiesto loro l'unico capitolo ch e avevano letto frettolosamente in treno, mentre si recavano all'università...).Intendevo dire, in relazione alla corretta riflessione fatta da Johnny sul numero chiuso, che, se proprio occorre fare una selezione sarebbe meglio optare per quella dell'espulsione alla seconda bocciatura invece che su un test d'ingresso. Premetto che esistono sempre le eccezioni , poiché siamo persone e non robot, però il fatto di dimostrare che se ci si presenta più volte ad uno stesso esame e non si passa poi....un pò è colpa anche di chi si presenta..Prima di tutto ti faccio i miei complimenti per le tue ottime medie (sia quella liceale che quella universitaria)e so cosa vuol dire poiché anch'io ho sudato per avere le tue stesse medie...mai affermerei che ti saresti meritata l'espulsione, anzi! però tu stessa dici che la "colpa"non era certo tua, perché al di là della statistica ti sei preparata sulla materia e poi scontrata con un docente che magari era particolarmente esigente (capita a volte di non capire cosa voglia il docente). Io sono stato bocciato solo due volte (una volta nella triennale ed una nella magistrale, in entrambi i casi ho ridato l'esame a distanza di un mese ed ho preso 30 e lode al secondo colpo)Sicuramente non ero felice, forse nemmeno meritavo le bocciature, però li ho ridati ancora più convinto, perché a quello serve, a mio avviso, il rischio espulsione a motivare lo studente a dare il meglio di sé, solo così capisci se vale la pena continuare o cambiare..
    Mi spiace, ma continuo a non condividere il tuo pensiero sulle bocciature. Probabilmente sotto alcuni aspetti sarebbe un sistema meritocratico (va avanti chi si impegna e se lo merita), ma nella realtà è altamente discriminatorio perchè sappiamo tutti che dietro una bocciatuta (cosi come dietro una promozione) si celano una marea di variabili, di cui molte non sono sotto il nostro controllo, quindi indipendenti dal proprio impegno, volontà, motivazione...
    Solo per fare alcuni esempi: il prof che ti prende di mira, il metodo di studio non affine al tuo (come lo studio a memoria citato da dreamoon), la materia per cui non si è portati (come nel mio caso) o dal lato opposto la fortuna di una x messa al posto giusto o di aver studiato solo 2 o 3 cose e guarda caso vengon chieste proprio quelle, come ha detto qualcun'altro qui su.
    Nel tuo caso, quando sei stato bocciato hai ridato l'esame perchè ti interessava laurearti, non perchèrischiavi di essere espulso, immagino.
    Inoltre sono d'accordo con dreamoon quando dice che studiare è un diritto di tutti e la competenza del professionista non si vede certo dall'aver superato un test d'ingresso o tutti gli esami con il massimo dei voti. Bè certo quello già è un buon inizio, ma poi tutto quel sapere bisogna essere in grado di applicarlo e farlo rendere con profitto. E per profitto non intendo economico, ma che sia efficace e utile per le persone che si recano da noi.
    Insomma il discorso è lungo e complesso, ma pensandoci un attimo, forse forse si riduce tutto ad una questione economica: i posti per noi psicologi ci sarebbero eccome e non è vero che siamo troppi per la richiesta di mercato. Secondo me, ci sarebbe lavoro per tutti. Solo che come sempre mancano i soldi!
    In merito invece alla diatriba medici-psicologi, fortunatamente i medici non sono tutti come vengono descritti qui. Ne ho conosciuti molti disposti a porre la mano verso la nostra categoria e a collaborare. Auspico che in futuro ci sia sempre più collaborazione tra le due professioni, soprattutto per il bene dei pazienti, in accordo con i vantaggi che ne deriverebbero per loro, descritti qui su anche da r.chavo74, e che l'ordine si dia una mossa per promuovere e tutelare la nostra categoria.
    Ultima modifica di delfino11 : 11-09-2012 alle ore 14.12.29

  11. #26
    DIZIONARIO
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da delfino11 Visualizza messaggio
    Mi spiace, ma continuo a non condividere il tuo pensiero sulle bocciature. Probabilmente sotto alcuni aspetti sarebbe un sistema meritocratico (va avanti chi si impegna e se lo merita), ma nella realtà è altamente discriminatorio perchè sappiamo tutti che dietro una bocciatuta (cosi come dietro una promozione) si celano una marea di variabili, di cui molte non sono sotto il nostro controllo, quindi indipendenti dal proprio impegno, volontà, motivazione...
    Solo per fare alcuni esempi: il prof che ti prende di mira, il metodo di studio non affine al tuo (come lo studio a memoria citato da dreamoon), la materia per cui non si è portati (come nel mio caso) o dal lato opposto la fortuna di una x messa al posto giusto o di aver studiato solo 2 o 3 cose e guarda caso vengon chieste proprio quelle, come ha detto qualcun'altro qui su.
    Nel tuo caso, quando sei stato bocciato hai ridato l'esame perchè ti interessava laurearti, non perchèrischiavi di essere espulso, immagino.
    Inoltre sono d'accordo con dreamoon quando dice che studiare è un diritto di tutti e la competenza del professionista non si vede certo dall'aver superato un test d'ingresso o tutti gli esami con il massimo dei voti. Bè certo quello già è un buon inizio, ma poi tutto quel sapere bisogna essere in grado di applicarlo e farlo rendere con profitto. E per profitto non intendo economico, ma che sia efficace e utile per le persone che si recano da noi.
    Insomma il discorso è lungo e complesso, ma pensandoci un attimo, forse forse si riduce tutto ad una questione economica: i posti per noi psicologi ci sarebbero eccome e non è vero che siamo troppi per la richiesta di mercato. Secondo me, ci sarebbe lavoro per tutti. Solo che come sempre mancano i soldi!
    In merito invece alla diatriba medici-psicologi, fortunatamente i medici non sono tutti come vengono descritti qui. Ne ho conosciuti molti disposti a porre la mano verso la nostra categoria e a collaborare. Auspico che in futuro ci sia sempre più collaborazione tra le due professioni, soprattutto per il bene dei pazienti, in accordo con i vantaggi che ne deriverebbero per loro, descritti qui su anche da r.chavo74, e che l'ordine si dia una mossa per promuovere e tutelare la nostra categoria.
    Ciao Delfino, condivido pienamente il pensiero del "diritto allo studio per tutti"però quello che tu non consideri è che è più discriminante un test che uno fa, spesso appena uscito dal liceo, spaesato e senza mai aver frequentato un ateneo che una valutazione negativa risultante da un evidente scarso profitto.. io ti posso dire che detesto ogni forma di discriminazione a prescindere, figuriamoci quando si tratta di lavoro o di studio, per cui anch'io non sono entusiasta nell'affermare che uno debba essere espulso:1)perché non sono sadico 2) perché nella vita ci deve essere libertà e spazio per tutti. Vorrei anche farti notare un aspetto che trovo agghiacciante e che non sempre viene espresso quando si parla di ingresso ad un corso di laurea oppore ad un master:quando due persone ottengono al medesimo test, il medesimo voto(anche il massimo)entra quella più giovane. ...non mi pare che sia molto meno discriminante, anzi!Sono del parere che, come dici correttamente tu lo studio è un diritto universale, questa regola, toglie un pò la prospettiva di un futuro a chi magari non ha 19 anni (e ti parlo di chi magari ne ha 25 o 30..)Tutta questa selezione,poi, avviene solo presentando una carta d'idntità e non l'attestazione di un lavoro fatto sul libro preparando un esame, però magari sbaglio (non ho la presunzione di sapere la verità assoluta, dico solo una mia personale opinione,basata su una amara e ineluttabile realtà:non c'è posto per tutti per cui entrano solo alcuni). Infine, tu affermi che io ho rifatto l'esame per laurearmi, non perché rischiavo l'espulsione; certo io ho sempre puntato alla laurea, ma perché mi serve per lavorare e per crescere sia culturalmente che come uomo . In effetti, ho citato quegli episodi perché sono state la frustrazione della bocciatura e la paura di non farcela a farmi superare quell'ostacolo che in qualche modo mi toglieva un sogno, proprio come la minaccia di un'eventuale espulsione. Chiudo questi miei interventi perché non voglio né togliere spazio agli altri né annoiare più di quanto non abbia già fatto ( e per questo mi scuso).Grazie, Delfino, di avermi risposto e di avermi dato la possibilità di riflettere e di mettermi in dicussione su un argomento spesso dimenticato. un caro saluto e in bocca al lupo per tutto!

  12. #27
    Partecipante Super Esperto L'avatar di delfino11
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da DIZIONARIO Visualizza messaggio
    Ciao Delfino, condivido pienamente il pensiero del "diritto allo studio per tutti"però quello che tu non consideri è che è più discriminante un test che uno fa, spesso appena uscito dal liceo, spaesato e senza mai aver frequentato un ateneo che una valutazione negativa risultante da un evidente scarso profitto.. io ti posso dire che detesto ogni forma di discriminazione a prescindere, figuriamoci quando si tratta di lavoro o di studio, per cui anch'io non sono entusiasta nell'affermare che uno debba essere espulso:1)perché non sono sadico 2) perché nella vita ci deve essere libertà e spazio per tutti. Vorrei anche farti notare un aspetto che trovo agghiacciante e che non sempre viene espresso quando si parla di ingresso ad un corso di laurea oppore ad un master:quando due persone ottengono al medesimo test, il medesimo voto(anche il massimo)entra quella più giovane. ...non mi pare che sia molto meno discriminante, anzi!Sono del parere che, come dici correttamente tu lo studio è un diritto universale, questa regola, toglie un pò la prospettiva di un futuro a chi magari non ha 19 anni (e ti parlo di chi magari ne ha 25 o 30..)Tutta questa selezione,poi, avviene solo presentando una carta d'idntità e non l'attestazione di un lavoro fatto sul libro preparando un esame, però magari sbaglio (non ho la presunzione di sapere la verità assoluta, dico solo una mia personale opinione,basata su una amara e ineluttabile realtà:non c'è posto per tutti per cui entrano solo alcuni). Infine, tu affermi che io ho rifatto l'esame per laurearmi, non perché rischiavo l'espulsione; certo io ho sempre puntato alla laurea, ma perché mi serve per lavorare e per crescere sia culturalmente che come uomo . In effetti, ho citato quegli episodi perché sono state la frustrazione della bocciatura e la paura di non farcela a farmi superare quell'ostacolo che in qualche modo mi toglieva un sogno, proprio come la minaccia di un'eventuale espulsione. Chiudo questi miei interventi perché non voglio né togliere spazio agli altri né annoiare più di quanto non abbia già fatto ( e per questo mi scuso).Grazie, Delfino, di avermi risposto e di avermi dato la possibilità di riflettere e di mettermi in dicussione su un argomento spesso dimenticato. un caro saluto e in bocca al lupo per tutto!
    Ma prego e grazie a te per il confronto e per lo scambio di opinioni!
    Concludo trovandomi d'accordo con te sul fatto che sia agghiacciante, come dici tu, che a parità di punteggio passi il più giovane. E ti dirò di più: accade anche per i concorsi pubblici! Quindi io, e come me molti altri, che non sono più di "primo pelo" parto già svantaggiata!
    Un saluto anche a te e un augurio di buona vita!

  13. #28
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    ammazza siamo messi tutti male allora,io ho 31 anni,sto conseguendo una seconda laurea (Sfp per insegnare) e quindi come psicologa mi sono bloccata per ora ma mi rendo conto che se passa troppo tempo diventa tardi per affermarsi...

  14. #29
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    Citazione Originalmente inviato da irina_000 Visualizza messaggio
    ammazza siamo messi tutti male allora,io ho 31 anni,sto conseguendo una seconda laurea (Sfp per insegnare) e quindi come psicologa mi sono bloccata per ora ma mi rendo conto che se passa troppo tempo diventa tardi per affermarsi...

    Dipende cosa intendi per "affermarsi", io sarei più ottimista.
    Io sono convinto che i psicologi avranno un ruolo sempre più rilevante nella società. Il bisogno dello psicologo sarà sempre maggiore, sono inoltre convinto cheesiste già ora, ma i psicologi non sanno approfittare di questo (rispetto ad esempio ai medici, counsellor, terapisti alternativi vari ecc..).
    Quindi forza, credo che ogn’uno di NOI (io sono al primo anno della magistrale) debba anche faro uno sforzo (dato che l’ordine se ben ho capito non faccia molto) a formarsi, e sfoggiare la propria creatività le proprie competenze e partire “alla conquista del mondo”. Io sono ottimista e credo nella professione PSICOLOGO, ma psicologo con le….. però.

    Ti saluto con cordialità

  15. #30
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Psicologo e medico di base:quali requisiti?

    magari io voglio essere ottimista solo che la frequenza di questa seconda laurea mi ha bloccata come psicologa,nel senso che mi sono fermata all'abilitazione..dopo questa laurea e in attesa si entrare nella scuola,voglio riprendere il discorso e frequentare qualche master o altro perchè cmq non voglio abbandonare la professione,ma ho paura per l'età..

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