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  1. #16
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Riguardo alla professione di psicologo

    Citazione Originalmente inviato da sarapiazzi Visualizza messaggio
    Per qunato riguarda le professioni dello psicologo sapete dirmi se oltre all'insegnamento in scuole superiori c'è qualche altra professione che si possa svolgere prima di aver conseguito l'esame di stato? Giusto per fare qualcosa oltre al tirocinio nell'anno pecedente al conseguimento dell'esame di stato. Grazie a tutti!!!
    per entrare nelle graduatorie per insegnare nelle scuole superiori servono dei crediti che a psicologia...non hai
    puoi però insegnare nei corsi professionali ad esempio, anche se è difficile entrare nel giro.

    Oppure puoi fare attività di sostegno, tecniche di rilassamento, mental training per gli sportivi e così via.
    Anzi se devi fare il tirocinio magari puoi chiedere pareri al tuo tutor, se è disponibile, in modo da magari sviluppare un certo settore che a te interessa anche fuori dal tirocinio e fare poi una specie di "supervisione", anche se informale, col tutor visco che per un anno lo vedi tutti i giorni

  2. #17
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
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    Riferimento: Riguardo alla professione di psicologo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    i video in questione erano già stati oggetto di discussione e si concluse che quando nel video e nel codice deontologico si parla di "terapia" fatta da uno psicologo è sottinteso che si tratti di uno psicoterapeuta.
    Effettivamente lo psicologo fa tante cose, tranne che "curare" perché questo è di competenza dello psicoterapeuta (lo dice anche il nome, terapeuta, appunto).
    Non sono molto d'accordo.. la legge è sempre considerabile solamente in maniera letterale e non si presta ad interpretazioni.. quindi siccome non c'è chiarezza e c'è una chirissima situazione ambigua o ridefiniscono gli atti tipici di psicologo o psicoterapeuta o la situazione è che lo psicologo può fare terapia.. è scritto nell'ordinamento della professione sanitaria e nel video riportato...
    In questo modo è ambiguo e interpretabile al di là poi del fatto che quando uno esce da psicologia non sa fare granchè..
    Le leggi non si devono interpretare ma considerare in modo letterale

    Citazione Originalmente inviato da sarapiazzi Visualizza messaggio
    Per qunato riguarda le professioni dello psicologo sapete dirmi se oltre all'insegnamento in scuole superiori c'è qualche altra professione che si possa svolgere prima di aver conseguito l'esame di stato? Giusto per fare qualcosa oltre al tirocinio nell'anno pecedente al conseguimento dell'esame di stato. Grazie a tutti!!!
    Gli unici campi sono la formazione e le risorse umane li puoi spenderti come credi

  3. #18
    Partecipante Super Figo L'avatar di luna__pi
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    05-06-2007
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    Firenze (provincia)
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    34

    Riferimento: Riguardo alla professione di psicologo

    Il post è interessantissimo e devo dire che all'UNIFI è mooolto diffusa l'idea che lo psicologo fa pochi incontri, che non fa terapia ecc., ma in altre università no (ho fatto solo la triennale a firenze).
    Che io sappia si può fare anche terapia, ma siccome lo psicologo (per codice deontologico) è tenuto a fare solo ciò che è in grado di fare e non può improvvisarsi, e a fare terapia si impara con dei corsi che ti danno strumenti (ad esempio: teatroterapia, musicoterapia, pet-therapy) o con delle scuole di psicoterapia, traete le conclusioni.


    Per esempio l'ordine cosa ne pensa? sarebbe interessante se chiarisse la questione.
    non si smette di giocare perchè si invecchia
    ma si invecchia perchè si smette di giocare

    (\_/)
    (°_°)
    ( ><)
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  4. #19
    L'avatar di Duccio
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    25-06-2002
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    8,939

    Riferimento: Riguardo alla professione di psicologo

    Certo, infatti secondo me uno psicologo appena abilitato e con solo il tirocinio appena fatto non può fare niente, non è in grado assolutamente di fare attività clinica... Si parla sempre di autoformarsi ulteriormente... il punto della questione è che la scuola non è e non deve essere considerata l'unica via per farlo... anche perchè si va in un conflitto di interessi abnorme fra docenti delle università e delle scuole.. e già in generale gli enti formativi ci fanno tantissimi soldi facendo credere che con il loro corso si diventa sessuologi, criminologi ecc (figure che giuridicamente non esistono e che non sono normate).. Quindi la mia idea è che ci si possa autonomamente formare, tirocinio, stage, corsi, master.. e secondo me non è detto che non si riesca ad avere una formazione ottima ugualmente...
    Parlando con amici che hanno concluso il percorso della scuola mi dicevano anche che la loro sensazione è che rimanesse anche li un po' in teoria.. cioè impari durante le supervisioni ma la sensazione è che per acquisire competenze pratiche in più i docenti volessero venderti ulteriori pacchetti tipo seminari esperenziali, worlshop e via.. in un vortice di formazione continua pagata che non finisce mai... E questo è secondo me il problema che andrebbe eliminato... non bastano 5 anni di università, non basta un anno di tirocinio ma poi devi passar altri anni e non bastano neanche quelli se vuoi (devi) ulteriormente approfondire specifiche tecniche.. Non so a voi ma a me tutto questo sembra vergognoso...

    Senti su facebook c'è un gruppo che si chiama "psicologi non psicoterapeuti" che è improntato proprio a chiarire quelle che sono le possibilità circa le basi giuridiche della professione e in questo gruppo ci sono tantissimi esponenti degli ordini, presidenti ecc.. e psicoterapeuti .. Sulla questione gli ordino non sono stati assolutamente chiari, nel senso che hanno fatto capire che c'è poca chiarezza e che in effetti è tutto abbastanza in un limbo e che fino a che non ci si chiama "psicoterapeuti" senza esserlo si possono utilizzare gli strumenti e le tecniche che si sono imparati ad usare... A precise domande non hanno mai negato che lo psicologo possa fare terapia, che possa avere pazienti e seguirli anche per un numero non limitato di incontri...
    Ultima modifica di Duccio : 29-07-2014 alle ore 19.39.42

  5. #20
    Partecipante Assiduo
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    04-10-2008
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    189

    Riferimento: Riguardo alla professione di psicologo

    In facoltà se devo essere sincera non ci hanno mai "spinto" verso la psicoterapia anzi....però effettivamente da quello che fanno intendere alcuni dopo la laurea dei cinque anni in psicologia clinica si poteva fare solo diagnosi e non fare interventi...
    Topic interessante

  6. #21
    Matricola L'avatar di diamanta
    Data registrazione
    02-10-2014
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    17

    Riferimento: Riguardo alla professione di psicologo

    Non è da poco tempo che bazzico i forum di psicologia e che discuto anche con altre persone cure, patologie e problemi vari. La cosa che ho notato di più in questi anni è che la maggior parte dei pazienti sceglie un dottore a caso e non sa affatto se costui è in grado o no di curarlo. Voglio dire, mentre in medicina tu vai da uno specialista, dopo il consulto generico col medico di famiglia, ma vieni indirizzato in una struttura ospedaliera dove c'è uno specialista per ogni patologia. Invece il guaio con la psicologia è che non esiste nulla di tutto questo. Un paziente che pensa di aver un disturbo deve scegliersi da solo un dottore e quando lo cerca ne trova molti e non sa la differenza e si affida al primo che trova. Poi si legge che moltissimi pazienti, purtroppo sono davvero moltissimi ( e basta leggere in un qualsiasi forum) non ricevono cure adeguate, non sanno nemmeno che terapia stanno facendo e perdono dopo un pò del tutto la speranza di poter davvero guarire. Allora io credo che ci vorrebbe una bella riforma in questo senso, che crei una specie di ospedale ( che non sia il vecchio CSM però) in cui ogni disturbo è trattato in maniera singola. Ogni reparto con degli specialisti di quel disturbo. Così il paziente eviterebbe tanti inutili tentativi e anche per molti dottori ci sarebbe meno perdita di tempo e più successi. Credo che prima di tutto sia importante la salute psicologica del paziente e se un paziente si trova davanti ad un caos di professioni poco chiare non sarà adeguatamente indirizzato nè curato.
    Nel centro del buio nero si possono trovare mille colori diversi.

  7. #22
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    nella terra in cui lo scirocco scompiglia i capelli e arruffa i pensieri
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    Riferimento: Riguardo alla professione di psicologo

    Ciao diamanta,
    come hai detto tu, esistono molti modi per trovare uno specialista, e da ciò spesso derivano delle prevedibili conseguenze. Alcune, ma non tutte.
    1.Il primo inviante dovrebbe sempre essere il medico di base, sveglio, illuminato e aggiornato sulla rete dei professionisti della salute (di tutti gli ambiti presenti nel territorio con le diverse specializzazioni). Il medico è la persona di cui ognuno di noi, come paziente, dovrebbe fidarsi (con la riserva di informarsi anche da solo) e quindi spesso è costui che indirizza un paziente verso una terapia psicologia. Però talvolta i medici non sanno bene quali siano le differenze tra le terapie, e quindi un paziente può arrivare da uno specialista che magari non è esattamente ciò di cui ha bisogno.
    2. Nel caso in cui si arrivi da uno specialista (nel nostro caso psicologo/psicoterapeuta) per caso, tramite ricerca web, per sentito dire, per consiglio di amici o anche su indicazioni del medico, un paziente ha il diritto/dovere di fare tutte le domande possibili sulla terapia che si sta per intraprendere, e un professionista serio ha il dovere di esporre la propria modalità di lavoro, le tecniche e si riserva alcuni colloqui per capire se quel paziente può avere giovamento da quel tipo di terapia ed eventualmente inviarlo ad altro collega.
    3. Alcuni pazienti, in terapia, assumono un'atteggiamento passivo e un'aspettativa magica di guarigione. Invece la terapia è un lavoro che non può MAI riuscire se il paziente non si mette davvero in gioco. So per certo che molte persone non fanno domande, non chiedono, non si tolgono i dubbi relativi a ciò che accade in terapia e non esternano veramente ciò che hanno dentro (magari raccontandolo invece altrove, in luoghi e a persone inadatti). Questo è anche un'indice di poca motivazione e poco impegno alla terapia. Chi si mette davvero in terapia, tartassa il proprio terapeuta di domande perchè vuole sapere, vuole capire...e ne ha il diritto!
    4. Peraltro, coloro che sui forum si aprono così tanto a parlare di sè a degli sconosciuti fanno intanto un danno a se stessi, cercando in altri utenti dei sostegni terapeutici estremamente discutibili (non sai mai chi c'è dietro ad un nickname). Ecco perchè Ops, da questo punto di vista, ha regole precise. Inoltre, poichè una delle regole del setting terapeutico è il SEGRETO, che rende la terapia uno scrigno in cui tutto viene custodito e nulla viene rubato, il fatto che alcuni parlino delle loro terapie è già segno che costoro hanno contribuito davvero poco alla buona riuscita dei loro percorsi in quanto già non hanno rispettato la prima regola. E poi, riportando degli elementi del loro percorso decontestualizzati dal setting di terapia e dalla loro stessa situazione di sofferenza, danno una visione decisamente distorta del tutto. Poi, in realtà, non sai mai quale sia l'affidabilità di chi scrive in un forum, dunque saggio è sempre prendere tutte le affermazioni con un pizzico di distacco, e non come verità vera.
    5. Tu parli di strutture mediche in cui ci sia la cura per i disturbi singoli, ma non come i vecchi CSM.
    Ho fatto il tirocinio di specializzazione in un CSM, e non è affatto una realtà del tipo "una stanza, un disturbo". E per tanti motivi. Primo, perchè questa logica è innaturale, visto che ormai è risaputo (ma ce lo dice anche la medicina tradizionale) che siamo un tutt'uno, e che la sofferenza può sfogare sia sul corpo (vedi la psicosomatica) che tramite disturbi mentali, che è risaputo che si presentano spesso come gruppi di sintomi. I sintomi, poi possono rimandare ad un disturbo o ad un'altro, non è univoca la comprensione e la cura. Del resto, anche le branche più moderne delle varie discipline (dalla quantistica, alla medicina olistica, alla bioenergetica di cui tu stessa mi pare ti interessi) guardano all'individuo come una complessità, per cui sarebbe riduttivo, dannoso trattare una parte o un disturbo come se fosse scisso dall'individuo, invece che come un'allarme che rimanda ad altro.
    Peraltro, è ormai consuetudine che un paziente che si rivolge a diversi specialisti si trovi protetto dalla loro rete di collaborazioni e competenze, di modo che le diverse terapie possano essere l'una a sostegno dell'altra, e tutte a giovamento del benessere del paziente. La "confusione" a cui accenni talvolta esiste, ma molto spesso sta nella non coordinazione delle professionalità e nella confusione del paziente stesso, che va dai professionisti a chiedere la guarigione tuttoesubito e spesso fa poco e male le terapie prescritte.
    Se mi sono permessa di risponderti lo faccio in base alla mia esperienza di paziente (anche io vado dai medici...come tutti) e di psicoterapeuta.
    La responsabilità della cura pertiene prima di tutto al paziente, perchè il miglior professionista e la miglior cura nulla possono se il paziente non vi si impegna e fa (come spessissimo vedo accadere) le cure "a modo suo".
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

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