Per una vita ho pensato che la mia scelta fosse motivata dal desiderio di aiutare gli altri. Poi con un lavoro profondo su me stessa ho capito che in realtà ero spinta da ferite personali che volevo comprendere. Quando ho toccato il fondo, quando ho capito determinate cose, mi sono resa conto che con la sofferenza ci sono già troppo a contatto... e così ho cambiato nuovamente percorso, perché so che il lavoro di psicologa non fa per me. Credo che se si hanno dei dubbi sulla propria propensione ad un lavoro come questo (come anche nel caso del medico, ad esempio) sia meglio fare un passo indietro.
E' anche vero, come diceva il prof. Carotenuto, che la ferita dello psicologo è una feritoia verso il mondo interiore e la sofferenza dell'altro, ma... ormai so di non essere più il tipo di persona capace di accompagnare l'altro in un percorso verso se stesso.








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