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Discussione: Verso la professione?

  1. #16
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    ciao Stefana e ciao Amistade,

    ma non può essere che una verità alternativa stia nel mezzo?
    Mi spiego meglio

    Mi sembra che Stefano effettivamente si basi troppo sulla sua "esperienza di successo" dando poco peso invece a realtà ben diverse, mentre Amistade generalizzi all'estremo opposto ( o quasi)

    Ora, sicuramente avere coscienza dei propri mezzi, un metodo, un progetto, è cosa buona, ma a mio avviso non la panacea di tutti i mali...
    Probabilmente esistono assieme tutte le situazioni. IN un contesto universitario che oggettivamente non ti forma adeguatamente alla professione, possiamo trovarci:

    1) giovani particolarmente svegli che si sono da sempre attivati e che hanno valorizzato il poco passato dall'università. Una volta usciti avevano un sentimento di "saper fare", doti "commerciali" e di "pro-attività", ecc...
    Insomma, si sono buttati, gli è andata bene...

    2) giovani con buone potenzialità psicologiche, ma poco avvezzi al rischio, all'imprenditoria, forse insicuri, forse poco coscienti di "avere...
    In questo caso, vi sarà formazione, vi sarà esperienza anche non retribuita, ma con piena coscienza di cosa sta accadendo e del perché lo stanno facendo. A loro modo, anche questo è un progetto...

    3) giovani che invece non riescono proprio a percepire competenza, strumento, operatività... dominati dall'astrattezza del nostro bagaglio professionale e da un mercato dannatamente arenato, si lasciano andare a corsi di formazione ed esperienze non retribuite nell'attesa messianica che qualcosa accada... alcuni si "salveranno", altri invece andranno verso disillusione, frustrazione ed alienazione (dalla professione)

    Ovviamente ho esagerato, ma volevo solo dire che vi possono essere diversi scenari e tutti rispettabili. Per alcuni possiamo intervenire con i nostri mezzi, mentre per altri siamo forse impotenti...
    Io apprezzo molto Stefano per il lancio continuo di stimoli. A qualcuno sicuramente ha acceso una piccola fiamma che si è poi trasformata in fuoco ardente, ma per altri così non è e non sarà... nulla di male... semplicemente non sono pronti ad accogliere questi stimoli

    Che ne dite?
    ciauz,
    nico

  2. #17
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    25-07-2003
    Messaggi
    743
    Anche io in un precedente thread avevo parlato della mia esperienza come psicologa "volontaria" prima di diventare psicologa retribuita.
    Credo che sia importante sottolineare come ciò che può fare la differenza nel trovare un lavoro sia proprio il saperlo fare, come dice Amistade forse "prima il lavoro non c'era perchè non lo sapevi fare".
    Soprattutto quando si lavora in un contesto clinico, "sulla pelle" della gente, credo sia importante non pretendere di saper fare subito ma riuscire a mettere dei limiti al proprio desiderio di entrare subito nel pratico.
    Forse il tirocinio era nato proprio con lo scopo di aiutare il neo-laureato pieno di belle speranze, ma anche piuttosto inesperto, ad acquisire un pò di preparazione e competenza pratiche che potessero aiutare nel lavoro quotidiano.
    Purtroppo non sempre è così e quindi c'è la necessità di riuscire a smettere di recriminare per l'ingiustizia subita (senza per questo negare che è un'ingiustizia) e cercare di apprendere in altro modo ciò che comununque ci è necessario per lavorare e proporci con un minimo di credibilità e onestà verso i nostri clienti/pazient/utenti.

    Credo poi che molto dipenda dal contesto in cui si lavora: forse se ti occupi di marketing o selezione del personale eventuali errori dovuti all'inesperienza avranno una certa ricaduta, se ti occupi di clinica eventuali errori in una diganosi potrebbero averne un'altra... ecco perchè credo che quest'esigenza di acquisire competenze sia particolarmente "forte" fra i neo-laureati di questo settore più che forse fra altri.
    E' talmente forte che continua anche in seguito, tanto che gli psicologi clinici utilizzano la supervisione proprio perchè sanno quanto possa essere importante il confronto con una persona più esperta e quanto nel nostro lavoro sia importante avere l'umilità, a volte, di non pretendere di sapere tutto e subito.

    lL'ideale sarebbe ricevere un piccolo rimborso per queste forme di lavoro volontario, perchè è vero che riceviamo molto ma spesso diamo anche tanto, soprattutto in termini di tempo ed energie (anche perchè quando sei un pò inesperto ci metti sempre più tempo: per i miei primi Rorschach ci mettevo delle ore solo a siglarli...).
    Nella mia esperienza di lavoro "volontario" fatto al termine del tirocinio credo di aver comunque ricevuto molto più di quanto abbia dato in termini di tempo ed energie, perchè tutto il mio lavoro attuale dipende anche dall'esperienza acquisita allora e dal fatto di aver acquisito delle competenze di base che mi permettono di muovermi anche in ambiti nuovi e di aprire nuove strade...
    Vimae

  3. #18
    Amistade
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da nico

    >Ora, sicuramente avere coscienza dei propri mezzi, un metodo, >un progetto, è cosa buona, ma a mio avviso non la panacea di >tutti i mali...

    Quali mezzi? Che sapessi di una sola collega che sappia fare qualcosa appena laureata... dico, che ce ne sia *una*! Anche gli esami più pratici, come tecniche dell'osservazione del comportamento infantile, ti danno un sacco di informazioni, ma non sai manco compilare una griglia di codifica, che è la base della base. C'è poco da fare, almeno nella mia città, l'università non forma in quel senso. Il tuo discorso sarebbe correttissimo e onesto se tutti sapessero fare qualcosa di fruttuoso a livello lavorativo. Ma apriamo gli occhi: chi, appena laureato, è in grado di fare una terapia di supporto?

    >1) giovani particolarmente svegli che si sono da sempre attivati >e che hanno valorizzato il poco passato dall'università. Una >volta usciti avevano un sentimento di "saper fare", >doti "commerciali" e di "pro-attività", ecc...
    >Insomma, si sono buttati, gli è andata bene...

    Dico, ma scherziamo? "sentimento di saper fare"...
    Ti parlo schiettamente: sono un insegnante di chitarra elettrica, ho 8 allievi, suono da 13 anni. I ragazzi vengono da me perchè *so fare* bene il mio lavoro, e quando, anni fa iniziai, chiunque mi sentisse poteva dirmi che sapevo suonare. Non si tratta di "sentimento di saper fare": un lavoro o lo sai fare abbastanza bene, o non lo sai fare. Se lo sai fare e non hai il coraggio di buttarti, sono d'accordo con te, anch'io avevo un sacco di paure all'inizio, ma suonavo già da molto, e c'era *sostanza* dietro. A conti fatti però, quelli che escono dalla mia facoltà non hanno nulla dietro se non preparazione teorica. Come nel campo della musica, servono "i fatti", non solo la teoria. Uno psicologo "teorico" e non "pratico" non è spendibile nel mercato del lavoro, per cui resterà disoccupato.

    >2) giovani con buone potenzialità psicologiche, ma poco avvezzi >al rischio, all'imprenditoria, forse insicuri, forse poco coscienti >di "avere...

    Avere doti di empatia, doti "da psicologo". Quelle possono anche esserci... ma bastano?
    Assolutamente NO. Serve la competenza nel saper somministrare un test, nel saper condurre un colloquio clinico. Non sono cose che si sanno fare dopo la laurea, nè sono cose che si possono improvvisare basandosi sulle proprie capacità da non-esperti.

    >3) giovani che invece non riescono proprio a percepire >competenza, strumento, operatività... dominati dall'astrattezza >del nostro bagaglio professionale

    La competenza non la si percepisce, dovrebbe darla l'università ma non la dà. Un tutor ti rende competente, se non c'è il tutor non è colpa "dei giovani che non percepiscono, o che vedono solo l'astrattezza".
    Sembra dal tuo discorso che tutti i laureati abbiano dentro di loro le capacità per fare tutto, solo che è colpa loro che, o sono "bloccati", oppure non vedono oltre il proprio naso.
    Così non è, dammi retta. Un test proiettivo non lo improvvisi, e se non l'hai mai preso in mano, sei un pesce fuor d'acqua. E' l'astrattezza del bagaglio professionale che dà l'università che è una fregatura, perchè non dà le giuste competenze per poter lavorare!

    > da un mercato dannatamente arenato, si lasciano andare a >corsi di formazione ed esperienze non retribuite nell'attesa >messianica che qualcosa accada... alcuni si "salveranno", altri >invece andranno verso disillusione, frustrazione ed alienazione >(dalla professione)

    Replica anche qui: nessuno nasce con la scienza infusa. Il "lasciarsi andare" a corsi di formazione, lascia intendere che sia una via sbagliata per *formarsi*. Dimmi qual'è la via corretta per formarsi, fermo restando che nè il tirocinio nè la laurea ti dà le cose di cui hai bisogno.
    N.B. 30 e lode in sviluppo corso progredito e non ho mai visto uno specchio unidirezionale, nè mai visto UN BAMBINO DI UN MESE!
    Dimmi che competenze dovrei valorizzare, in termini seri però, spendibili sul lavoro, non in termini "lanciatevi e vedrete che va bene", perchè, senza formazione tosta alle spalle, è solo aria fritta.

    >essere diversi scenari e tutti rispettabili. Per alcuni possiamo >intervenire con i nostri mezzi,

    Quali mezzi? A qualunque laureato in lavoro, se lo metti da solo a fare la cosa più idiota del mondo, come selezione del personale, farà tanti di quei pasticci che gli conviene scappare. Idem per uno di sviluppo se lo metti a fare un'osservazione. Con i mezzi a disposizione dei laureati e basta, quindi solo teoria niente pratica, cosa possono fare? Chi li vuole?Chi li paga? A quel punto è più *pratico* (e retribuito) fare l'estetista.

    > mentre per altri siamo forse impotenti...

    Ossia impotenti per tutto, se prima non si fa la gavetta da qualche parte, perchè, come si dice qui, "nessuno nasce imparato".

    >Che ne dite?

    Che sarebbe ora che si iniziasse ad avere competenze serie "da psicologo", competenze che non ci si sogna la notte, ma che si acquistano col tempo e col lavoro, pagato o gratis che sia.

    --
    Amistade

  4. #19
    CiccioLatino
    Ospite non registrato
    Mi sembra che il discorso si sia fatto altamente interessante. Ci sono a parer mio, due visioni molto diverse di vedere l'approccio con il mondo del lavoro, ma molto vicini, forse uguali, di vedere la psicologia come arte e come prodotto da erogare con competenza.
    Certo, la difficoltà sta nel capire QUANDO questo prodotto sia realmente maturo e QUANDO si sia realmente raggiunta tale competenza.
    Io credo che Amistade abbia ragione nel dire che è fondamentale affiancarsi ad una persona in gamba che ti spiega come si fa questo strano e meraviglioso mestiere. E va da sè che il non essere retribuiti non è essere sfruttati se si sa realmente cogliere il frutto dell'insegnamento che è di per se un'alta retribuzione. Certo, non per tutti può essere valido questo discorso però. Perchè non è per forza vero che questa persona esista.
    Io contrariamente ad Amistade invece credo nella grande utilità del tirocinio come grande risorsa per noi laureati, perchè se si sa scegliere bene esistono posti altamenti formativi e poi credo nella filosofia che uno impara se vuole imparare dall'esperienza e non solo se l'esperienza è valida in assoluto.
    Mi sembra però di cogliere in Stefano un discorso molto efficace e cioè quello di saper "rischiare" quando i tempi sembrano maturi anche se non siamo del tutto perfetti e non aspettare per forza di essere giunti ad una formazione definitivamente completa, anche perchè ritengo che ciò non avverrà mai. Secondo me la formazione in psicologia è continua e infinita.
    Allora forse ha ragione Stefano che spesso l'impasse di intraprendere un'attività, privata o publica che sia, è prorprio causa di una bassa sicurezza in se stessi o bassa autostima o forse anche pigrizia!
    Certo è che rischiare può essere incoraggiante e stimolante però si devono avere le competenze per farlo, altrimenti si fanno guai. E le competenze in psicologia hanno secondo me dei contorni un pò sfumati, ecco perchè ritengo giusto fare tutta la pratica che ci è possibile fare cercando paradossalmente di farsi " sfruttare" il più possibile (senza fare i fessi naturalmente!!!) ma allo stesso tempo un pò buttarsi nella mischia. E lo studio mi è sembrato una proposta valida! (A limite se proprio non te ce viene nessuno dopo un pò ci apri un'osteria o un tabaccaio!!). Sto pensando che potrebbe essere anche una pista percorribile quella del facilitatore di gruppi di lavoro, lavorando per obiettivi per aziende o privati che vogliono affidarsi ad uno psicologo per migliorare il lavoro di squadra all'interno dei reparti e non vogliono spendere troppo. Certo dopo aver fatto un corso di formazione in gestione delle dinamiche di gruppi!
    Altre idee????

  5. #20
    Amistade
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da CiccioLatino

    >Io contrariamente ad Amistade invece credo nella grande utilità >del tirocinio come grande risorsa per noi laureati, perchè se si >sa scegliere bene esistono posti altamenti formativi e poi credo >nella filosofia che uno impara se vuole imparare dall'esperienza >e non solo se l'esperienza è valida in assoluto.

    Quoto. Il tirocinio, se fatto bene sia da parte del tutor, ma prevalentemente da parte di chi dovrebbe avere la testa ben piantata sulle spalle, è utilissimo!!! Solo che ne ho sentite troppe di tirocini passati a fare fotocopie, o a lottare con tutor che pretendono che tu sappia fare tutto solo perchè sei laureato, o acnora con posti pieni zeppi per almeno 6 mesi che ti costringono a fare il tirocinio dove non andrebbe neanche uno scarafaggio.
    In questo forum ho letto però anche di persone che facevano dei tirocini utilissimi, addirittura facendo cose al di là delle loro stesse competenze. Che dire? Fossero tutti così, non ci sarebbe problema.
    Episodio simpatico: due colleghe, 30 e lode con dignità di stampa, fanno il tirocinio in un centro di orientamento scolastico. Finito il tiricinio hanno imparato un sacco di cose su quel campo (colloquio, per esempio), peccato però che sul resto non sappiano nulla di nulla. Stefano parlava di diventare competenti in diverse aree. Ecco come un tirocinio apparentemente valido, in realtà è altamente vincolante. Risultato: una si è iscritta in una scuola di specializzazione di analisi transazionale "perchè non trova lavoro", dice lei. L'altra fa la promoter.
    Ecco cosa intendevo quando parlavo di "realtà dei fatti", e quando dicevo che la gente che mi sta intorno non sa neanche cosa significhi fare lo psicologo. Colpa, ovviamente, dei docenti. Loro per primi sono docenti esterni in scuole di specializzazione, ed è chiaro che per tirare acqua al loro mulino dicono a lezione che l'unica cosa che può fare uno psicologo è aprire uno "sportellino" per le consulenze, ma che cmq morirà di fame. <Per lavorare davvero, la via è la specializzazione!> (detto da una psicoanalista -che avrà i suoi ricavi, immagino-).

    Benvenga dunque la formazione, da qualsiasi parte essa arrivi, **meglio** se col tirocinio (si risparmia tempo!).

    --
    Amistade

  6. #21
    sergioannibali
    Ospite non registrato
    C' ho un ottima dritta, remunerativa, di fcile applicazione , e con un target ampio e sicuro...
    Cartomanzia , veggenzae similari...
    Oppure ti consiglio un corso per ipnosi e adnare di gioielleria in banca e farsi consegnare l'incasso con la classica frase " a me gli occhi"...
    Gira un leggenda metropolirtana circa un probabile indiano ( Dell'indioa) che lo ha fatto.....
    non credo che sia possibile cmq versate 100 euro sul cc n° 123456....eheheh....
    IO dopo la laurea il titocinio, ho fatto un concorso nella P.A. come amministrativo ( che nn centra una minchia con la psicologia) e devo stare pure contento.....la psicologia rimane cmq una grande passione....auguri a tutti e se avete una dritta fatemi sapere...

  7. #22
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Re: Lavoro: tips and tricks

    Rispondero' in breve a tutti (spero).

    La maggior parte dei neo-colleghi che ho conosciuto ha come limite principale NON il non saper fare, ma la convinzione di non poter fare.

    La psicologia e' un mondo pieno zeppo di corsi, ed il nostro lavoro va necessariamente inteso nell'ottica della formazione continua.

    Quello che voglio sottolineare e' che facendo un buon corso incentrato sulla pratica basta una settimana per saper fare una determinata cosa (es. saper gestire un colloquio clinico), se abbiamo una buona base teorica.
    Ovvio che dopo una settimana non sappiamo tutto, ma se il corso e' fatto bene quella cosa la sappiamo fare.

    A me non pare sia questo il vero problema, o un motivo sufficiente per lavorare gratis per 1-2 anni, o anche 6 mesi.

    A me pare che il punto sia un'altro: aprire una partita IVA puo' spaventare, come pure l'idea di fare il primo colloquio da soli, o anche seguire qualcuno e' una responsabilita'.

    E' normalissimo che queste cose intimoriscano, ma in fondo lo sappiamo tutti che continueremo ad avere queste paure fino al momento in cui non le affrontiamo.
    La prima volta e' sempre la prima volta, ci saranno comunque un turbine di emozioni: paura, eccitazione, ansia, trepidazione, e chi piu' ne ha piu' ne metta.


    Certo, la difficoltà sta nel capire QUANDO questo prodotto sia realmente maturo e QUANDO si sia realmente raggiunta tale competenza.
    Il punto e' proprio qui: non saremo MAI formati completamente.

    Senza contare un aspetto molto importante:
    Si impara a guidare la macchina GUIDANDO una macchina, e non con un videogame.
    Si impara ad andare in bicicletta ANDANDO in bicicletta.

    Questo discorso fa parte del "dare il la".
    So benissimo che questo e' un discorso che sembra pericoloso, ed infatti bisogna capire bene quello che intendo.
    Noi possiamo fare tantissime cose, e non tutte sono difficilissime.

    Quello che intendo e' un ingresso immediato nel mondo del lavoro, ma graduale nelle difficolta' delle cose che si propongono.
    Fare terapia e' complesso, ed e' una grossa responsabilita'.
    Gestire un piccolo corso sui rapporti personali e' molto piu' semplice, come pure seguire dei gruppi di autoaiuto, o tantissime altre cose.

    Un abbraccio,

    Stefano

  8. #23
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*
    Data registrazione
    28-02-2002
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    stefano mi sembri un sacco positivo! ti ringrazio!
    io sono la prima a pensare che l'università nn formi x entrare nel mondo del lavoro e bla bla bla, la laurea è veramente solo il 1° passo di una strada tutta da percorrere, però mi sono scocciata di piangermi addosso! E' tempo per bussare toc toc ed affacciarmi nel mondo del lavoro, all'inizio magari facendo cosucce, anche cooperative (anke se ne ho sentito parlare malino...), anke gr. di autoaiuto mi sembra un'ideona, e poi si vedrà. Ma se uno nn è ottimista,energico e pronto rischia di nn vederle certe opportunità!
    Io almeno la penso così
    P.S. A proposito di prime volte:ho somministrato il mio 1° tet (al tirocinio) ero molto emozionata,ma è stato bello!
    In bocca al lupo a tutti
    "Il rigore da solo è morte per paralisi
    ma l'immaginazione da sola è pazzia"
    G. Bateson

  9. #24
    CiccioLatino
    Ospite non registrato
    E' davvero una discussione stimolante! Sono pazzo o fiducioso, che dir si voglia, che dopo il mio tirocinio che trovo altamente formativo, troverò una occupazione. Volevo aprire però nuove discussioni e una sorta di "Brain-storming" rispetto agli ambiti lavorativi potenziali,gli eventuali posti/luoghi di lavoro dove ognuno di noi si immagina collocato. Per esempio vorrei capire meglio cosa intendete (Stefano e Stella) per "seguire gruppi di autoaiuto"? Dove? Come? Come e a chi proporsi?
    Le mie fantasie lavorative che ritengo potenzialmente concrete sono ad esempio:
    - operatore di Comunità Terapeutiche
    - psicologo nel S.S.N. tipo negli Ospedali (ho letto che questa figura è ultimamente ricercata dalle ASL e - ha un buon margine operativo!!E' vero????)
    - aprire uno studio di consulenza psicologica per la crescita personale (e non per la psicoterapia)
    - facilitatore di gruppi di lavoro

    Chi vuol far piovere le sue idee è il ben venuto e, forse, questo è l'ombrello giusto!!!!
    ciao a tutti
    Francesco

  10. #25
    Priscilla2004
    Ospite non registrato
    Ciao!! Scusa cosa vuole dire psicologo del S.S. N. ? (Non l'avevo mai sentito)
    Grazie
    Priscilla

  11. #26
    Partecipante Affezionato L'avatar di stellina3041
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    05-04-2004
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    padova
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    credo che voglia dire : SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE....!
    Milena

  12. #27
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*
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    ciao a tutti
    che bella questa discussione, anche a me sembra mooolto stimolante!!
    X CICCIOLATINO: che tirocinio fai? scusa ma forse l'hai già detto e me lo sono perso... dove? di che ti occupi? (x chi vorrà sarò felice di raccontare la mia esperienza, abbastanza interessante...credo...)
    Per il resto io per gr. di autoaiuto intendo quello di cui ho sentito parlare, quindi ti riporto un'esperienza solo indiretta: una mia amica che nel suo tirocinio segue tipo come osservatrice (in quanto nn si può dire proprio coterapeuta!) un gr. di autoaiuto di pazienti psichiatrici appunto col suo tutor. Ora, nn so se lo fa presso/tramite una asl oppure (più probabilmente) in privato (cioè questo psicologo conduce questi gruppi e fa partecipare la mia amica). E' una cosa che intanto ti fa fare esperienza, e dopo aver fatto l'esame di stato te la puoi "rivendere" avendo acquisito questa competenza...Giusto Stefano? (ormai è il nostro guru!!! :-)
    Tutte le altre opzioni che hai indicato tu mi sembrano buone. Io sto pensando davvero di aprire uno studio appena fatto l'esame. CiccioLatino, di dove sei? che dici, ci facciamo un pensierino insieme? :-) -o con chiunque sia interessato/a...
    Per il brainstorming io propongo: cooperative (lo so che nn tutti sono d'accordo...)...per ora nn mi viene altro...
    Ah, quello che dicevi della asl, del SSN, caro cicciolatino, a quanto ne so io è quasi i-m-p-o-s-s-i-b-i-l-e...perchè è vero che c'è rischiesta (iscrivetevi alla neswletter di www.concorsi.it) ma per psicologi che già lavorano da nn so quanti anni, e poi devi fare il concorso. Insomma, per i prossimi, credo, 10 anni, nn penso sia alla ns portata! Se sbaglio smentitemi, ne sarei molto lieta!
    Un abbraccio a tutti
    Stella
    "Il rigore da solo è morte per paralisi
    ma l'immaginazione da sola è pazzia"
    G. Bateson

  13. #28
    CiccioLatino
    Ospite non registrato
    Ciao Stella, parente di Stellina????
    io svolgo il mio irocinio in un ASL, precisamente nel CSM di Roma E. Così mi sono anche localizzato! Anche io ho la possibilità di assistere a dei gruppi svolti dal mio tutor e la psicologia di gruppo mi interessa alquanto. Solo che mi interessava sapere COME uno psicologo appena abilitato possa avere accesso alla possibilità di gestire un gruppo di autoaiuto....nel senso: come potrei fare a "rivendermi" la mia competenza?? Esiste un modo conosciuto? Stefano....aiutaci tu!!!!
    E poi, Stella, che intendi per cooperative? Per la tua proposta (indecente o meno) di "farci un pensierino" per lo studio ci si può pensare....però credo sia opportuno conoscerci, perlomeno sapere che area ti interessa, perchè non cominci dalla "tua esperienza....abbastanza interessante....credo"!
    Saluti cari a tutti
    PS:
    Un grazie a STELLA per aver sostenuto e continuato il BRAINGSTORMING e un invito a tutti di contribuire, se vi va! Penso possa essere utile per tutti noi conoscere quali conoscenze, idee, fantasie, "illusioni" abbiamo rispetto alle opportunità lavorative!

  14. #29
    tinacalbi
    Ospite non registrato
    Scusate ragazzi per l'intromissione....ma sono una psicologa e avendo passato un pò tutto quello che ho letto mi sento chiamata in causa...
    Inannzitutto parlo ai furbi che vogliono aprire los tudio...solo con la laurea: RAGAZZI MA DOVE VIVETE???? Per fare la libera professione bisogna avere la partita iva e per averla bisogna essere iscirtti all'albo, vi pare consigliare di aprire uno studio a chi è ancora al 2° semestre di tirocinio??? A parte questi aspetti formali avete idea di cosa significa trovarsi di fronte un paziente depresso, affetto da attacchi di panico, ossessivo? L'università non forma neanche a saper fare una corretta diagnosi delle patologie ( e vi assicuro che difronte non trovate persone che hanno isintomi da manuale). Io sono laureata in psicologia da 6 anni e solo dopo 2-3 anni di scuola di specializzazione avevo gli strumenti reali per incontrare un paziente....(senza contare che formalmente uno psicologo, quindi laurea+abilitazione, può fare solo diagnosi e consulenza)!
    Non parlo poi delle difficoltà dell'autopromuoversi...è vero che a Roma ci sono più pazienti, ma acnhe molti più psicologi e psicoterapeuti!
    CiccioLatino quello che mi sento di consigliarti è di fare tante tante esperienze...anche gratis e questo è l'unico momento in cui puoi farle...purtroppo! Intanto cerca di sfruttare il tirocinio che stai facendo e rimanere su quella falsa riga. Le strutture non vogliono perdere tempo con persone che non hanno competenze pratiche e per il momento l'unica competenza pratica che hai, come laureato, è quella del tirocinio appunto!
    In bocca al lupo, Tina

  15. #30
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da tinacalbi
    Scusate ragazzi per l'intromissione....ma sono una psicologa e avendo passato un pò tutto quello che ho letto mi sento chiamata in causa...
    Inannzitutto parlo ai furbi che vogliono aprire los tudio...solo con la laurea: RAGAZZI MA DOVE VIVETE????
    Ciao Tina,

    nessuno ha mai parlato di aprire lo studio senza iscrizione all'albo, partita IVA, biglietti da visita, ecc.
    Ci mancherebbe!

    A parte questi aspetti formali avete idea di cosa significa trovarsi di fronte un paziente depresso, affetto da attacchi di panico, ossessivo?
    Aprire lo studio e' una cosa, fare psicoterapia un'altra....
    direi che c'e' una bella differenza (e almeno altri 4 anni di formazione).

    Non parlo poi delle difficoltà dell'autopromuoversi...è vero che a Roma ci sono più pazienti, ma acnhe molti più psicologi e psicoterapeuti!
    E' proprio quello di cui stiamo parlando: delle possibilita' concrete di autopromuoversi.

    A me non piacciono i discorsi fatti solo sui limiti (non si puo' fare quello o quell'altro), o sulle cose sbagliate.
    Penso sia altrettanto importante dare anche delle soluzioni.

    Scusami, questo non e' un discorso per te, colgo solo l'occasione per farlo.
    Una delle cose che a me e' sempre rimasta antipatica fin dai tempi dell'universita' e' l'impostazione del NON:
    - appena laureato sei troppo giovane per iniziare;
    - non puoi fare nulla;
    - non sei credibile;
    - ecc.

    Invece credo sia molto interessante per tutti capire come chi gia' lavora ha iniziato a farlo, quali strade ha percorso, ecc.
    Sempre prendendo la propria esperienza come tale, e non come unica possibile.

    Quindi finche' sentiro' persone dire cose del tipo: "l'unica strada e' iniziare con il volontariato", mi spiace, ma contraddiro' sempre, considerando che io, come molti altri colleghi, non ho mai dovuto fare volontariato per poter aprire uno studio, organizzare dei corsi, gestire dei gruppi, ecc.

    Un abbraccio,

    Stefano.

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