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  1. #16
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Antopsi
    se leggi abbiamo definito la psichiatria il continua della spicologia.
    vedi , quando si dicono ,e questo vale anche per noi, cone ove il significato è doppio, vi è un'altra visione meno ambigua.


    ( Antopsi (Una disciplina non si può comprendere se non se ne osserva la storia e l'evoluzione. Vale per la psicologia come per qualsiasi altra scienza)


    quindi il psicologo che analizza un paziente deve conoscere tutti gli essere viventi? o almeno tutti i cervelli?



    (E' evidente che avete (o hai, non capisco se sto parlando con tutti e due o solo con uno) frainteso il mio occhio critico verso gli aspetti della disciplina che non condivido)

    non vi è mai solo chi fraintende ma anche si non si fa intendere.



    ( Ci sono degli aspetti della psicologia che non mi piacciono (ovviamente), come per esempio il poco rigore scientifico di alcune teorie, o la pretesa che hanno alcuni picoanalisti di creare una teoria solo in base alla loro esperienza personale, anzichè su fatti concreti e osservabili.)

    qui devono andare di paro passo le due cose.




    (Perchè vuol dire che qualsiasi bestia può dire quello che vuole, risultando sempre credibile, solo perchè nella propia esperienza hanno visto alcune cose e le hanno interpretate in un certo modo)

    e qui i limiti tanto descritti prima, tutto esiste, se lo si Sente lo si vede lo si vive in un modo o nell'altro ESISTE , è la collocazione da trovare ma tutto c'è e da qualche parte è collocabile, ammeno che non si pensi come froid che è schematica la cosa ma l'esistenza tutto vi è, basta non mettersi o farsi mettere i para occhi.





    ( Se poi quella stessa cosa la applico io e non funziona, magari la bestia in questione mi dice che non ho applicato il metodo in manira corretta. )
    tu conosci bestie che dialogano con lo stesso linguaggio umano?
    o bestie è un modo per sottovalutare chi dice la sua?


    (Inoltre, secondo me, la psicologia non ha SOLO lo scopo di aiutare chi sta male o di definire le strutture della personalità, ma anche di comprendere come ricordiamo, perchè ricordiamo certe cose e ne dimentichiamo altre, come avviene lo sviluppo del linguaggio ecc. ecc. ecc. )

    perchè una non comprende l'altra?




    (Non parlo di me perchè non è necessario ai fini della discussione. Non penso di essere un fanatico. Non vivo per gli studi che faccio. Nella mia vita c'è molto altro.
    Non ho assolutamente paura di mettermi in discussione. Se fosse come dici tu avrei troncato questa discussione molto tempo fa, ma siccome il confronto mi stimola sto rispondendo. A costo di sembrare antipatico.)
    l'antipatia non la si vede ancora.
    non parli di te perchè nulla hai da dire se non la paura di esprimerti e quindi come tutti rientrare in una logica di analisi psicologica, il moto di più non lo stai facendo uscire, ma siccome quello che si è non lo si può nascondere tu altro non hai.


    (Nessuna delle due. Semplicemente ho vissuto 20 anni della mia vita senza sapere assolutamente nulla di psicologia, e ho vissuto benissimo)

    e non ti sei mai chiesto un perchè? dal momento che ti chiedi il perche di una cosa dell'intimo tua da comprendere, a quell'età è solo psicologia incoscia ma è così.


    ( Non applico le teorie e le cose che studio, nella mia vita quatidiana. Non ne ho bisogno. )



    tu a risposta è :


    "Nessuna delle due. Semplicemente ho vissuto 20 anni della mia vita senza sapere assolutamente nulla di psicologia, e ho vissuto benissimo. Iscrivermi all'università e studiare per 5 anni psicologia non ha cambiato la mia visione del mondo più di tanto. Quello lo fanno le esperienze che ho con le persone. Persone con cui parlo senza cercare di psicoanalizzarle. E' questo quello che intendevo con quella frase. Che mi sembrava anche abbastanza chiara."

    praticamente qui si legge la tua intenzione?
    Non applico le teorie e le cose che studio, nella mia vita quatidiana. Non ne ho bisogno. )
    ribadisco la non attendibilità di questa affermazione, la tua mente studia lavora su quello e lo fa sia a scuola che fuori.
    se avessi il controllo della mente fino a quel punto non saresti più fra noi, ma la mente è strutturata per giudicare e fare giochini per renderci la vita difficile, quindi ritenere di avere un controllo della mente così forte si afferma che si conoscono tutti i tragitti che possa fare il pensatore e quindi il pensiero.



    John Nash, se fosse ancora schizzofrenico non sarebbe lì .


    (Chi è affetto da un disturbo del genere se si guarda dentro vedo solo i propi fantasmi. Che sono molto lontani dal mondo reale in cui viviamo.)

    è comodo tirarsi fuori da certe cose, nulla è indipendente , quei fantasmi della mente sono collocabili non solo nel retaggio della geneticità ma di chi gli sta attorno e della comunità tutta.
    certo che se si vuole isolare certi messaggi o casi che la vita ci presenta , be allora ci si limita e ci si ritiene superiori.


    (E poi, cosa c'entrano le sedute spiritiche con la psichiatria?) non si spiega ancora del perchè o del come si percepisca dal cervello entitè disincarnate e si cerca degl'alibi per retribuire al cervello questi movimenti, certo che tutto passa atraverso il cervello anche la medianità e quindi i vari sensori che sono nel cervello fanno da ricevitori, ma questa è dura da ammettere poichè stravolgerebbe tutto il mondo che appartiene all'analisi dell'essere umano e delle sue potenzialità

    ciao e grazie di continuare

  2. #17
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da io mordo
    [B]Questo è molto... molto soggettivo
    Se anche tu senti delle voci non significa che sei schizofrenica... e che quindi senti le voci allo stesso modo di uno schizofrenico.

    si ma ha comunque una spiegazione se queste voci sono di trapassati o derivanti dalla schizzofrenia e cioè dalla propria mente, in un modo o nell'altro si può collocare il movimento e le sua provenienza






    Perchè hanno già compreso qualcosa della relazione tra cervello e anima??

    l'innato secondo te dove appoggia le sue radici?

    non credere a qualcosa di più del corpo fisico è non ascoltarsi profondamente o mentire a se stessi, e comunque una sottovalutazione di se stessi che porta poco in là


    Ultima modifica di isaefrenk : 08-12-2004 alle ore 09.26.06

  3. #18
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    io mordo
    nel tuo profilo c'è scritto che sei stato all'inferno ce lo descrivi visto che per un periodo di anni ci siamo stati anche noi?

    grazie

  4. #19
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    Originariamente postato da isaefrenk




    non credere a qualcosa di più del corpo fisico è non ascoltarsi profondamente o mentire a se stessi, e comunque una sottovalutazione di se stessi che porta poco in là

    però mi pare di capire anche che voi non ascoltiate profondamente il vostro corpo fisico.. anche questa potrebbe essere una sottovalutazione di se stessi che porta poco in là.

    Una domanda, le relazioni con le altre persone che funzione hanno nel "processo" di reincarnazione?

  5. #20
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Accadueo
    (Una domanda, le relazioni con le altre persone che funzione hanno nel "processo" di reincarnazione?)

    il riconoscersi

    (però mi pare di capire anche che voi non ascoltiate profondamente il vostro corpo fisico.. anche questa potrebbe essere una sottovalutazione di se stessi che porta poco in là. )

    infatti noi andiamo anche oltre, rileggi bene.
    Ultima modifica di isaefrenk : 08-12-2004 alle ore 09.57.47

  6. #21
    isaefrenk
    Ospite non registrato

    esempio di schizzofrenia

    esempio di schizofrenia


    SOGNANDO di Don Bachy

    Me ne sto lì seduto e assente, con un cappello sulla fronte e cose strane che mi passan per la mente
    Avrei una voglia di gridare, ma non capisco a quale scopo, poi d' improvviso piango un poco, rido quasi fosse un gioco
    Se sento voci non rispondo, io vivo in uno strano mondo, dove ci son pochi problemi, dove la gente non ha schemi
    Non ho futuro nè presente, io vivo adesso eternamente,il mio passato è ormai per me distante, ma ho tutto quello che mi serve, nemmeno il mare nel suo scrigno ha quelle cose che io sogno e non capisco perchè piango
    Non so che cosa sia l'amore e non capisco il batticuore, per me la donna rappresenta chi mi accudisce e mi sostenta
    Ma ogni tanto sento che gli artigli neri della notte mi fanno fare azioni non esatte, d'un tratto sento quella voce e qui comincia la mia croce, vorrei scordare e ricordare, la mente mia sta per scoppiare e spacco tutto ciò che trovo ed a finirla poi ci provo, tanto per me non c'è speranza di uscire mai da questa stanza
    Sopra un lettino cigolante, in questo posto allucinante io sogno spesso di volare nel cielo, non so che male posso fare se sogno solo di volare, io non capisco i miei guardiani perchè mi legano le mani
    E a tutti i costi voglion che indossi un camice per me, le braccia indietro forte spingo e a questo punto sempre piango
    Mio dio che grande confusione e che magnifica visione , un'ombra chiara mi attraversa la mente, le mani forte adesso mordo e per un'attimo ricordo che un tempo forse non lontano qualcuno mi diceva t'amo
    In un addio svanì la voce, scese nell'animo una pace ed è così che da quel dì io son seduto e fermo qui


  7. #22
    isaefrenk
    Ospite non registrato

    LA MENTE E’ COME UNA PELLICOLA

    LA MENTE E’ COME UNA PELLICOLA

    La mente è come una pellicola, registra tutto il movimento esterno e poi sta a noi rivedere questa pellicola, fotogramma per fotogramma, senza retribuire all’impressione della pellicola mentale colpe o meriti all’esterno di essa, poiché quello che ci trae in inganno è che tutto ci si presenta, come prima analisi, al contrario (il piano fisico è il piano dei contrari)
    Un fotogramma va analizzato per come si presenta, non come ci appare, il fotogramma successivo va analizzato nello stesso modo, il quale va a situarsi in una successione logica in cui non si contraddice, esempio: se analizziamo perché lo scherzo è un attacco, possiamo, nel fare regressione di tale conclusione, capire che non accelera la nostra comprensione uno scherzo, ma la sofferenza che con noi non ha scherzato, anzi, ha fatto in modo che il compreso sia ben marcato nella nostra memoria e quindi collocato là dove va ad ampliare la coscienza per aver riconosciuto in logica la successione esatta dei fotogrammi, senza contraddizioni e per non contraddirsi, la logica, non scherza.
    Quindi, se per comprendere, lo scherzo non lo riusciamo a collocare in nessun modo, se non nella sua logica fine a se stessa, possiamo concludere senza il pericolo di dare alla mente un input sbagliato, che lo scherzo è espresso da chi vuole nascondere delle paure, conscie o inconscie.
    Ecco come analizzare, fotogramma per fotogramma, la pellicola che la mente ha incamerato, impressionandosi con il mondo esterno.
    Vero è che per fare ciò il punto di vista deve spostarsi nel piano superiore e cioè la coscienza, tale punto di vista è come se veramente guardassimo una pellicola di un film con occhio critico.
    Usare un metodo che ponga i fotogrammi in successione per un risultato chiaro, non è compito facile e a volte non gradito dalla nostra mente, ma più chiaro è apparso a noi meglio riusciamo a raccontarlo e meglio riusciamo a raccontarlo più si allontana “dall’appartenenza della nostra espressione”.
    Quando riusciremo a fare questo, sarà più facile che il nostro punto di vista si riconosca per quello che è e il metro della nostra evoluzione sta nel tempo che corre nel riconoscersi in quello che si è.
    Molti non accettano di parlare di sé per paura di scoprirsi, non parlano di sentimenti, quando i sentimenti sono, dopo i pensieri, i fotogrammi che precedono la parola, quindi pensiero, sentimento, parola, vanno in successione logica, solo così si può aver analizzato i fotogrammi in modo corretto e la logica del film, del nostro film, torna senza contradizzioni.
    Quando ciò ci viene in modo spontaneo, ci si riesce a mettere nei panni del nostro simile e analizzare i fotogrammi di esso, quando, naturalmente, viene richiesto, altrimenti se non c’è la richiesta, non c’è voglia di comprensione e non v’è modo di far nulla se non quella di lasciare alla vita il compito di fare il suo percorso.

  8. #23
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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  9. #24
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Accadueo,è soggettivo ,
    l'analisi di valutazione è tanto esatta quanto la profondità che ha l'individuo nel SENTIRSI

    ciò non toglie che la mente è una pellicola con dei fotogrammi in sucessione non è vero?

    ciao
    Ultima modifica di isaefrenk : 08-12-2004 alle ore 16.10.45

  10. #25
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    la mente non è una pellicola. La pellicola in sè è passiva registra e basta. La mente fa entrare in memoria fotogrammi che sono già stati filtrati da un "mare" di cose.. la situazione, l'interesse per la situazione, l'attenzione, emozioni, cognizioni, esperienza, genetica, cultura, sensi e percezione, ecc.. Lo stesso fotogramma di una memoria passata può essere descritta dalla stessa persona diversamente e in contraddizione in momenti diversi non solo nel pensarla ma anche nel descriverla. Come si fa a dire che un'analisi è più precisa di un'altra se è come dite voi, è soggettivo? Se un individuo afferma che c'è tanta profondità nel SENTIRSI sia in una descrizione che in un' altra e queste non necessariamente sono da intendersi come conseguenza logica che succede?
    Il fatto stesso che destrivete un modo di osservare e di vivere il mondo corporeo, spirituale, ancestrale, questo, non è indossare una lente ben precisa? un filtro che fa vedere le cose in una certa maniera?
    Cosa cambia dalla descrizione di un membro del CICAP?

  11. #26
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Accadueo
    è interessante quello che tu hai descritto , se non ti sfuggisse il particolare che i fotogrammi della mente derivano dal piano superiore e la mente ha il meccanismo di capovolgerli in negativo come la pelliccola come ancora da sviluppare, è questa l'illusione.

    il piccolo particolare che ti è sfuggito, non è indiferente poichè tu fai impressionere la pelliccola della mente derivante dal piano fisico, certo che rimane inquinata dell'illusione, ma osservando attentamente quel fotogramma, vi è un punto di vista che rivela la vera fonte del messaggio impressa in primis.
    ci sono dei meccanosmi da comprendere e che alla scienza alla psicologia ecc ecc è sfuggita, e che la collocazione della mente non è l'ultima anlisi ma bensì la penultiama, e l'ultima è la coscienza, quella che sopravvive alle varie incarnazioni,mentre la mente i sentimenti e il corpo fisico cambia in tutte le trasmigrazioni delle vite.

    vorremmo cominciare, per comprenderci megli , da come si forma la cosicenza , da dove arriva l'essere dove si trova e dove andrà.
    se riusciamo a fare un ragionamento logico ,degno a una mente razzionale, possiamo mettere tutti i tasselli al posto.
    coscienza, mente sentimenti fisico, queste sono le successioni ,imparte riconosciuti anche scientificamente, fatto questo dobbiamo solo vedere come si forma l'innato o come simpressa nella coscienza l'innato.
    se qualcuno ha voglia di cercare di mettere assieme una logica che prescinde da tutto quello che l'uomo ha scoperto fino ad ora, ben vengo, che abbiamo da perdere?
    altrimenti stiamo qui a analizzare significati senza aver chiaro cosa s'intenda per mente o coscienza ecc ecc
    ok?

  12. #27
    isaefrenk
    Ospite non registrato

    LA MENTE: ARMA A DOPPIO TAGLIO

    LA MENTE: ARMA A DOPPIO TAGLIO
    La mente dell’uomo è uno strumento meraviglioso ma, proprio per questo, capace di assecondare in modo genialmente perfido le nascoste, inconfessate intenzioni e aspirazioni di creature deboli e squilibrate.
    Una volta, parlando dei fantasmi della mente, ebbi occasione di dire, che solo il 10% del dolore provato dall’uomo è dovuto al corpo fisico: il resto è conseguenza dei fantasmi creati dalla mente. Ebbene, ad essere precisi, anche quel 10% dovrebbe essere suddiviso fra le malattie non volute e quelle volute dall’uomo e quindi procurate dalla sua mente.
    Francois Bruossais afferma di avere costatato che, durante le epidemie di colera, erano più soggetti ad essere contagiati coloro che avevano paura di ammalarsi di coloro che si sentivano immunizzati; e più recentemente ha avuto la prova che perfino l’infermità causata da fatti traumatici, quali ad esempio cadute, hanno sovente all’origine una mancanza di reazione istintiva muscolare con cui l’organismo normalmente riesce a uscire indenne da percosse per cadute e incidenti. A tacere poi delle malattie organiche, nelle quali gioca il venir meno delle difese naturali per effetto di una inconscia volontà di ammalarsi.
    Non vi deve sembrare incredibile tutto ciò. Analizzatevi: quante volte vi sentite stanchi, di cattivo umore, depressi, senza che vi sia una ragione oggettiva; quante volte attribuite la causa della vostra scontentezza a situazioni che possono anche essere di fatica, non piacevoli, ma che obbiettivamente non sono così drammatiche da causare un annientamento quale lo provate. Rendervi conto che, molto spesso, c’è quasi un bisogno di soffrire; molto spesso si vuole soffrire per soddisfare una necessità psicologica. Non sto dicendo una cosa nuova: sto solo affermando che questa sorta di masochismo è più diffusa di quanto si creda, anche se non raggiunge livelli evidentemente patologici.
    Le ragioni possono essere molte, dalla ricerca di espansione per un senso di colpa alla volontà di mettersi in evidenza, al bisogno di colmare un vuoto interiore, e via dicendo. Ripeto: la mente dell’uomo è uno strumento meraviglioso, ma che, se non saputo dominare, può diventare un raffinatissimo strumento di tortura o condurlo in una dimensione che non stento a definire da incubo, sia per l’angoscia che fa provare, sia perché ben poco ha di oggettivo e tanto di fantasioso sogno.
    La mente dell’uomo è il vero mondo di fantasmi, delle possessioni, del terrore e della magia nera.

  13. #28
    io mordo
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da isaefrenk
    [B]
    Originariamente postato da io mordo


    l'innato secondo te dove appoggia le sue radici?

    non credere a qualcosa di più del corpo fisico è non ascoltarsi profondamente o mentire a se stessi, e comunque una sottovalutazione di se stessi che porta poco in là



    ...nel DNA credo...


    Non sono più tanto capace di ascoltarmi profondamente e comunque spesso ho la sensazione che ci sia rimasto ben poco da ascoltare dentro.
    Dopo aver "svalvolato" ho sempre avuto l'impressione che la nostra mente sia solo una delicata costruzione e niente altro, una costruzione arginata dal dolore e guidata dal piacere... di conseguenza non può avere una logica tanto onesta nel suo funzionamento nei confronti della comprensione della realtà, ha invece una logica funzionale a se stessa e al suo mantenimento/sviluppo.
    Certi aspetti della realtà non possono essere sentiti se non a scapito dell'integrità mentale perchè certi aspetti della realtà non sono compatibili con il mantenimento/sviluppo dell'apparato mentale così come è fatto.
    Certe informazioni ci danneggiano... il paradosso ci danneggia, la perplessità è il primo sintomo della schizofrenia.
    Se la mente non si sviluppa, non evolve, nemmeno lo spirito può nascere e svilupparsi sulla mente (o meglio sullo stesso continuum su cui si trova la mente e tutti i suoi apparati), non credo che lo spirito sia immateriale o che si possa separare dalla materia... dalla quale origina ed è alimentato.
    Ultima modifica di io mordo : 09-12-2004 alle ore 04.49.16

  14. #29
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da isaefrenk
    io mordo
    nel tuo profilo c'è scritto che sei stato all'inferno ce lo descrivi visto che per un periodo di anni ci siamo stati anche noi?

    grazie
    L'esempio di schizofrenia che avete riportato si avvicina molto all'inferno di cui parlo.

  15. #30
    io mordo
    Ospite non registrato
    Noi sentiamo costantemente che ci manca una parte di realtà e allora, qualcuno si mette a cercarla, cerchiamo di capire, ci poniamo domande esistenziali e se qualcuno trova la risposta... quella è la psicosi... allora dopo anni di pseudofilosofia (l'arte delle pippe mentali anziché l'arte di saper vivere bene), se siamo fortunati "diventiamo dei filosofi decenti" e capiamo che siamo al mondo solo per soddisfare i nostri istinti prima di tutto e poi che ci dobbiamo fare solo le domande giuste... il nostro interesse per le domande esistenziali si è assopito quasi completamente... ma le risposte sbagliate le abbiamo già sentite e allora possiamo fare 2 cose: 1 ce le teniamo e restiamo mezzi morti (non credo proprio che l'esperienza psicotica possa assumere significato integrandosi nell'esperienza come ho letto nelle parole di qualche terapeuta con degli obbiettivi un po' utopici)o 2 le rimuoviamo e lasciamo tanti piccoli e grandi vuoti incolmabili nella nostra pellicola, aspettando che il rapporto tra vuoti e pellicola impressa diventi quasi del tutto trascurabile.
    Io ho scelto la seconda e sono arrivato fin qui...

    Ovviamente non ho mai detto che sia l'unica strada per impazzire e nemmeno che non vi siano altri importanti fattori che contribuiscono notevolmente... ho solo provato a spiegare velocemente le mie idee.

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