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  1. #16
    gp_
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti e grazie per avermi scritto.

    Vi chiederei però gentilmente di non scrivermi più in privato e particolarmermente per chiedere "a che punto è il progetto" e simili, perché ricordo per l'ennesima volta che non c'è nessun progetto, nè in nessun modo questo thread è un annuncio di lavoro del tipo colloquio+C.V.

  2. #17
    gp_
    Ospite non registrato
    Aggiornamento:

    la prima riunione è convocata per lunedì 28/2/2005 (oggi...) alle 16.30 in Piazza De Ferrari

    Dovrebbe essere una riunione più che altro esplorativa, per conoscerci. Ci scusiamo di non essere riusciti ad avere un anticipo decente. In questo senso riporteremo quello che ci siamo detti (se è uscito qualcosa di interessante) e sopratutto cercheremo di fissare un'altra data per la prossima settimana a cui tutti quelli che sono interessati possano partecipare. Magari chi è interessato indichi giorni e orari disponibili

  3. #18
    Annie***
    Ospite non registrato
    Ciao!!
    Io sono Anna neolaureata in psicologia a Padova e sono tornata a Genova per il tirocinio.
    Parteciperei volentieri agli incontri relativi al progetto.
    lascio la mia mail [email protected]

  4. #19
    gp_
    Ospite non registrato
    Ciao Anna, benvenuta. Vieni senz'altro quando vuoi, ti incontreremo con piacere.

    Nel frattempo abbiamo fatto la prima riunione oceanica (tre persone). Mi viene da sorridere pensando che qualcuno che mi ha scritto in privato temeva che fossimo in troppi ed esigeva che stabilissi io dei criteri preventivi di esclusione

    Come nelle previsioni è stata più che altro una riunione esplorativa. Ci siamo presentati, ci siamo detti quello che stiamo attualmente facendo, quello che vorremmo fare e abbiamo concluso cercando di evidenziare le informazioni che ci mancano (molte) per attuare le nostre idee, con il proposito di informarci presso i canali di cui disponiamo riguardo specifici argomenti che sono emersi nella riunione.

    Per parte mia ho molto gradito l'incontro, era proprio quello che mi proponevo scrivendo questo thread e sono molto contento di aver trovato persone motivate e competenti. Mi piacerebbe quindi ripeterlo la prossima settimana. Per il momento il giorno concordato con chi è venuto e con chi vorrebbe venire, dovrebbe essere martedì 8/5 alle 16 in una libreria nei pressi di San Lorenzo. L'incontro è naturalmente aperto a tutti quelli che vogliono partecipare che sono caldamente invitati.

    Un'ultima cosa. Non abbiamo discusso il contributo di chi abita distante e vorrebbe collaborare. In questa fase non so neanche bene cosa potrebbero fare queste persone, perché mi pare sopratutto importante vedersi, conoscersi, parlarsi e cercare di fare qualcosa insieme, avviando anche solo attività minime compatibili con la nostra competenza di neolaureati e coi vincoli di tipo legale e burocratico. Anna al telefono mi ha detto una cosa che mi pare molto bella e che condivido profondamente: "abbiamo bisogno degli altri". Per questo il senso dei nostri incontri è quello di cercare di costruire qualcosa insieme, piuttosto che farci una inutile concorrenza come singoli. Parlando con chi è intervenuto abbiamo scoperto che abbiamo quasi tutti mandato C. V. e richieste di collaborazione alle varie comunità e realtà genovesi. Qualcuno di noi lo ha fatto specificando che era per un tirocinio = lavoro gratuito: chi credete abbiano preferito? In questa riunione, e parlando al telefono con qualcuno, ho scoperto che le idee ci sono e la voglia di riuscire anche. Quindi mettiamoci insieme e realizziamo qualcosa. In questo senso pregherei nuovamente quelli che leggono questo thread di NON MANDARMI C.V. perché ricordo ancora una volta che questo NON è un annuncio di lavoro: il lavoro al momento non c'è. Per l'ennesima volta: il senso del mio invito è riunire un gruppo per cercare di inventarcelo il lavoro.

    Ciao a tutti, e un grazie particolare a quelli che hanno scritto un post e che vorranno continuare a farlo

  5. #20
    laisa
    Ospite non registrato
    CIAO GP,
    sono contenta che l'incontro sia andato bene.
    Ti ho scritto una e-mail in questi giorni, non so se l'hai già letta. Anche a me piacerebbe poter conoscere le persone interessate e te. Ti ho però scritto che io sono disponibile dal Giovedì pomeriggio verso le 18.00 alla domenica.
    Se organizzerete altri incontri nei giorni in cui posso esserci anch'io avremo la possibilità di conoscerci meglio. Fammi sapere .
    Ciao
    Laisa

  6. #21
    gp_
    Ospite non registrato
    Ciao Laisa, bentornata. Cercheremo di organizzare un incontro dal giovedi alla domenica pomeriggio per permetterti di partecipare.

    Per l'incontro di martedì tutto sospeso perché uno dei partecipanti di cui non faremo il nome (io) si è ricordato che partecipa alla giornata sulla drama therapy organizzata da opsonline

    Mi vedrò con Anna oggi perché abbiamo scoperto che abitiamo praticamente nella stessa via.

    Per il nuovo incontro quindi ripeto che è tutto sospeso, non da ultimo anche perché qui a Genova c'è una spanna di neve e una bufera degna della Siberia.

  7. #22
    aldolevrero
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti e a gp in particolare; complimenti per l'iniziativa mi piacciono le persone intraprendenti.
    Sono uno psicologo-psicoterapeuta cognitivo comportamentale, vivo a genova (ancorchè "foresto") e seppure non proprio neo laureato (mi sono laureato solo nel 1988...), sono interessato a questa iniziativa. Mi occupo di riabilitazione di persone con disabilità mentale e seguo 3 comunità alloggio in genova e provincia. C'è posto per me?
    Ciao!

  8. #23
    gp_
    Ospite non registrato
    Ciao Aldo, c'è posto senz'altro. L'idea è proprio quella di cercare di ritagliare un posto per tutti quelli che vogliono partecipare, nella prospettiva di valorizzare quello che le persone vorranno/potranno dare.

    Devo però onestamente dirti che di concreto al momento non c'è nulla. Un'aspetto importante che è poi emerso, è che molti di noi non sono neanche ancora iscritti all'albo (ci stiamo arrivando) e quindi non è neppure chiaro quello che possiamo fare e quali tutele legali abbiamo in questo limbo tra la laurea e l'iscrizione all'albo.

    Ti sarei grato se volessi scrivermi in privato a [email protected] perché mi piacerebbe sentire la tua opinione riguardo un'altra idea che un cognitivo comportamentale dovrebbe poter gestire molto bene.

    Una seconda notizia: stanno attivando anche a Genova il corso di laurea in Psicologia. Tra poco, annualmente, quanti tirocinanti (= lavoro gratis) ci saranno sul mercato?

  9. #24
    laisa
    Ospite non registrato
    ciao gp, bene che si stanno aggiungendo sempre più persone.
    Mi piacerebbe avere informazioni sull'idea gestibile dai cognitivi-comportamentali dato che anch'io ho questa formazione. In questo senso vorrei poter scambiare due parole anche con levrero. Fatemi avere qualche notizia.
    Per levrero.
    1. le comunità che segui sono quelle di Giusto?
    2. Io sono nelle vicinanze e seguo come tirocinante specializzanda una comunità mista per minorenni. Qui si parla di difficoltà nel trovare alloggi per i post18 non psichiatrizzati. Tu che informazioni hai?
    Ciao a tutti e spero di vedervi presto

  10. #25
    ceschina
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti,
    vedo che la proposta di Gp sta raccogliendo consensi. Soprattutto mi fa piacere che diversi colleghi cognitivo-comportamentali si stiano interessando alla cosa. Io sono stata un po' assente dal forum per impegni di studio che dovrebbero terminare a breve, ma sono rimasta in contatto diretto con Gp. Spero di poter partecipare alle prossime riunioni!
    Francesca

  11. #26
    aldolevrero
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti, rispondo a Laisa.
    La mia parrocchia non è quella di Giusto ma dell'ANFFAS. Il problema delle comunità è molto sentito, per una serie di ragioni.
    Il problema nasce dal fatto che le strutture pubbliche non rispondono realmente a bisogni (che glie frega? Tanto, da lì, non li licenzia più nessuno….), ma alle diagnosi, fulgido esempio di burocratizzazione di uno strumento onorevole e professionalmente rispettabile (in altri contesti…).
    Per cui, i NOD (nuclei operativi disabili) si occupano solo di utenti con diagnosi di disabilità, mentre quelli di salute mentali di quelli con diagnosi psichiatrica (dio non voglia che faccia anche il lavoro di qualcun altro, sia per il carico di lavoro, sia per la voglia di lavorare che ho…). E' ovvio che generalizzo, quindi, sbaglio, ma vi assicuro che, in genere, la realtà è quella (meno male che in Cina non fabbricano interventi riabilitativi e sanitari a basso prezzo per disabili e psichiatrici: sai gli psichiatri e gli psicologi pubblici disoccupati!!!).
    In mezzo, c'è una zona grigia di utenti sia disabili mentali che psichiatrici: in genere la disabilità mentale (ritardo) porta da 6 a 8 volte più frequentemente disturbi psichiatrici (percentuale variabile da autore ad autore, in letteratura), come una condizione di trascurato disagio psichiatrico determina, come condizione secondario, un ritardo mentale lieve (soprattutto in comportamenti adattivi più complessi, come quelli relativi al comportamento sociale, alla scolarizzazione, alla capacità di usufruire di servizi pubblici, fare acquisti, ecc.).
    Questi poveri cristi si trasformano in palline da tennis lanciate da una parte all'altra del campo dei servizi: "E' tuo", "no, è psichiatrico", "no, è diventato matto dopo, prima era ritardato", ecc. ecc.
    Come in tutte le partite, esiste anche un arbitro (potrei dirvi il suo nome cognome telefono e-mail) che sulla zona di ponente dirime le competenze…..
    Tutto questo lascia molto soli gli utenti e le loro famiglie, le quali (per disperazione e solitudine, molto spesso, non solo per fattori di disagio socio-economici e culturali).
    Soltanto adesso comincia timidamente a farsi strada una risposta di aiuto inteso come sostegno formativo ed educativo alle famiglie per incrementarne il cossidetto empowerment..
    A fronte di ciò, le normative che regolano l'apertura, la gestione e il convenzionamento di comunità sono tali e tante (leggi: estremamente costose) da impedire risposte rapide ed efficaci anche dal privato (in Italia non si è ancora fatto strada un meccanismo di finanziamento tipicamente anglosassone, a cui, credo, arriveremo tra qualche anno, che è il fund-raising).
    Risposta soddisfacente?
    Se hai altri dubbi, siamo qui (io e le mie personalità multiple...)

  12. #27
    laisa
    Ospite non registrato
    Ciao levrero!
    Grazie per le informazioni che ci stai dando. Bè, mi sento un pò a disagio rispetto alla semplicità con cui ti ho posto le domande e la complessità con cui tu hai risposto. Alcune delle cose che dici mi risultano familiari grazie a una "guida" che ho avuto e che mi ha presentato il difficile mondo della disabilità. Rimangono oscure un sacco di questioni:

    Soltanto adesso comincia timidamente a farsi strada una risposta di aiuto inteso come sostegno formativo ed educativo alle famiglie per incrementarne il cossidetto empowerment..

    Di che cosa parli?

    Quello che vedo io è questo: ragazzini con le più svariate diagnosi che convivono in una casa assieme ad adulti che sanno cosa è meglio o peggio per loro. Piani d'intervento ben fatti ma mal gestiti. Un'erogazione di stimoli tale da far pensare più a placare la paura degli operatori che la scoperta di inclinazioni negli utenti.
    Buio sul loro futuro. "entreranno e usciranno dalla psichiatria", "Devono tornare sul loro territorio". "Se ne deve occupare il servizio".
    Buio sulle loro famiglie.
    Buio sulla paura di chi lavora con queste persone.

    E intanto qualcuno mi dice che gli è facile mettere le mani addosso agli altri, che gli è facile e gradito quando se ne torna a casa bere e fumare, e stare con il suo unico amico albanese e la sua unica mamma malata, ma che ha sempre un'odiosa paura di dormire da solo, e di poter finire in qualche ospedale per i matti.

    Respiriamo profondamente.

    A fronte di ciò, le normative che regolano l'apertura, la gestione e il convenzionamento di comunità sono tali e tante (leggi: estremamente costose) da impedire risposte rapide ed efficaci anche dal privato (in Italia non si è ancora fatto strada un meccanismo di finanziamento tipicamente anglosassone, a cui, credo, arriveremo tra qualche anno, che è il fund-raising).

    Ci spieghi meglio?

    Sono contenta che qualcuno tra i "grandi" (d'età e di esperienza) sia entrato in un forum mettendo a disposizione informazioni per noi.
    Io ho una lunga lista di domande da farti.

    Ciao Laisa

  13. #28
    aldolevrero
    Ospite non registrato
    ciao a tutti, e ari-rispondo a Laisa...
    Scusa sono stato impreciso..quando parlavo di diagnosi, mi riferivo a"macro" diagnosi..Dentro a una diagnosi psichiatrica ci possono essere decine di diagnosi più specifiche (schizofrenia, depressione maggiore, disturbo bipolare, ecc.), così come ad una di ritardo mentale (disturbi dell'apprendimento del comportamento, sindrome tuberosa di Bourneville, sindrome di West, autismo, ecc.) I servizi vedono in bianco o nero: ritardati o matti. Non è una diagnosi reale, è una spartizione del carico di lavoro assolutamente assurda: non esistono ritardati puri come molte persone con disturbo psichiatrico hanno spesso un lieve ritardo...Ma vaglielo a spiegare...Il tutto, ovviamente si ripercuote in prestazioni professionali e di servizio veramente disgustose (vengo da un incontro con una collega della ASL sull'orlo (e forse oltre...) del burn out, per questo.
    Sono contento che il mio contributo ti abbia interessato: mi sarebbe piaciuto, 15 anni fa, avere un collega più esperto (e più disincantato) a cui fare domande e chiedere chiarimenti, per cui, sono qua a dare (spero) a qualcun altro quello che non ho avuto io...
    Sayonara sorella!

  14. #29
    laisa
    Ospite non registrato
    Ciao Aldo, ti scrivo solo adesso perchè ho avuto un fine sett. di fuoco: 3 giorni di scuola di spec. : deontologia e evidence based... per noi cognitivi-comportamentali grandi cose... , per la psicoterapia un grande futuro. Ma il presente?
    (Ma Genova è troppo bella. Basta conoscerla un pò.Tu sei proprio Genovese?Abbiamo mangiato dalla Maria...)

    Bè, grazie per l'invito ad approfittare di te...
    1.Nella zona di Genova in che modo ci si può fare spazio? Attività privata, strutture, nominativi, fondi da cui attingere...?!
    2. Tu lavori "solo" per l'anfass o ti occupi anche di altre cose?
    3. Riapre a Genova l'ospedale psichiatrico?
    4. Quali servizi/progetti credi possano essere utili ma soprattutto convenzionati? Dalle ricerche fatte in altri paesi e nella USL di Trento, lavorare con gli adolescenti risulta essere un buon metodo di prevenzione della psicopatologia.

    ora ti saluto
    ma verranno altre domande...

  15. #30
    aldolevrero
    Ospite non registrato
    Carissimi, Buona Pasqua a tutti!
    Ho da dare alcune risposte, a Laisa e GP, cercherò di essere quanto più possibile ampio e preciso.
    Innanzitutto te, Gp: rispondo alla tua mail. Una comunità è qualcosa di estremamente complesso, è vero, ma né i soldi (ci sono i finanziamenti europei e regionali) né, tantomeno gli appoggi politici sono così fondamentali. Aiutano (più i soldi dei politici), ma non sono realmente una conditio sine qua non.
    E poi, scusa, ma i sogni sono dei progetti di vita, non una condizione infantile. Per cui, cresci, metti la testa a posto, i piedi per terra e comincia a sognare!
    Ricordati sempre, inoltre, che si comincia dal basso: non è detto che il punto di partenza debba essere una comunità; potrebbe essere un servizio diurno.
    Quello che serve è un bacino di utenza che veicoli un bisogno importante ed urgente. Starà alla nostra (di noi psicologi) capacità di sviluppare progetti (sogni?) che gestiscano relazioni complesse (emotivamente e cognitivamente, certo, ma anche organizzativamente) per rispondere in modo efficace ed efficiente a bisogni.
    Il mio, di sogno, (e comincio a rispondere a Laisa) è quello di aprire degli spazi nel Terzo Settore in cui venga riconosciuta l'importanza della professionalità, di una cultura organizzativa orientata ai risultati, alla condivisione della progettazione e delle informazioni, alla valutazione partecipata, in cui si superi il pressapochismo e lo spontaneismo.
    Mi sono sempre chiesto perchè chi imbottiglia acqua minerale (che in fondo è solo acqua) si preoccupi tanto della soddisfazione del cliente con la certificazione di qualità, mentre nel Terzo Settore, tra persone disperate e sofferenti, non sempre (quasi mai? Ogni tanto?), questa preoccupazione venga a galla.
    Così mi sono interessato alla soddisfazione del cliente, alla certificazione di qualità/carta dei servizi/accreditamento, alla motivazione dei collaboratori, al burn out, alla gestione dei conflitti e del lavoro nei gruppi, facendo formazione (anche ECM, ma è quella che dà meno soddisfazione) e un po' di consulenza (il momento è ancora acerbo), partecipando al gruppo dell'UNI che ha sviluppato le linee guida per l'applicazione delle ISO 9000 nelle strutture per disabili (argomento su cui ho anche scritto un libro per la Vannini di Brescia).
    Insomma mettere in circolo idee (non nuove, perchè sono della psicologia delle organizzazioni, ma che si possono rielaborare e rileggere e che si devono applicare) per promuovere risposte efficienti ai bisogni e diventare "produttori di benessere".
    "E l'utenza di cui parli?", vi chiederete. Sono persone tra i 18 e i 40, con prevalenza di disturbo relazionale, QI non superiore ai 70-80, buone capacità adattive sul versante ad esempio del lavoro e dell'autonomia personale, ma basse capacità socio-emotive.
    Sono persone gestite con enormi difficoltà da madri lavoratrici che sono ben diverse dalle "vecchie" madri che sacrificavano tutto per il figlio "diverso" tenendoselo in casa fino alla morte. Sono donne stanche, ma soprattutto più consapevoli dei propri bisogni di autorealizzazione (o quanto meno, di serenità), quindi molto più espulsive.
    Per questa utenza "border" tra lo psichiatrico e il disabile, la ASL 3 ha inaugurato un dipartimento comorbilità, responsabile dott. Salvatore Mazzei, medico legale (sic!) dandogli molti finanziamenti, che non riesce, però, a dare risposte strutturate, quanto meno all'interno del tessuto genovese (stanno spedendo molte persone in Piemonte....).
    Sono stato abbastanza esaustivo, signore e signori?
    In questo contesto, direi, l'auto-aiuto ci sta davvero bene: vi credete che familiari di disabili, anziani con Alzheimer e altre malattie degenerative, psichiatrici se la passino così bene, nel vuoto pneumatico di iniziative e servizi efficienti ed efficaci? (fatevi un giretto su un motore di ricerca dandogli la parola "carer" e poi mi saprete ridire...)
    Certo, c'è chi sta già proponendo qualcosa. Ma non vuol dire, caro Gp, che l'effetto sorpresa è perso (non dobbiamo conquistare posizioni nemiche) ma, caso mai, che c'è un bisogno strutturato a sufficienza a cui rispondere in modo altrettanto strutturato (esperienza personale: non aprire studi di psicoterapia dove non ci sono psicoterapeuti: vuol dire che la gente, lì, la psicoterapia non sa nemmeno che esiste). E noi psicologi, cosa facciamo nel nostro lavoro se non cercare alleanze? Si potrebbero cercare progetti da sviluppare in collaborazione...
    Insomma, cose da fare ci sono, se si vogliono fare: occorre voglia di vedere le cose sotto angolazioni differenti, bisogna ristrutturare vecchi luoghi comuni che ci iniettano nel cervello sia l'università, che i colleghi, che la gente che ci sta attorno. Bisogna (ri)pensarsi, ripensare l'etichetta "psicologo", altrimenti diventa un cappio insopportabile. Sì, so che ci vuole molta fantasia e molto coraggio: ma se non ora, quando?
    Sayonara, fratelli e sorelle.....

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