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  1. #16
    india
    Ospite non registrato
    chicca ti dico qualcosa che ti fa deprimere ancora di più. io nn mi sn neanche laureata ancora ho sempre cercato di conciliare studio e lavoro. ho 29 materie alcune perfettamente inutili rispetto all'indirizzo scelto e ho fatto già il tirocinio che dirti... ho sfruttato al massimo le esperienze fatte!!e ho letto ciò che mi interessava.
    la specializzazione !!! in cosa ti specializzi se nn sai come puoi spendere la tua laurea??!!!
    proprio per le ragioni che dici tu penso che la ns università sia stat pensata da chi sicuramente nn ha le idee chiare, innescando una catena di ?????????infinite

    colleghe abbiamo mai pensato all'albo???

    ciao alla prox

  2. #17
    Eleonora Farina
    Ospite non registrato
    Ciao a tutte laureate in sde come me! Purtroppo è vero, la nostra identità professionale non è riconosciuta come dovrebbe a mio parere. Io attualmente sto frequentando il primo anno di dottorato di ricerca in Scienze Umane alla Bicocca (area psicologica) e nel frattempo sono educatrice domiciliare per una cooperativa. Purtroppo anche la strada del dottorato col decreto Moratti mi sembra porti ad un destino di precariato fino ai 40 anni, in coop si prende una miseria di stipendio. Meno male che almeno per ora c'è la passione! Certo che metter su famiglia in queste condizioni non è una cosa facile, sto facendo i salti mortali per pagarmi la casa..credo che il corso di laurea in sde sia poco professionalizzante e abbia creato delle figure professionali che il mercato del lavoro non era ancora pronto ad accogliere e "collocare". Mi fa piacere che ci siano altri educatori che navigano in questo sito!
    In bocca al lupo a tutti!!

  3. #18
    chicca fr
    Ospite non registrato
    ciao Eleonora il tuo percorso non lo conosco a che ti porterà il dottorato anche se l'area psicologica mi sembra interessante? Siamo tutte nella stessa situazione cerchiamo di trovare una solouzione arabbattandoci come è possibile eppure tanti psicologi anche in questo sito pesano il contrario... ma la laurea cmq è costata tanto sacrificio non ultimo quello economico sarebbe stato molto meglio non averla proprio come possibilità ci saremmo iscritte tutte a qualcosa di più serio, ma adesso dobbiamo trovare una soluzione tutte insieme non vi sembra il caso, scriviamo al ministro Moratti facciamo una petizione on line non so ma muoviamo un pò le acque!!!!

  4. #19
    chicca fr
    Ospite non registrato
    Dove sono andate a finire fabiana lalletta e iris????

  5. #20
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    20-10-2004
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    milano
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    Io sono contenta di aver frequentato sde e probabilmente tornando indietro farei la stessa scelta. Ho avuto la fortuna (o meglio, ho avuto l'occasione) di poter conoscere a fondo (mentre frequentavo l'università) il mondo del sociale e dunque ancora prima di essere laureata sapevo quale futuro lavorativo mi avrebbe atteso. Inoltre facendo orientamento in università ho scoperto che molte matriciole di sde si iscrivono a questo corso di laurea avendo un'idea vaga di cosa voglia dire lavorare in qualità di educatore. Al giorno d'oggi, vista la situazione economica del paese, credo sia già una fortuna poter svolgere un lavoro attinente al percorso di studi svolto. Richieste di lavoro come educatore ce ne sono molte (almeno in lombardia).
    Si è sempre associato all'idea di "laurea" un futuro lavorativo sicuro e un buon stipendio. Oggi purtroppo la realtà è molto diversa, in molti ambiti. Il figlio di una volontaria del centro in cui lavoro è laureato in ingegneria ed ha un contratto a progetto.
    L'aspetto denigrante (se cosi' si puo' definire) del nostro lavoro è che a tanta fatica (fisica e mentale) si associa uno stipendio da miseria. Io credo sia importante diffondere un'idea concreta di "Laurea in scienze dell'educazione" ma allo stesso tempo credo sia necessario una maggiora maturità da parte delle matricole (e con "maturità" intendo dire impegnarsi realmente per ricercare informazioni relative al percorso formativo che si intende seguire). Ancora oggi incontro ragazzi/e che mi dicono di voler fare "il sociologo, l'assistente sociale, il biologo, ecc.ecc." senza sapere, in concreto, cosa voglia dire svolgere questi lavori.

  6. #21
    india
    Ospite non registrato
    colleghe mi piacerebbe sapere cheprospettive ha un educatore dalle vostre parti? per esempio. se è riconosciuto come ruolo, in che ambito riesce a esercitare la propri<a professione ecc..

    che si sta facendo per l'albo????

    poi rispondo a te chicca,,, io praticamente mi sono presentata in un'azienda e ho cominciato a faredelle proposte alcune mi sono andate bene, anche se con fatica perchè le dinamiche in un ufficio sono sempre molto particolari per cui nn sempre è facile fare degli interventi. molto spesso si pretendono risultainuovi senza cambiare nulla all'interno.

    cmq al di là del caso specifico, che nn ti sto a spiegare nei minini particolari , mi si è prospettata questa possibilità e ho cercato di sfruttarla al massimo

  7. #22
    Partecipante Affezionato
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    20-10-2004
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    Che io sappia, un albo per gli educatori esiste già. Accedono automaticamente i laureati in "educazione professionale" (ovvero coloro che frequentano il corso di laurea che abilita alla professione in ambito sanitario).

  8. #23
    alylsea79
    Ospite non registrato

    sbocchi professionali..

    ciao a tutti ..
    sono iscritta al terzo anno della facoltà di scienze dell'educazione il mio curricolo è quello in pedagogia dell'infanzia..
    la mia è una laurea triennale, ultimamente sono un pò demotivata, molte delle mie colleghe che si sono già laureate, stanno avendo molte difficoltà a trovare un posto di lavoro, soprattutto qui al sud ( io sono di messina)
    qualcuno sa darmi qualche buona notizia...
    grazie ciaooo

  9. #24
    chicca fr
    Ospite non registrato
    Sono contenta per te iris che hai avuto la fortuna o l'ocasione di sapere che tipo di percorso avevi intrapreso, ma penso che gli sbocchi lavorativi di un iter di studi universitario debbano essere ben chiari e non legati alla fortuna, tanto chiari da esserlo anche per una matricola sprovveduta e poco volenterosa... nel mio caso è stato tutto diverso, perchè sono una delle prime laureate del lazio e mi è stato detto a chiare note sia dai tutor che dalla guida dello studente che avrei potuto lavorare nel sanitario, ho fatto anche 500 ore di tirocino nelle asl ero già alla mia seconda laurea quindi abbastanza grande ed esperta da non poter essere considerata una sprovveduta.
    Io non critico il lavoro dell'educatore e sono daccordo con te sul fatto che laurea non significa lavoro sicuro, ma almeno figura professionale o identità personale precisa, poi disoccupato ok, ma almeno ''sono'' un disoccupato, critico l'impostazione di questa facoltà così aleatoria, da parte mia avrei scelto il percorso sanitario se avessi avuto info precise ed è della mia vita professionale che si è deciso!!!!

  10. #25
    chicca fr
    Ospite non registrato
    Per india ti faccio i miei complimenti sei una ragazza intraprendente ti sei inventata un lavoro e lo hai fatto bene altrimenti non saresti riuscita in quello che hai raccontato ,brava davvero, hai tutta la mia stima!!!! io ti ripeto non saprei dove mettere le mani, ma ognuno ha le proprie propensioni, io penso di voler aiutare chi vive il disagio più o meno grave e sto cercando di imparare a farlo meglio che posso!

  11. #26
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    20-10-2004
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    milano
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    Ma tu chicca, in quale contesto sanitario vorresti lavorare? Utenti psichiatrici? Anziani?

    Per quanto riguarda il discorso dell'università credo che non solo gli educatori siano rimasti "fregati". Il percorso sanitario all'interno della facoltà di sde (milano) è stato abolito solo da quest'anno mentre era già chiaro da circa 2 anni e mezzo che i laureati in sde non avrebbero avuto la possibilità di lavorare nei contesti sanitari. Giunti a questo punto credo sia importante prendere atto di quanto successo e guardare avanti. Lo stesso discorso del percorso sanitario (non valido per i laureati in sde) può essere fatto per chi ha scelto il percorso "insegnanti": l'università manteneva attivo tale percorso pur sapendo che non avrebbe dato sbocchi professionali precisi. Così molti laureati in sde- percorso "insegnanti"- non hanno potuto realizzare il loro obiettivo professionale. Cosa hanno fatto? Si sono iscritti alla siss (scuola biennale di specializzazione per l'insegnamento). Nel maggio del 2002 ho partecipato a Padova ad un convegno dove veniva trattato questo argomento (non possibilità di accedere ai concorsi dell'area sanitaria). Si diceva di raccogliere firme, mobilitare gli studenti per migliorare le prospettive professionali future. Ho diffuso l'informazione (mailing-list, sito di scienze dell'educazione) nella mia facoltà e...siamo partite solo in due! Tra l'altro, per chi fosse interessato, sono nate anche della associazioni volte a combattere questa ingiustizia...(www.alse.org)

    Con il mio intervento, chicca, non volevo certo dire che tu non ti sei impegnata nel cercare informazioni chiare e precise sul tuo percorso universitario. Il problema è che a volte si fa troppo affidamento su quanto l'università dice quando invece bisognerebbe imparare ad approfondire le informazioni in modo personale (un es. nella mia facoltà le informazioni che vengono date dalla segreteria studenti spesso non coincidono con la realtà delle cose. Ho tantissimi esempi in merito...l'ultimo riguarda proprio la mia esperienza: sono andata a chiedere il modulo per il cambiamento del titolo della tesi e la segretaria mi ha detto che non era possibile farlo. Peccato che la mia amica, laureatasi poco prima di me, l'aveva fatto tranquillamente...).

    Tempo fa quando è stato istituito il corso di laurea in sde, il corso di laurea in Pedagogia ha subito una certa 'svalutazione'. Molte sono state le lamentele dei laureati in Pedagogia. Quale poteva essere la soluzione? Iscriversi a sde, impegnarsi ancora in due anni di università e avere un titolo più spendibile sul mercato del lavoro. Purtroppo la soluzione a volte è proprio questa: adattarsi alle nuove regole del mondo del lavoro. Un tempo (e parlo di pochi anni fa) era possibile insegnare con la sola laurea; oggi non è più possibile e chi desidera fare l'insegnante deve necessariamente iscriversi al corso "siss".

  12. #27
    Partecipante Affezionato
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    100

    ambito sanitario

    Chicca, ho letto che lavori molto nel privato. Questo penso ti dia la possibilità di organizzare i tempi del tuo lavoro. Se il tuo desiderio è lavorare nei contesti sanitari, fossi in te mi iscriversi alla laurea "educazione professionale". E' vero: hai l'obbligo di frequenza, ti iscrivi ad una facoltà molto simile alla tua ma sicuramente ti verrano riconosciuti diversi esami. Sarà un sacrificio, certo, ma in questo modo potrai realizzare il tuo sogno.

  13. #28
    chicca fr
    Ospite non registrato
    Mi piacrebbe lavorare con i bambini quello che faccio nel privato perchè l'altra assurdità è che nei centri socio-educativi come anche nel privato io posso svolgere tutto quello che invece nel contesto sanitario mi è "vietato" chiamando trattamento la terapia si riolve tutto..comunque per il consiglio di iscrivermi alla facoltà di educazione professionale è una mia intenzione, ma sono un pò stanca dopo 56 esami 2 lauree e 2 specializzazioni triennali con tanto di tesi arrivando a 4...poi mi è giunta voce che forse qualcosa si stà muovendo, ma solo per le lauree sde tiennali questa sarebbe una nuova beffa!!!!! ma se per settembre non è cambiato nulla mi vorrei iscrivere a quella a distanza anche se costosissima perchè mi permetterebbe di lavorare, già so che non potranno
    essermi riconosciuti più di 90 crediti quindi solo metà del percorso
    Grazie per la tua solidarietà e le tue parole mi fà bene poter condividere con voi un problema fino ad ora solo mio.. scusami ma forse sono un pò delusa e piena di rabbia da metabolizzare... sai è già difficile riuscire quando è stabilito cosa sei e cosa farai figuriamoci quando tutti ti chiedono..... che fa l'educatore professionale!!!
    MA IL NOSTRO IMPEGNO E IL NOSTRO SACRIFICIO é stato PARI A QUELLO DEGLI ALTRI per questo ho denunciato la mia facoltà!!!!!fortunatamente dopo di me lo hanno fatto in molti..
    grazie e un abbraccio

  14. #29
    Partecipante Affezionato
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    20-10-2004
    Residenza
    milano
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    Credo sia stata un'ottima idea quella di denunciare il cattivo funzionamento e la diffusione di false informazioni da parte della tua università. Cmq se può "consolarti" (non siamo gli unici a subire una mancanza di riconoscimento professionale) i laureati in 'sociologia' così come quelli in 'terapista della riabilitazione neuropsichiatrica' sono nella nostra stessa situazione. Addirittura i laureati in terapista della riabilitazione neuropsichiatrica, quando spediscono i propri curricula, si sentono rispondere che nessuno sa esattamente che tipo di lavoro svolge questa figura professionale! (piccola parentesi: questa laurea è equipollente alla nostra figura professionale).

    p.s io sapevo che le varie università di sde potevano creare dei "contatti" con le facoltà di "educazione professionale" (sotto medicina) e dar la possibilità agli studenti di sde di sostenere gli esami mancanti dell'area sanitaria.
    Questa possibilità era presente fin dall'inizio solo che alcune facoltà di sde, sentendosi "minacciate" (meno posti di lavoro per i docenti/concorrenza) l'hanno rifiutata.

  15. #30
    (Nunzia*)
    Ospite non registrato
    Speriamo che la situazione si aggiusti al più presto e che alla nostra figura professionale venga dato un giusto riconoscimento.
    Io mi dovrei laureare in scienze dell'educazione quest'anno se riesco e devo dire che sono rimasta quasi abbastanza soddisfatta di questa scelta.
    L'unica pecca è che ci sono ( almeno da quello che ho visto io) degli esami inutili.
    Ultima modifica di (Nunzia*) : 21-03-2005 alle ore 16.05.27

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