La puntualizzazione di Marzia mi sembra più che opportuna: la mia è una delle possibili chiavi di lettura, tra l'altro neppure "posseduta" in modo solido perchè sono ancora al 2° anno di psico.E condivido pure il discorso sulla necessità di valutare se l'orientamento è quello adatto o se occorrono "aggiustamenti" di tiro o altre rotte da perseguire anche se questa mi pare piuttosto una valutazione da fare all'inizio o in corso d'opera, più che essere una finalità della psicoterapia.Originariamente postato da marzia78
....Ribaltamento del proprio punto di vista, trasformazione, ridefinizione, sintonia tra le varie istanze della personalità.... tutti concetti molto validi che convogliano forse in un unico fine:promuovere il benessere del paziente!
Il discorso di Ellea è molto chiaro e condivisibile soprattutto da chi possiede la medesima chiave di lettura...io purtroppo ho una formazione molto diversa, il che mi porta a vedere le cose e i problemi attraverso altre lenti! ( questa consapevolezza comunque non mi impedisce di avere massimo rispetto per i meccanismi di proiezione e interpretazioni di tipo psicoanalitico)
Il fine ultimo della terapia (e del terapeuta!!!) sarebbe anche e soprattutto stabilire in modo "lucido" se l'orientamento del trattamento che proponiamo e applichiamo sia realmente idoneo al caso (ex. trattare l'enuresi infantile non fisiologica con trattamento a orientamento psicoanalitico quando la letteratura incoraggia e sostiene trattamenti di tipo comportamentale)!
Nella mia breve esperienza ho visto purtroppo parecchio "accanimento terapeutico" e caparbietà da parte dello psyco di turno, quando sarebbe bastato orientare la "bussola" verso altri "interni paesi stranieri"!
ciao![]()







Rispondi citando
) è che in ogni disturbo psicologico le emozioni sono sempre esasperate (es depressione - tristezza; ansia - paura)... se si riesce a "far rientrare" le emozioni in una sorta di normalità, ridimensionandole, si riesce ad agire di riflesso meglio, anche sulle idee irrazionali del paziente