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Discussione: Dentro o Fuori?

  1. #16
    ...e l'implosione non ferisce anch'essa, in un certo modo, chi ti sta vicino?
    Implodere è molto femminile.
    Esplodere è molto maschile.
    Scrivere non ha sesso, e aiuta a mettere ordine nei pensieri, ad evitare che si annullino: non evita che ti possano lacerare, però.
    Vitale è ciò che serve alla tua, di vita: perché siamo animali, e dobbiamo lottare in primis per la nostra, di sopravvivenza.

    (il pallino nero sulla busta significa che sei intervenuta in quella data discussione: per salutare, prova a scrivere : ciao : senza gli spazi )
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  2. #17
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    risposta bella e attenta.

    Ti quoto in toto, soprattutto sulla funzione dello scrivere (che io adoro).

    Io di solito implodo.
    Quando esplodo non ce n'è per nessuno.

    Il mio problema è però leggermente diverso, in questo momento.

    Non mi sento "a mio agio" ... c'è qualcosa in questa mia vita che mi disturba. E io, essere indipendente prima di ogni altra cosa, che si ciba di libertà come l'uomo ha bisogno di bere.... beh....

    non so che fare.

    esplodere e provocare la morte di tutto e di tutti, o implodere, far finta di acconsentire e morire lentamente, dentro.....
    fino ad un futuro (la speranza è l'ultima a morire, no? ) in cui potrò riprendere a vivere...fin quando non raggiungerò il mio pianeta, come il piccolo principe.... quello in cui essere possibili, liberi e indipendenti.

    Il problema è che, implodere è per me inconcepibile e mi crea problemi con chi mi sta intorno (persone che mi stanno vicine e che mi stressano perchè non colgono le mie necessità, o meglio il mio modo di pensare, e questo è deleterio per me...una sorta di velocissimo cataliazzatore, acceleratore della mia "morte"), esplodere invece....beh...forse manca il coraggio (e non dipende dalla "quantità" di voglia di esplodere , ma da altri fattori) o forse solamente lo SPAZIO necessario per la mia deflagrazione.....

  3. #18
    romagnoli
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti...

    Sono completamente daccordo con Ember quando ristruttura affermando che non esiste una lotta tra dentro e fuori.

    Che non sono altro che due faccie della stessa medaglia e plausibilmente servono solo a dare a noi l'illusione che si possa suddividere la realtà...un pò come gli schemi per "tollerare" al meglio la complessità estrema della realtà.

    Non è forse così che gli antichi misero il giano bifronte creando in questo modo le divisioni e i confini che tutt'ora devastano il mondo?? (confini non solo fisici;-)

    forse sono fuori tema;-))

    "nella vita non esistono il bianco e il nero ma solo un grigio dinamico"...
    Romagnoli

  4. #19
    Non voglio sapere cos'è, se non vuoi...ma tu sai, hai definito cos'è che ti disturba o è un malessere vago, indefinito?
    C'è una terza via, credo, oltre all'implodere e all'esplodere, ma è senz'altro più faticosa. Puoi canalizzare quello che senti e trasformarlo in altro. Dici che adori scrivere: anch'io. È tutta la mia vita. Quando mi sento in bilico tra l'implodere e l'esplodere (perché anch'io, anche se forse in modo diverso dal tuo, mi ci sento spesso), prendo tra le mani tutta questa energia e la uso per creare. È qualcosa che devi addomesticare, eh? Tanto per restare in tema di piccolo principe
    Non so quanto ci sia di buono o di utile in questa risposta, però sono qui (anche in privato, se preferisci).
    A presto
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  5. #20
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Mia_W
    Hai colto nel segno... scrivere.
    E' quello che faccio sempre, come adesso. E' quello che ho fatto ieri notte, quando ho scritto quel post ed è per la passione che ho nel farlo che mi hanno chiesto di scrivere un articolo lasciandomi carta bianca. Perchè sanno che lo faccio bene.

    Ma non per "ortodossia" di grammatica, sintassi etc... scrivere "bene" dipende da quello che si ha dentro, da quello che si vuol comunicare, da quello che si prova, da come si sentono vibrare le corde.

    Scrivere è una delle poche cose in grado di "addomesticarmi". E tra queste cose, è quella che ci riesce meglio.

    La causa non è unica. E non è neppure univocamente definita.
    Sfrutto un linguaggio matematico perchè è uno dei miei due lati, dei miei due opposti. è quello che uso per mitigare l'altro, quello dei sentimenti forti, che poco hanno da spartire con la "Scienza".
    Si potrebbe discutere anche su questo, ma soprassiedo.

    L'incipit di questa mia noia esistenziale, o meglio le fondamenta, sono definite benissimo dentro di me.
    Il mio problema sostanziale è la sensibilità estrema.
    A volte potrei lasciar correre, evitare di assorbire tutto... ma non ci riesco.
    Apparentemente sono un ombrello, un impermeabile. In verità sono solo una spugna, un accappatoio!

    Vorrei essere meno permeabile alle situazioni, ai sentimenti, a quello che non tollero e che mi mette a disagio...a quello che rende indefinito qualcosa che è definito perfettamente nella mia mente.
    A quello che mette i rami (rigogliosissimi! ) a ciò che dentro di me sarebbe solo un tronco autunnale.

    Si, canalizzare... catalizzare, anche.. è la cosa più logica, più "vitale"...
    ma quando non c'è una reazione stabile... manca anche la forza ai catalizzatori per fare il loro dovere...

    Grazie Mia_Wallace
    Ultima modifica di ***Maya*** : 20-03-2005 alle ore 18.58.26

  6. #21
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Grazie per il ! era proprio quello che intendevo!

  7. #22
    Non puoi lasciarti scorrere le cose addosso: è l'altra faccia della medaglia. Chi è lo scrittore se non qualcuno che ha occhi "altri", e che usa questi occhi per mostrare agli altri nuove visioni del mondo? Non è indolore, non è gratis. È sofferenza, a volte estrema: pensa alle biografie di chi ti ha preceduto. Quanto dolore, quanto tormento in quelle vite, nelle vite di chi ha creato?
    Gli opposti, gli estremi: è tutto scrittura. Una strada che si sceglie e non si sceglie.
    Il resto si impara. Non so quanti anni tu abbia, quanto tu abbia vissuto, scritto, letto: però una cosa posso dirtela, posso dirti ciò a cui mi stringo quando penso di non farcela, quando diventa *troppo*. Penso che è il prezzo da pagare. Penso che posso trasformarlo in qualcosa di bello. Penso che ne valga la pena. Devi solo capire quanto sei disposta a pagare, per cosa: per un dono o per un impermeabile?
    Un abbraccio.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  8. #23
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    28-04-2002
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    Taranto
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    complimenti, bellissima idea qs 3d!
    vai mia, pane per i tuoi denti!

  9. #24
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Impermeabile o spugna? questo è il dilemma.

    Gira e rigira e sono sempre lì.... a domandarmi che relazione ci sia tra duoe cose opposte. Anche prima, dentro o fuori?
    E' un pò la mia vita.... sono tutto e non sono niente. Vivo di opposti. Bianco e Nero. Ed io in mezzo, una sorta di tortura medievale, credetemi!!!
    In perenne tensione tra due antipodi, zenit e nadir senza stelle in mezzo.... anzi con troppe stelle in mezzo.

    Uhh, cavolo, sono come il serpente che si morde la coda, anche qui un opposto... zero stelle o infinite stelle!???! Che dilemma!

    Scrivi che ti passa.... sempre più nobile del cantare in modo stonato!

    La sofferenza, o meglio l'eccessiva tensione che corrode, che sfibra, che stende oltremodo è il prezzo da pagare per scrivere. Per dare fiato (anzi carta!) a quell'immensità di sfumature che ci sono dentro l'Uomo... e fa male, certo.
    Ogni cosa sezionata, tagliuzzata, quasi una crudele autopsia...perchè fatta su sentimenti "vivi"....

    Ma è anche bello.... sfumare, studiare la luce, l'angolo di incidenza, la cornice di un quadro..... conosci "il Bacio" di Hayez? Quadro completamente imperfetto.... ma fantastico, emozionante.
    Il vestito di lei.... quel vestito, quella luce, quella sfumatura azzurrina... sembra vero.
    Sembra di vederlo muovere, vivere.

    Vedi....mi sta passando un pò.... scrivendo.... starei delle ore. Peccato io debba studiare per uno degli ultimissimi esami.

    Una sorta di alienazione... come era per schopenhauer guardare un quadro, ascoltare la musica....
    E poi, subito mi salta in mente Kierkegaard e il suo enten-eller.... ecco, io sono così.

    Un aut-aut che dice di aver poca voglia di esserlo, che si dilania per il dolore che provoca la tensione estrema, ma che non vuole mollare a nessun costo le due prese......

    Che dolore. Che compito ingrato.
    Una sorta di morte... che mi aiuta a vivere.


    Un abbraccio anche a te!
    (ora ci ho preso gusto con questa faccina! )
    Ultima modifica di ***Maya*** : 20-03-2005 alle ore 19.30.36

  10. #25
    Ospite non registrato
    non aggiungero' altro se non...

    attenta a non farti aiutare da chi ha gia' bisogno di aiuto
    (non vedeteci il solito polemizzare...o vedetecelo come direbbe maya non importa)

  11. #26
    Postatore Epico L'avatar di Ember
    Data registrazione
    22-07-2002
    Residenza
    Urbino
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    Originariamente postato da romagnoli
    Ciao a tutti...

    Sono completamente daccordo con Ember quando ristruttura affermando che non esiste una lotta tra dentro e fuori.

    Che non sono altro che due faccie della stessa medaglia e plausibilmente servono solo a dare a noi l'illusione che si possa suddividere la realtà...un pò come gli schemi per "tollerare" al meglio la complessità estrema della realtà.
    Hai colto quello che volevo dire

  12. #27
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    sono aperta ad ogni interpretazione.

    Mi interessa sapere in che chiave considerare (o non considerare! ) quindi il mio problema.
    Se implodere dentro me stessa è sostanzialmente l'altra faccia di esplodere verso gli altri....bene.
    ma...
    quid agam?

  13. #28
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    ma quindi....ero interessata al modo di analizzare il problema secondo l'ottica del dentro/fuori come concetti relativi.....

  14. #29
    ***Maya***
    Ospite non registrato
    Raoul.....I'm waiting 4...

  15. #30
    MarioG
    Ospite non registrato
    Scusa se m'intrometto Maya, ma chissà che non possa aggiungere qualcosa.
    Mi sono ritrovato con una sensazione molto forte leggendo i tuoi scritti, ed è quella di una persona con un grandissimo conflitto interiore (e fin qui non ci voleva molto), che però, se da un lato cerca risposte dall'esterno, dall'altro sa bene (penso inconsciamente) di non poterne avere così, o quanto meno, non risolutive, forse in questo modo non qui.
    Perchè dico questo? Beh, mi ha meravigliato molto la tua prima esposizione, evidentemente poco chiara, come forse voleva essere in quel momento.
    Poi sei stata più esplicativa, ma comunque un pò 'nebulosa?'.
    Vedi, a proposito dello scrivere, ho come l'impressione che tu l'abbia usata quasi come una forma stilistica, piuttosto che col vero desiderio di ottenere una soluzione alla propria inquietudine.
    Ovviamente non sto dicendo che tu, volutamente, voglia essere poco chiara.
    Quel che intendo è che, forse, più che pensare ad implodere od esplodere, dovresti pensare al perchè senti questa necessità.
    Non so, ho avuto anche la sensazione che da un lato tu voglia mostrare di più, e più intensamente, quel che hai dentro (l'esplosione), e dall' altro invece, temi delusioni o giudizi, e quindi richiudi dentro (l'implosione).
    Non so quanto le mie impressioni siano corrette, potrebbero anche essere una mia proiezione.
    Quel che però ritengo importante, ed è un pò un consiglio, è che tu abbia sempre chiaro che quel che importa è principalmente il TUO benessere, tutto il resto, conseguenze pseudorelative o giudizi relativi al tuo agire, hanno poca importanza (è sufficiente avere rispetto per sè e per l'altrui sensibilità).
    Comunque se, come sembra, sei una persona sensibile, è molto improbabile che tu faccia veramente del male.
    In ogni caso, è nell'agire che si impara, e contemporaneamente si vive.
    Non sempre l'esplosione fa bene, ma è segno di vitalità, evita ulteriori accumuli, e consente l'esperienza.
    L'implosione è una forma di resa, e può fare molto male. E perchè fa male a te, e perchè non consente agli altri di conoscerti.
    Se quel che ho scritto ti sembra non pertinente, ti chiedo scusa, ma spero di esserti stato un pò utile. Di più non potevo perchè, anche se è banale, la risposta migliore puoi averla solo tu.

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