IO MORDO:
"Il papa non viveva dentro di me per cui non elaboro nessun lutto... non essendo ne credente ne tantomeno cattolico fatico a capire cosa spinge tutta quella gente a partecipare a questi rituali che io, personalmente, trovo piuttosto insignificanti."
Noi la pensiamo diversamente: sosteniamo che il funerale sia un'occasione di vita per il vivo, inutile per il morto. Nel caso del Papa è servito, il funerale e la veglia, a fornire alla gente lo spunto e l'occasione di consolarsi di una perdita ritenuta importante. Il processo di consolazione è un chance di alta civiltà della società, e qui ne abbiamo avuto un esempio di inestimabile valore.
"...presumo che non siano effettivamente molte le persone che hanno bisogno di elaborare seriamente questa perdita, per quanto riguarda gli altri, invece, proprio non capisco cosa possano aver perduto..."
Non sappiamo certamente cosa possano aver perduto, ma ci basta sapere che alla perdita hanno risposto con il cordoglio e con la ricerca di una consolazione e non con la rabbia o peggio l'indifferenza.
".. forse una persona a cui delegavano parte delle proprie presunte responsabilità morali in cambio della propria fede?"
Ogni ipotesi è azzardata!!!!
"...quindi solo un grande rito di acclamazione "euforica" avrebbe potuto mantenere l'equilibrio, pagando cioè un prezzo un po' più alto per mantenere la delega anche sul solo ricordo del papa..."
C'è stato qualcuno nel forum che ha paragonato il lavoro collettivo di cordoglio avvenuto come una festa. Non è così, è stato un requiem e il concetto è diverso dalla "festa". Nel Requiem si tratta di un lavoro psicologico che noi chiamiamo elaborazione e consiste nel farsene una ragione e il risultato finale è nell'accrescimento dell'area dell'esperienza, vedi di riflettere su certi concetti che per te non hanno valore, non hanno significato, per il tuo bene...







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