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Discussione: Eutanasia

  1. #16
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    Blog Entries
    281
    Il tema dell'eutanasia e delle direttive di fine vita è difficile. e le risposte che diamo qui riflettono anche la nostra cultura e le visioni religiose o etiche che vi stanno dietro. La mia opinione è che le discussioni riguardanti l'etica dell'azione vadano centrate su casi specifici, e non su astrazioni generali. Voglio dire che l'etica, a differenza della morale (che viene da mores: i più, la maggioranza) è qualcosa che non può essere affidato alla legge, ma solamente alla coscienza di ognuno. La legge, in tutti i casi nei quali si pone un dilemma etico dovrebbe, a mio parere, consentire alle persone coinvolte nelle situazioni specifiche di poter decidere in base ai loro sentimenti, ragionamenti, informazioni e pregiudizi (vedi la legge sul consenso informato).
    Per me, se mi immagino in una situazione di malattia terminale o di coma non recuperabile, chiedo la possibilità di decidere se morire o vivere in quel modo. Possibilità, non obbligo, non proibizione. Perché ho visto molta gente morire. Alcuni erano tristi. Altri felici, Altri incoscienti. Ma penso che si debba lasciare ad ogni persona la libertà e la possibilità di decidere della propria vita.

    Ciao
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #17
    Partecipante Esperto L'avatar di Giù
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    28-03-2002
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    288
    Originariamente postato da LUTHIEN
    io sostengo che l'eutanasia sia un grosso segno di mancanza di rispetto per la vita insieme ai tanti che oggi vediamo.
    stare attaccati ad una macchina non è vita, è vita meccanica, artificiale, ripristinata dall'uomo.

    Secondo me dovremmo affidarci più spesso alla volontà della natura, in molte situazioni

  3. #18
    L'avatar di laura81
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    11-10-2002
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    Pavia
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    2,594
    Come molti altri ho dei seri dubbi nel prendere una posizione sul tema dell'eutanasia!
    Mi vengono in mente due esempi contrastanti, quello cinematografico (tratto forse da una storia realmente accaduta) del film "Mare dentro" e, all'altro estremo, quello di cronaca del caso "Terry Schiavo".
    Diciamo che in parte concordo con quello che ha scritto willy61:
    Originariamente postato da willy61
    La mia opinione è che le discussioni riguardanti l'etica dell'azione vadano centrate su casi specifici, e non su astrazioni generali. Voglio dire che l'etica, a differenza della morale (che viene da mores: i più, la maggioranza) è qualcosa che non può essere affidato alla legge, ma solamente alla coscienza di ognuno. La legge, in tutti i casi nei quali si pone un dilemma etico dovrebbe, a mio parere, consentire alle persone coinvolte nelle situazioni specifiche di poter decidere in base ai loro sentimenti, ragionamenti, informazioni e pregiudizi (vedi la legge sul consenso informato).
    ...anche se è inevitabile che ogni singolo caso possa essere affrontato da punti di vista diversi e contrastanti (vedi caso di Terry Schiavo).
    Sono convinta che tutti inconsciamente o consciamente vorremmo morire di una "dolce morte"... ma questa è volontà o diritto?
    E soprattutto tutti vorremmo che i nostri cari non dovessero soffrire nel momento in cui se ne andranno per sempre, ma questa nostra volontà è (ancora una volta) un diritto?

  4. #19
    Penso che piu' di "diritto" di dovrebbe parlare di "potere": il potere di determinare da sé il proprio destino. Casomai dovremmo chiederci se lo stato ha il diritto di impedire al singolo di suicidarsi, discriminando tra una persona in grado di farlo e una impedita a farlo, alla quale è vietato chiedere aiuto (ma comunque, niente dice che ci siano persone disposte ad aiutarla nel suicidio anche nel caso potesse chiedere aiuto: non penso esista il diritto di obbligare gli altri a compere un simile gesto.
    Già che sono in vena, correggo willi
    Mos, mores è la traduzione dei latini del termine greco "ethos", e anche la costruzione dei termini è la stessa, nelle due lingue
    Solo in coso, Hegel, mi pare, i due termini hanno significato diverso. Per il resto, concordo con te
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  5. #20
    DarkShines
    Ospite non registrato
    penso che scegliere di morire decorosamente sia un diritto di una persona che ha sofferto e che DEVE scegliere della sua vita.

    non staccare la spina è un atto di rispetto per la vita, o forse un atto di egoismo di chi non vuole accettare l' idea di perdere qualcuno che gli sta a cuore?
    se io faccio testamento biologico (evitando quindi di far prendere una decisione difficile ai miei cari) ho il sacrosanto diritto di scegliere che fare.
    credo che ci voglia molto più coraggio a lasciare andare qualcuno a cui si tiene che a cercare di tenerlo disperatamente appeso ad un filo.

    una cosa soltanto: Luthien, non credi sia un po' inappropriato dire che "il suicidio è una scelta inopportuna in ogni caso?"

    non credi che più che giudicare bisogna cercare di capire le motivazioni?

    io mi sono sempre chiesta a quale grado di disperazione una persona arriva per pensare di uccidersi...

  6. #21
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
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    Originariamente postato da DarkShines
    Luthien, non credi sia un po' inappropriato dire che "il suicidio è una scelta inopportuna in ogni caso?"
    non credi che più che giudicare bisogna cercare di capire le motivazioni?

    Io posso capire le motivazioni di un suicida quanto ti pare, ma non le approverò mai e poi mai! Non si può credere che l'unica soluzione ai propri problemi sia togliersi la vita. E' necessario riuscire a strappare alla morte le persone senza speranza e senza più motivo di vivere, fargli riscoprire qualche motivo per stare su questa terra, fargli ritrovare uno spazio di gioia anche tra le sofferenze, aiutarlo a risolvere i suoi problemi e farlo almeno in parte tornare a sorridere. Questo è ciò che farò se mi capiteranno pazienti suicidi. Non c'è ragione alcuna che giustifichi il suicidio, un'assurda forma di fuga dalla vita che non ha alcun senso di esistere.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  7. #22
    samy
    Ospite non registrato
    sono d'accordo che il suicidio non sia una soluzione dei problemi nè che sia accettabile in caso di problemi esistenziali(che so quello che si uccide perchè è stato bocciato o perchè l'ha lasciato la morosa)e qui concordo con Luthien.D'altra parte il nostro lavoro non è certo dire"ma sì il suicidio è un rimedio per le sofferenze".Ma nel caso di una malattia terminale,in cui si soffre molto(fisicamente)e si sa che non si potrà far altro che morire allora è un'altra cosa e suicidio o eutanasia diventa(per chi lo vuole)un diritto e io l'accetterei.

  8. #23
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    2,536
    Originariamente postato da LUTHIEN
    Questo è ciò che farò se mi capiteranno pazienti suicidi.
    un paziente suicida è già morto.. forse è meglio che ci provi prima o dopo un tentato suicidio

  9. #24
    DarkShines
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LUTHIEN
    Io posso capire le motivazioni di un suicida quanto ti pare, ma non le approverò mai e poi mai! Non si può credere che l'unica soluzione ai propri problemi sia togliersi la vita. E' necessario riuscire a strappare alla morte le persone senza speranza e senza più motivo di vivere, fargli riscoprire qualche motivo per stare su questa terra, fargli ritrovare uno spazio di gioia anche tra le sofferenze, aiutarlo a risolvere i suoi problemi e farlo almeno in parte tornare a sorridere. Questo è ciò che farò se mi capiteranno pazienti suicidi. Non c'è ragione alcuna che giustifichi il suicidio, un'assurda forma di fuga dalla vita che non ha alcun senso di esistere.

    forse mi sono spiegata male... io non ho detto di approvare...mi sembra chiaro che se dovesse venire da me un paziente che pensa al suicidio, non lo incoraggerei... e cercherei di fargli trovare le motivazioni per restare in vita!!!!!!!! il problema è un altro. dai tuoi post emerge sempre una sorta di "assolutismo". tendi a fare affermazioni che non lasciano alcuno spazio al dialogo.
    a me ha infastidito, e l'ho segnato pure in grassetto, il termine "inopportuna". che vuoi, lo sento troppo permeato di giudizi morali ed io non sono abiutata a darne. credo che la mia professione debba servire ad aiutare le altre persone, non a giudicarle. altrimenti a loro non servirei a niente.

  10. #25
    samy
    Ospite non registrato
    vferissimo Darkshines noi non possiamo dare giudizi e spesso dobbiamo andare oltre la morale.Nel senso che spesso possono capitarci pazienti che la pensano in modo diverso da noi ,magari anche in modi che noi giudichiamo immorali e ,a volte la soluzione per i loro problemi potrebbe non essere quello che per noi è giusto,ma noi dobbiamo pensare a ciò che è giusto per loro,non per noi.Non so se mi sono spiegata....

  11. #26
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
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    Ma certamente non vado a dire al paziente: sei blasfemo, vuoi suicidarti, ma non ti vergogni!!! E' ovvio che non gli propino iei giudizi, ma stai pur certa che farei il tutto e per tutto per non permettere che si suicidi! Certo non puoi dirmi che non posso emettere giudizi quando non sono col paziente: dio santo, siamo uomini, mi sembra normale che emettiamo giudizi, è quasi una cosa involontaria.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  12. #27
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
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    17-10-2004
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    grosseto
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    Originariamente postato da samy
    noi dobbiamo pensare a ciò che è giusto per loro,non per noi.
    Spesso e volentieri il paziente non ha la minima idea di cosa sia giusto per lui: in quel momento per lui è giusto suicidarsi e io gli dò il lasciapassare Che ci sta a fare lo psicologo se non aiuta il paziente a sfatare le sue idee cognitivamente errate e a proporre un nuovo modo di vedere le cose?
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  13. #28
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    Mi sfugge un particolare... cioè pensi che altri invece direbbero: "si uccida pure, veda anche di riuscirci..." cioè voglio dire un paziente morto non paga

    Tornando semiseri, io non concordo sulla ineluttabilità di emettere giudizi, trovo che la com-prensione (nel senso di prendere con sè) sia maestra e laddove ciò non basti come diceva il mio prof. ci viene incontro la compassione (soffrire con cum passio). Il giudizio lasciamolo ai giudici e per chi crede a dio.

  14. #29
    Ospite non registrato
    cara Luthien condivido il tuo pensiero, a volte però loro dicono ma il compito non è quello di alleviare le sofferenze del prossimo? con l'eutanasia secondo alcune scuole di pensiero è solo voler aiutare una persona per la quale non c'è più niente da fare.

    Io invece penso che il notro compito sia quello d'infondere il coraggio e la motivazione per continuare a lottare fino alla fine !

  15. #30
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    nell'orbita di Anarres
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    però non confondiamo i piani, una cosa è un paziente in coma irreversibile o malato terminale un'altra è una persona che intende togliersi la vita

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