Il tema dell'eutanasia e delle direttive di fine vita è difficile. e le risposte che diamo qui riflettono anche la nostra cultura e le visioni religiose o etiche che vi stanno dietro. La mia opinione è che le discussioni riguardanti l'etica dell'azione vadano centrate su casi specifici, e non su astrazioni generali. Voglio dire che l'etica, a differenza della morale (che viene da mores: i più, la maggioranza) è qualcosa che non può essere affidato alla legge, ma solamente alla coscienza di ognuno. La legge, in tutti i casi nei quali si pone un dilemma etico dovrebbe, a mio parere, consentire alle persone coinvolte nelle situazioni specifiche di poter decidere in base ai loro sentimenti, ragionamenti, informazioni e pregiudizi (vedi la legge sul consenso informato).
Per me, se mi immagino in una situazione di malattia terminale o di coma non recuperabile, chiedo la possibilità di decidere se morire o vivere in quel modo. Possibilità, non obbligo, non proibizione. Perché ho visto molta gente morire. Alcuni erano tristi. Altri felici, Altri incoscienti. Ma penso che si debba lasciare ad ogni persona la libertà e la possibilità di decidere della propria vita.
Ciao
Guglielmo







Micetto
