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Discussione: coaching

  1. #16
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    25-08-2005
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    Quello che intendevo dire (e mi scuso per non esser stato troppo chiaro) è che la reazione più efficace è quella di adeguarsi a ciò che il mercato richiede.

    Se questi nuovi servizi e consulenze forniscono una risposta più dinamica e funzionale alle richieste del mercato, forse voi psicologi dovreste adeguarvi a tali nuove metodiche piuttosto che difendere posizioni e metodiche superate.
    Ripeto la mia è una visuale da osservatore esterno...

  2. #17
    Postatore Compulsivo
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    08-12-2001
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    Originariamente postato da **Ayax**
    Se questi nuovi servizi e consulenze forniscono una risposta più dinamica e funzionale alle richieste del mercato, forse voi psicologi dovreste adeguarvi a tali nuove metodiche piuttosto che difendere posizioni e metodiche superate.
    Ripeto la mia è una visuale da osservatore esterno...
    chiarito che, non si può quindi fare marketing al coach tramite una svalutazione disinformazione sulla psicologia, ritengo che ayax centri un problema molto importante: la capacità che noi, come categoria professionale, abbiamo di stare efficacemente su un mercato competitivo

    invece di lavorare in termini di ricerca & sviluppo su nuovi ambiti, continuiamo ad arroccarci in difesa del consolidato...

    finché la psicologia si manterrà schiacciata sulla psicoterapia e quindi su cura e sofferenza, noi continueremo ad aspettare che il sofferente ci bussi alla porta...
    quando cominceremo a pensare anche in termini di promozione benessere e salute, magari saremo in grado di vedere clienti da servire e non malati da curare, saremo in grado di ascoltare la domanda ed alle volte anche generarla con nuove proposte....

    questo cambiamento necessita identità forte, nuova cultura, diverso approccio alla professione ed anche specifiche capacitàe competenze...
    ad oggi l'università e gli ordini non ci hanno assolutamente dotato di ciò... sarebbe l'ora di cominciare a porci il problema


    nicola piccinini

  3. #18
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    16-12-2002
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    Originariamente postato da nico

    finché la psicologia si manterrà schiacciata sulla psicoterapia e quindi su cura e sofferenza, noi continueremo ad aspettare che il sofferente ci bussi alla porta...
    quando cominceremo a pensare anche in termini di promozione benessere e salute, magari saremo in grado di vedere clienti da servire e non malati da curare, saremo in grado di ascoltare la domanda ed alle volte anche generarla con nuove proposte....
    Sono perfettamente d'accordo, infatti secondo me alla base delle ragioni (sragionanti) di quell'articolo c'è una confusione tra la figura dello psicologo (che non è necessariamente un esploratore del profondo, e come tale non porta necessariamente al benessere attraverso la sofferenza!) e quello dello psicoterapeuta.

    Purtroppo tale confusione vive anche tra di noi, nel senso che parlando con i colleghi, mi accorgo molto spesso che chi (come me) decide di non fare una scuola di specializzazione - perchè intende occuparsi di altro - viene comunque visto come una figura professionale incompleta.
    In questo senso, e mi riallaccio ad altre discussioni, sarebbe utile che le scuole di specializzazione continuassero sì nella promozione di corsi di counseling, coaching ecc... ma non nell'ottica di aprirsi a nuovi studenti provenienti da chissà quali ambiti di studio, bensì per supportare la nostra figura professionale su percorsi diversi da quello forzato della psicoterapia.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  4. #19
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    16-12-2002
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    Originariamente postato da **Ayax**
    Quello che intendevo dire (e mi scuso per non esser stato troppo chiaro) è che la reazione più efficace è quella di adeguarsi a ciò che il mercato richiede.

    Se questi nuovi servizi e consulenze forniscono una risposta più dinamica e funzionale alle richieste del mercato, forse voi psicologi dovreste adeguarvi a tali nuove metodiche piuttosto che difendere posizioni e metodiche superate.
    Ripeto la mia è una visuale da osservatore esterno...
    Scusa la curiosità, ma come mai frequenti questo sito se vedi la psicologia - almeno quella accademica - in questi termini????
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  5. #20
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    25-08-2005
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    ???

    Originariamente postato da Doni
    Scusa la curiosità, ma come mai frequenti questo sito se vedi la psicologia - almeno quella accademica - in questi termini????
    Perchè ???… per leggere/scrivere su questo sito occorre aderire al 100% alle teorie accademiche ??

    Cmq il mio primo messaggio su questo sito è stato la richiesta di un’informazione relativa ad una consulenza sul mobbing, per ragioni legate alla mia attività.
    Poi ho scritto qualche messaggio nel thread sulla PNL perché l’argomento mi interessa molto (perché ho potuto constatarne l’efficacia nell’attività sportiva che pratico).

    Infine 2 messaggi li ho dedicati a risponderti


    Per il resto la psicologia (che io intendo come “scienza delle mosse umane”) mi interessa molto anche per il lavoro che faccio… in generale però mi interesso solo degli aspetti pratici, per intenderci : delle cose che funzionano.
    La mia è una ricerca dell’essenziale.

    p.s. concordo con nico, per il vostro bene naturalmente

  6. #21
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Non era una provocazione, semplice curiosità.... Te lo chiedo perchè pensavo che il sito fosse frequentato esclusivamente o quasi da studenti o ex studenti come me...
    E' un bene che si affaccino anche altri professionisti, anzi!
    Io mi occupo di selezione del personale e non ho quasi mai a che fare con psicologic, figurati...
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  7. #22
    Gladstone
    Ospite non registrato
    da come ho capito io Ayax intende che ci vorrebbe più pragmatismo non nel rispondere ad un articolo.... ma nella professione di psicologo a partire dall'insegnamento della materia

  8. #23
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Originariamente postato da **Ayax**
    Se posso permettermi di esprimere un parere da profano (e da osservatore) l'impressione che date all'esterno è di un approccio troppo complicato alle questioni del vostro lavoro. Più pragmatismo.
    La colpa è delle vostre Facoltà che vi infarciscono di teorie e nozioni inutili : + realismo e concretezza
    Se questi nuovi servizi e consulenze forniscono una risposta più dinamica e funzionale alle richieste del mercato, forse voi psicologi dovreste adeguarvi a tali nuove metodiche piuttosto che difendere posizioni e metodiche superate.
    Dunque, se ho capito bene, hai l'impressione che gli psicologi abbiano un approccio teorico e antiquato perché sfornati da un'università troppo nozionistica, e che invece i ''coach'' abbiano dei metodi più innovativi e pratici, quindi più ''adatti'' ai problemi aziendali, che richiedono interventi efficienti e tangibili.

    La pnl mi sembra di capire che l'hai sperimentata con soddisfazione, ma la psicologia? Non sembra infatti che tu l'abbia approfondita altrettanto, come se ti fossi accontentato dello stereotipo che banalizza la psicologia come iniziatica, pedante, sanitaria, ecc. E' un po' approssimativo dire ''la psicologia è troppo nozionistica e complicata''.

    La psicologia poi, specie del lavoro, ha un repertorio di metodi formativi molto attivi, molto coinvolgenti, soprattutto capaci di trasformazioni più durature e meno superficiali della pnl e dei suoi derivati, di tutte le varie ''tecniche efficaci'' , degli irritanti toni trionfalistici, degli imperativi e decaloghi dei "leader carismatici ".

    E' ben poco pragmatico snobbarla solo in base a pregiudizi e stereotipi. Vuoi essere pragmatico e poi ti fai sedurre dalle apparenze e dalle mode? Boh



    Sul mercato, indubbiamente ''coaching'' è più figo, più ''vendibile''. Accidenti mi sà che forse anche uno psicologo avrebbe molti più clienti se ribattezzasse "coaching" una consulenza aziendale... Ci metto un -ing e voilà, tutto diventa magicamente efficace, dinamico e pitum pitipam!

  9. #24
    Gladstone
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ste203xx
    Sul mercato, indubbiamente ''coaching'' è più figo, più ''vendibile''. Accidenti mi sà che forse anche uno psicologo avrebbe molti più clienti se ribattezzasse "coaching" una consulenza aziendale... Ci metto un -ing e voilà, tutto diventa magicamente efficace, dinamico e pitum pitipam!
    secondo me questa non è una cattiva idea: se consideri che tanto, alla fine, quello che conta è il risultato (la qualità del risultato) non mi sembra sbagliato proporre un buon servizio nel miglire dei modi, non credi?

  10. #25
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Temo ci sia un problema di comunicazione…eccetto Gladstone che ha compreso la mia psiche
    La psicologia poi, specie del lavoro, ha un repertorio di metodi formativi molto attivi, molto coinvolgenti, soprattutto capaci di trasformazioni più durature e meno superficiali della pnl e dei suoi derivati, di tutte le varie ''tecniche efficaci'' , degli irritanti toni trionfalistici, degli imperativi e decaloghi dei "leader carismatici ".
    E' ben poco pragmatico snobbarla solo in base a pregiudizi e stereotipi. Vuoi essere pragmatico e poi ti fai sedurre dalle apparenze e dalle mode? Boh

    Ho premesso, ripetutamente, che la mia opinione era espressa da profano e da osservatore esterno.
    Pertanto quale valutazione può compiere un osservatore esterno se non basata sull’apparenza e, al limite, sulla propria minima esperienza diretta ?
    Non mi sembra proprio che in questo ci sia qualcosa di poco pragmatico, anzi.
    E’ naturale che, come utente, se mi occorre un servizio seleziono le varie alternative sulla base delle informazioni che mi arrivano e delle specifiche esigenze che devo soddisfare.
    Accade in tutti i settori e per qualsiasi esigenza.
    Se sono uno sportivo e devo migliorare la mia “performance” secondo te vado tre mesi in analisi o mi rivolgo a chi è in grado di farmi recepire rapidamente quelle “tecniche” in grado di migliorare il mio rendimento, magari solo leggendo un libro facile e divertente ?
    Ed è altrettanto naturale che se mi occorre una consulenza giudiziale per “mobbing” non mi rivolgo ad Anthony Robbins ma ad uno psicologo del lavoro iscritto all’Ordine.

    Praticità per me significa calibrare il mezzo a seconda del risultato che devo ottenere...sbaglio ?

  11. #26
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Ho capito il tuo intervento, ma credo che sia anch'esso viziato da un pregidizio: non tutti gli psicologi sono psicoanalisti vetusti nello spirito e nell'anima.
    Parlo di me: occupandomi di selezione mi interfaccio con imprenditori di medie aziende che poco sanno della psicologia. Naturalmente non propongo loro interventi che non potrebbero capire, nè gli potrebbero interessare. Mi limito a selezionare il personale a cui sono interessati, cercando di fornire un servizio di qualità.
    Se dovessi occuparmi di coaching, allo stesso modo, non proporrei un intervento di sostegno basato su colloqui clinci, bensì qualcosa di più simile a ciò che propongono i professionisti di cui si parlava, ma basato su una solida preparazione psicologica e non su tre libri di un americano che magari fino al giorno prima faceva lo sfasciacarrozze.
    So anch'io che l'università ci propone modelli ormai morti sul piano pratico, ma ciò non significa che li si debba buttare via in virtù di tre ca#*ate lanciate sul mercato USA con un buon piano marketing.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  12. #27
    Postatore Compulsivo
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    a mio avviso ayax ci porta uno spunto interessante
    non si tratta di svendere una professione in nome di uno sfrenato e spregiudicato marketing, quando più semplicemente di prestare più attenzione a cosa ci chiede il potenziale cliente (ovvero il mercato)

    ayax tocca un punto importantissimo quando dice che lui (potenziale cliente) sceglie in base alle informazioni di cui dispone...
    a noi psicologi il compito di offrire ai potenziali clienti un contesto informativo efficace... ovviamente ciò significa anche:
    - desanitarizzare la psicologia e spostarsi verso ambiti di benessere e salute
    - cominciare a prestare maggior attenzione alla domanda per individuare nuovi ambiti di servizio
    - pianificare efficaci azioni di promozione della professione

    in generale cambiare una cultura generale che ci vede re-attivi più che pro-attivi
    e ripeto: ciò non significa svilire o svendere la professione, ma proprio il contrario


  13. #28
    Partecipante Esperto
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    Pregiudizi, mercato & risultato

    Mi sono letto questo thread...
    strano, ma percorre quello che qualche tempo fa + o - gli stessi partecipanti hanno discusso sul Counseling...
    E se qualcuno accenna a tecniche nuove, recenti e moderne (come la PNL...) spuntano anche lì pregiudizi...(ed improperi tipo: "tutte ca**te!"), esattamente come quelli nei confronti degli Psicologi.
    Secondo me i pregiudizi (ed i giudizi sbrigativi) non fanno bene alla Psicologia, nè agli Psicologi, ma neanche a tutti coloro che lavorano con onestà intellettuale con altre tecniche e metodologie.
    E se qualcuno proviene da un'esperienza negativa, questo non giustifica una generalizzazione.
    Non giova nè agli uni, nè agli altri.
    E crea ancor più confusione e disorientamento.
    Quello in cui sono d'accordo con il ns. amico Ayax è "nell'orientamento al risultato" e se una Metodologia mi aiuta ad arrivarci (PNL, AT, qualunque essa sia...) allora ha valore.
    Anthony Robbins non detiene sulla terra l'esclusiva della PNL per il genere umano.
    Tanti altri sono andati molto più avanti di lui.
    Per es. John Grinder (che ha creato la PNL, insieme a R. Bandler) con il NLP New Code...ma di lui si parla poco, xchè fa poco marketing, non raccoglie folle oceaniche e non conferma lo stereotipo del piennelista ex sfasciacarrozze.
    psi_net

  14. #29
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Re: Pregiudizi, mercato & risultato

    Originariamente postato da IT_Modeler
    Quello in cui sono d'accordo con il ns. amico Ayax è "nell'orientamento al risultato" e se una Metodologia mi aiuta ad arrivarci (PNL, AT, qualunque essa sia...) allora ha valore.
    Per uno psicologo il fine non può giustificare i mezzi. Nel nostro codice deontologico è ben espresso come le tecniche e gli strumenti da noi utilizzati debbano essere validi e riconosciuti dalla comunità scientifica. Uno psicologo è responsabile anche delle sue scelte metodologiche, al contrario un counselor/coach/consulente filosofico/ reflector (e compagnia bella) può fare e rivendere tutto ciò che vuole. Ci possiamo quindi affidare solo al suo buon senso e alla sua etica personale, nella speranza che eviti di arrecare danni al prossimo....

    Mi dispiace se i miei toni accessi possono averti disturbato, ma puoi ben capire che dopo anni spesi nello studio, iscrizioni ad albi, ecc... non possa ammettere di essere scavalcata (io o i miei colleghi) dal primo figuro che ha fatto un corsetto di un mese e si presenta al mio posto con qualche parolina nuova e un approccio accattivante. Scusa se continuo ad esagerare con i toni, non è un'offesa personale, è solo per far capire che se accettiamo questo genere di "concorrenti" dobbiamo ammettere che fra di loro possa esserci chiunque, non solo gente in qualche modo preparata e in buona fede!.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  15. #30
    Partecipante Esperto
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    19-09-2005
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    380

    Ingroup & outgroup

    Il msg incomincia in un modo e poi.. finisce in un altro.
    Sinceramente in questo momento mi sento anche dalla parte degli Psicologi.
    Per due motivi: perchè ci lavoro fianco a fianco da anni e perchè sono iscritto a Psicologia.
    E stimo tutti coloro con cui ho lavorato.
    Per quanto riguarda la formazione in PNL "con due corsetti e fatta in qualche modo", mi dispiace ma non sono io l'interlocutore più adatto, perchè mi sono formato negli Stati Uniti con fatica e impegno e continuo ad aggiornarmi. Per me, quindi, esiste anche "un buon modo" e decine di libri e video.
    Non ho scritto che "il fine giustifica il mezzo", ma che occorre valutare il mezzo rispetto alla validità per raggiungere il risultato.
    Se una persona con qualsiasi titolo, quindi con qualsiasi Laurea, si presenta in aula, come "esperto" (o sottacendo la sua poca esperienza) anche lui può far danni: sia a chi lo ascolta e sia, indirettamente, a chi è realmente "esperto".
    Perché chi esce da quell'aula con un'esperienza negativa, da quel giorno sarà convinto che quella è la PNL o l'AT o la Bioenergetica, ecc.!
    Se da questo se ne fa poi una generalizzazione del tipo "...Sono tutti così!" si crea ancor più confusione, disinformazione e disorientamento.
    psi_net

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