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  1. #16
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
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    3,834
    Originariamente postato da roby1976
    sperando di non aver scavalcato qualcuno mi sono preso la libertà di approfondire questa faccenda, che come al solito ci vede barricati in difesa...ma soprattutto voglio chiarezza su ciò che dobbiamo aspettarci e a cui possiamo apppelarci..
    non hai scavalcato assolutamente nessuno ed anzi mi complimento e ti mando un in boccca al lupo

    dobbiamo sviluppare anche questo atteggiamento verso le istituzioni che ci rappresentano... sono lì per quello ed è giusto entrarvi in contatto per avere chiarezza, per stimolarle ad attivarsi e, quando necessario, per collaborare assieme nell'ottica della tutela e promozione


  2. #17
    roby1976
    Ospite non registrato
    ciao ragazzi, ho parlato personalmente con un consigliere dell'ordine in merito alla faccenda di cui sopra...beh allora ho brutte notizie per tutti noi...
    innanzitutto mi ha detto che ha preferito un contatto telefonico piuttosto che una mial, in quanto non voleva "scrivere" che "NON ESISTE UNA LEGGE" che ci tutela come psicologi del lavoro nel ruolo di selezionatori, cioè a differenza di chi in italia vuole fare l'avvocato od il veterinaio (laurea in giurisprudenza o veterinaia) chi vuole fare il selezionatore non deve essere laureato in psicologia (anche se poi "l'esperto" deve poter fare cose che solo uno psicologo può, tipo i test proiettivi)
    l'ordine esalta la nostra professionalità agli occhi delle agenzie di selezione ed in unltima analisi della committenza in toto, proprio perchè non può contare su una legge.

    molto di più, tra le righe mi ha comunicato che molto probabilmente una legge in tal senso non sarà mai approvata, e che anzi abbiamo rischiato di essere fatti fuori dalla selezione, in quanto la riforma biagi (biagi era un consulente del lavoro) ha esteso la selezione a questi sedicenti consulenti-tuttologi esperti ( ma poi esperti in cosa? certificati da chi??). l'unico appliglio legislativo a cui appelarci è la sentenza platè... che a questo punto consiglio a tutti , me compreso, di leggere attentamente, insieme alla riforma biagi.
    ragazzi non abbiamo niente in mano e sapete benissimo che fino a quando le agenzie del lavoro e la commitenza ultima potranno scegliere tra la nostra professionalità a costi regolamentati da un tariffario ed una schiera di "esperti" a buon mercato...beh ve lo devo dire io come và a finire...
    cmq complimentoni all'ordine che non ha la forza di imporre una legislazione di tutela della professione cosi come per qualsiasi altra professione in Italia, complimentoni anche alla riforma Biagi e a chi continua ad applaudirla spellandosi le mani...per il resto facciomoci sentire, non siamo stupidi, non siamo pochi, non siamo ne cechi ne sordi.
    io ci ho provato !!ROBY

  3. #18
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
    Data registrazione
    16-12-2002
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    Bologna
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    957
    Originariamente postato da roby1976
    molto probabilmente una legge in tal senso non sarà mai approvata, e che anzi abbiamo rischiato di essere fatti fuori dalla selezione, in quanto la riforma biagi (biagi era un consulente del lavoro) ha esteso la selezione a questi sedicenti consulenti-tuttologi esperti ( ma poi esperti in cosa? certificati da chi??). l'unico appliglio legislativo a cui appelarci è la sentenza platè... che a questo punto consiglio a tutti , me compreso, di leggere attentamente, insieme alla riforma biagi.
    !ROBY
    A mio parere bisogna fare una bella differenza tra quello che è la selezione nel suo complesso e quella che è la competenza di uno psicologo.
    Fare selezione significa valutare diversi aspetti e competenze della persona, di cui quelli che competono allo psicologo sono quelli che hanno a che fare con la personalità, le attitudini, ecc...
    Non è pensabile che venga promulgata una legge in base alla quale noi siamo riconosciuti come unici professionisti che operano nella selezione, semplicemente perchè ci sono aspetti su cui noi non possiamo dichiarare di possedere competenze più di altri: voglio dire che uno psicologo non è tenuto a conoscere i dettagli operativi di una attività professionale e a definirne le competenze professionali. Questo è un qualcosa in più che lo psicologo si ritrova gioco forza ad imparare, se vuole lavorare nell'ambito.
    Anche la sentenza Platè non riguarda la selezione in assoluto, ma la valutazione di aspetti attinenti alla sfera psicologica. Il soggetto che hai interpellato ha ragione nel dire che una legge che ci tuteli in toto sulla selezione non uscirà mai , ma è anche vero che se non riusciamo a tutelarci dalle intromissioni almeno per gli aspetti che ci competono (ovvero la valutazione psicologica)....
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  4. #19
    roby1976
    Ospite non registrato
    ok doni sono d'accordo in linea di massima...anche se penso che molto del processo di selezione appartenga esclusivamente alla nostra professione...
    dall'analisi dei bisogni fino alla somministrazione e valutazione dei test o delle interviste.

    Pensare che oggi siamo in forte competizione nel nostro principale sbocco lavorativo, non solo tra di noi, ma anche con altri "esperti", mi fa dire automaticamente che siamo poco considerati e sopratutto poco difesi dall'O.N.

    Comunque sia penso che forse una legge sia inarrivabile al momento, ma almeno un insieme di parametri chiari e definiti che delimitino con precisione ciò che si deve "pretendere" da un percorso di selezione in merito a strumenti e addetti sia una soluzione proponibile.

  5. #20
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
    Data registrazione
    16-12-2002
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    957
    Che dire... Io sarei più che felice se la questione si potesse risolvere a nostro favore.
    Il problema è che non possiamo pretendere che ci venga riconosciuto per legge qualcosa che non è di nostra esclusiva competenza. Riprendendo quanto dici, ad esempio: nell'analisi dei bisogni possiamo (forse) pretendere l'esclusiva sulla identificazione dei bisogni relativamente alle competenze trasversali e alle caratteristiche personali della figura da inserire, ma un ingegnere o un economista sarà sicuramente più bravo di noi ad identificare le competenze professionali necessarie, a meno che noi non abbiamo avuto un percorso tale da aver acquisito anche le conoscenze necessarie a tale analisi.

    Quello su cui possiamo giocare è che, ad oggi, selezionatori di qualunque estrazione possono stilare una descrizione della personalità dei candidati. Questo non è corretto (vedi sentenza Platè) e andrebbe modificato.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  6. #21
    roby1976
    Ospite non registrato
    concordo con te nuovamente...e sappi che non mi interessa aprire una polemica tra noi due..
    non capisco però quando dici che "ma un ingegnere o un economista sarà sicuramente più bravo di noi ad identificare le competenze professionali necessarie,"e per quale motivo??
    almeno che non debbano fare selezione per posti da ingegneri od economisti!!
    pensi che un ingegnere sappia identificare meglio di noi cio che deve sapere, saper fare, e saper essere un venditore, un supervisor, un capo area, un perito chimico?? per quale motivo?

    io penso invece che se è vero che non possiamo (giustamente) ritenere di nostra totale pertinenza l'intero processo di selezione, è altrettanto vero che proprio nel campo dell'analisi dei bisogni (di selezione e di formazione) e nell'uso di strumenti e tecniche (questionari, test, interviste, progetti formativi) rappresentiamo in Italia la categoria più preparata in assoluto, su questo non ho dubbi. dimmi in quale altro corso di laurea, ingegneria gestionale ed economia comprese, dedicano il tempo e l'attenzione che noi dedichiamo allo studio delle organizzazioni, in tutte le sue articolazioni e sfumature (insomma se non ho capito male anche te sei uno psicologo del lavoro...penso che ti ricorderai interi manuali scritti ad hoc..Avallone & company insegnano!!)ti assicuro che sono pronto a parlare di cultura aziendale con qualsiasi ingegnere!!comunque chiudo ricordandoti che non è mia intenzione polemizzare con te (ci mancherebbe altro!!) ma detto questo sono convinto d quello fin qui espresso, e sopratutto non vedo in nessun altro corso di laurea una preparazione paragonabile alla nostra nell'argomento specifico ( la selezione) senza dimenticare una cosa fondamentale...è molto.. ..molto difficile che un ingegnere appena laureato scelga come professione il campo della selezione... la verità è che nella maggioranza dei casi noi ci troviamo davanti "vecchi" manager che si "riciclano" esperti nel campo delle risorse umane a fine carriera o quasi...sai quanti manager ci portano via lavoro agendo da "consulenti esterni" per aziende che li chiamano ad ore??

  7. #22
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Ma infatti non c'è nessuna polemica in corso! Solo scambi di idee...

    Io lavoro da due anni proprio nella selezione del personale (ma ancora per poco, sigh ). Capisco ciò che intendi dire, forse mi sono espressa male: un ingegnere o un economista possono essere più indicati (sempre che lo psicologo si limiti a fare lo psicologo, e non acquisisca altre competenze) nel caso in cui si debbano individuare le competenze tecniche necessarie per una figura (appunto rilevazione dei bisogni): es. ufficio logistica, un ingegnere o un economista possono essere più "bravi" nell'indicare le competenze che la nuova figura deve conoscere a livello tecnico (gestione magazzino, distinte base, e via dicendo) o altri aspetti (settore di provenienza, ecc..).
    Questo non significa che uno psicologo non possa giungere a queste conoscenze con tempo ed esperienza sul campo, ma è chiaro che, se prendiamo un neopsicologo e lo buttiamo in un'azienda in cui deve definire le caratteristiche dell'impegato ideale, non saprà farlo (a meno che non lo possa fare semplicemente con un'intervista ai superiori o meccanismi simili)
    A psicologia non ti insegnano certo cosa sono una distinta base, un documento di trasporto, la prima nota o la partita doppia... Queste invece sono conoscenze necessarie (almeno a livello teorico) per fare selezione.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

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