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  1. #16
    io mordo
    Ospite non registrato
    Pensavo al postulato dell'isomorfismo (psicologia della gestalt), pensavo quindi che nel nostro cervello, o meglio, nella nostra psiche, c'è tutto l'universo con tutte le sue potenzialità...

  2. #17
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da letyzzetta

    Per chi ha intenzione di glorificare l'uomo e di rinnegare i contatti esistenti con le altre creature .
    Bè mi sembra che la psicoanalisi non sia esattamente un esempio di interesse per il legame tra comportamento animale e umano.Ci ha provato Bowlby,che poi,non a caso,si è allontanato dalla psicoanalisi.
    Il fatto che non ti importi la portata più generale che ha l'idea di considerare l'uomo privo di libertà non è così scontato.Stabilire se l'uomo è libero o agisce meccanicamente come una macchina è forse il tema più rilevante in assoluto per l'umanità;immagino che gli psicoanalisti abbiamo argomenti più importanti ai quali interessarsi.Naturalmente immagino che a loro non importi nemmeno (seguendo le loro stesse idee) arrivare alla conclusione di essere essi stessi una macchina:ci sono senza dubbi problemi più importanti.

  3. #18
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da io mordo
    [BPenso che la domanda più utile sia: se penso che tutto sia predeterminato cosa succede, come mi comporto, come vivo?
    Se penso di essere libero di scegliere cosa succede, come mi comporto, come vivo?

    [/B]

    Fantastico!
    Hai centrato le conseguenze pratiche del problema teorico.
    Il ritenersi privi di libertà ha conseguenze estremamente negative nel comportamento quotidiano ed anche nella terapia;la psicoanalisi ha la responsabilità di avere diffuso l'idea che la vita degli uomini sia determinata da forze che essi non possono controllare e da eventi passati e rimosssi (il cui effetto è incontrollabile).In questo senso ha provocato danni nella società occidentale.
    E questo,anche a chi non ha tempo per la filosofia,dovrebbe interessare.

  4. #19
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Parsifal
    Fantastico!
    Hai centrato le conseguenze pratiche del problema teorico.
    Il ritenersi privi di libertà ha conseguenze estremamente negative nel comportamento quotidiano ed anche nella terapia;la psicoanalisi ha la responsabilità di avere diffuso l'idea che la vita degli uomini sia determinata da forze che essi non possono controllare e da eventi passati e rimosssi (il cui effetto è incontrollabile).In questo senso ha provocato danni nella società occidentale.
    E questo,anche a chi non ha tempo per la filosofia,dovrebbe interessare.

    Il mio messaggio è solo per Willy.
    Hai letto? Ricordi il rimprovero che mi muovesti a proposito del fascismo?

    Per tutti.
    Si discuteva di psicoanalisi, ed ora... ma che miseria, che povertà intellettuale, Vergogna!

  5. #20
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    In linea di massima,comunque,mi sembra che idee così chiaramente deterministiche non abbiano più molto successo;erano legate ad un'impostazione positivistica ottocentesca,che mi sembra ormai superata.

  6. #21
    io mordo
    Ospite non registrato
    Mica io ho tirato in ballo altri approcci a discapito della psicoanalisi, ma il concetto di libertà la psicoanalisi da sola non ce la fa a contenerlo, semplice... resta il fatto che tutto quello che si dice in questa discussione sulla libertà riguarda anche la psicoanalisi... e poi invece di usare la metacomunicazione come difesa si sforzi invece di ricondurre il tutto alla psicoanalisi.

    Senta ma non sarà che stringendo la lama della sua teoria tra i pugni rischia di affettarseli?

  7. #22
    io mordo
    Ospite non registrato
    "Mi domando allora come vada considerata la questione della libertà del comportamento umano. Quanto siamo veramente liberi di scegliere, decidere, soffrire, gioire e così via?"

    Questa era la domanda... ovviamente in relazione alla psicoanalisi... la mi a risposta in altre parole è che la psicoanalisi non può pretendere di cogliere il funzionamento psichico nella sua totalità, come nemmeno nessun'altro approccio, quindi il famoso DETERMINISMO PSICHICO è un concetto relativo ai meccanismi mentali che la psicoanalisi conosce, che pur sono di grande importanza ma che fanno parte di un modello, non della psiche stessa, che invece può essere guardata anche da altri punti di vista... per un fenomeno mentale si possono dare più interpretazioni giuste e non una sola... in definitiva non è certo grazie alla psicoanalisi che si puo dire se l'essere umano, nella sua totalità, è libero.
    Ancora, in altre parole, penso che la domanda non sia sensata perchè la psicoanalisi non ha nulla a che fare con la questione della libertà dell'individuo, questione ben più complessa e ampia di quanto certi amanti della psicoanalisi, che a quanto pare amano tirarsi la zappa sui piedi, pensino.

  8. #23
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    La psicoanalisi è la scienza più libera che c'è...

    si fonda sulla RESISTENZA e la LIBERA associazione!
    W la democrazia (speriamo che esista)

  9. #24
    io mordo
    Ospite non registrato
    non capisco ne a chi si rivolge ne il senso di quel che ha detto... potrebbe riformulare?

  10. #25
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    E' una battuta che faceva uno psicoanalista... sciocchino privo di sense of humor

  11. #26
    io mordo
    Ospite non registrato
    ah... non la conoscevo... pensavo che fosse impazzita

  12. #27
    io mordo
    Ospite non registrato
    Ma posso sapere cosa pensa di quello che ho detto?

  13. #28
    io mordo
    Ospite non registrato
    ...in maniera più esplicita intendo.

  14. #29
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da letyzzetta
    Il mio messaggio è solo per Willy.
    Hai letto? Ricordi il rimprovero che mi muovesti a proposito del fascismo?

    Per tutti.
    Si discuteva di psicoanalisi, ed ora... ma che miseria, che povertà intellettuale, Vergogna!
    E willy cerca di rispondere. Ma, prima di argomentare, mi consenta (si può dire ancora?). Quando si scrive su un forum, quel che si scrive è per tutti. Non per me o per qualcun altro.

    Libertà: libera espressione di noi stessi. Bella frase. Solo che mi pare alquanto vaga, almeno in questa formulazione. Quali noi stessi? Noi in quanto gioco complesso di istanze psichiche? Noi in quanto organismo sociale? Noi in quanto esseri biologici? Quali NOI sono in gioco, nella tua domanda?

    Da come la vedo io, e senza ricorrere alla psicoanalisi, che il nostro possibile campo d'azione sia limitato sta nell'ordine delle cose: non possiamo vedere gli ultravioletti, né sentire i feromoni. Infatti, siamo uomini e donne, non api o farfalle. Esiste, quindi, un livello strutturale che determina una serie di possibilità.
    Esiste, inoltre, un livello sociale che determina una serie di altre possibilità. A partire dal censo, dal livello di ricchezza, dal livello culturale dei genitori, fino alla posizione occupata nella scala sociale, la possibilità di accesso alle comunicazioni, la possibilità di accesso a cose che possono anche sembrare banali (ma non lo sono) come l'acqua, il riscaldamento, il cibo.
    Quel che resta fuori dalla roccia biologica e dalla roccia sociale è un cammino stretto e difficile. Alcune persone possono anche non vederlo affatto, e limitarsi a vivere ancorate, abbarbicate ad uno dei due macigni.
    Ma la questione della libertà, della volontà e dell'identità sono (a mio parere) strettamente legate. E mi viene in mente che uno psichiatra e psicoanalista francese, Christophe Dejours (che è molto poco freudiano, ma forse è per questo che mi sta simpatico) sostiene che l'identità si costruisce per doppia sovversione: sovversione dei determinismi biologici e sovversione dei determinismi sociali. Da maschio/femmina a uomo/donna. Da povero/ricco, dirigente/operaio, letterato/illetterato, a uomo/donna. Se c'è uno spazio per la libertà sta in questa costruzione di sé, perennemente incompiuta e difficile da racchiudere in una schematizzazione.
    Inoltre, occorrerebbe (sempre a mio parere) riprendere le lezioni di Hannah Arendt sulla libertà e sull'azione. E ricordarsi del pensiero di questa meravigliosa filosofa, quando situa la libertà non nell'interno degli esseri umani, non nell'uomo singolare, ma nell'interazione e nel rapporto TRA gli esseri umani, nell'azione. Non L'UOMO, ma GLI UOMINI abitano la terra.

    Buona vita

    P.S.: In italiano non esiste il neutro. L'uso del termine "uomo" o "uomini" non indica il genere maschile, ma le creature appartenenti alla specie homo sapiens sapiens, indipendentemente da sesso e genere di appartenenza.

    P.P.S.: La questione del fascismo era una cosa differente, dal mio punto di vista. Ma credo che su questo argomento faremmo meglio ad usare i PM.

    Guglielmo
    Ultima modifica di willy61 : 30-09-2005 alle ore 02.18.26
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  15. #30
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Bene, la questione principale sembra essere proprio quella che Willy propone... quali noi? in che senso possiamo discutere della nostra libertà individuale se non riusciamo neanche a sapere cosa significa individuale?
    Il punto è proprio questo, la libertà individuale è un concetto aleatorio in quanto è la comprensione dell'individuale ad essere oscura. Se fossimo in grado (noi umani) di percepire con chiarezza chi siamo nel sociale, nel personale etc. se fossimo in grado di individuare una soglia precisa e netta che separa noi dal resto, dall'Altro, potremmo permetterci il lusso di riflettere su quanta e quale sia la nostra libertà. Purtroppo, visto che questa demacazione del confine di sè, ancora più ai nostri tempi, è assai poco calcata, il concetto di libertà perde il suo significato romantico e finisce per coincidere con un appiattimento della capacità di giudizio sul costrutto proposto da una massificazione delle opinioni.

    P.S. Dejours è uno psicoanalista post-freudiano, che recupera dal cimitero degli orrori molti concetti freudiani dimenticati da un main-stream della psicoanalisi che, questo si, è poco freudiano.

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