Questo del non far sapere di andare in terapia è un dramma tipico dei piccoli centri... anche da me è la stessa cosa! Comunque l'importante, in casa o non in casa, è lavorare bene: è questo quello che ai nostri clienti interessa di più! Il setting è importante, non dico di no, ma lo è molto di più la competenza, e non solo teorico-pratica ma soprattutto relazionale, del terapeuta.Originariamente postato da pcpaola75
Avere lo studio in casa è comodo e poco costoso ma penso anche io che l'accesso dovrebbe essere separato...
faccio presente che una mia amica ha lo studio in casa di sua madre, in un condominio di otto appartamenti, non nuovissimo e che spesso la mamma resta in casa (nella sua stanza) eppure lavora molto e i suoi pazienti le dicono che hanno scelto lei anche perchè non ha uno studio "vero e proprio" e sembra che vadano a trovare un amico piuttosto che far sapere che vanno in terapia...![]()
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