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Visualizzazione risultati 16 fino 20 di 20
  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di antonellina75
    Data registrazione
    17-03-2005
    Residenza
    milano
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    274
    io credo che data la fame immensa di lavoro per noi poveri psicologi, non possiamo permetterci di fare troppo gli"schizzinosi", personalmente sto pensando a dove altro poter mandare questi benedetti i curriculum, visto che nel mio settore li ho spediti praticamente ovunque (sono psicologa clinica) e sto seriamente valutando di iniziare con selezione del personale...non è un lavoro di serie b, è semplicemente un altro settore della psicologia da esplorare per chi come me ha bisogno di lavorare!!!!!!
    anto

  2. #17
    Partecipante Esperto L'avatar di Silfanya
    Data registrazione
    02-01-2006
    Residenza
    Mogliano Veneto
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    292
    Anche nel campo della selezione se non si hanno alcuni "requisiti" non si arriva molto lontano: con la "semplice" laurea in psicologia al massimo si va a fare selezione/front-office nelle agenzie di lavoro assieme ai laureati in economia, lettere e filosofia.
    In alcuni posti chiedono esplicitamente laurea in psicologia del lavoro, ma son pochi.

    Che non ci sia molto lavoro è vero, ma non solo per noi psicologi (perchè dire poveri? ).
    A parte le rare persone ricche sfondate, tutti abbiamo bisogno di lavorare, ma questo non deve giustificare la mancanza di professionalità, e forse ci dimentichiamo che dobbiamo dimostrarla in una società in cui non viene attribuito particolare valore alla figura dello psicologo. Io riconosco di non avere le conoscenze necessarie per sostenere un colloquio di consulenza (psicologia), come ritengo che un laureato/a con l'indirizzo clinico non abbia abbastanza conoscenze sulle dinamiche di gruppo, sociali, sociologiche, formazione, selezione, ambiente di lavoro...

    Quindi ben venga che ci si "scambi" i ruoli, ma prima rimediando alle enormi lacune dei reciproci rami non attraverso la diretta esperienza "buttandosi", perchè significherebbe giocare con le persone, ma attraverso tanta scuola (intesa sia come esperienza teorico/pratica tutorata nel luogo di lavoro sia come scuole di specializzazioni, master ecc...)

    Ultima modifica di Silfanya : 04-08-2006 alle ore 16.47.40
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  3. #18
    nottestellata
    Ospite non registrato
    concordo pienamente!

  4. #19
    Partecipante Affezionato L'avatar di momona78
    Data registrazione
    24-05-2006
    Residenza
    olbia
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    85
    In effetti è vero! Sarebbe meglio che ognuno si specializzasse nel proprio ambito e acquisisse sempre più compenza nello stesso.
    l'offerta sarebbe migliore e le nostre figure professionali più delineate. Purtroppo però non sempre questo è possibile. Mi son laureata a Marzo in lavoro e per il tirocinio mi sono dovuta "accontentare" di una struttura di riabilitazione, dove la psicologa si occupa di handicap e sviluppo. A questo punto ho le idee ancora meno chiare...MI sembra di non "spendere" bene la laurea, ma, non avendo nessun tipo di competenza, è positivo che il tirocinio in handicap e sviluppo mi stia entusiasmando ad apprendere competenze pratiche del settore, ma soprattutto competenze.Certo, quello che potrebbe fare la diferenze è il post-laurea, la specializzazione.Ma a questo punto non saprei proprio che strada proseguire, ho un po un'infarinatura di tutto!
    E poi n'altra cosa. E se una persona si accorgiesse, strada facendo,e dopo una serie di esperienze, di essere più a suo agio in un settore piuttosto che in un altro? Come dovrebbe comportarsi?Forse l'importante è trovare la propria strada, seguire le proprie attitudine, possibilità permettendo, e proseguire perfezionandosi in un ambito ben specifico!
    La strada purtroppo è tutta in salita!

  5. #20
    Partecipante Esperto L'avatar di Silfanya
    Data registrazione
    02-01-2006
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    Mogliano Veneto
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    292
    Originariamente postato da momona78
    E se una persona si accorgiesse, strada facendo,e dopo una serie di esperienze, di essere più a suo agio in un settore piuttosto che in un altro? Come dovrebbe comportarsi?Forse l'importante è trovare la propria strada, seguire le proprie attitudine, possibilità permettendo, e proseguire perfezionandosi in un ambito ben specifico!
    La strada purtroppo è tutta in salita!
    Penso che per uno psicologo, di qualsiasi ramo si tratti, DEBBA seguire la strada che conduca in quel settore in cui si sente più a suo agio. Sapendo che per ogni settore c'è una strada da percorrere diversa, se ci si accorge di poter far di meglio in "altro luogo" ci si rimbocca le maniche e si comincia da dove si pecca.


    Col tirocinio ci si deve spessisimo accontentare, dato che già per trovare un posto si devono sudare sette camicie. Quindi ci si ritrova (se si è fortunati e non si fanno solo fotocopie ) in un ambiente in cui si svolgono compiti molto diversi per i quali si aveva studiato, ma come dici tu danno un'infarinatura, permettendo, anche attraverso la confusione, di avere una visione più ampia e la possibilità di verificare dove ci si sente più a proprio agio, di poter scegliere che strada percorrere dopo.
    E se uno si è reso conto di aver "sbagliato" ramo...bhe, almeno lo sa e si comporterà di conseguenza
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