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  1. #16
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
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    13-05-2005
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    emilia romagna
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    Credo che il mio nick spieghi il mio orientamento...volevo porre una questione e naturalamente sarà ben accetta qualsiasi risposta...il punto è che molti mi ripetono che l'orienatmento freudiano, o comunque psicodinamico, stia perdendo punti, per lunghezza, complessità e stampo terapeutico, mentre pare stiano emergendo altre psicoterapie. ad esempio quella strategica, cognitivista, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, tanto per riallacciarmi al titolo della discussione, pare che Freud non sià tanto attuale. La domanda è: c'è realmente il rischio che la gente, per vari motivi che non sto qui ad elencare, si butti su altre psicoterapie, trascurando la psicoanalisi e la psicodinamica? E' possibile che Freud cada in disgrazia?

  2. #17
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Credo di sì. Ma penso anche che dimenticare Freud sarebbe un errore. Molte sue concezioni sono oggi datate, appartengono a modelli della mente di tipo deterministico, che hanno poco spazio anche nella psicoanalisi attuale. Ma - indipendentemente dalla validità delle teorie freudiane - l'attenzione posta da questo autore alle dimensioni nascoste della mente credo non vada dimenticata.
    E io penso che uno dei punti di forza delle teorizzazioni psicoanalitiche (e con questo intendo l'ampio spettro di terapeuti che va da Freud a Bion a Green e molti altri) stia nel tentativo della psicoanalisi di rendere conto dei legami e dei collegamenti tra psiche e soma. Non solo (o non tanto) nella patologia, ma nello sviluppo e nella crescita dele persone.
    Molte altre teorie degli e sugli esseri umanio hanno prodotto forme terapeutiche valide ed efficaci, ma poche hanno tentato di discutere del legame tra corpo fisico e corpo psichico e, per quanto ne so, nessuna è riuscita a porsi questo interrogativo con la forza delle correnti psicoanalitiche.
    Freud è stato seppellito molte volte, ma ogni volta è stato necessario riesumarlo. Per accorgersi che era stato seppellito vivo e vegeto.
    La discussione è aperta.
    Ciao e buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #18
    ...come dice James Haley "la Psicoanalisi è come l'invenzione del martello...ancora non è stato trovato uno strumento analogo più funzionale" ... per dire che non esiste una terapia migliore o superabile dalle altre a mio parere; esistono le aspettative del paziente, il suo problema, il suo modo di percepire gli obiettivi...quindi possono esserci persone più interessate ad uscire fuori da un sintomo che le imprigiona e che pertanto saranno più interessate ad un trattamento cognitivo-comportamentale, altre che invece sono interessate all'introspezione analitica ecc.
    Ogni modello psicologico è inoltre portatore di una specifica e unica teoria della personalità, del sintomo, e della relazione tra queste dimensioni. Il paziente deve essere informato sugli obiettivi e sulla modalità di trattamento e il terapeuta deve avere anche la serietà di inviare la persona ad un collega di altro indirizzo se lo ritiene più funzionale ed adatto (a me è capitato di inviare una persona ad una collega cognitivo-comportamentale e il problema della paziente è stato risolto secondo le sue aspettative!)
    Insomma non credo in questa disgrazia della psicoanalisi tout court, ma credo nell'evoluzione delle teorie, nell'integrazione e nel dialogo tra modelli differenti (vedi Wachtel che coniuga il modello analitico alla sistemica per esempio).

    Lunga vita alla Dinamica!!!
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
    ....."MORBOSOooo"
    "Amo il rigore Bauhaus...cravattina nera, camicia bianca...stailosisssima"

    "...mi disturbi esteticamente..."

    http://www.radiodd.com

  4. #19
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
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    Perfetto, mi fa piacere aver solleticato le opinioni e le menti di qualcuno. A questo punto faccio un ulteriore passo in avanti e propongo un'altra domanda, forse di natura meno teorica, ma più concreta...al giorno d'oggi allora conviene intraprendere una formazione dinamica? O si rischia poi di rimanere con un pugno di mosche in mano per il futuro? Insomma, dopo taaaanta fatica per diventare psicoanalisti, non è che poi si scopre che i pazienti preferiscono per le terapie brevi? Al di là della passione per la psicodinamica, il gioco vale la candela? Capisco che ognuno deve pensare alla propria realizzazione, ma si deve anche pensare alle opportunità che gli si aprono...

  5. #20
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da psicofreud
    ...al giorno d'oggi allora conviene intraprendere una formazione dinamica? O si rischia poi di rimanere con un pugno di mosche in mano per il futuro?...
    Rigiro la domanda: ma al giorno d'oggi (e varrebbe in qualunque epoca storica), conviene ancora intraprendere una formazione da psicologi, ingegneri, muratori, idraulici, operai...? O non sarebbe meglio leggere le carte, interpretare i fondi di caffé, comperare 6 televisioni, giocare in borsa, vendere armi...?

    Provo a complicare la domanda: Conviene a chi? A chi questa formazione la intraprende (l'analista)? Al paziente? Alle scuole di formazione? Alla società? Alla conoscenza?

    Vediamo che si dice.

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #21
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
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    emilia romagna
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    La mia domanda si fondava sul dubbio se al giorno d'oggi la gente è ancora disposta ad intraprendere terapie lunghe e quindi più costose, come quelle psicodinamiche. Per questo chiedevo se al giorno d'oggi conviene optare per una formazione psicodinamica. Il criterio della convenienza è dato solo dalla possibilità o meno di avere poi, una volta affermati, un discreto numero di pazienti. Spero ora la domanda sia più chiara

  7. #22
    Dunque io parlo per la mia esperienza: ho intrapreso un'analisi Junghiana che prosegue tutt'ora , 1 volta a settimana, e ora è didattica-supervisione. Al momento di scegliere la scuola di Spec mi sono informata da docenti e colleghi che frequentavano le scuole dinamiche tipo SPI, AIPA e altre.
    Non mi è piaciuta l'impostazione: moltissima teoria, studio dai testi (che posso fare anche da sola e con la supervisione!!) monte ore di analisi pre istrizione e post enorme! (con relativo stipendio mensile per minimo 2/4 sedute a settimana!).
    Ho parlato con il mio analista e con un doceente di psico Dinamica che mi hanno sconsigliato qesto tipo di scuole (confermando la mia idea di base)...il Prof in particolare ha messo l'accento sull'analisi personale e sulla supervisione come elemento base e fondante dell'"apprendista stregone".
    Quindi alla fine ho scelto una scuola strategica integrata: coniuga la dinamica il costruttivismo e la sistemica. Sicuro è una scelta che da meno confini netti per un modello psicologico ma mi trovo bene rispetto ai miei desideri e aspettative. La mia supervisione la continuo a fare con l'analista junghiano.
    E trovo molto utile come ho già detto poter vedere e apprendere "tecniche e strategie" mutuate da altri punti di vista psicologici.
    E' estremamente difficile permettersi un'analisi a 5 volte a settimana!!! conosco persone che l'hanno fatto e sono ottimi professionisti che non sono più preparati ma preparati diversamente.
    Se una persona crede, apprezza e si può pagare una formazione di questo tipo che lo faccia! L'importante è trovare un modello che si trova congeniale alle proprie capacità, modo di vedere la terapia ecc.
    Per quanto riguarda i pazienti...io vedo che lavorano gli analisti e terapeuti bravi di tutti le scuole...anche se è sempre più difficile...voglio essere ottimista!
    Ciao ciao e grazie per questa discussione!
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  8. #23
    Johnny
    Ospite non registrato
    scusate ma non esistono terapie brevi anche nella psicoanalisi? cioè, mi riferisco alla terapia psicanalitica a breve termie, in cui si volge l'attenzione solo all'area conflittuale del paziente, senza "approfondire" troppo ?

  9. #24
    Originariamente postato da rasputin
    scusate ma non esistono terapie brevi anche nella psicoanalisi? cioè, mi riferisco alla terapia psicanalitica a breve termie, in cui si volge l'attenzione solo all'area conflittuale del paziente, senza "approfondire" troppo ?
    Ciao di nuovo Rasputin! dunque esistono scuole di psicoterapia dinamica breve (a Roma conosco quella di Gilleron...lui è molto bravo) ...però penso che bisognerebbe interrogarci sul "timore di approfondire troppo".
    Cioè mi sembra che oggi sia un dictat quello di fare terapie brevi, sintomatiche e che non scavino troppo!
    Perchè abbiamo paura di non trovare i pazienti motivati a fare un lavoro sul profondo? perchè non sono utili? o altri sono i motivi?
    In genere tutti (o quasi) i terapeuti sono stati a loro volta pazienti che hanno scelto un approccio rispetto ad un altro...lo stesso faranno le persone che diventeranno i nostri pazienti.
    E poi dipende anche dal tipo di disturbo che la persona lamenta...se è circoscritto va anche bene fare un lavoro focale...ma laddove ci sia un disturbo più pervasivo allora come si fa a mettere confini netti al cosa e come e in quanto curare? quando cioè gli obiettivi sono tanti?
    Sono tutte domande che mi pongo e vi rigiro se ne avete voglia! ciaooooooooooooooo
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  10. #25
    Johnny
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da castagna
    ...però penso che bisognerebbe interrogarci sul "timore di approfondire troppo".
    Cioè mi sembra che oggi sia un dictat quello di fare terapie brevi, sintomatiche e che non scavino troppo!
    Perchè abbiamo paura di non trovare i pazienti motivati a fare un lavoro sul profondo? perchè non sono utili? o altri sono i motivi?
    x esempio penso x motivi di soldi....
    è bello e affascinante fare un'analisi approfondita su di sè, è un'esperienza che apre 1000 orizzonti ...ma chi li trova i soldi?

  11. #26
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    ciao ragazzi , mi attanaglia un dubbio. Secondo voi c'è contraddizione nel fatto che un terapista del profondo lavori in enti pubblici?
    Naturalmente in questo dubbio ho una mezza risposta. Uno psicoanalista freudiano lavora in un consultorio familiare. Nel momento in cui dovesse mettere in pratica il modello classico terapeutico, ad un certo punto si ritroverebbe 'congelato' con un tot. (pochi) di pazienti per anni in una struttura che usa come parametro di valutazione e funzionalità il numero di terapie e utenti per anno. Fra l'altro, conosco colleghi che effettuano analisi come specializzandi proprio in strutture pubbliche per ovviare il discorso economico (gistamente se c'è la possibilità). Cosa ne pensate?

  12. #27
    Originariamente postato da Accadueo
    ciao ragazzi , mi attanaglia un dubbio. Secondo voi c'è contraddizione nel fatto che un terapista del profondo lavori in enti pubblici?
    Naturalmente in questo dubbio ho una mezza risposta. Uno psicoanalista freudiano lavora in un consultorio familiare. Nel momento in cui dovesse mettere in pratica il modello classico terapeutico, ad un certo punto si ritroverebbe 'congelato' con un tot. (pochi) di pazienti per anni in una struttura che usa come parametro di valutazione e funzionalità il numero di terapie e utenti per anno. Fra l'altro, conosco colleghi che effettuano analisi come specializzandi proprio in strutture pubbliche per ovviare il discorso economico (gistamente se c'è la possibilità). Cosa ne pensate?
    Eccomi! Ciao!
    Penso che l'approccio analitico sia conciliabile con le strutture pubbliche: conosco diversi analisti che ci lavorano (anche con adolescenti). Chiaramente i parametri dello studio privato e delle ASL sono diversi: nel pubblico bisogna rapportarsi con un bacino di utenti molto più ampio e "grave", i tempi delle terapie devono essere limitati (entro 2 anni in genere!), pagamento o meno del ticket ecc.
    Quindi anche il lavoro con il paziente si modula intorno a queste esigenze: in genere l'analisi verte intorno al conflitto centrale per i casi dello spettro nevrotico (quindi si può lavorare anche nell'arco di un anno se va bene), mentre nei casi al limite, dist. personalità e oltre si lavora in equipe e quindi i tempi della terapia posso essere più lunghi.
    Questi analisti quindi hanno lo stesso numero di pazienti degli altri psicologi/psichiatri. Certo non si parla di analisi classica, ma più che altro di terapia "focale"...e in fondo l'invenzione delle analisi che durano anni e secoli non è nè di Freud nè di Jung (in genere duravano mesi, anche se c'erano a dire il vero più incontri a settimana!)...e concordo sull'idea che mandare avanti terapie di nevrotici per decenni sia poco utile al paziente (diverso il discorso per i casi più gravi).
    E poi...su quale lettino li potrebbe far sdraiare i pazienti l'analista nella Asl???...uno psicologo aveva proposto di sfruttare il lettino per le partorienti!!!
    ciaooooooooooooooo
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  13. #28
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    a parte gli scherzi una mia tirocinante (che è ipnotista) ha una di quelle poltrone utilizzate per il corso al parto nello studio

    Un po per racconti, un po per colleghi che ho conosciuto mi è parso che ci sia la tendenza da parte degli appassionati del profondo, che lavorano in strutture pubbliche, ad essere istruttivi e direttivi nella relazione con l' utenza. Che questo modo di operare (per carità, risulta con una certa utenza perfettamente funzionale) sia scattato proprio per la mancanza di tempo?

  14. #29
    Johnny
    Ospite non registrato
    Lacan era famoso per le sue sedute brevi e per la possibilità dello psicologo di interrompere la seduta in qualsiasi momento.
    Al giorno d'oggi, non sarebbe un approccio che si combina bene con la mancanza di tempo da parte degli operatori che lavorano nelle strutture pubbliche!!????

  15. #30
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    rasputin io ricordo che Lacan era famoso perchè non si capiva una mazza di quello che scriveva... come me del resto . Per il resto, non so se considerare la possibilità dello psicologo di interrompere la seduta in qualsiasi momento come un punto di forza o di debolezza... ti ricordi, epistemologicamente parlando, perchè afferma ciò?

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