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Discussione: Modello di Mattioli

  1. #16
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da vincentvang
    se vai a rivedere le vecchie discussioni io avevo parlato con lui di cervello, ma per lui le doux era un mercenario delle case farmaceutiche come del resto Nico e tutto il forum di ops....
    sei ingiusto, aveva anche detto qualcosa di più concreto..


    Originariamente postato da vincentvang
    d'altra parte io sono psicologo per me sono due livelli diversi quello biologico e quello psicologico.... io parlavo di psicologia....
    l'idea che le emozioni sono due in psicologia non ci sta.... se vedrai pazienti capirai che le emozioni che ti portano sono tante e l'uomo non funziona con il codice binario....
    dire che le emozioni sono 2 non significa che non ci siano sfumature...
    se le vuoi capire le capisci, non c'è bisogno che te le spiego io ste cose...
    se vai nella stanza dei sogni ti accorgerai che le persone funzionano con il codice binario ...essendo io uno di quei pazienti lo so


    Originariamente postato da vincentvang
    sul fatto che nessuno voleva parlare con lui... direi che fosse per il fatto che si poneva in un modo veramente intollerabile.... ci vuole anche pazienza e umiltà... manco fosse un premio nobel... Io avevo come professore di fondamenti Rizzolatti che è o è stato candidato al nobel per i neuroni mirror e mai l'ho visto porsi con studenti in modi così sgarbati pur essendo noi una manica di ignoranti....
    tu butti li la storia dell'ippocamo.... mi verrebbe da rispondere e quindi? io non ho mai capito come funziona la sua psicoterapia! a un certo punto mi ha rotto proprio le palle ma all'inizio non ero prevenuto...
    cmq se si vuole proporre un nuovo approccio, come lui sosteneva, secondo me bisognerebbe avere un po' di umiltà.... tu che dici?

    Avrà i suoi buoni motivi se propone il suo modello con tanta decisione... non sta a me giudicare, non conosco la sua storia.. era la prima volta che entrava in un forum e si poneva come se si fosse faccia a faccia, in un'accesa discussione... purtroppo non tutti hanno capito i suoi modi...
    La sua psicoterapia è una psicologia analitica che cerca di individuare le componenti paradossali, istintive, trucide della personalità... anche e soprattutto attraverso l'analisi fenomenologica del sogno visto come segnale di pericolo nei confronti di un desiderio rimosso trucido, paradossale, connotato cioè da sentimenti di rabbia, vendetta, rivalsa, riscatto, sfida...
    nella stanza dei sogni ci sono diversi esempi nelle ultime 3-4 pagine, sogni che ho provato a comprendere dalla sua prospettiva.
    PS: il mio psicologo segue il suo modello..


    Originariamente postato da vincentvang
    è vero che qui ogni tanto si fa gli sbruffoni ma si citano autori con una certa storia e riconosciuti dalla comunità internazionale.... e mattioli? uno che si mette a litigare con studenti o neo laureati invece di andare a convegni? boh...
    tiene anche convegni...


    Originariamente postato da vincentvang
    poi mi sono rotto di parlare di lui.... e vista la mia assenza mi son perso pure letizzetta... ma soprattutto il mio caro nemico SANTIAGO dov'è????? faccio un appello! va beh sono andato ot ma perdonatemi è venerdì sera, domattina mi alzo alle 7 per andare a verona a fare un week end di lezione.... va beh la pianto!

    Santiago non si è più sentito poco dopo l'arrivo di Letyzzetta...
    ciao ...e siccome prevenire è meglio che curare... ti voglio bene!

  2. #17
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da vincentvang
    Sì ma io mordo si possono spendere i soldi per un libro di mattioli? piuttosto li bevo....
    io vorrei comprarmi quello delle linehan e quello di gavin andrews ma devo fare un mutuo...
    sei proprio bastardo dentro

  3. #18
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da vincentvang
    però ho letto delitto e castigo e penso che spieghi il senso di colpa meglio di qualsiasi manuale di psicologia....
    Ciao! avete festeggiato S.Patrizio?

    Comunque: geniale Dostoevskij.Ho letto poco tempo fa "l'idiota" che mi sembra una descrizione perfetta di alcuni disturbi di personalità.
    In cima a tutti gli scrittori metterei però Borges: leggendolo si può capire esattamente cosa sia il costruttivismo.

    Sentite,non vorrei alimentare ulteriormente l'idea di una congiura cognitiv-pischiatrico-farmaceutico-universitario-internettistica contro la teoria di Mattioli,ma non sarebbe il caso di fare un thread apposito sulla teoria di Mattioli e parlare di altro negli altri thread?
    Almeno ora che ci siamo lasciati alle spalle l'ombra della congiura cognitiv-psichiatrico-farmeceutico-fascista contro la psicoanalisi di letyzzettiana memoria

    Abbiamo da poco passato le idi di marzo e mi viene in mente il tema della congiura

  4. #19
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
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    Originariamente postato da io mordo


    Purtroppo Mattioli non è più su internet ora ma la verità è che quando fino a poco fa era ancora in girata nessuno si è azzardato a parlare di cervello con lui... anche a me questo fa un po' strano... lui è sempre stato disponibile al confronto con chiunque ma nessuno lo ha ritenuto necessario... e se fosse ancora su psiconline.it dubito che qualcuno si sarebbe interessato al suo modello, che avrebbe criticato Mattioli personalmente... di solito quando si stringe dicono tutti che non sono interessati... pure Letyzzetta (alias Sigismonda) dall'alto della sua identità di psicoanalista della spi non ha avuto il coraggio di confrontarcisi, nemmeno di fronte ad una richiesta esplicita... chissà, forse riteneva che gli utenti di ops fossero più preparati e che fosse più interessante il dibattito con loro? mi vien da ridere... pure questo mi fa un po' strano... va beh..

    marco ma tu dimmi che confronto può mai esserci tra mistermedicosotuttoio e me...
    insomma non ho mica tale capacità di districarmi tra i circuiti cerebrali, qualunque cosa (cavolata o meno ) mi verrebbe a dire, dovrei solo dire" grazie assimilo..."
    io per conferme o sconferme mi riferivo solo in ultima analisi alle battute che possono nascere tra gli utenti di un forum...
    quello che ho in mente è la falsificazione scientifica così come accade in tutti gli ambiti...qualcuno ( tenendo fuori sia mattioli sia il tuo psicologo grazie ) che "prenda" un tronco encefalico,
    ripeta i suoi esperimenti...e vediamo un pò che ne esce fuori.
    non ho pregiudizi credimi, e non c'entra per niente il peggior sordo
    anzi se esistesse una forma di psicoterapia che trova ragion d'essere in funzione del nostro sistema nervoso...la cosa sarebbe veramente appetibile per me
    e poi come ha fatto giustamente notare Parsifal di Mattioli se ne parla, e anche troppo (che partecipasse a convegni non me l'aspettavo...sarò più attenta )

    per una cosa ti do ragione...sarebbe stato interessante leggere uno scambio di idee mattioli-letyzzetta
    ma se lei se n'è tenuta alla larga... non credo proprio che sia stata questione di fifa...non la conosco, ma francamente non mi è mai sembrato che si tenesse i peli sulla lingua

    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  5. #20
    Johnny
    Ospite non registrato
    magari Mattioli c'è ancora a ha cambiato nik
    magari è...io mordo. oppure....parsifal...opppure è roropink...ma si ! è Roro!
    Roro sei Mattioli? confessa

  6. #21
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    e se Mattioli fosse Letyzzetta,poi Sigismonda? potrebbe essere un' unica entità che si reincarna in nuovi nick e che a volte si trova contemporaneamente in due corpi: in questo senso potrebbe anche esserci la possibilità che i due diversi corpi (o nick) non siano consapevoli di appartenere alla stessa entità e Mattioli e Letyzzetta potrebbero anche litigare tra loro
    Naturalmente questo è un discorso valido per tutti: forse io,rasputin e roropink siamo espressioni della stessa entità,ma inconsapevoli di coincidere:sarebbe buffo!magari io parlo con roropink senza sapere che roropink sono io ahahah che ridere
    Ultima modifica di Parsifal : 18-03-2006 alle ore 23.13.00

  7. #22
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    "Sbagli, parte dai suoi studi, l'analogia con la Klain l'ho fatta io per via del fatto che il riflesso di moro, che spiega bene il meccanismo del piacere paradossale, si protrae fino al quarto mese di vita circa, la sua durata coincide quindi con la posizione schizoparanoide"

    il riflesso di moro che spiega bene il meccanismo del piacere paradossale.....????
    si protrae con la posizione schizoparanoide????

    ragazzi, abbiate un po' di pazienza e datemi una spiegazione di quello che dite!
    schizo paranoide?
    il piacere paradossale?
    cosa è un paradosso?
    cosa è il piacere?
    cosa è un piacere non paradossale?

    vedete, se dobbiamo gareggiare a chi sia più ispirato poeticamente, siamo tutti dei fenomeni.
    se euclide è stato per duemila anni il padrone assoluto della geometria, non è perchè fosse un poeta. ma si basava su un sistema assiomatico, su delle definizioni, quindi su dei teoremi, su dei postulati, su di una epistemologia che implicava un concetto di universo piatto, senza rilievo, senza materia dire quasi.e gente com enewton o maxwell non è che si dilettavano di poesia facendo riferimento ad euclide, ma riconoscevano nel suo sitema un paradigma serio e fondato dalle osservazioni e dalle prove matematiche.

    bene. quando si menziona un concetto come piacere paradossale, abbiamo detto tutto e il contrario di tutto. cioè non sappiamo cosa stiamo dicendo.
    quando menzioniamo il concetto schiparanoide abbiamo detto un milione di cose che non servono a nulla.

    ripeto possiamo dire tutto quello che vogliamo e il contrario di tutto. ma diamone una definizione. ovviamente ciascuno propone una sua spiegazione che si fonda su una propria teoria. va bene. ma siccome non possiamo permetterci una confusione perenne, oltre chè dirne di tutti i colori, bisogna che forniamo concetti, metodologie, fonti, verfiche, condivise.
    se no, non facciamo altro che dire stupidaggini.

    non solo. per quanto questo fantomatico neurologo possa enunciare una teoria eccezionale, questa rimane sulla carta come un bell'inno ai rapiti catecumeni che l'hanno fatta propria. a noi, come psicologi responsabili, non ce ne può fregare un accidenti.

    quindi. se abbiamo cose interessanti da riportare, da denunciare, da poetare. per favore: diamone delle appropriate definizioni, bibliografie, verifiche, dati.

    poi alla fine possiamo dire tante stupidaggini. possiamo sorridere ("Magari la differenza sta solo nel fatto che il modello del Mattio non è rassicurante come quelli che stanno insegnando all'università... tra l'altro ci sono dei prof che insegnano le loro teorie penose giusto per pubblicare qualcosa riscuotendo gran successo"... santo cielo ma è superlativo....), possiamo essere comprensivi verso forme superiori di genio incompreso...........

    ma al momento poggiamo i piedi sul pianeta terra.


    ciaz

  8. #23
    Ospite non registrato
    marco, di' la verità, il Mattio ti paga delle mazzette per tirar fuori la sua teoria ogni volta che si fa una discussione in psicologia clinica o in psicoterapie...

    Ciao

    Ps: vi prego non vi arenate sul Mattio, se era bravo o cattivo, la discussione era così interessante!!

    By una che non scrive ma legge

  9. #24
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
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    Originariamente postato da rasputin

    Roro sei Mattioli? confessa
    uddiuuuuuu mio
    ho bazzicato un pò tra voi ...mi avete scoperta
    e mò che faccio ?
    intanto auguriamo al mattioli una felice festa del papà
    in fondo siamo suoi figliocci...
    cascati un pò tutti nel paradossale


    buona domenica
    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  10. #25
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da neuromancer
    "Sbagli, parte dai suoi studi, l'analogia con la Klain l'ho fatta io per via del fatto che il riflesso di moro, che spiega bene il meccanismo del piacere paradossale, si protrae fino al quarto mese di vita circa, la sua durata coincide quindi con la posizione schizoparanoide"

    il riflesso di moro che spiega bene il meccanismo del piacere paradossale.....????
    si protrae con la posizione schizoparanoide????

    ragazzi, abbiate un po' di pazienza e datemi una spiegazione di quello che dite!
    schizo paranoide?
    il piacere paradossale?
    cosa è un paradosso?
    cosa è il piacere?
    cosa è un piacere non paradossale?

    vedete, se dobbiamo gareggiare a chi sia più ispirato poeticamente, siamo tutti dei fenomeni.
    se euclide è stato per duemila anni il padrone assoluto della geometria, non è perchè fosse un poeta. ma si basava su un sistema assiomatico, su delle definizioni, quindi su dei teoremi, su dei postulati, su di una epistemologia che implicava un concetto di universo piatto, senza rilievo, senza materia dire quasi.e gente com enewton o maxwell non è che si dilettavano di poesia facendo riferimento ad euclide, ma riconoscevano nel suo sitema un paradigma serio e fondato dalle osservazioni e dalle prove matematiche.

    bene. quando si menziona un concetto come piacere paradossale, abbiamo detto tutto e il contrario di tutto. cioè non sappiamo cosa stiamo dicendo.
    quando menzioniamo il concetto schiparanoide abbiamo detto un milione di cose che non servono a nulla.

    ripeto possiamo dire tutto quello che vogliamo e il contrario di tutto. ma diamone una definizione. ovviamente ciascuno propone una sua spiegazione che si fonda su una propria teoria. va bene. ma siccome non possiamo permetterci una confusione perenne, oltre chè dirne di tutti i colori, bisogna che forniamo concetti, metodologie, fonti, verfiche, condivise.
    se no, non facciamo altro che dire stupidaggini.

    non solo. per quanto questo fantomatico neurologo possa enunciare una teoria eccezionale, questa rimane sulla carta come un bell'inno ai rapiti catecumeni che l'hanno fatta propria. a noi, come psicologi responsabili, non ce ne può fregare un accidenti.

    quindi. se abbiamo cose interessanti da riportare, da denunciare, da poetare. per favore: diamone delle appropriate definizioni, bibliografie, verifiche, dati.

    poi alla fine possiamo dire tante stupidaggini. possiamo sorridere ("Magari la differenza sta solo nel fatto che il modello del Mattio non è rassicurante come quelli che stanno insegnando all'università... tra l'altro ci sono dei prof che insegnano le loro teorie penose giusto per pubblicare qualcosa riscuotendo gran successo"... santo cielo ma è superlativo....), possiamo essere comprensivi verso forme superiori di genio incompreso...........

    ma al momento poggiamo i piedi sul pianeta terra.


    ciaz

    Ciao!
    ma stavi rivolgendoti a te stesso?? cavoli! sembrava un'autocritica veramente
    qua siamo già sulla terra!! ti aspettiamo!

    Ho paura che sia troppo per te ma ti riporto degli stralci di 2 pubblicazioni di Mattioli... divertiti





    “La nuova frontiera della psicoanalisi: l’emozione si fa scienza.” Borla. Il modello del Codice Binario presentato nella sua forma scientifica di base che viene correlato con la teoria del pensiero di Bion.

    “Il pionerismo in agro pontino” Edit. S.E.N.O. Roma. Il modello descritto nella “nuova frontiera delal psicoanalisi” trova la sua applicazione in una scelta di campo che studia i fenomeni di gruppi, viene analizzato un gruppo particolare, “il pionersimo” dimensione sociale tipica e altamente condizionata dalla soglia psicologica.



    Ne segue la sintesi:

    “L’emozione si fa scienza”


    Parole chiave: teoria dualistica, emozione, sentimenti, affetto, istinto, trucido, soglia cerebrale, piacere paradossale, sistemi integrati antagonisti, psicosomatica, cefalea, epilessia.


    Con “La nuova frontiera della psicoanalisi: l’emozione si fa scienza” Edit. Borla 2000.è stato offerto al pubblico un aggiornamento sulla componente biologica relativa alla teoria strutturale del modello psicoanalitico. Si tratta dell’evoluzione del prototipo presentato da Freud nel 1895: oggi abbiamo la conferma che con “Il Progetto di una psicologia” sono stati anticipati i criteri clinici di una teoria strutturale della mente, espressione del cervello e non di strutture ineffabili come l’anima o lo spirito. Infatti la teoria biologica è stata pensata da Freud perchè dualistica in quanto riconoscibile nel processo primario e secondario. Gli sviluppi successivi appartengono alle opere di M. Klein e di W. Bion: l’applicazione clinica ne rappresenta, ancora oggi, il più aggiornato, se non l’unico, approccio terapeutico alle psicosi. Le novità e l’evoluzione strutturale del dualismo sono state, per quanto concerne la Klein la posizione schizo paranoide/depressiva; e per Bion la personalità psicotica/non psicotica. Il contributo che si propone oggi prosegue l’iter freudiano e tenta di colmare una lacuna: permettere di riconoscere la matrice neurobiologica, si tratta di dare significato a un valore che origina dai livelli delle soglie emozionali sino alla formazione dei sentimenti. Dobbiamo riconoscere che sinora le speculazioni teoriche hanno considerato l’emozione come un mosaico policromatico che si perde nelle complesse classificazioni filosofiche e socioculturali. In realtà l’emozione è espressione e di competenza della biologia: si descrive la nuova frontiera. La psicoanalisi nasce come disciplina scientifica perché appartenente in massima parte alla medicina (teoria dualistica), ed integra le conoscenze sul funzionamento cerebrale (di competenza delle neuroscienze) con l’umanesimo (psicologia, etnologia, antropologia, ecc.).
    La novità dunque riguarda il concetto del valore soglia: deriva dall’alta riproducibilità dei risultati sperimentali e clinici. Il valore soglia è riconosciuto come la peculiarità del cervello animale che sinora è stato sempre evocato, ma poi, nei fatti, considerato ineffabile e sfuggente: trova ora un ruolo emblematico nella risposta paradossale dimostratta con gli studi di Mattioli. Si parte dalla constatazione che l’attività cerebrale, e di conseguenza l’attività mentale che ne consegue, è risultante dall’attività di due Sistemi Aspecifici (Diffusi o Intermediari) Antagonisti Integrati: essa rappresenta la base di qualsiasi iniziativa. La comunicazione e il carattere dell’espressione dei sistemi viene riconosciuto nell'interfaccia del linguaggio emotivo o sentimentale, e come accade in biologia attraverso l’applicazione di un codice binario. I sistemi aspecifici antagonisti includono il cervello limbico: area che ora viene ad essere ridefinita rispetto alla versione antica e inadeguata offerta da Mc Lean e successivamente da Gloor. Il cervello limbico è tale perché composto da due strutture che appartengono alle due emozioni antagoniste e integrate. La funzione determinante neurologica dell’integrazione consiste nella possibilità di interfacciare i dati sensoriali delle emozioni con gli altri sistemi cerebrali. Il cervello limbico è composto dalla sostanza grigia periacqueduttale (Central Grey Matter CGM o PAG) per l’emozione innata del dolore e dall’area settale per l’emozione antagonista e acquisita del piacere, le due aree sono interconnesse ( o integrate attraverso l’FBM o fascicolo prosencefalico mediale). L’ emozione innata, è il dolore, ed è la meglio strutturata filogeneticamente , mentre l’altra, acquisita, del piacere, è condizionata dall’ apprendimento e dall’ambiente. Per quanto riguarda l’integrazione operante o interfaccia come esempio può essere utilizzato il rapporto esistente fra il sistema motorio e sistema emotivo: nella postura della flessione è rappresentato o interfacciato il dolore mentre nella postura dell’estensione il piacere. Un soggetto che assume spontaneamente la postura della flessione possiamo affermare che percepisce (spontaneamente) l’emozione del dolore. Seguendo con tale metodologia lo sviluppo della ricerca i risultati hanno portato alla creazione di un modello neurologico che riconosce quattro stadi di funzionamento o livelli di livelli di soglia .

    In sintesi:

    I° livello: o presenza nel mondo, rapporto di relazione con equilibrio ambientale (omeostasi);
    II° livello: crisi della presenza nel mondo, presenza di riflessi limbici o di evitamento; attivazione vegetativa (inizia con l'attivazione del simpatico e successivamente con reclutamento del parasimpatico)
    III° livello: crisi convulsiva o antidepressivo biologico quale evitamento dalla crisi della presenza nel mondo (inizia a livello di eeg con le onde lente e successivamente con le polipunte diffuse);
    IV° livello: coma reversibile, annullamento come estrema difesa dalla crisi della presenza nel mondo (inizia con le onde lente diffuse sino al tracciato piatto).
    E’ un modello neurologico che utilizza il valore delle soglie e viene applicato nello studio delle emozioni e dei sentimenti per poi essere correlato con i contributi derivanti dalle scienze umanistiche (psicologia, antropologia, etnologia, etologia). I quattro livelli dimostrano che la seconda, terza e quarta soglia rappresentano dei riflessi di evitamento del tronco cerebrale: il loro studio sperimentale permette, per esempio, di valutare la potenza di sostanze framacologiche che si ritengono attive sul cervello (analgesici, antiepilettici, ecc.). Si ribadisce, tanto per fare uno dei possibili esempi, che l’applicazione di tale metodologia sperimentale offre la possibilità di valutare sia l’efficacia e sia la potenza di un farmaco analgesico o antiepilettico o di un antidepressivo. Per quanto riguarda invece l’estensione dei risultati sperimentali con i contributi umanistici particolare enfasi è stata data all’opera di Ernesto de Martino. Il contributo che ne rappresenta poi l’aspetto originale dell’intera opera consiste nella possibilità di valutare cosa possa accadere a livello delle soglie dei sistemi aspecifici cerebrali. Infatti è stato osservato che nel momento in cui si raggiunge la saturazione del sistema del dolore (emozione innata) un’ulteriore sollecitazione (dolorosa) è in grado di provocare, automaticamente, una risposta paradossale di piacere. Per darne una espressione estesa e fruibile sul piano della comprensione del piacere paradossale viene proposto il termine di trucido. In sostanza: il sistema emotivo, è espressione del dualismo biologico ed è composto dal dolore e dal piacere. L’emozione del dolore appartiene all’innato o genetico: infatti risulta essere meglio strutturata filogeneticamente ed è riconoscibile nell’attività di soglia delle strutture del tronco cerebrale; mentre l’emozione del piacere, appartenente all’acquisito, risulta condizionato dall’ambiente e dai legami ed è identificabile nell’attività di strutture più evolute del prosencefalo basale (settale). I sistemi dolore/piacere rappresentano l’espressione di nuclei cerebrali noti e strettamente correlati con gli altri sistemi, come per esempio con il sistema motorio della flessione/estensione; rispettano le leggi relative ai valori delle soglie adattative biologiche e rappresentano l’evoluzione del dualismo freudiano del processo primario e secondario.
    Una volta che si raggiunge l'unanime accordo riguardante il dato che tutti i comportamenti adattativi, appartenenti al repertorio del congenito o dell’acquisito (come per esempio i Modelli Operativi Interni di Bolwby), sono finalizzati al raggiungimento del soddisfacimento o al sollievo, il contributo di Mattioli diventa attuale e semplificativo: riconoscere due forme di soddisfacimento possibili per il cervello animale e umano. La matrice neurobiologica attraverso la combinazione dei valori della soglia emotiva, porta alla formazione di due forme di sentimenti piacevoli: il primo legato alla tolleranza della frustrazione e alla formazione del legame o funzione alfa (di W. Bion) o posizione depressiva (di M.Klein), che consente il piacere affettivo e la simbolopoiesi. Il secondo tipo di soddisfacimento avviene solo attraverso la saturazione del sistema della precarietà ed è riconoscibile per la scarsa capacità simbolica e consiste dell’intolleranza della frustrazione descritta anche come funzione beta (Bion) o posizione schizo paranoide (Klein): una condizione automatica che ora viene descritta come piacere istintivo o paradossale. Sul piano clinico il piacere paradossale si riconosce nell’euforia della rabbia, della sfida, della vendetta o della rivalsa e riconoscibile nell'attrazione per il sentimento del trucido. Si tratta di un risultato reso possibile da soglie adattative automatiche prodotte dal tronco cerebrale, facilitate per l’intensa sollecitazione spiacevole che si traduce alla fine in piacere paradossale. L’intimo processo neurobiologico di interfaccia che lo provoca è da considerarsi equivalente alla reazione motoria del riflesso di Moro (Fig.1 A e B) e per molti aspetti ai riflessi condizionati di Pavlov. Segue ora la rappresentazione reale e schematica (in veste grafica) delle due varianti motorie della reazione di Moro.





    Figura. 1 A
    A: Riflesso di Moro variante in estensione nel neonato. Se stimoliamo il neonato libero con un movimento improvviso di elevazione egli allargherà le braccia in estensione. Segue ora la rappresentazione grafica della reazione di Moro.



    Figura. 1 B: rappresentazione grafica delle varianti della reazione di Moro.


    a)il neonato per la sua condizione innata assume la postura della flessione espressione ed equivalente dello stato di precarietà (dolore) rappresentata da un contenitore pieno.
    Il sistema rappresentato nella figura è equiparato a un contenitore o sistema della flessione/dolore è in uno stato di saturazione, completamente pieno, mentre il contenitore del piacere/estensione è vuoto.
    b) la freccia rappresenta una ulteriore sollecitazione che può essere una sensazione di cadere, un rumore improvviso, ecc. La stimolazione appartiene al codice del dolore e pertanto trovando il sistema saturo, perché totalmente operativo, provoca il reclutamento del sistema antagonista. Da qui la risposta in estensione, una risposta allarmante - dolorosa si traduce in una reazione paradossale estensoria.
    c) se il neonato si tiene già a qualcosa, ha in pratica un contatto (con un panno: tipo coperta di Linus) che gli procura il sollievo dallo stato di precarietà, il sistema del dolore si troverà in una posizione insatura.
    d) se ripetiamo quanto avvenuto in b la stimolazione troverà un livello di soglia modificato, il livello di saturazione essendo ridotto non permetterà la reazione paradossale in estensione ma si rinforzerà in flessione.
    La seconda variante della reazione di Moro dimostra che il contatto ha modificato il livello di soglia del sistema della precarietà non permettendo di raggiungere il livello di saturazione indispensabile per realizzare la risposta paradossale in estensione della prima variante della reazione. E’ diventato operativo un modulo comportamentale adattativo risultante dal livello di soglia del tronco cerebrale che alla nascita risulta essere dominante. Anche la presenza dei riflessi oculocefalici, della gabella, dei punti cardinali, del magnete, di fuga, della marcia automatica, come pure la risposta (paradossale) bradicardia appartengono allo strumentario della semiologia clinica utile nella diagnosi dello stato di maturità del neonato. I riflessi sinora menzionati si ottengono sino a quattro - cinque mesi.
    Si insiste nel richiamare l’attenzione sulla reazione di Moro: perchè rappresenta la dimostrazione pratica ed empirica dell’esistenza della matrice neurobiologica necessaria alla risposta paradossale ed è la conferma dell’esistenza dei valori delle soglie dei sistemi antagonisti integrati. Il concetto del valore soglia si riconosce nella matrice biologica riguardante la nozione di Bolwlby sui Modelli Operativi Interni e sulle teorie di Stern di Rappresentazione delle Interazioni successivamente Generalizzate. Se proviamo ad analizzare, attraverso l’uso del codice binario di interfacciamento, anche i riflessi condizionati di Pavlov scopriamo che il riflesso si instaura perché il cane condizionato confonde, paradossalmente, il suono del cicalino (stimolo condizionante) con la scodella piena di cibo. Ne consegue che il riflesso condizionato è da ritenersi equivalente alla risposta paradossale. Sul piano dell’apprendimento, della reiterazione dell’evento, si potrebbe ipotizzare l’esistenza del precursore biologico della rimozione nel riflesso condizionato. Lo scenario neurologico è descritto come formativo della nuova frontiera della psicoanalisi: si rappresenta attraverso l’applicazione di un modello completo sia sul piano metodologico e sia per l’approccio empirico biologico utilizzato. Particolare attenzione viene data al significato del sintomo sine materia o Sintomo Psicosomatico SP (cefalea, depressione, attacchi di panico, sintomatologia depressiva, fobica, compulsiva, alextimia, ecc.) e in maniera singolare al sogno. Il sogno ora viene descritto, nel codice binario o interfaccia dei dati sensoriali/emotivi, come equivalente del sintomo e pertanto non più valutato come valvola di scarico o espressione di forze oscure, irrazionali o malefiche. La proposta scientifica ora si compone su un piano diverso: i risultati della ricerca descrivono il sogno come il segnale di pericolo (SP) nei confronti di un desiderio rimosso. Il sogno come guardiano del sonno diventa un concetto datato e superato. Il sonno, dunque, non più necessario per iposare, ma ora la sua funzione è diversa: consentirebbe invece al cervello di processare o archiviare, attraverso il codice binario, ciò che è stato assorbito, recepito e appreso nel corso della giornata. Il sonno diventa la metafora relativa alla chiusura al pubblico di un’attività commerciale. Il sonno come funzione fisiologica necessaria per effettuare l’inventario: un’operazione che serve per i contenuti dell’archivio necesario alla formazione della memoria autobiografica. In sostanza l’applicazione del modello permette un aggiornamento della teoria relativa alla somatizzazione. Ne consegue che tale sintomatologia, sul piano tecnico terapeutico, è esclusivamente trattabile, e per certi versi risolvibile, solo attraverso un approccio che utilizza il modello psicoanalitico. La psicoterapia delle somatizzazioni non è consigliabile con l'applicazione di criteri cognitivi comportamentali, perchè risulterebbe, nella maggioranza dei casi, deleterio. Inoltre si ribadisce, qualora ve ne fosse bisogno, che il trattamento con sostanze farmacologiche, che alterano la soglia di percezione dei segnali di pericolo prodotti dal tronco cerebrale, è sconsigliabile per lunghi periodi, in quanto essendo sintomatici non sono terapeutici. Anche le strategie comportamentali sono controindicate perché trascurano l’impatto dei processi emotivi nella formazione sia della paranoia e sia sul significato del sintomo. Per raggiungere una conoscenza, anche minima, sul significato del sintomo il terapeuta e il paziente non possono eludere dal prendere in esame la valenza o soglia emozionale. Le sostanze farmacologiche che modificano la soglia di percezione (tranquillanti, antidepressivi) alla fine risultano essere controindicate e favorenti solo la confusione. L’approccio psicoanalitico delle libere associazioni e dell’analisi dei sogni rimane l’unica tecnica suggerita come valida: tecnica che consiste nel riconoscere la funzione del sogno come sintomo o segnale di pericolo, segnale che può rappresentarsi come dolore o piacere paradossale in stretto rapporto con i contenuti della paranoia.

    La sintesi del modello psicoanlitico è riportata graficamente nella FIGURA 2:






    La figura sintetizza il ruolo del dualismo biologico che dalle emozioni si dispiega verso i sentimenti.
    Il precursore biologico empirico della griglia che viene proposta è già stato descritto nel riflesso di Moro ed è confermato dai risultati dei lavori sperimentali.

    Griglia limbica: il ruolo delle emozioni nella formazione dei sentimenti.
    La figura semplifica la descrizione dei mutamenti strutturali necessari nel riconoscimento della formazione dei sentimenti affettivi/istintivi.
    A: condizione alla nascita. Il sistema del dolore, schematizzato come un contenitore, è nella sua massima espressività: è saturo, essendo innato; quello del piacere è vuoto essendo acquisito.
    B: il neonato attraverso il ruolo della réverie (careviger, madre, ambiente ecc.) forma un legame con il mondo e questo consente il parziale svuotamento del sistema del dolore (freccia in giù) e la formazione di un piacere. Si realizza la base biologica per lo sviluppo del sentimento affettivo su cui opera la tecnica del metodo psicoanalitico.
    C: condizione fondamentale per lo sviluppo della soglia del senso del pericolo e necessaria alla formulazione del pensiero. Essendo il sistema del dolore insaturo, il suo livello ne permette il riconoscimento dello stimolo doloroso come tale. Nella figura lo stimolo viene rappresentato dalla freccia a sinistra. Stimolo che può essere endogeno: per es. un delirio o esogeno per es. un evento reale pericoloso, ugualmente il livello permette il riconoscimento di uno stimolo piacevole per una stimolazione compatibile. Si tratta della variante in flessione della reazione di Moro.
    D: nel caso in cui il sistema del dolore si trovi in uno stato di saturazione, (quando per esempio il soggetto avverte un senso di precarietà, di impotenza, ecc.) lo stimolo doloroso (endogeno o esogeno) trovando il sistema del dolore in stato di saturazione attiverà l’antagonista del piacere, producendo un soddisfacimento paradossale che è identificabile nell’istinto (o trucido). La freccia rappresenta schematicamente lo stimolo doloroso che provoca il travaso - ulteriore freccia curva - verso il contenitore del sistema del piacere. Uno stimolo doloroso verrà percepito, paradossalmente, come piacevole. Si tratta dell’equivalente della variante emotiva della risposta in estensione della reazione di Moro.
    E: qualora il soggetto abbia raggiunto un grado di maturazione della personalità attraverso esperienze di apprendimento, il tronco cerebrale è in grado di produrre il sintomo psicosomatico (SP) o riflesso limbico e consiste in: evitamento, paura, attacchi di panico, cefalea, sino alla crisi epilettica della III soglia.
    La funzione del Sintomo Psicosomatico o Segnale di Pericolo consiste nell’interrompere il travaso del dolore nel sistema del piacere.
    Il compito e il ruolo della psicoterapia è nel saper riconoscere, attraverso l’analisi degli eventi, le variegate sfaccettature del soddisfacimento affettivo rispetto all’istintivo. Determinante è il ruolo del sintomo che inizialmente si presenta al soggetto con il sogno (segnale di pericolo nei confronti di un desiderio rimosso) e successivamente con segnali sempre più intensi tipici della sintomatologia psicosomatica che dall’ansia può realizzare quadri clinici complessi come la psoriasi ma anche la morte per arresto cardiaco.
    Nella condizione rappresentata dalla figura D si è nella condizione definibile come parte delle personalità psicotica (euforia, vendetta, trionfo, mancanza del senso del pericolo, serial killer, kamikaze, delirio, nei gruppi con la mentalità di gruppo) mentre nella condizione rappresentata in E si è nelle condizioni riconoscibili nella parte non psicotica della personalità o in senso generico nell’area delle nevrosi, per quanto riguarda il singolo, mentre per quanto riguarda la psicologia dei gruppi inizia la fase dello sviluppo della cultura di gruppo.
    Il dato, la funzione e il ruolo del piacere paradossale è nella presenza o meno del sintomo. La riflessione è particolarmente è importrante e significativa nella valutazione del disagio giovanile. Si è portati a sostenere che sia proprio l'adolescente il soggetto più esposto alla percezione del disagio come segnale o sintomo psicosomatico relativo alla carenza del senso del pericolo. Infatti, cusiosamente, nei casi di devianza criminale ciò che emerge è l’assoluta mancanza della sintomatologia psicosomatica.
    E’ forse il caso di insistere nel riportare quanto i risultati del modello proposto da Mattioli contrasta con quanto descritto da Antonio R. Damasio Professore di Neurologia e Preside del Dipartimento di Neurologia presso il College of Medicine della University of Iowa, nonché professore incaricato presso il Salk Institute for Biological Studies di La Jolla. Infatti il Prof. Damasio è noto in Italia per aver pubblicato due testi : il primo riguardante il dualismo cartesiano e il secondo Emozione e coscienza, Adlelphi 2000 e anche perché, recentemente, è stato insignito del prestigioso premio Nonino 2003. Contrariamente a quanto sinora descritto il Prof. Damasio sostiene che sia il dolore e sia il piacere non siano emozioni. Ecco i tratti salienti della posizione dell’illustre scienziato. Si legge a pag. 99 del testo:

    “Che dire, poi, del piacere? Il piacere è un’emozione? Di nuovo preferirei dire di no, anche se il piacere proprio come il dolore, è intimamente legato all’emozione. Come il dolore, il piacere è una qualità costitutiva di certe emozioni, mentre per altre ne è l’innesco. Il dolore è associato alle emozioni negative, quali l’angoscia, la paura, la tristezza, e il disgusto, il piacere è associato a molte sfumature di gioia, di orgoglio e di emozioni di fondo positive. Il piacere e il dolore fanno entrambi parte del disegno biologico che ha ovviamente scopi adattativi, ma svolgono la loro funzione in circostanze molto diverse. Il dolore è la percezione di una rappresentazione sensoriale di una disfunzione locale in un tessuto vivo. Nella maggior parte delle situazioni il danno effettivo
    o imminente dei tessuti vivi, si producono segnali che vengono trasmessi sia per via chimica sia attraverso le fibre nervose C e A delta e nel sistema nervoso centrale si creano rappresentazioni
    appropriate, a molteplici livelli. In altre parole, l’organismo è stato selezionato per rispondere alla perdita dell’integrità dei tessuti, o alla sua minaccia, con un tipo particolare di segnalazione.
    Il processo di segnalazione recluta una schiera di risposte chimiche e neurali, da reazioni locali dei leucociti a riflessi che coinvolgono un intero arto, a una reazione emotiva concertata.”

    L’argomento non è superficiale ed ha una certa importanza: a differenza di Damasio per Mattioli, invece, non sempre una disfunzione locale di un tessuto vivo produce dolore. Si tratta del nucleo centrale della ricerca relativo al modello psicoanalitico e al piacere paradossale. La conferma, che è poi la smentita di quanto afferma il Prof. Damasio, è rappresentata dai casi, non certo rari, in cui una lesione ischemica cardiaca non produce dolore. In medicina tale condizione ha un nome : infarto silente. Ma gli esempi che smentiscono le affermazioni del Prof. Damasio sono numerosi. Gli studi sperimentali del Mattioli, confermati successivamente nell’uomo, hanno dimostrato che in caso di lesione cardiaca il sintomo dolore è dovuto non al cuore ma dall'elaborazione o interfaccia dei segnali che vengono inviati ad un’area precisa del tronco cerebrale. La struttura è ritenuta strategica nell’attuazione e nella formazione del sintomo dell’angina pectoris (sensazione penosa che avverte il soggetto quando le sue coronarie riducono il loro calibro, provocano una riduzione nell’apporto di ossigeno al cuore), del cosiddetto sintomo psicosomatico e del piacere paradossale identificata da Mattioli nella sostanza grigia periacqueduttale del Mesencefalo (CGM o PAG).
    In sostanza: il contributo scientifico proposto è in linea con la tradizione neurologica italiana e rispetta il metodo scientifico deduttivo. Un singolare contributo viene offerto nella proposta di formazione della memoria autobiografica relativa ai concetti di archiviazione e rimozione. Viene infine proposta per la discussione e la riflessione clinica la metafora emblematica relativa alla funzione sociale dei cimiteri: vedere figura 03.



    Se insieme al paziente ci poniamo la domanda sulla funzione sociale del cimitero possiamo confrontarci su alcune possibili posizioni o spunti di riflessione: si potrebbe argomentare per es. che i soggetti che usufruiscono dei vantaggi dalla presenza del cimitero non sono i morti ma i viventi. Si potrebbe sostenere la metafora relativa alla funzione del cimitero e dei rituali ad esso correlati che svolgerebbero la loro funzione sul piano del metabolismo emotivo: la funzione avrebbe come obiettivo non la plasmazione del dolore, come sinora sostenuto dalla maggior parte della letteratura, ma l'obbiettivo inciste nella plasmazione del sentimento istintivo della rabbia verso una modificazione di un livello di soglia più tollerabile, per il cervello, riguardante il dolore: si descrive dunque come un processo terapeutico il lavoro necessario per il cambiamento del valore soglia che dal piacere paradossale vira al piacere affettivo. In altri termini, forse unpò esasperati, dal piacere dell'odio al piacere del perdono.
    Dunque in conclusione il presente contributo nel suo complesso permette di fornire elementi sulla conosecnza dei meccanismi che partecipano nelle cause delle morti improvvise (tipo le morti in culla, nei casi di epilessia, ecc.) e delle condotte suicidarie e lesionistiche: la sintomatologia psicosomatica viene riconosciuta da un nuovo e rivoluzionario punto di vista. Infine per quanto riguarda l’epilessia il modello offre un’ampia descrizione chiarificatrice sul ruolo antidepressivo e di sintomo psicosomatico della crisi convulsiva cosiddetta idiopatica o primaria e il suo riconoscimento diagnostico e prognostico attraverso l’utilizzazione dell’elettroencefalogramma vettoriale.

    ” IL PIONERISMO IN AGRO PONTINO “
    Edit. S.E.N.O. Roma Dic. 2002; Euro 15,00


    Il contributo della psicoanalisi alla psicologia del pioniere nella formazione di Littoria e Latina .
    Parole chiave: assunti di base, mentalità e cultura di gruppo, gruppo nascente, setta, fascismo, democrazia.

    Si tratta di un contributo innovativo relativo all’applicazione del modello psicoanalitico presentato nel “La nuova frontiera della psicoanalisi: l’emozione si fa scienza” Edit Borla 2000 e vede l’estensione dello studio sulla matrice biologica delle emozioni applicato nella formazione di gruppi nascenti. Come fenomeno di gruppo viene preso in analisi il pionerismo: in sostanza viene proposto il trasferimento del modello psicoanalitico nell’analisi della formazione di una collettività.
    La scelta del pionerismo è strategica: per Mattioli, essendo nato a Latina e vissuto gli anni dell’adolescenza, non è stato faticoso concentrarsi sulla storia e sulla psicologia dei risultati della colonizzazione e trasformazione sia dell’agro romano che dell’agro pontino. Si è trattato di valutare avvenimenti appartenenti ad epoche storiche molto ben studiate da diversi autori, il dibattito sulla materia ha raggiunto una vasta intesa fra gli addetti. La scelta del pionerismo è, anche, dovuta al fatto che viene offerta la possibilità di analizzare il comportamento di soggetti che si aggregano sulla spinta di un riscatto e nella ricerca di modificazione di uno stato di precarietà: se vogliamo è un tema di forte attualità legata ai flussi migratori.
    Il gruppo dei pionieri è dunque un campo di studio che rispetta i criteri di attendibilità scientifica per la presenza di variabili costanti e prevedibili. Per Mattioli l’opera di ruralizzazione con la fondazione di nuove città, realizzate in seguito alla bonifica integrale del 1930, come Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pontinia, rappresentava per il regime fascista il Laboratorio Psicosociologico della nascente società rivoluzionaria. Ed è il motivo principale della scelta per l’applicazione del modello sul fascismo/pionerismo: si è trattato di delimitare un campo d’indagine su un campione omogeneo. Lo studio si è concentrato sulle modalità in cui il regime si è prodigato per la realizzazione dell’uomo nuovo, del terzo millennio.
    In sintesi: è emerso che il progetto fascista faceva leva sul carisma del pionerismo attraverso la strumentalizzazione dei sentimenti quali la sfida, la rivalsa, il riscatto dall’indigenza (contenenti il piacere paradossale). Il pionerismo con i risvolti emotivi e sentimentali è servito in molte occasione nell’aggregazione delle masse: basti pensare all’esperienza della colonizzazione americana. In Europa, dopo Mussolini è stata la volta di Hitler; ma chi ha saputo far tesoro dell’esperienza fascista è stato, senza ombra di dubbio, Stalin. Il regime comunista ne ha ripercorso tutte le tappe: prova ne sono le città della Siberia. Ancora oggi nei paesi comunisti sono chiamati pionieri gli adolescenti che militano nel partito. Nell’avventura coloniale in Albania e in Africa il fascismo trasferì il progetto di ruralizzazione, dell’agro pontino: infatti nell’occasione sono stati realizzati duemila chilometri di strade. Sono i paesi africani che le conservano ancora come impianto viario essenziale. Ma il laboratorio sociologico fascista ha trovato la sua forza sul piacere paradossale della sfida, sull’enfasi della rivalsa. Per il regime le caratteristiche paradossali di piacere in esse contenute, non poteva che portare alla perdita del senso del pericolo e dunque alla disfatta della guerra. La mentalità di gruppo del fascismo (sintetizzato nei concetti del credere, obbedire, combattere) ha condotto la nazione alla formazione della setta. Stile di vita o filosofia che non ha nulla a che fare con la cultura di gruppo tipica delle democrazie. Il modello psicoanalitico entra nei fatti storici e offre così la possibilità di analizzare i retroscena tattici utilizzati da Mussolini nella scelta dei suoi collaboratori per l’opera di ruralizzazione dell’agro pontino. Lo studio si concentra sul ruolo svolto dal condottiero della battaglia: il Conte Valentino Orsolini Cencelli. Personaggio emblematico chiamato e scelto per costruire in sei mesi Littoria: una città nuova che doveva essere anche bella. Dopo due anni venne fondata Sabaudia. Dopo la disfatta della guerra la comunità di Littoria ha cercato di far tesoro dell’esperienza come fondazione del Laboratorio Sociologico Ideologico e si è impegnata nel prenderne le distanze. Il primo atto è stato di cambiare nome: da Littoria in Latina. Ma è anche l’epoca in cui emerge il ruolo carismatico come guida spirituale di Santa Maria Goretti, la Santa bambina del Novecento: emblema della dignità, bene diventato ora irrinunciabile nelle scelte di vita. La figura della Santa diventa il simbolo del riscatto dell’indigente (bonificatore,pioniere, colono) dalla precarietà e dall’indigenza attraverso il valore della dignità. Ma il rischio, attuale, per la città consiste ancora nel fatto che, nonostante gli sforzi, la popolazione possa rimanere impigliata nella mentalità di gruppo del fanatismo delle origini, del piacere paradossale della rivalsa. Da qui, la tensione e la crescita attuale. “Il Pionerismo in Agro Pontino” è un testo nuovo, affronta la problematica esistenziale del singolo e la coniuga con la collettività in maniera nuova, singolare. Il volume nonostante la complessità dell’argomento risulta accessibile e di facile lettura: si presta per un dibattito sul comportamento umano e sulle basi della neurobiologia dei sentimenti del benessere e del disagio ed inoltre affronta un tema sinora trascurato: il piacere paradossale apprezzabile sia nel singolo che nel gruppo.

  11. #26
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    ma mi ci vorrà un bel po' per leggermi tutta sta matassa..........

    ma invece di fare copia e incolla non potevi dirmi a quali autori faceva riferimento il modello che propone il genio?
    formulare semplicemente delle ipotesi...
    i risultati...
    la teoria di base...

    non angustiarti proverò a leggere il tutto.
    sebbene: lapolitica col modello neurologicoe per gunta psicoanalitico?

    ma siamo davvero ad altissimi livelli.......perchè nemmeno un premio nobel come edelman si sognerebbe tali connessioni. per parlare di coscienza ha prima preso il nobel per le sue scoperte immunologiche, parlo di edelman, poi per 20 anni sta cercando di metter su un valido modello per la coscienza.
    qui invece si tratta di politica neurologia, psicoanalisi, centri del piacere e del dolore....accipicchia..........

    cmq appena avrò tempo leggerò il tuo copia e incolla. cercherò di capirlo, e poi magari se avrà senso (perchè come lo hai presentato te finora, è paccottiglia) ne discuteremo.
    si fa così, in genere. si fa partecipi gli altri, in modo semplice, se ne acettano le regole, ovvero non petter su paroloni,per mettere alla prova le proprie "rivoluzionarie" rivelazioni..... metodo scientifico, popperiano (da popper).

    ciaz

  12. #27
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da neuromancer
    ma mi ci vorrà un bel po' per leggermi tutta sta matassa..........

    Io me la sono riletta prima di postarla...




    Originariamente postato da neuromancer
    ma invece di fare copia e incolla non potevi dirmi a quali autori faceva riferimento il modello che propone il genio?
    formulare semplicemente delle ipotesi...
    i risultati...
    la teoria di base...


    l'avevo già spiegata sommariamente se non sbaglio, ma poi tu hai polemicizzato già su tutto... ma non sei proprio mai contento èh?




    Originariamente postato da neuromancer
    non angustiarti proverò a leggere il tutto.
    sebbene: lapolitica col modello neurologicoe per gunta psicoanalitico?


    leggi e sta zitto, daiii!!!



    Originariamente postato da neuromancer
    ma siamo davvero ad altissimi livelli.......perchè nemmeno un premio nobel come edelman si sognerebbe tali connessioni. per parlare di coscienza ha prima preso il nobel per le sue scoperte immunologiche, parlo di edelman, poi per 20 anni sta cercando di metter su un valido modello per la coscienza.
    qui invece si tratta di politica neurologia, psicoanalisi, centri del piacere e del dolore....accipicchia..........


    visto che roba??




    Originariamente postato da neuromancer
    cmq appena avrò tempo leggerò il tuo copia e incolla. cercherò di capirlo, e poi magari se avrà senso (perchè come lo hai presentato te finora, è paccottiglia) ne discuteremo.
    si fa così, in genere. si fa partecipi gli altri, in modo semplice, se ne acettano le regole, ovvero non petter su paroloni,per mettere alla prova le proprie "rivoluzionarie" rivelazioni..... metodo scientifico, popperiano (da popper).

    ciaz

    ma dai , sarà già molto se leggi il tutto, e se lo farai sarà probabilmente perchè ti ho provocato... in realtà hai già pronte le critiche e sei svogliato... tra un po' mi vomiterai addosso le tue intelligenti e calcolate considerazioni negative... sbaglio?
    ...ma quali paroloni? mai vista una teoria più semplice di questa... dai va là...

    ciao

  13. #28
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    polemicizzato ...

    exempli gratia.

    cmq, senza rancori.

    alla prox

    ciaz

  14. #29
    io mordo
    Ospite non registrato
    Ciao, non conosco il latino e comunque mi sfugge al momento il significato generale del pos... puoi riformulare più comprensibilmente?
    grazie

  15. #30
    ho suddiviso la discussione, buona continuazione
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

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