Anch'io sto valutando l'idea di poter prendere uno studio, e così quando mi capita di andare da dei colleghi, osservo il setting e l'arredamento in genere per capire come si siano organizzati e se è funzionale cogliere lo spunto.
Ad esempio, da una collega ho notato una cosa in merito alla sala d'aspetto: lei ha praticamente le due stanze comunicanti, e da entrambe si può accedere direttamente all'uscita, cosicchè nonsi creino situazioni imbarazzanti per chi non vuole far sapere che va dallo psicologo...Questo sarà irrilevante nelle grandi città, ma nei piccoli centri potrebbe essere una soluzione ottimale. E' vero che nel pubblico c'è un via vai, ma è anche vero che spesso si cerca il privato perchè ha delle "caratteristiche" che il pubblico non offre.
Poi, per quanto riguarda il camice, mi sembra di ricordare che, soprattutto per i bambini (ma anche per gli adulti) è più funzionale non indossarlo per creare una relazione più profonda e non far sentire l'altro troppo giudicato specie perchè molto spesso la consulenza porta ad una apertura profonda dell'utente che si rivolge a noi.
Inoltre, il fatto di potersi tagliare all'interno dello studio può essere evitato cercando di non riempire la stanza di oggetti appuntiti e si può andare sul sicuro seguendo le normali norme che si utilizzano per la sicurezza dei bambini.
Ovviamente ciò non toglie che potrebbe essere funzionale avere una cassetta di pronto soccorso nel bagno per ogni evenienza.
Per quanto riguarda il fumo, magari il tuo "paziente pluripregiudicato con reati efferati alle spalle" potrebbe anche essere soddisfatto per aver fumato una sigaretta ma forse non lo è la mamma del bambino che viene da te subito dopo!!! Scherzi a parte (infatti immagino che l'utenza non possa essere così variegata! :-) ), data la legge che vieta di fmare in locali pubblici, non mi stupirei affatto se il fatto di poter fumare non venga proprio nemmeno chiesto...a meno che non ci siano posaceneri in giro... che si può benissimo evitare di mettere così come si evita di lasciare a portata di mano siringhe per tossicodipendenti, o bottiglie di alcolici o quant'altro che nulla ha a che fare con uno studio professionale...
In ogni caso, penso che il permettere determinate azioni stia al buonsenso del terapeuta e alla conoscenza dei singoli utenti... La mia modesta opinione è che non far fumare in un ambiente chiuso sia stata finalmente una legge a favore di tutti...e nulla toglie che non possa fumare sul terrazzo o sul giardino...







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