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  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di sarasarafr
    Data registrazione
    27-03-2006
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    327
    semplicemente per un motivo:questo ragazzo è un suo conoscente...
    io rispetto la ragazza che ha posto il quesito, anzi la psicologa...però da come ha posto il problema non mi sembra assolutamente in grado.
    ho effettuato entrambi i semestri di tirocinio nell'area clinica con adolescenti...so che cosa significa per loro avere un problema.
    se lei se la sente...

  2. #17
    Partecipante Esperto L'avatar di sarasarafr
    Data registrazione
    27-03-2006
    Messaggi
    327

    io credo anche che il valore della professione PSICOLOGO sia dato da persone che si trovano contente del servizio offerto...
    credo sia nelle nostre mani questo compito, anche se a volte questo significa DELEGARE

  3. #18
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    259
    Certo, sono perfettamente d'accordo. Ma penso anche che non si possa immediatamente delegare.
    Illy

  4. #19
    cricrimont
    Ospite non registrato
    Io sono psicoterapeuta dal gennaio di quest'anno, ma ho iniziato a lavorare come psicologa dal 2001 con lo studio privato. Il mio primo paziente è stato proprio un adolescente con problemi di encopresi (sintomo che manifestava un disagio a livello familiare e relazionale).
    Credo che occorra studiare bene ogni singolo caso e per studiare intendo anche prendere in mano dei libri, di qualsiasi oorientamento questi siano (io ho fatto una specializzazione ad approccio integrato, quindi utilizzo ciò che per me è più valido dai diversi punti teorici) e cercare di saperne di più sul problema. E' vero che prima di aprire lo studio ho seguito due master, uno sull'età evolutiva a d orientamento cognitivo comportamentale e uno sulla psicologia scolastica, quindi di bambini ed adolescenti un po' ne mastico, ma puoi tranquillamente anche tu cominciare a farti esperienza.
    Io faccio due colloqui con i genitori, al terzo invito anche il ragazzo e dopo qualche minuto insieme chiedo ai genitori se possono lasciarci soli, sempre che il ragazzo sia d'accordo ed inizio la mia raccolta dati dal punto di vista di chi "in teoria" presenta un disagio.
    Io faccio fare il test della famiglia, della figura umana ed altri test proiettivi sui quali sono stata addestrata nei precedenti master poi a seconda di quello che è il problema che emerge faccio domande o quesiti specie-specifici. Dopo due-tre incontri con il ragazzo, do la restituzione dei dati emersi ai genitori, se minorenni, o al ragazzo stesso, se maggiorenni, e se sono in grado di poterlo seguire, gli propongo un percorso in cui spiego cosa andremo a fare, anche per creare maggiore alleanza!
    Resto a tua disposizione se haio bisogno di maggiori informazioni al mio indirizzo mail [email protected].
    Fidati di te e della tua creatività, senza trascurare l'importanza della teoria!
    In bocca al lupo. Cri

  5. #20
    Partecipante L'avatar di **kioko**
    Data registrazione
    23-02-2005
    Messaggi
    43
    io sono d'accordissimo con sarasarafr
    credo proprio sia meglio evitare accuratamente di iniziare un rapporto,anche solo di sostegno psicologico, con un conoscente
    per la nostra professione credo sia fondamentale avere ben chiari i ruoli e se si è contemporaneamente psicologi e amici della stessa persona non è facile tenere le due cose separate
    credo che ricoprire entrambi i ruoli ci possa far incorrere in errori deontologi

  6. #21
    molly2003
    Ospite non registrato
    CIao A tutti! Scusate se mi intrometto, ma mi si è presentata una situazione simile a quella di Psiko'77...

    Un amico di un amico di un amico ha saputo che ho concluso il mio percorso di studio e che sono iscritta all'albo. Evidentemente ritiene che ciò sia condizione sufficiente per poter esercitare e mi ha mandato a dire che avrebbe bisogno di parlare. E ora sta aspettando da me una risposta. Non vi chiedo un consiglio ma proprio una spiegazione di come fare.

    Primo: Io mi chiedo se sarei capace. Ho assistito e condotto tanti colloqui durante il tirocinio e con pazienti moooolto problematici, tipo border-depressi-ossessivi-narcisisti-istrionici...ma come li avrò condotti questi colloqui? La supervisione col tutor consisteva nella spiegazione delle fasi utilizzate da me nel colloquio, nella lettura della mia relazione al colloquio e dal racconto delle impressioni del paziente al tutor dopo il mio colloquio...e mi diceva, il tutor, che i primi colloqui di assessment avevano quella linea di conduzione. E quindi? Che significa? Poi quando assistevo ai colloqui che faceva lui ritrovavo la stessa linea che avevo usato anche io...anzi diciamo che io usavo quella linea perchè la vedevo usata da lui. Ma non credo che il discorso sia così semplice. Voglio dire, un conto è un colloquio con un soggetto che viene in una casa di cura perchè ha delle problematiche che gli impediscono di vivere e un conto è parlare con un soggetto che "ha bisogno di parlare". Come si struttura il colloquio?

    Secondo: Mi ha poi mandato a dire che ha intenzione di pagarmi. ??? Io non credo mi convenga aprire Partita iva adesso, anche perchè avrei, nel caso ci vada, solo lui e sappiamo tutti che con un paziente solo la partita iva non conviene. Lo so che detto così sembra brutto il discorso, ma come faccio a mantenermi la partita iva poi se non lavoro? Per il resto infatti sto cercando lavoro, ma ero orientata ad uno stage, quindi niente soldi...

    Terzo: Altra cosa che mi ha mandato a dire è che sarebbe possibile vederci a casa sua....e quindi il setting dove va a finire? Mi sembra già che non sia come deve essere, che dite? Senza considerare che poi, essendo aminco di un amico di un amico, potrebbe essere che lui mi dia del tu e io come dovrei fare con lui??

    Quarto: Non so assolutamente da che parte cominiciare.

    Vi ringrazio se vorrete rispondermi e aiutarmi!!

    Scusate di nuovo se non ho aperto un nuovo 3d ma l'argomento mi sembrava simile...

    GRAZIE DI NUOVO, aspetto fiduciosa!
    Ultima modifica di molly2003 : 03-04-2006 alle ore 12.03.03

  7. #22
    Partecipante Esperto L'avatar di sarasarafr
    Data registrazione
    27-03-2006
    Messaggi
    327
    ho appena visto il messaggio di Molly...
    il mio punto di vista credo che lo possa intuire,se hai seguito il forum...
    io capisco, anzi stra-capisco che c'è bisogno di guadagnare e che c'è tanta voglia di esercitare questa bellissima professione, ma ritengo che ci sia ancora taaaaanto da imparare.....
    io sto attualmente lavorando come psicologo per un'azienda nel settore gestione risorse e formazione e mi rendo conto che prima di arrivare e fare.............. c'è tanta strada ed è bene che ci sia perchè quando si vuol fare un lavoro non basta la voglia ci vuole PROFESSIONALITA'...ne va di tutta la categoria!
    questa è la mia opinione...buona giornata

  8. #23
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Se non te la senti date tutte queste anomalie che potrebbero stravolgere il senso degli incontri (se vai tu a casa sua la situazione sembra molto più simile a quella di due conoscenti che si incontrano per prendere il caffè), forse ti conviene essere chiara e magari proporgli comunque di incontrarsi a casa sua, come due conoscenti appunto, per capire di cosa si tratta e aiutarlo a trovare un centro/persona cui rivolgersi.
    Dopotutto non sai nemmeno di cosa si tratta: potrebbe semplicemente essere in crisi con la fidanzata, stressato perchè lavora troppo, soffrire di insonnia o invece avere una profonda depressione.
    Dopotutto un bravo professionista di solito ha dei campi in cui è competente e altri in cui riconosce che quello non è il suo campo e invia.
    Se imposti il discorso in questo modo poi magari vedi che basta quel colloquio amicale a rassicurarlo o perlomeno a ridimensionare le aspettative (la psicologa non ti aiuta a rimetterti insieme alla tua fidanzata).
    Se invece la situazione è più grave rischi poi di non avere gli strumenti per trattarla con grande frustrazione da parte tua (non è bello iniziare la propria carriera con un fallimento) e difficoltà da parte sua (continuerà a stare male e perderà fiducia nella categoria).
    Vimae

  9. #24
    molly2003
    Ospite non registrato
    Certo è che non voglio fare male il mio lavoro ed è per questo che sono titubante, non è che credo di non essere pronta, il punto è che proprio non lo sono. Hai ragione sara. La voglia non basta per lavorare come psicologo. Adesso ho solo la voglia di imparare. E' per questo infatti che, come vi ho detto, sto cercando uno stage nella psicologia del lavoro, tra l'altro il ramo in cui vorrei lavorare e non psicologia clinica, per il momento...

    VI ringrazio dei saggi suggerimenti. Certamente li considererò. Grazie davvero.

  10. #25
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    19-11-2004
    Residenza
    modena
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    1,268
    ciao molyna...non ho letto tutto ma credo che duo o tre incontri tu li poss afre per definire il problema...dopodicheè se va oltre le tue competenze ABBI IL CORAGGIo di dire..ok...ti mando da un colega più esperto...

    sei psicologa, ma non puoi sapere fare tutto...fai quello che sai fare e secondo me è il modo migliore...

  11. #26
    Partecipante Esperto L'avatar di sarasarafr
    Data registrazione
    27-03-2006
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    327
    Per fortuna!
    qualcuno che apprezza la mia idea...
    di solito mi hanno sempre accusata di voler delegare troppo, io però ci credo troppo in questa professione e vorrei dare il meglio, sempre...
    buona fortuna per lo stage, io ho iniziato così e poi mi hanno assunta...e ti assicuro che è bellissimo questo lavoro, a me piace un sacco, anche se torno a casa alle 20 e devo studiare per l'esame di stato..........
    a presto

  12. #27
    molly2003
    Ospite non registrato
    CIAO MANUU! Il coraggio per inviarlo da un collega io ce l'ho già adesso perchè non mi sento capace di fare la psicologa da sola, così all'inizio...certo se deve poi trattarsi di una chiacchierata come dice vimae allora mi sento più "adatta" - grazie alla capacità di ascolto che un po' ritengo di avere - rispetto ad un'altra persona...poi forse non è vero neanche questo, non prendetemi per presentuosa, ma mi sentirei più adeguata io a presentarmi per una chiacchierata davanti a un cafè...

    Grazie ragazzi, questi confronti per chi è confusa come me servono tanto.

  13. #28
    molly2003
    Ospite non registrato
    Per sara: perchè non attivi il servizio PM?? Ho visto che darai l'esame a firenze?? Allora ci vedremo sul 3d di là in cui ogni tanto vado a spargere consigli...una volta tanto sono io a darli!! Senti sara, se attivi il pm avrei delle cose da chiederti sullo stage...ho messo adesso un post sul 3d di lavoro e organizzaizoni, forse potremmo parlarci lì!

    Grazie, ciao!

  14. #29
    molly2003
    Ospite non registrato
    RAGAZZE HO BISOGNO DI VOI!!!!!!!!!!!!

    Avete presente quell'amico di un amico di un amico?? Ha avuto il mio numero e mi ha chiamato ora ora. HA detto che ha bisogno di parlarmi, mi ha detto che non sta un gran chè bene, che andava da uno psichiatra ma ha smesso 2 anni fa perchè stava meglio. Ora prima di tornare da lui vorrebbe avere un parere mio....gli ho spiegato la mia posizione iniziale e lui ha risposto che "credo che tu puoi aiutarmi comunque, anche poco ma si lo puoi fare, perchè immagino che una base tu l'abbia". Lui ha aggiunto che possiamo intanto fare un primo colloquio per farmi capire la situazione e poi casomai inviarlo allo psichiatra di prima oppure indicargli uno psicologo io.

    Troppe cose già non vanno: ci siamo dati subito del tu e ho fissato nei prossimi giorni in un posto a lui familiare.

    Mi ha accennato qualcosa, è ossessivo dice, nei pensieri tanto da non aver modo di far latro: questa è l'unica cosa che mi ha "tranquillizato" un po' in quanto ho fatto il tirocinio in una clinica per ossessivi-compulsivi ad orientamento cognitivo-comportamentale. Posso riferirmi a quei colloqui e per l'invio all'istituto stesso...

    Ragazzi ditemi qualcosa, ho sbagliato? Come posso essere un minimo efficace con questa persona??

  15. #30
    Partecipante Esperto L'avatar di sarasarafr
    Data registrazione
    27-03-2006
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    327
    non posso aiutarti...non saprei neppure io che fare.....
    forse io lo richiamerei e gli direi che non credo di essere la persona che fa il caso suo e gli darei il numero della psicoterapeuta con cui ho fatto il tirocinio.
    magari lei mi farebbe andare ad assistere e mi sentirei più sollevata, magari dopo averlo visto lei, con più esperienza, potrebbe dirmi se sarei in grado di gestirlo io le volte successive.
    in bocca al lupo

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