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  1. #16
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    Originariamente postato da -Pandora-
    purtroppo nella nostra cultura se non viene esplicitamente detto "puoi fare questo, questo e questo" noi non lo facciamo...si rischia di essere troppo intraprendenti.
    piuttosto nei casi più gravi si rischia la galera o la radiazione dall' albo


    La tecnica dello scaricabarile è la più diffusa e di certo non è la più utile per il paziente-patatabollente di cui lo psicologo si libera scaricandolo allo psichiatra e se va male.. la colpa è dello psichiatra!
    ma questo non giustifica qualcuno (lo psicologo) a consigliare farmaci.


    Fortunatamente in Europa e nel resto del mondo non si ragiona come in Italia dove abbiamo deciso di rinchiuderci nel nostro studio-orticello e farci i beati cavoli nostri perchè tanto quando il paziente esce dalla porta del nostro studio con la diagnosi il nostro compito si è esaurito.. ci sono altre realtà dove questo genere di interventi sembra funzionare, soprattutto per il paziente che si sente seguito.
    Se lo ritieni più rassicurante possiamo continuare a comportarci come abbiamo fatto finora, non stupiamoci poi dei drop out degli insuccessi e delle lamentele dei pazienti che si sentono spesso "studiati" piuttosto che aiutati.
    qui non capisco se ti riferisci alla collaborazione (fra professionalità) o ai consigli (sottobanco). Se ti riferisci alla collaborazione sono perfettamente d' accordo con te.

    Sinceramente non vedo alcuna mancanza di rispetto nel dare indicazioni che potrebbero essere più o meno vantaggiose per il paziente, una mancanza di rispetto sarebbe interferire con le decisioni dello psichiatra, idea che non mi ha assolutamente sfiorato.
    Pandora, questo genere di indicazioni (consigliare farmaci) non puoi assolutamente darle. Esula completamente dalla tua (nostra) formazione.

    Accadueo, nessuno ti amputa una mano se contatti lo psichiatra, soprattutto se è qualcuno che conosci....già perchè a volte gli psicologi inviano il paziente da quel dottore x perchè ci hanno avuto già a che fare o perchè è un loro amico....ma forse è vietato anche questo?
    mai detto che questo è un problema o che sia vietato.
    Una domanda, ma se hai questa passione per consigliare farmaci, perchè non ti iscrivi a medicina?
    ciaociao

  2. #17
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    21-02-2005
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    Roma, nata e vissuta :)
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    Originariamente postato da Accadueo
    piuttosto nei casi più gravi si rischia la galera o la radiazione dall' albo
    Oh capperi Accadueo, mi sono letta e riletta il codice deontologico e proprio non sono riuscita a trovare nulla; saresti così gentile da dirmi il numero dell'articolo che fa riferimento a questa norma affinchè possa colmare la mia lacuna?

    Ti sto per raccontare una storia che ti farà arricciare i capezzoli dal raccapriccio: una mia amica che va in cura da una psicoanalista freudiana ha avuto una crisi depressiva che la ha portata a soffrire di insonnia. La sua analista le ha suggerito di farsi prescrivere il tavor..il medico ha acconsentito e lei lo ha preso per 2 mesi: dovrei forse consigliare alla mia amica di denunciare il fatto all'ordine? Dubito che lo farà, visto che la terapia procede con ottimi risultati.

    mai detto che questo è un problema o che sia vietato.
    ma se prima hai parlato di galera o di radiazione dall'albo...scusa ma comincio a non capire....

    Una domanda, ma se hai questa passione per consigliare farmaci, perchè non ti iscrivi a medicina?
    ciaociao
    magari nella prossima vita......

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
    (P. Martinetti)

    Giace l'alta Cartago, appena i segni
    dell'alte sue ruine il lito serba.
    Muoiono le città, muoiono i regni
    copre i fasti e le pompe arena et erba...

    (T. Tasso)

    -Membro del Club Del Giallo - tessera n°6-SEGRETARIA DI REDAZIONE

    TUTTO CIO' CHE NON CI UCCIDE CI RENDE PIU' FORTI

  3. #18
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    Oh capperi Accadueo, mi sono letta e riletta il codice deontologico e proprio non sono riuscita a trovare nulla; saresti così gentile da dirmi il numero dell'articolo che fa riferimento a questa norma affinchè possa colmare la mia lacuna?
    Articolo 5
    Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione professionale e ad aggiornarsi nella propria disciplina specificatamente nel settore in cui opera. Riconosce i limiti della propria competenza ed usa, pertanto, solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione.
    Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

    Articolo 8
    (...)
    Parimenti, utilizza il proprio titolo professionale esclusivamente per attività ad esso pertinenti, e non avalla con esso attività ingannevoli od abusive.

    Pandora se "banalmente" la tua amica avesse avuto una reazione allergica al Tavor avrebbe potuto benissimo denunciare la psicoanalista che le ha consigliato abusivamente, rispetto alla propria professione, la somministrazione di psicofarmaci (esclusivamente di competenza medico-psichiatrica).
    Ti prego, non dirmi ancora che non vedi scritto fra le righe che non è possibile consigliare farmaci anche perchè non c'è neanche scritto di poter effettuare rituali magici o fare cartomanzia.


    Articolo 6
    (...)
    Nella collaborazione con professionisti di altre discipline esercita la piena autonomia professionale nel rispetto delle altrui competenze.

    tu scrivevi:
    Sinceramente non vedo alcuna mancanza di rispetto nel dare indicazioni che potrebbero essere più o meno vantaggiose per il paziente, una mancanza di rispetto sarebbe interferire con le decisioni dello psichiatra, idea che non mi ha assolutamente sfiorato.
    quando tu consigli un farmaco, implicitamente o esplicitamente hai fatto una diagnosi. Ebbene, se una persona è contemporaneamente in cura dallo psichiatra e dallo psicologo, sia lo psichiatra che lo psicologo possono avere in mente due diagnosi differenti per la stessa persona. L' ideale è confrontarsi e conversare per fare un lavoro di "rete". Quando ciò non avviene lo psicologo non può permettersi di considerare il suo lavoro diagnostico come più vero rispetto a quello dello psichiatra arrivando a consigliare pure la marca del farmaco da far somministrare; una cosa è parlare con lo psichiatra dicendo "guardi, da una serie di colloqui il cliente racconta che non riesce più a dormire e ha sintomi depressivi, lei pensa che sia utile un supporto farmacologico?", un' altra cosa è esordire con lo psichiatra nel seguente modo: "prescrive il Tavor al mio cliente?".
    La leggi la differenza nei due modi di domandare la stessa cosa? Io si, nella prima leggo il rispetto della professione altrui e il limite della mia, nella seconda no.
    ciaociao

    P.S. dimanticavo.. potremmo aprire anche il discorso sulla sterminata letteratura rispetto al "conflitto" che si viene a creare nel momento in cui il professionista (psichiatra-psicoterapeuta) somministra farmaci e fa psicoterapia.
    Ultima modifica di Accadueo : 14-04-2006 alle ore 10.58.28

  4. #19
    Partecipante Assiduo L'avatar di shiningwitch
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    Io credo che l'approccio al paziente debba essere interdisciplinare e si indispensabile una coordinazione e collaborazione tra figure diverse, in modo che questo garantisca una presa in carico globale della persona in quanto persona e non solo in quanto paziente portatore di malattia.

    La collaborazione tra professionalità diverse è indispensabile, ma deve essere attuata secondo la logica per cui ciascuna figura fornisce il proprio contributo specifico e professionale, senza invadere il campo degli altri.

    E' certamente vero che a volte esiste una scotomizzazione del problema del paziente, per cui esiste il rischio che lo psichiatra limiti il suo intervento alla mera somministrazione farmacologica, ma è altrettanto vero che è un problema che non può essere risolto da un intervento di uno psicologo che travalica il confine tra la psicologia e la medicina.

    Ci sono psicologi che hanno conoscenze e competenze mediche, questo è possibile (se ci sono in giro persone non laureate che fanno i medici e vengono scoperte 20 anni è ovvio che talvolta si possono possedere competenze anche a prescindere dal titolo accademico), ma NON E' COMPITO DELLO PSICOLOGO, ed uno psicologo che "consiglia" dei farmaci non contribuisce di certo a creare fiducia nella psichiatria e nella possibilità di lavorare in maniera coordinata con altri specialisti.

    Sono stata diversi anni in un reparto di psichiatria e conosco abbastanza bene la medicina, ho sicuramente una minima competenza farmacologica, ma non penserei nemmeno lontanamente di consigliare qualche farmaco (qualsiaisi esso sia) a nessuno.
    Non ho la preparazione necessaria e non mi sento di assumere una responsabilità tale.
    A questo si aggiunge il fatto che si tratta di esercizio abusivo della professione medica.

    Io credo che da parte di un professionista (psicologo) debba esserci un rispetto per gli altri professionisti ed i rispettivi ruoli che non può consentire una "invasione di campo", nemmeno se fatta con le migliori intenzioni e propositi.

  5. #20
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Originariamente postato da Accadueo
    Articolo 5
    Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione professionale e ad aggiornarsi nella propria disciplina specificatamente nel settore in cui opera. Riconosce i limiti della propria competenza ed usa, pertanto, solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione.
    Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

    Articolo 8
    (...)
    Parimenti, utilizza il proprio titolo professionale esclusivamente per attività ad esso pertinenti, e non avalla con esso attività ingannevoli od abusive.


    Scusa ma gli articoli che mi hai citato dicono tutto e niente....
    Lo psicologo esercita attività abusiva se PRESCRIVE farmaci, non se li consiglia allo psichiatra o al paziente.

    E se lo psichiatra o il neurologo o il medico di base consigliano al paziente una terapia cognitivo-comportamentale che fanno, esercizio abusivo della professione psicologica?

    Ti dirò una cosa che ti scandalizzerà oltre misura: accade a volte che lo psichiatra RINGRAZIA lo psicologo per le indicazioni che gli fornisce....è mostruoso, non trovi?

    Pandora se "banalmente" la tua amica avesse avuto una reazione allergica al Tavor avrebbe potuto benissimo denunciare la psicoanalista che le ha consigliato abusivamente, rispetto alla propria professione, la somministrazione di psicofarmaci (esclusivamente di competenza medico-psichiatrica).
    La mia amica è poi andata dal medico, che le ha fatto fare gli opportuni controlli per vedere se poteva prenderli. La terapeuta le ha detto di parlarne con il suo medico, mica la ha convinta a sedurre sessualmente il farmacista per farsi dare il tavor!

    Articolo 6
    (...)
    Nella collaborazione con professionisti di altre discipline esercita la piena autonomia professionale nel rispetto delle altrui competenze.
    Rispettare le altrui competenze significa non interferire nella decisione finale, non dare suggerimenti: laddove lo psichiatra prende una decisione, lo psicologo è tenuto a rispettarla e questo già lo ho detto e lo ripeto...ubi major, minor cessat.



    ....Accadueo...me le porterai le arance quando sarò in galera?

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  6. #21
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Pandora a questo punto ti dico brava continua pure a consigliare farmaci a clienti, amici e psichiatri e non scordarti che ancora la tua professione è nelle relazioni e nelle conversazioni.

    Grazie Shiningwitch, sei stata chiarissima e utilissima perchè iniziavo a credere di sbagliarmi.
    Ciaociao

  7. #22
    Partecipante Assiduo L'avatar di shiningwitch
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    Originariamente postato da -Pandora-


    Scusa ma gli articoli che mi hai citato dicono tutto e niente....
    Lo psicologo esercita attività abusiva se PRESCRIVE farmaci, non se li consiglia allo psichiatra o al paziente.


    [/B]



    La differenza mi pare sottile e pericolosa.
    Oltrettutto è abbastanza ovvio che uno psicologo non possa prescrivere farmaci in senso letterale del termine, visto che dubito che possa disporre del ricettario del SSN non essendo medico...

  8. #23
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Originariamente postato da Accadueo
    Pandora a questo punto ti dico brava continua pure a consigliare farmaci a clienti, amici e psichiatri e non scordarti che ancora la tua professione è nelle relazioni e nelle conversazioni.
    Sono d'accordo con te, ma io purtroppo sono anche una povera illusa che crede ancora nella possibilità di costruire un intervento con altre figure professionali che fra l'altro molto spesso si dimostrano favorevoli a questo genere di collaborazioni.

    Io credo che lo psicologo debba mettere i suoi strumenti a disposizione del paziente e come ho già detto, che questa sorta di continuità nell'intervento possa aiutarlo nel sentirsi seguito e considerato, ma naturalmente questo è soltanto il mio umile punto di vista....

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  9. #24
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Originariamente postato da shiningwitch
    La differenza mi pare sottile e pericolosa.
    Oltrettutto è abbastanza ovvio che uno psicologo non possa prescrivere farmaci in senso letterale del termine, visto che dubito che possa disporre del ricettario del SSN non essendo medico...
    Evidentemente la ragione della mia ignoranza in merito sta nella frequentazione di ambiti professionali in cui si agiscono sistematicamente violazioni della deontologia....e del fatto che non ho mai sentito di psicologi segnalati all'ordine per questioni simili.

    Ti assicuro che cercherò di documentarmi e di verificare, io sono come san tommaso ma se avrò la certezza inoppugnabile che tale pratica è scorretta mi asterrò dal metterla in pratica, la mia forma mentis origina esclusivamente dal desiderio di aiutare il paziente e chi si occuperà di lui a costuire un intervento efficace e mirato ma dal momento che non mi chiamo Don Chisciotte preferisco sacrificare le mie idee piuttosto che la mia professione.

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
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  10. #25
    Partecipante Assiduo L'avatar di chinoppi
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    Francamente non capisco! Finalmente si parlava di medicina non convenzionale come la floriterapia (fiori di bach), e siamo finiti a parlare di farmaci, deontologia, galera e tribunali. Continuo a vedere la stessa dinamica in quasi tutti i thread; la definirei: "Senso di colpa da psicologo iscritto che non sa guardarsi bene allo specchio". Semmai la tematica da ciclopeoscar era del tutto antitetica a questa discussione da Super-io che ci vuole mandare tutti in gattabuia, affrontava una prospettiva nuova ed un potenziale enorme che collega la psicologia alla medicina non convenzionale, che va dalla bioenergetica alla floriterapia, che può non solo staccarci dal mondo medico farmacologico ma che può darci la possibiltà di colpire quel target (e sono tanti) che di pasticche non ne possono più!! La domanda è: "Chi meglio dello psicologo è in grado di afrontare questo cambiamento storico-culturale??"

  11. #26
    ciclopeoscar
    Ospite non registrato
    ... esattamente Chinoppi!
    La mia era una provocazione lanciata per indurre tutti alla riflessione riguardo alll'utilizzo di "medicina alternativa" che non ha effetti collaterali e nè comporta rischio di dipendenza e assuefazione.
    Ok, gli psichiatri (e solo questi!) prescrivono gli opportuni psicofarmaci ai pazienti che hanno gravi difficoltà, ma che ne pensate dell'utilizzo di prodotti naturali e del relativo effetto placebo per le patologie dell'area nevrotica?

    Non è ora di smetterla con questi psicofarmaci che non fanno altro che mascherare il conflitto sottostante alla sintomatologia e aggiungere ulteriori problemi fisici?

    Non sono contro gli psicofarmaci, in alcuni casi sono necessari, ma ho l'impressione che ci sia un enorme abuso nella prescrizione e nell'utilizzo.

    Vox populi: "Bisogna farsi una cura farmacologica per farsi passare l'ansia altrimenti non si sta mai bene!!"

    Che ne dite di partire proprio da questa convinzione per proporre fiori di bach, valeriana e chi più ne ha più ne metta, come rimedi naturali ed efficaci da affiancare ad una psicoterapia adeguata per il singolo paziente?

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